Non voto a verbale? Una bufala


Questo post è stato rivisto alla luce dei contributi pervenuti nella discussione avvenuta attraverso i commenti. Ringrazio pertanto tutti coloro che hanno partecipato sollevando le questioni ed i dubbi che sono emersi e che hanno portato a chiarire definitivamente che rifiutarsi di prendere la scheda elettorale e chiedere di verbalizzare le motivazioni politiche del rifiuto è un’iniziativa NON PRATICABILE e di livello  politico inesistente.

Il testo del messaggio che sta girando da qualche settimana è riportato in calce al post. Gli interventi di cancellazione di parti del discorso superflue e poco chiare sono evidenziati con il testo barrato.

La materia è regolata dal DPR 361 del 1957, emendato nel corso del tempo e di cui qui è disponibile il testo coordinato e vigente dopo l’ultima riforma del 2005 (Governo Berlusconi). Inoltre, le disposizioni di completano con riferimento alle Istruzioni per le operazioni degli uffici elettorali di sezione emanate dal Ministero dell’Interno. A mio modesto parere, il messaggio che sta girando è una bufala di proporzioni nazionali per i seguenti motivi:

    • gli art. 57 e 58 disciplinano l’identificazione e lo svolgimento del voto. E non prevedono alcuna possibilità paragonabile a quella presente nel messaggio, salvo quanto previsto dall’art. 74 sul verbale delle operazioni di voto, dove devono essere annotati i reclami presentati, le proteste fatte, i voti contestati e le decisioni del presidente. Il paragrafo 6 precisa inoltre che le decisioni del presidente su tutte le difficoltà e gli incidenti che siano sollevati intorno alle operazioni della sezione e sui reclami (anche orali) e le proteste che gli vengano presentati sono provvisorie: il giudizio definitivo su tutte le contestazioni, le proteste e, in generale, su tutti i reclami presentati agli Uffici delle singole sezioni è riservato, alla Camera dei deputati ed al Senato. 
    • Nel verbale deve essere annotato il rifiuto di un elettore di votare DOPO essere stato identificato e registrato, ma il presidente non ha nessun obbligo di riportare eventuali dichiarazioni dell’elettore sarebbe costretto a inserirla nei voti nulli (o contestati), vanificando di fatto il valore puramente simbolico della protesta che farebbe aumentare i voti nulli (o contestati, che sarebbero poi invalidati dalle commissioni provinciali)
    • in base all’art. 83 il riparto dei voti avviene esclusivamente sulla base dei voti validamente espressi escludendo il numero dei voti nulli e delle schede bianche.
      I voti espressi in ciascuna sezione elettorale sono attribuiti a ciascuna lista.
      Il conteggio nazionale per l’attribuzione dei seggi in parlamento avviene mediante il procedimento del quoziente elettorale nazionale (somma dei voti ottenuti da ciascuna lista -o coalizione- a livello nazionale DIVISO il numero dei seggi da attribuire).
      Il premio di maggioranza viene attribuito solo sulla base dei voti VALIDI ottenuti dalle liste che hanno ottenuto almeno il 4% dei voti su base nazionale alla Camera e l’8% dei voti ottenuti su base regionale al Senato.
    • il presidente può decidere di attuare le disposizioni previste per i casi speciali, contenute nei paragrafi 62 e 63 delle istruzioni. Se l’elettore non vota nella cabina il presidente ritira la scheda, dichiarandone la nullità e l’elettore non è più ammesso al voto (la  scheda è annullata ed allegata al verbale). Se l’elettore indugia artificiosamente nell’espressione del voto o non restituisce la scheda riempita, può farlo allontanare per evitare di ritardare o di congestionare le operazioni di votazione degli altri elettori. Le schede, restituite dall’elettore che ha indugiato artificiosamente e che non contengono alcuna espressione di voto, devono essere annullate. Tali fatti vanno annotati nel verbale e nel caso dell’indugio anche accanto al nome dell’elettore.
    • da notare che se il comportamento dell’elettore rientra nei casi previsti dall’art. 102
      (cagiona disordini con segni palesi di approvazione o disapprovazione od in qualunque
      altro modo) ed egli viene richiamato all’ordine dal presidente senza obbedire rischia l’arresto ino a tre mesi e l’ammenda fino a circa 200 euro.

