Letture radical-chic

16 04 2008

Scrive Michele Serra nella sua rubrica l’amaca

“Beh, si sapeva già. E da un bel pezzo. Viviamo in una provincia europea più di destra che di sinistra, più clericale che laica, più padronale che socialista, più provinciale che cosmopolita, più chiusa che aperta. Non fosse così, la nostra vita pubblica non sarebbe stata dominata per un ventennio (più il resto) dall´arcitaliano Silvio Berlusconi. E non vedrebbe un partito xenofobo tornare in trionfo al potere.
I cittadini di sinistra sono – da sempre – una minoranza di massa. Dovremmo averci fatto il callo, a questa lunga vita di minoranza, raramente interrotta da brevissime stagioni di governo (neanche dieci anni su sessanta di vita repubblicana: e il dato dice tutto). Invece ci rimaniamo male ogni volta, come se ci apparisse inaudito il fatto che no, questo Paese non ci assomiglia, se non in quella piccola e anomala Scandinavia ghibellina che è il Centritalia, quattro regioni in tutto. Bisognerebbe smetterla di offenderci, l´Italia è questa. Possiamo scegliere di viverci male, sprezzanti e amareggiati. Presuntuosi e acidi. O provare a tenere duro, sentirci cittadini, lavorare, discutere, parlare agli altri, non mollare. Chi di noi ha figli, conosce bene l´impulso di avere speranza per loro, anche quando non se ne ha più troppa per sé.”

Quella che io ormai considero un’amica di corrispondenze, Cristiana Alicata, oggi, si domanda:

Cosa ne pensate? Secondo voi è davvero così?
O è l’ennesimo modo radical-chic di leggere l’Italia?

Questo è quello che penso io, come riportato nei commenti al suo blog.

La lettura di Serra tiene conto solo di alcuni aspetti della storia.

Anche se la sinistra non è stata sempre al governo, è pur sempre stata rappresentata in parlamento. Ed ha sempre costituito la sponda istituzionale dei movimenti progressisti (ricordate le lotte studentesche, il movimento femminista, il pacifismo, l’ambientalismo) e dei movimenti legati al mondo del lavoro (sindacati, in particolar modo).

Ora, quella società non esiste più perché è radicalmente cambiata. Ne rimangono a testimonianza leggi importanti e progetti non ancora compiuti, che forse non saranno completati, almeno in questa legislatura.

E’ radical-chic e tremendamente inutile continuare a vagheggiare quei bei tempi. Le forze politiche di oggi DEVONO confrontarsi con questa società ed interpretarne i bisogni più profondi.

Chi è da sempre di sinistra, tende a perpetuare l’analisi del socialismo e del comunismo, di derivazione marxista e leninista. Purtroppo, quegli strumenti di analisi e le risposte che proponevano oggi sono del tutto inapplicabili.
Quindi, o la sinistra si rimbocca le maniche e rinnova i valori che la ispirano e riprende il dialogo con la società, oppure continuerà sorprendersi del motivo per cui gli elettori votano altrove.

Non si creda che questo discorso possa attenere solo alle forze che hanno creato Sinistra Arcobaleno! Due anime della sinistra tradizionale, si sono scontrate a queste elezioni con le loro proposte e le loro prospettive e una a inesorabilmente perduto, determinando la fine storica della parabola operaista. L’altra ha tenuto, ma non ha vinto. Segno evidente che anche in quella direzione, la costruzione della nuova sinistra si è inceppata.

Oggi che il fumo sta sollevandosi dal campo di battaglia, si vedono le prime vittime. Alcuni leader storici hanno dato forfait. Altri li seguiranno. Rimane un esercito di sconfitti da un lato (sinistra arcobaleno, sinistra critica, partito comunista dei lavoratori, partito marxista leninista, ecc.) ed uno che ha tenuto l’assedio.

Ora, se avverrà che la cittadella rimarrà chiusa ed impermeabile, all’esercito degli sconfitti non resterà che darsi alla macchia e tentare una riorganizzazione eroica, forse velleitaria, ma di certo con una prospettiva tutt’altro che allettante di almeno dieci anni di ricostruzione, fra mille difficoltà.

Se la cittadella si aprirà al dialogo e all’accoglienza ci possono essere buone speranze di ricucire un’alleanza che, dove si è presentata alle elezioni, sembra aver onorevolmente tenuto botta.

Io non so cosa accadrà e cosa fare. Per ora parteciperò mestamente all’elaborazione del lutto nella sinsitra arcobaleno e vedremo poi che cosa fare.





BUON VOTO A TUTTI! E W LA SINISTRA!

11 04 2008

La realtà, con le sue domande quotidiane, impone decisioni, prese di posizione e… scelte di parte.

