(La mozione è stata approvata all’unanimità nella seduta del 23 settembre 2009) Sinistra e Libertà ha presentato oggi alla Regione Lazio una mozione contro l’omofobia e la transfobia con la quale richiede invita il Governo a predisporre una vasta campagna comunicativa per contrastare l’omofobia e la transfobia, oltre ad impegnare la giunta di Piero Marrazzo ad adottare iniziative affinché la giornata mondiale contro l’omofobia veda il massimo coinvolgimento di tutte le istituzioni laziali.
L’impegno prevede, inoltre che la regione Lazio affianchi le altre istituzioni, a cominciare dal parlamento europeo, per promuovere interventi nella scuola per lo sviluppo di iniziative dedicate alla lotta contro le discriminazioni”.
La mozione è stata firmata da Enrico Fontana e da sedici consiglieri di maggioranza e opposizione: Parroncini, Perilli, Carapella, Laurelli e Massimi, (Pd) – Fontana, Schietroma, Rodano, Pizzo e Tibaldi (Sl) – Celli (Sdi) – Mariani (Lista Civica) – Colagrossi e Bucci (Idv) – Brancati (Repubblicani) – Robilotta (Socialisti riformisti).
Sono particolarmente soddisfatto di questo fatto, sia perché è stata Sinistra e Libertà a prendere l’iniziativa, sia perché ho contribuito alla stesura del testo, che riporto di seguito.
MOZIONE
per la prevenzione e la lotta all’omo-transfobia
Premesso che:
- Il Parlamento Europeo il 18 gennaio 2006 ha approvato più risoluzioni attraverso le quali invita gli Stati membri ad agire per contrastare i diversi fenomeni in cui la omo-transfobia si manifesta -P6_TA(2006)0018, P6_TA(2006)0273, P6_TA(2007)0167-;
- La Costituzione della Repubblica Italiana (art. 3) stabilisce che:
- tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
- è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
- La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani all’articolo 2, comma 1 recita: “Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.”
- La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (2000/C 364/01) all’articolo 1 recita: “La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata”. E all’articolo 21 ribadisce: “E’ vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali”.
Considerato che:
- Il 17 maggio del 1991 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato l’omosessualità una “variante naturale del comportamento umano”.
- Presso il Parlamento Europeo è in preparazione una specifica direttiva sulla prevenzione e la lotta all’omofobia, mentre presso la Commissione giustizia della Camera è allo studio un testo unificato per introdurre nel codice penale l’aggravante inerente all’orientamento sessuale della persona offesa dal reato e all’identità di genere;
- Una cultura diffusa ancora oggi anche in Italia spinge a considerare le persone omosessuali, transessuali e transgender come perverse o malate, rendendole spesso oggetto di scherno e discriminazione e obbligandole a nascondersi e spesso a rinunciare, per paura di essere scoperte, al diritto di denunciare maltrattamenti, percosse, furti o ricatti;
Tenuto conto che:
- in Italia non ci sono specifiche politiche tese a contrastare le forme di discriminazione nei confronti delle persone omosessuali, transessuali o transgender e non esistono dati statistici utili per valutare il fenomeno
- I dati statistici (2009) dell’Agenzia UE per i diritti fondamentali dimostrano che l’omofobia è un fenomeno socialmente in piena diffusione nei paesi europei ed in molti casi tollerata se non sostenuta apertamente da esponenti politici ed istituzionali;
- la lotta all’omofobia e alla transfobia non riguarda solo le persone omosessuali, transessuali o transgender, ma interessa l’autorità pubblica e la volontà collettiva della società, soprattutto se si considera che le difficoltà hanno spesso inizio sin dalla scuola, non sempre adegautamente preparata ad affrontare l’argomento;
- i ripetuti e recenti episodi di violenza e di aggressione omofobica e transfobica dimostrano senza ombra di dubbio e con drammatica evidenza il clima di intolleranza e insicurezza cui è sottoposta l’intera categoria dei cittadini omosessuali, transessuali o transgender.