      Appare dunque evidente che:

      • quel che è dato per assodato nel messaggio che sta girando non lo è affatto,  perché il verbale può contenere esclusivamente proteste e reclami degli elettori e dei partecipanti all’ufficio del seggio relative allo svolgimento delle procedure e delle operazioni di seggio ed è compilato (par. 15) secondo modello preimpostati dal ministero dell’interno (n. 12 E.P. per la Camera e n. 20 E.P. per il Senato). poiché ogni presidente potrebbe comportarsi in modo diverso, nei limiti dei margini di autonomia che gli sono riconosciuti nel suo ruolo non c’è alcuna sicurezza che la dichiarazione sia messa a verbale come richiesto dall’elettore, dato che nessuno può obbligare il presidente a scrivere il verbale come richiede. Nel caso si potrebbe agire in tribunale, essendo il verbale un atto pubblico (ma questo è un caso accademico)
      • le ipotesi numeriche che vengono espresse ed i conseguenti significati politici sono puramente accademiche e non hanno alcun riscontro con la realtà, a meno di fenomeni di massa, che, allo stato stato dei fatti e delle esperienza storiche sembrano da escludere e trovano posto solo nei saggi di Saramago.

      Buon voto o buona astensione a tutti…

      Aggiornamento: ho chiesto un parere legale ad un amico che insegna diritto privato in una università del nord est e questo è quello che mi ha risposto:

      “…l’analisi che hai fatto tu non fa una piega. Il che dimostra quello che dico sempre ai miei studenti: il diritto è innanzitutto buon senso. Qualsiasi interpretazione che non risponde a questo canone è sbagliata. E’ una specie di prova del nove.”

      Se qualcuno avesse altri dubbi, sono pronto a dare soddisfazione! :-)

      ———————————————-

      Oggetto: RIFIUTO AL VOTO CON VERBALE

      Pochi lo sanno ma la legge prevede la possibilità di rifiutarsi di votare e metterlo a verbale. Quando si va al seggio e dopo che le schede sono vidimate si dichiara che ci si rifiuta di votare e si vuole che sia messo a verbale.
      Le schede di rifiuto vengono CONTATE e sono VALIDE, contrariamente alle schede nulle o bianche o all’astensione dal voto. Nessun media (chiaramente) ne parla, sembra che i giochi della CASTA siano già fatti, come al solito la gente andrà a votare il “meno peggio”.
      Nel caso le schede di rifiuto arrivassero a un certo numero ( cosa mai successa nelle elezioni italiane) la casta avrebbe “qualche problema” nell’assegnare i seggi vuoti e i media saranno obbligati a parlarne. Fate girare questa mail il più possibile, è l’unica maniera per fare sentire la voce di tutti quelli che vogliono un sistema con persone veramente nuove e non un branco di professionisti della politica che rubano soldi parlando di niente.

      L’astensionismo passivo non fa percentuale di media votanti e riguardo alle elezioni legislative il nostro sistema di attribuzione non prevede nessun quorum di partecipazione. Quindi, se per assurdo nella consultazione elettorale votassero tre persone, ciò che uscirebbe dalle urne sarebbe considerata valida espressione della volontà popolare e si procederebbe quindi all’attribuzione dei seggi in base allo scrutinio di tre schede.

      Altresì le schede bianche e nulle, fanno si percentuale votanti, ma vengono ripartite, dopo la verifica in sede di collegio di garanzia che ne attesti le caratteristiche di bianche o nulle, in un unico cumulo da ripartire nel cosiddetto premio di maggioranza….(per assurdo sempre votando bianca o nulla se alle prossime elezioni vincesse Berlusconi le suddette schede andrebbero attribuite nel premio di Forza Italia). Esiste però un METODO DI ASTENSIONE, che garantisce di essere percentuale votante (quindi non delegante) ma consente di non far attribuire il proprio non-voto al partito di maggioranza. è infatti facoltà dell’elettore recarsi al seggio e una volta fatto vidimare il certificato elettorale, AVVALERSI DEL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA, assicurandosi di far mettere a verbale tale opzione; è possibile inoltre ALLEGARE IN CALCE AL VERBALE, UNA BREVE DICHIARAZIONE IN CUI, SE VUOLE, L’ELETTORE HA IL DIRITTO DI ESPRIMERE LE MOTIVAZIONI DEL SUO RIFIUTO (es.: “Nessuno degli schieramenti qui riportati mi rappresenta”)”.

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      125 pensieri su “Non voto a verbale? Una bufala

      1. rigitans

        infatti il miglior voto per chi disprezza i maggiori partiti è quello dato ad un partito che non ha speranze di entrare in parlamento, perchè toglie percentuali a quelli piu’ grandi.le schede bianche e nulle non vengono prese in considerazione per l assegnazione dei seggi(invece almeno quelle bianche dovrebbero), ma fanno numero, che viene riconosciuto.

        io ho le idee chiare ma ho dato delle alternative all’astensione, che è la peggior cosa. anche se queste elezioni sono una farsa antidemocratica

        Rispondi
          1. Antonio Bigoni.

