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Quale verità su Piazza Navona?

Il bello della “diretta” – Nonostante avessi pensato che questo post potesse essere divenuto stabile… ci sono altre novità. Appena possibile le integrerò. Abbiate pazienza…

Non è un segreto per nessuno che, pur essendo un militante di Sinistra Democratica, abbia un filo diretto con Casa Pound.

Subito dopo i fatti di Piazza Navona, hanno diramato il video qui sopra e un comunicato in cui affermano, in sintesi, che:

  1. le formazioni di sinistra presenti in piazza, hanno assaltato due volte il corteo degli studenti.
  2. il tentativo di politicizzare la manifestazione sia stato messo in atto da forze di sinistra
  3. i militanti dei centri sociali si sono presentati da esterni, già in armi attaccando l’intero corteo e non solo i ragazzi del Blocco
  4. molti studenti di sinistra abbiano dapprima cercato di fermare gli aggressori
  5. la carica e il lancio di oggetti sia partito da una parte ben precisa
  6. TUTTI gli studenti sono scappati dalla parte dei ragazzi del Blocco.
  7. Se fossero stati i militanti del Blocco ad attaccare, è piuttosto fuori dal comune che gli aggrediti scappino dalla parte del pericolo

Dopo una notevole mole richieste, conferme, smentite e simili, credo di poter avere un’idea precisa di quello che è successo e di chi siano i responsabili degli eventi.

Ecco la mia idea, costruita su quanto raccolto in rete e sui contributi pervenuti nei commenti, suscettibile di essere modificata, ove arrivino prove convincenti:

  1. durante la manifestazione in piazza Navona, esponenti di Casa Pound/Blocco Studentesco, sono entrati nella piazza su un camioncino bianco, facendosi largo usando la violenza e picchiando i giovani presenti nei pressi di Corsia Agonale, per motivi che ancora mi sono oscuri. Secondo le persone presenti, alcuni manifestanti (giovani e meno giovani) sono stati aggrediti con oggetti (si parla di cinghie) e mani nude (fonti: Blog di Cheremone , di Silvia, foto e articoli di Repubblica.it e Corriere.it – 1 2 3 4 -, altri siti,  il secondo video in calce al post).
  2. gli altri manifestanti protestano contro Blocco studentesco e chiedono di lasciare dalla piazza. Viene richiesto l’intervento di agenti della Digos in borghese per agire senza creare ulteriore tensione, ma si risolve in un nulla di fatto,
  3. dopo questo fatto e su invito della Polizia a lasciare la piazza, il gruppo del Blocco si dirige verso il lato nord (Via Agonale, Piazza delle 5 lune), annunciando di voler andare al ministero della pubblica istruzione (a Trastevere). Nel frattempo, al corteo della Sapienza e di Roma 3 in arrivo, viene comunicato quello che sta avvenendo
  4. subito dopo l’arrivo del corteo Blocco torna sui suoi passi e rifiuta di lasciare la piazza,
  5. Esponenti di Sinistra Critica e formazioni collegate (riconosciuti nelle foto pubblicate da Corriere.it), molti dei quali con casco bianco e altri a viso scoperto, si dispongono in formazione contrapposta a Blocco a una maciata di metri di distanza,
  6. nonostante la mediazione degli studenti di sinistra democratica, che hanno cercato di placare gli animi, il gruppo dei caschi bianchi attacca il Blocco, che nel frattempo aveva tirato fuori le famose mazze tricolori ben visibili in tutte le fonti (risultano essere bastoni o tubi di metallo foderati di stoffe tricolori/bandiere fermate con nastro nero)
  7. solo dopo che si è scatenta la violenza e vi sono stati ulteriori feriti e contusi, la Polizia decide di intervenire isolando gli studenti del Blocco ed effettuando fermi e arresti.

Tra le fonti utilizzare per la ricostruzione il sito di Sinistra Democratica e il resoconto dell’informativa urgente del Governo alla Camera dei Deputati, che però non coincide in pieno con la realtà dei fatti.

Personalmente, credo opportuno sottolineare fin da principio che da tutti i materiali presenti in rete, si capisce inequivocabilmente che le forze dell’ordine presenti (a tutela di Palazzo Madama…) non abbiano agito avvedutamente, causanto il precipitare degli eventi.

Le mie opinioni:

  • Particolarmente irresponsabile il controattacco violento a Blocco studentesco da parte di Sinistra Critica e delle altre formazioni che hanno partecipato. Un’aggressione vendicativa che, mostando un senso di responsabilità maggiore, avrebbe dovuto essere evitata. Non è assolutamente è concepibile una reazioni para-militare di quella natura, men che meno quando in mezzo ci sono persone che stanno tentando di non far degenerare gli eventi. Per tacere delle gravi conseguenze politiche che innesca, dato che scredita la protesta agli occhi dell’opinione pubblica, aprendo la porta proprio a quelle repressioni autoritarie che qualcuno vorrebbe tanto attuare, nonostante il senso e le modalità finora del tutto civili e pacifiche della protesta studentesca.
  • Il movimento deve assolutamente fare i conti con i tentativi di strumentalizzazione e di accensione di contrapposizioni violente, facendo ben attenzione a misurarsi con la capacità delle formazioni studentesche di estrema destra di captare un cospicuo numero di sostenitori fra i giovani. Sebbene difficile da attuare, la strategia migliore continua ad essere quella dell’inclusione (riunoni e partecipazione alle manifestazioni), unico modo per tenere in qualche modo sotto controllo la situazione. una deriva violenta della protesta, farà il gioco del governo e dei conservatori autoritari.
  • Il movimento studentesco dovrebbe continaure a mantenere una netta separazione dal sistema dei partiti e dalle facili contaminazioni ideologiche. Non c’è nulla di “anomalo” nel fatto che vi sono forze della sinistra di opposizione dentro e fuori il parlamento che stanno dando un netto appoggio e sostegno alla reazione degli studenti; ma ciò non toglie che nelle manifestazioni pubbliche tal forze devono rimanere marginali, proprio per evitare deragliamenti dannosi.
  • censurabile e deprecabile il comportamento di tutti i violenti, aggressori o difensori, da sinistra come da destra.