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»TEST FINALE«

E se non bastasse: Bertinotti risponde sulle coppie di fatto





Maratona blog per Grillini Sindaco: cittadini di Serie A

9 04 2008

Maratona per Grillini

Domenica mattina andrò a votare. E’ il banale atto finale del mio impegno quotidiano nella politica attiva, nella vita associativa, nella crescita culturale per lo sviluppo della mia città e dello stato di cui sono cittadino, nella mia vita affettiva ed infine nella mia vita professionale. Io mi considero un cittadino consapevole e partecipe della vita del luogo in cui si esprime con tutto sé stesso.

E come me, sulla rete e nella vita reale, tutte le persone che sono dietro i link e i contatti che popolano questo blog danno lo stesso contributo. Siamo, dunque, un universo di cittadini di serie A. Non nel senso che siamo migliori di altri, ma certamente che adempiamo con il nostro impegno un dovere civile di partecipazione, che sta scritto a chiare lettere nella nostra Costituzione, al secondo comma dell’articolo 4, ma che spesso è dimenticato:

“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”

Oltre a svolgere le nostre professioni, dedichiamo molto del nostro tempo, delle nostre energie e delle nostre passioni ANCHE al progresso della nostra patria. Nel nostro caso, la parola spirituale ha un valore speciale, non legato alla religione, ma all’idea di “non materiale”. Per tutti noi, sono fondamentali le rivendicazioni e le battaglie che mirano a costruire le premesse di una società nella quale la tutela del singolo e delle comunità costituisce il principale presupposto fondativo, assiomatico. La costituzione che vorrei, all’articolo 1 direbbe:

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sui Diritti Inviolabili e sui Doveri Inderogabili dei Cittadini della Repubblica.
Le persone umane presenti sul territorio della Repubblica godono degli stessi diritti ed assolvono agli stessi doveri dei cittadini.
Il Popolo è Sovrano ed esercita la sua sovranità nei modi che indica la Costituzione.”

Non possiamo tollerare, e per questo profondiamo un impegno speciale nel combatterle, le istanze che mirano a sottomettere l’indviduo a sistemi di valori etero-referenziati, che ne condizionerebbero la vita e le scelte sul piano materiale, ma anche su quello spirituale. Questa è l’essenza dell’essere laici: non riconoscere nessuna forma di condizionamento dell’individuo, giustificato da ideologie e autorità che non sono formate e determinate nella comunità in cui l’individuo esprime sé stesso nel rapporto con gli altri.

Ebbene, tornando alle elezioni di domenica prossima, in particolare al Comune di Roma, io ho scelto di appoggiare la candidatura di Franco Grillini pur votando per la Sinistra Arcobaleno.

In questo momento votare Franco Grillini significa dare un segnale preciso a chi pretende di essere rappresentativo della sinistra, senza averne i presupposti. In questo senso, non è un voto PER, ma è un voto CONTRO RUTELLI. Una chiarezza che è doversoo rimarcare. Contro un candidato che nella sua lunga carriera politica ha dimostrato di essere pronto a barattare idee contro potere. Come dimostrano ampiamente i suoi percorsi e le sue dichiarazioni.

Grillini rappresenta quindi un “ALTOLA’! Qui non si passa!”:

  • non passa chi vuole esercitare un potere su mandato divino, ma senza un mandato popolare
  • non passa chi pensa che una confessinoe religiosa possa avere privilegi a spese e a discapito della cittadinanza e delle confessioni meno tutelate
  • non passa chi pensa che l’associazionismo (laico o religioso) possa essere un modo per fare affari, piuttosto che per contribuire direttamente allo sviluppo della società
  • non passa chi discrimina per qualunque ragione chi ha meno forze e meno diritti degli altri
  • non passa chi pensa che la repressione è la via per dare maggiore sicurezza alla città
  • non passa chi sostiene il circolo vizioso che fa della casa un bene di lusso, piuttosto che una necessità primaria
  • non passa chi vede la famiglia come un centro di potere piuttosto che un luogo di amore
  • non passa chi guarda agli immigrati come soggetti pericolosi e da sfruttare e non come persone che hanno diritto alla sicurezza di un lavoro per contribuire alla crescita serena della propria famiglia e la sicurezza per i propri figli
  • non passa chi pensa che la periferia sia un parcheggio o un dormitorio
  • non passa chi vuole cittadini con diverse cittadinanze, diversi diritti e diverse opportunità




Sinistra Arcobaleno e la comunità GLBT

2 04 2008

Nell’ambito delle manifestazioni promosse in tutta Italia per la giornata del 4 aprile che la Sinistra Arcobaleno dedica al tema LIBERTA’ E DIRITTI, Fauso Bertinotti incontrerà la comunità GLBTQ di Roma presso il Circolo “Mario Mieli”-Via Efeso 2A, alle ore 16,30.