            Si chiama premio di maggioranza se non lo sai.
            Esiste dal 1993 nei comuni.
            Chi vince prende il 60% del consiglio comunale,anche se ha preso molto meno del 60% dei voti.
            Ad esempio Rutelli ha vinto nel 1993 a Roma contro Fini col 53,1%,ma per effetto di quella legge ha ottenuto 36 consiglieri su 60,molto meno di quanti gli spettassero con una divisione davvero proporziionale.

      2. pietro_d

        stavo scrivendo qualcosa del genere anche io.

        la leggi infatti non prevede che l’elettore posso fare dichiarazioni politiche ma solo ed esclusivamente sul voto e sulla validità dello stesso nel seggio. Inoltre il presidente di seggio di norma dovrebbe richiedere all’elettore se intende votare e quale delle schede vuole ritirare (a questo punto si mette a verbale solo il fatto che non è stata ritirata una scheda). Una volta consegnata la scheda il voto deve essere espresso, altrimenti lo stesso potrà annullare il voto (nel caso in cui l’elettore esca con la scheda aperta e inizi a far polemiche assurde).
        nel caso di iterate polemiche da parte dell’elettore e di richieste continuate di mettere a verbale il suo pensiero politico il presidente può chiamare la forza pubblica e far allontanare lo stesso per aver fatto rallentare le operazioni di voto (con le sanzioni annesse dalla legge).

        per il resto è come sempre meglio andare a votare, scegliere il partito più vicino (se vogliamo un partito che ci rispecchi al 100% dovrebbero essercene 60 mln)

        Rispondi
        1. Bruno Aprile (@BrunoAprile)

          pietro d:
          sarebbe così gentile da scrivere qui integralmente il testo della legge che cita, e che sembra conoscere, che NON prevede che l’elettore possa fare dichiarazioni politiche, etc. ?
          Quando si fanno certe affermazioni bisognerebbe per completezza e per credibilità riportare i testi legislativi (come faccio solitamente io). Grazie e nell’attesa la saluto

          Rispondi
        2. graz

          testo unico delle leggi elettorali art.74 punto 4. Le schede mancanti [dell'appendice o prive di numero] [*] di bollo o della firma dello scrutatore non sono poste nell’urna, e gli elettori che le abbiano presentate non possono più votare. Esse sono vidimate immediatamente dal presidente e da almeno due scrutatori ed allegate al processo verbale, il quale fa anche menzione speciale degli elettori che, dopo ricevuta la scheda, non l’abbiano riconsegnata.

          Rispondi
      3. bruno carioli

        Col porcellum ( leggi legge elettorale di Calderoli & c) non si vota per essere rappresentati ma per il governo che verrà, anche se la Costituzione non lo prevede.
        Non è perciò possibile scegliere, ammesso che ci sia un partito che corrisponde, di specchiarsi in un simbolo (le persone non si possono votare percè non c’è preferenza).
        Non votare significa lascisre campo libero.Occorre votare per essere governati al meglio o al meno peggio..dipende.

        Rispondi
      4. stratex Autore articolo

        grazie a tutti e tre per i vostri interventi e per il chiarimento che ha portato pietro, che mi sembra doveroso. ho chiesto anche il parere di un amico giurista, che spero mi arrivi a breve, in modo da poterlo integrare nelle cose che ho scritto.
        ciò che è importante è contrastare questa disinformazione dilagante!

        Rispondi
      5. Ratzinger

        Si direi che anche dalle mie parti siamo tutti orientati a pensare che si tratti di una bufala come ampiamente (troppo magari ampiamente) discusso qui:
        http://www.kaletraforever.com/?p=172

        Soprattutto perchè, dopo esserci smazzati in 5 il testo unico del porcellum, possiamo affermare che solo i voti validi (non le nulle, le bianche…) vengono calcolati nel voto di maggioranza.
        Dunque il rifiuto della scheda è del tutto inutile.
        Se non voti non cambia nulla dato che non c’è un quorum ma solo percentuali relative.

        INVECE IMPORTANTE:
        Nel corso della verifica ci siamo tutti accorti che, nel caso in cui un partito piccolo che corra da solo non raggiunga il 4% alla camera/8% al senato, i voti di quel partito VENGONO CALCOLATI NEL PREMIO DI MAGGIORANZA.