Di seguito i due video segnalati nei commenti e all’interno del post.

Letture radical-chic

Scrive Michele Serra nella sua rubrica l’amaca

“Beh, si sapeva già. E da un bel pezzo. Viviamo in una provincia europea più di destra che di sinistra, più clericale che laica, più padronale che socialista, più provinciale che cosmopolita, più chiusa che aperta. Non fosse così, la nostra vita pubblica non sarebbe stata dominata per un ventennio (più il resto) dall´arcitaliano Silvio Berlusconi. E non vedrebbe un partito xenofobo tornare in trionfo al potere.
I cittadini di sinistra sono – da sempre – una minoranza di massa. Dovremmo averci fatto il callo, a questa lunga vita di minoranza, raramente interrotta da brevissime stagioni di governo (neanche dieci anni su sessanta di vita repubblicana: e il dato dice tutto). Invece ci rimaniamo male ogni volta, come se ci apparisse inaudito il fatto che no, questo Paese non ci assomiglia, se non in quella piccola e anomala Scandinavia ghibellina che è il Centritalia, quattro regioni in tutto. Bisognerebbe smetterla di offenderci, l´Italia è questa. Possiamo scegliere di viverci male, sprezzanti e amareggiati. Presuntuosi e acidi. O provare a tenere duro, sentirci cittadini, lavorare, discutere, parlare agli altri, non mollare. Chi di noi ha figli, conosce bene l´impulso di avere speranza per loro, anche quando non se ne ha più troppa per sé.”

Quella che io ormai considero un’amica di corrispondenze, Cristiana Alicata, oggi, si domanda:

Cosa ne pensate? Secondo voi è davvero così?
O è l’ennesimo modo radical-chic di leggere l’Italia?

Questo è quello che penso io, come riportato nei commenti al suo blog.

La lettura di Serra tiene conto solo di alcuni aspetti della storia.

Anche se la sinistra non è stata sempre al governo, è pur sempre stata rappresentata in parlamento. Ed ha sempre costituito la sponda istituzionale dei movimenti progressisti (ricordate le lotte studentesche, il movimento femminista, il pacifismo, l’ambientalismo) e dei movimenti legati al mondo del lavoro (sindacati, in particolar modo).

Ora, quella società non esiste più perché è radicalmente cambiata. Ne rimangono a testimonianza leggi importanti e progetti non ancora compiuti, che forse non saranno completati, almeno in questa legislatura.

E’ radical-chic e tremendamente inutile continuare a vagheggiare quei bei tempi. Le forze politiche di oggi DEVONO confrontarsi con questa società ed interpretarne i bisogni più profondi.

Chi è da sempre di sinistra, tende a perpetuare l’analisi del socialismo e del comunismo, di derivazione marxista e leninista. Purtroppo, quegli strumenti di analisi e le risposte che proponevano oggi sono del tutto inapplicabili.
Quindi, o la sinistra si rimbocca le maniche e rinnova i valori che la ispirano e riprende il dialogo con la società, oppure continuerà sorprendersi del motivo per cui gli elettori votano altrove.

Non si creda che questo discorso possa attenere solo alle forze che hanno creato Sinistra Arcobaleno! Due anime della sinistra tradizionale, si sono scontrate a queste elezioni con le loro proposte e le loro prospettive e una a inesorabilmente perduto, determinando la fine storica della parabola operaista. L’altra ha tenuto, ma non ha vinto. Segno evidente che anche in quella direzione, la costruzione della nuova sinistra si è inceppata.

Oggi che il fumo sta sollevandosi dal campo di battaglia, si vedono le prime vittime. Alcuni leader storici hanno dato forfait. Altri li seguiranno. Rimane un esercito di sconfitti da un lato (sinistra arcobaleno, sinistra critica, partito comunista dei lavoratori, partito marxista leninista, ecc.) ed uno che ha tenuto l’assedio.

Ora, se avverrà che la cittadella rimarrà chiusa ed impermeabile, all’esercito degli sconfitti non resterà che darsi alla macchia e tentare una riorganizzazione eroica, forse velleitaria, ma di certo con una prospettiva tutt’altro che allettante di almeno dieci anni di ricostruzione, fra mille difficoltà.

Se la cittadella si aprirà al dialogo e all’accoglienza ci possono essere buone speranze di ricucire un’alleanza che, dove si è presentata alle elezioni, sembra aver onorevolmente tenuto botta.

Io non so cosa accadrà e cosa fare. Per ora parteciperò mestamente all’elaborazione del lutto nella sinsitra arcobaleno e vedremo poi che cosa fare.