Tutto ciò premesso e considerato,
Il Consiglio Regionale del Lazio
Plaude e sostiene
l’iniziativa dell’Italia di aderire alla proposta di decriminalizzazione universale dell’omosessualità presso l’Onu, presentata dalla presidenza di turno francese dell’Unione Europea, e accolta da tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea.
Invita il Governo italiano:
- a predisporre una vasta campagna comunicativa e socio-culturale per contrastare il fenomeno dell’omofobia e della transfobia, che preveda iniziative formative nelle scuole, nella pubblica amministrazione, tra le forze dell’ordine nonché nei luoghi di lavoro con specifici programmi di “diversity management”;
- a dotare l’Istat dei fondi necessari per il finanziamento dell’indagine contro le discriminazioni per orientamento sessuale, cancellando il taglio apportato per finanziare l’abolizione dell’Ici;
- a promuovere l’introduzione nei programmi scolastici di ogni ordine e grado di elementi formativi che conferiscano agli studenti autonomia e capacità d’analisi, nonché spirito critico contro ogni forma di violenza e di discriminazione sessuale, ai fini della promozione di una reale autodeterminazione delle persone e a verificare che le istituzioni scolastiche controllino il materiale scolastico adottato dai docenti affinché non contenga stereotipi sessisti o discriminatori.
Impegna la Giunta Regionale:
- ad adottare iniziative utili a far si che la giornata mondiale contro l’omofobia abbia nella Regione Lazio un’adeguata risonanza e veda il massimo coinvolgimento delle istituzioni regionali;
- a promuovere, anche in coordinamento con le associazioni e gli organismi operanti nel settore, iniziative destinate a sensibilizzare l’opinione pubblica verso la cultura delle differenze, la prevenzione e la condanna degli atteggiamenti e dei comportamenti di natura omofobica e transfobica;
- a promuovere, in collaborazione con gli organismi istituzionali di competenza, interventi nella scuola, perché istituzione deputata all’educazione dei futuri cittadini ad una cultura delle diversità e quindi luogo principale per lo sviluppo di iniziative dedicate alla lotta contro le discriminazioni.
Roma 18 Settembre 2009
REGIONE. SINISTRA E LIBERTA’ PRESENTA
MOZIONE CONTRO OMOFOBIA
“Predisporre una vasta campagna comunicativa per contrastare l’omofobia e la transfobia, impegnando la giunta di Piero Marrazzo ad adottare iniziative affinché la giornata mondiale contro l’omofobia veda il massimo coinvolgimento di tutte le istituzioni laziali”. E’ questo l’impegno contenuto nella mozione presentata da Sinistra e libertà alla Regione Lazio e sottoscritta da sedici consiglieri di maggioranza e opposizione.
“Gli ultimi episodi di violenza che si sono verificati a Roma come anche nelle altre città italiane – ricorda Fontana, primo firmatario della mozione – evidenziano un pericoloso riemergere di una cultura che considera le persone omosessuali, transessuali e trans gender come perverse o malate. Dobbiamo interrompere immediatamente questa spirale di violenza e impedire che questo virus dell’intolleranza e dell’omofobia si diffonda”.
“Come prevede la mozione – conclude Fontana – La regione Lazio dovrà affiancare le altre istituzioni, a cominciare dal parlamento europeo, a promuovere interventi nella scuola per lo sviluppo di iniziative dedicate alla lotta contro le discriminazioni”.
Il documento è stato sottoscritto dai consiglieri Parroncini, Perilli, Carapella, Laurelli e Massimi, (Pd) – Fontana, Schietroma Rodano, Pizzo e Tibaldi (Sl) – Celli (Sdi) – Mariani (Lista Civica) – Colagrossi e Bucci (Idv) – Brancati (Repubblicani) – Robilotta (Socialisti riformisti)
Enrico Fontana
Capogruppo Sinistra e Libertà Regione Lazio – Ufficio Stampa 06 65932845

La stavo per scrivere io e invece 



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