        Ad esempio io, a titolo di ipotesi, voto socialisti e se i socialisti raggiungono il 3,8%, non solo non accedono ai seggi ma il mio voto va al vincitore (ovvero a Berlusconi).
        QUESTO E’ SCRITTO CHIARISSIMAMENTE NEL TESTO DELLA LEGGE.

        Rispondi
      6. stratex Autore articolo

        @ domenico

        il comma che citi recita: Il segretario dell’Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.

        questo testo non può essere letto separatamente ed interpretato come più fa comodo. leggendo l’intero testo, con particolare riguardo al comma 2 dell’art. 74 (Nel verbale dev’essere presa nota di tutte le operazioni prescritte dal presente testo unico e deve
        farsi menzione di tutti i reclami presentati, delle proteste fatte, dei voti contestati -siano stati o non attribuiti provvisoriamente alle liste- e delle decisioni del presidente, nonché delle firme e dei sigilli.) risulta evidente che il verbale è redatto deve fare menzione delle proteste e dei reclami, ma non sussiste alcun obbligo di RACCOGLIERE LE DICHIARAZIONI DEGLI ELETTORI, rimandando al presidente la modalità di verablizzazione, tenendo conto che il seggio è aperto principalmente per consentire il regolare svolgimento delle operazioni di voto e non per ospitare dei tribuni che esprimono le loro proteste nelle forme che preferiscono.

        il presidente è l’unico responsabile della stesura del verbale ed essendo la massima autorità del seggio ed il responsabile di ciò che avviene, è lui che decide come si verbalizzano gli eventi, tenuto conto del contesto delle operazioni elettorali. su questo, pietro, poco più sopra ha già fornito esauriente spiegazione: nel caso di iterate polemiche da parte dell’elettore e di richieste continuate di mettere a verbale il suo pensiero politico il presidente può chiamare la forza pubblica e far allontanare lo stesso per aver fatto rallentare le operazioni di voto (con le sanzioni annesse dalla legge).

        quindi, tutti sono liberi di adottare i comportamenti che ritengono di adottare, con l’avvertimento che i comportamenti illeciti sono puniti secondo legge, indipendentemente se il contenuto della legge era noto o meno al colpevole. ed inoltre sapendo che l’esito ed il valore della protesta dipende dal comportamento del presidente e non dell’elettore che protesta.

        Rispondi
        1. Bruno Aprile

          La Casta non ha fatto altro che limitare l’esercizio della sovranità dei cittadini limitandola alla sola rappresentanza eletta… benché la Costituzione (legge fondamentale che anche gli organi dello Stato devono rispettare – art. XVIII disp. trans. e finali) non lo espliciti affatto. La società democratica prefigurata nell Costituzione, secondo l’assemblea costituente, si può realizzare solamente con entrambe le forme citate dal secondo comma dell’art. , ovvero la Democrazia Rappresentativa (Indiretta) e dalla Democrazaia Diretta (artt. 50, 71, 75 e 138 Cost.) dei cui principi costituzionali si trova applicazione con Dlgs 267/00 riguardante l’autonomia degli enti locali (Regioni, province e Comuni). Le porcate parlamentari (leggi 352/70, 120/99 e 270/05… che per brevità di commento non sto lì ad elencare e descrivere in questa sede) e specialmente le buffonate riguardanti le modalità di espressione mediante voto/delega/scelta dei rappresentanti eletti non sono più degni di alcun rispetto ed obbligo morale dei cittadini… quindi senza andare a trovare troppi cavilli BASTA CHE UNO SI RECA AL SEGGIO CON UNA MOTIVAZIONE DI RIFIUTO DELLA SCHEDA GIA’ PRONTA E NON RALLENTA E NON DISTURBA AFFATTO LE ELEZIONI E GLI ALTRI VOTANTI. VISTO CHE AL SEGGIO ESISTONO PERSONE INCARICATE CON MANSIONI DI PUBBLICO UFFICIALE, CHE TIMBRANO UN CERTIFICATO ELETTORALE, POSSONO BENISSIMO TIMBRARE ANCHE LA COPIA DELLE MOTIVAZIONI CHE SI CONSEGNERANNO SENZA FARE POLEMICHE E NULL’ALTRO PER GIUSTIFICARE IL RIFIUTO DELLA SCHEDA. QUEI SEGGI NON VERRANNO ASSEGNATI E RESTERANNO VACANTI… SE POI OGNI SCUSA E’ VALIDA PER METTERLO SEMPRE IN QUEL POSTO AI CITTADINI ELETTORI E’ UN ALTRO PAIO DI MANICHE… L’IMPORTANTE E’ CHE L’ELETTORE CHE INTENDE RIFIUTARE LA SCHEDA NON SI RENDA COMPLICE DI QUESTO ASSURDO E CONTINUO AFFRONTO ALLA DEMOCRAZIA ED AI DIRITTI DI CHI E’ GIUSTAMENTE STANCO DI ESSERE PRESO IN GIRO DA UN BRANCO DI PARASSITI CHE HA VISTO NELLA POLITICA UN MODO PER ARRICCHIRSI E BASTA.
          Cordiali saluti a tutti i cittadini liberi e sovrani.
          Bruno Aprile (Locate Varesino – CO) – tel. 3472954867