Oltre a Bertinotti, ci saranno Porpora Marcasciano del Mit, Aurelio Mancuso di Arcigay, Francesca Polo di Arcilesbica e Rossana Praitano del Mieli.

Queso il testo che accompagna l’invito.

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge” così dice la nostra Costituzione ma di fatto non è così. Le persone gay, lesbiche, bisessuali, trans/gender e queer (glbtq) hanno eguali doveri ma non hanno ancora gli stessi diritti.
La Sinistra l’Arcobaleno ha nel suo Dna i temi della laicità, dei diritti civili, del riconoscimento delle differenze ovvero la pari dignità degli orientamenti sessuali e delle identità di genere. L’autodeterminazione delle donne nella procreazione fa parte della nostra idea di civiltà e per questo riteniamo che la legge 194 va difesa ed applicata e che è indispensabile una nuova legge sulla fecondazione assistita che sostituisca la legge 40.
Vogliamo il riconoscimento pubblico delle coppie di fatto, l’uguaglianza sostanziale dei diritti delle persone lesbiche, gay e transessuali, con l’approvazione di leggi che non si limitano alle coppie di fatto ma con proposte in linea con i Paesi europei più avanzati. E’ necessario introdurre norme che perseguano tutte le forme di discriminazione basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere e che prevedano la rettificazione del nome e del sesso anagrafico senza ricorrere all’intervento chirurgico di riconversione del sesso.
La Sinistra l’Arcobaleno ha posizioni molto chiare e condivise dal movimento e dalla comunità glbtq ma è indispensabile continuare a costruire insieme un percorso che renda più incisive le richieste per il riconoscimento dei diritti di cittadinanza, per reali pari dignità e pari opportunità. Questo percorso dovrà condurre all’approvazione delle leggi più idonee senza però tralasciare interventi mirati a promuovere nelle scuole, ma anche sui posti di lavoro, incontri e corsi di educazione alla sessualità e di prevenzione dell’omofobia.

Preannuncio che il mio personale intervento riguarderà il matrimonio delle coppie gay, e la possibilità per loro e per i single di accedere all’adozione e l’estensione degli effetti della legge sulla procreazione assistita.





Appello al voto per la Sinistra Arcobaleno

1 04 2008

Ricevo e rilancio un appello a sostenere La Sinistra l’Arcobaleno alle prossime elezioni.

Noi sosteniamo le liste de “La Sinistra, l’Arcobaleno” , e il candidato-premier Fausto Bertinotti, per quattro buone ragioni.

  1. Un voto utile alla democrazia italiana e alla rinascita della politica.
    La contesa elettorale non può ridursi a una partita a due, o a un referendum tra leadership spettacolari. E il futuro del paese non può essere affidato al “modello americano” , che per definizione e vocazione storica cancella la sinistra dalla rappresentanza istituzionale. Per battere la destra, la sinistra resta essenziale. Per vincere la sfida della pace che muove milioni di persone, ci vuole una sinistra forte. Per superare la crisi di fiducia, e i pericoli di declino morale dell’Italia, le idee e la forza della sinistra restano imprescindibili.
  2. Un voto di parte.
    Dalla parte dei lavoratori e dei diritti del lavoro, operaio, precario, intellettuale, sfruttato, sottopagato, umiliato. Dalla parte delle donne, dei giovani e dei nuovi cittadini e cittadine migranti in cerca di libertà. Dalla parte del rispetto per l’ambiente, minacciato da un’idea di sviluppo cieca e squilibrata. Dalla parte del valore non mercificabile del sapere e della conoscenza. Fuori da questa parzialità, che rivendichiamo come una risorsa preziosa, non c’è vera possibilità di cambiamento. E tutto si “concilia”, si omologa, si appiattisce, in un clima di conformismo dilagante.
  3. Un voto laico.
    Per fermare l’invadenza interventista delle alte gerarchie vaticane e le tentazioni neo-temporaliste della Chiesa cattolica. Per arginare le insorgenze fondamentaliste, che attaccano leggi come la 194, bloccano l’allargamento dei diritti civili, diffondono omofobia, tentano di ricondurre le donne ad un ruolo antico di soggezione. Noi non vogliamo nè “guerre di religione” nè antistorici steccati tra credenti e non credenti. Crediamo piuttosto che la laicità dello Stato e il primato del Parlamento siano il fondamento più solido della libertà di tutti.
  4. Un voto di speranza.
    Per una sinistra capace di rigenerare se stessa, il suo modo di essere e di agire, i suoi progetti. Un obiettivo difficile, ma assolutamente necessario, che può cominciare un percorso positivo nel fuoco di queste elezioni, il 13 e 14 aprile. Noi, a questa speranza non possiamo rinunciare.