          Rispondi
          1. BrunoAprile

            Dove sta scritto che non si applica alle operazioni di voto ma alle operazioni di scrutinio ? Ma dove vi inventate queste cose ? e perché ?
            la circolare del Viminale che qualcuno ha richiesto viste le contro-bufale che girano in rete (queste sono le vere bufale) ha dissolto ogni dubbio su cosa l’elettore può fare verbalizzare … e speriamo di finirla con questo teatrino di sapientoni (o amici e parenti di qualcuno in qualche partito):
            https://docs.google.com/file/d/0B3VJtb29p-kaemFpNmpNSnItUXc/edit

      7. Riccardo

        Buonasera a tutti.
        La domanda che mi pongo allora è questa: Se non c’è NESSUN partito che mi rappresenta ed allo stesso tempo credo che il voto sia un DOVERE prima che un diritto di un cittadino che crede nella democrazia, come devo comportarmi? Allo stato attuale delle cose il voto per questo o quel partito lo escludo sicuramente non essendo nessuno (dei maiali candidati) degno della mia fiducia. Se invece, dopo essermi presentato ed aver accettato la scheda, la annullassi con disegnini osceni (o un bel vaffanculo) oppure la lasciassi in bianco, tale scheda, e con lei il mio voto, andrebbe a portar acqua al mulino del vincitore (Berlusconi o Veltroni, coloro che proprio non voglio votare). Allora l’opzione di rifiutare/annullare la scheda con dovuta motivazione mi sembra la più sensata. Ovviamente senza polemiche o tribunette elettorali nè, tantomento, con urla o scenate.
        Cosa può comportare, perciò, un “annullamento dichiarato” della scheda, anche se la legge non ne parla?

        Rispondi
      8. Riccardo

        Perdonatemi, ho commesso un errore che ho appurato solo ora: Le schede bianche o nulle, nelle votazioni per camera e senato, non vengono contate nel premio di maggioranza. Però la domanda iniziale rimane sempre la stessa: Con le premesse fatte nel post precedente, come ci si deve comportare?
        Vi ringrazio.

        Rispondi
        1. BrunoAprile

          La scheda rifiutata non viene annullata né dall’elettore (perché non la ritira neppure) e né dal presidente (perché non si presenta neppure il caso di cui all’art. 62 D.P.R. 361/57).
          La scheda rifiutata è NON votata e NON si conteggia ai fini dell’attribuzione del premio di maggioranza e nemmeno all’assegnazione del rimborso ai partiti (secondo stadio).
          Ai fini dell’attribuzione del premio di maggioranza previsto dal Porcellum si contano i VOTI VALIDI ESPRESSI. Chi rifiuta la scheda non esprime alcun voto e chi la annulla o la lascia bianca esprime un voto che è nullo.

          Prima di parlare di rispetto della democrazia bisogna parlare di rispetto della Costituzione italiana (art. XVIII disp. trans. e finali) che prevede agli artt. 56 e 58 la elezione DIRETTA dei parlamentari (e non INDIRETTA attraverso le dirigenze delle liste concorrenti alle elezioni).
          Votare quindi con una legge elettorale incostituzionale significa fregarsene della costituzione esattamente come hanno fatto TUTTI in parlamento da 64 anni. … il che li stimola a continuare sulla stessa strada. La legge elettorale deve prima rispecchiare il dettato costituzionale altrimenti si trasforma il diritto del voto in una spada di damocle sulla testa dell’elettore. Lo si svuota del suo significato.

          Rispondi
          1. Antonio Bigoni.

            Le sfugge che tra scheda bianca,nulla,rifiutata o astensione non c’è differenza,tutte sono escluse dal computo dei voti validi.
            Il resto sono suoi sofismi verbali.

      Rispondi

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