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Regionali Lazio 2010: Rainbow in lista!

Le elezioni regionali 2010 nel Lazio si tingono dei colori della bandiera Rainbow. Ospitati nella sede suggestiva e prestigiosa del Centro Culturale Cappella Orsini, i candidati lgbtqi presenti nelle liste del centro sinistra si sono dati appuntamento per un confronto ed un dibattito sui loro impegni programmatici e sul futuro del movimento nella Regione. Erano presenti Cristiana Alicata per il Partito Democratico, Saverio Aversa per Sinistra Ecologia Libertà, Klaus Mondrian per la Federazione della Sinistra, Sergio Rovasio per la Lista Bonino-Pannella. Purtroppo non ha potuto raggiungere l’incontro Edda Billi della Lista Bonino-Pannella, ma in compenso c’è stato un breve fuori programma con la presenza di Luca Sappino, candidato per Sinistra Ecologia Libertà e notoriamente persona lgbtqi friendly.

Di seguito, grazie alla preziosa opera dell’infaticabile Federica Pezzoli, le regsitrazioni degli interventi.

Certi Diritti al Quirinale

Il palazzo del Quirinale

Il palazzo del Quirinale

Nel tardo pomeriggio del 18 maggio, una delegazione dell’Associazione Certi Diritti è stata ricevuta al Quirinale. Erano presenti Rita Bernardini (deputata radicale, membro della Commissione Giustizia, iscritta all’Associazione), Sergio Rovasio (Segretario dell’Associazione), Guido Allegrezza (Coordinatore nazionale della campagna di Affermazione Civile, sostenuta dell’Associazione), Leila Daianis (Rappresentante del Coordinamento Transgender Sylvia Rivera).

L’incontro si è caratterizzato per la cordialità ed una proficua conversazione, occasione per portare all’attenzione del Capo dello Stato i temi più rilevanti che toccano da vicino la comunità LGBTQI italiana. Nel corso del colloquio sono stati toccati alcuni temi significativi come l’estensione del matrimonio alle coppie dello stesso sesso, l’istituzione di forme di unioni civili aperte anche ad esse, la prevenzione dell’omofobia e della transfobia attraverso specifiche politiche di formazione ed informazione, i problemi dei migranti omosessuali, la prevenzione e la cura delle malattie sessualmente trasmesse, temi sui quali, anche da parte del Colle si è messo in evidenza il preoccupante silenzio dei media e della politica.

Al termine del colloquio, la delegazione ha consegnato una lettera indirizzata al Presidente, con la sintesi dei temi indirizzati nella conversazione, un nutrito dossier su di essi e la richiesta di un pronunciamento in relazione alla necessità che sia data risposta alle esigenze che le cittadine ed i cittadini LGBTQI espongono da tempo. Di seguito una sintesi della lettera.

Note e commenti:

DELEGAZIONE RADICALI GAY INCONTRA NAPOLITANO AL QUIRINALE (ANSA) – ROMA, 18 MAG – Dopo 19 anni, da quando nel 1991 il presidente Francesco Cossiga ricevette una delegazione di Arcigay nel 1990, in piena epidemia AIDS, il Capo dello Stato italiano accoglie al Quirinale l’associazione radicale «Certi Diritti». Lo rende noto il portale Gay.it che osserva come incontro segua di pochi giorni quello del Presidente della Camera Gianfranco Fini con alcune associazioni gay, fra cui Arcigay. All’ appuntamento con Giorgio Napolitano sono intervenuti il presidente dell’associazione radicale «Certi Diritti» Sergio Rovasio, la deputata radicale del PD Rita Bernardini, la rappresentante del coordinamento «Sylvia Rivera» Leila Deianis e il coordinatore della campagna di affermazione civili di «Certi Diritti» Guido Allegrezza. «Abbiamo posto all’attenzione del Capo dello Stato – dice Sergio Rovasio – quattro questioni per noi fondamentali: un caso simbolo di tutti i numerosi migranti gay che chiedono asilo politico in Italia, quello del migrante omosessuale Mehdi Haddad, un tunisino che per i suoi modi effeminati rischierebbe di essere sottoposto alla legge della sharia nel caso fosse rimpatriato; la mancanza di una legge sul matrimonio gay e dei diritti fondamentali delle coppie di fatto lgbt, una situazione che fa dell’Italia il fanalino di coda in Europa; i numerosi casi di omofobia raccolti dal 2007 ad oggi; la condizione delle transessuali in Italia, purtroppo senza voce.» A proposito di omofobia, al Capo dello Stato è stato consegnato un voluminoso report coi casi di violenza documentati dal 2007 fino ad oggi. Per quanto riguarda il matrimonio gay, invece, è da sottolineare come i rappresentanti radicali siano i primi a discutere di questo tema con un’alta carica dello Stato. L’argomento non era mai entrato nei palazzi istituzionali prima di oggi.

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Secondo alcune stime oltre il 7% circa della popolazione italiana si caratterizza per avere un orientamento affettivo e sessuale verso persone dello stesso sesso oppure per una identità di genere non corrispondente al sesso biologico ovvero che non è o non sente di essere in sintonia con le usuali categorie in tema di affettività, sessualità, genere. Si tratta della comunità delle lesbiche, dei gay, dei bisessuali e delle persone transgender, degli intersessuali e dei queer (LGBTQI)

Una comunità che non ha nessuna forma di riconoscimento e di tutela per preservarla da forme violente di prevaricazione o di discriminazione. La gravità della situazione relativa a tali violenze è testimoniata dai dati sul fenomeno dell’omofobia e della transfobia diffusi in questi giorni da Arcigay e altre associazioni. Nel report 2008 sono raccolte le testimonianze di vittime omosessuali e transessuali per un totale di 9 omicidi, 52 violenze, aggressioni ed estorsioni e 16 atti vandalici e di bullismo. Nei primi mesi del 2009 i casi di omicidio sono già 6, quelli di violenza, aggressione ed estorsione 31, quelli di vandalismo e bullismo 2. Dati che fanno riflettere sul livello crescente di gravità del fenomeno.

Oomofobia e transfobia riguardano tutto il mondo;  contro di essi la comunità LGBT si mobilita quotidianamente e celebra annualmente la ricorrenza della Giornata Mondiale contro l’omofobia, proprio nella data del 17 maggio, giorno in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definitivamente cancellato l’omosessualità dalla lista delle malattie, nel 1990.

Recentemente v’è stata una storica decisione del Tribunale di Venezia, che ha rimesso alla Corte Costituzionale il procedimento contro il rifiuto di pubblicazioni di matrimonio che il Comune di Venezia ha opposto alla richiesta di due cittadini gay. Tale procedimento si colloca nell’ambito dell’iniziativa di Affermazione Civile promossa dall’Associazione Radicale Certi Diritti e dalla Rete Lenford, associazione di avvocati per i diritti delle persone lgbt. Lo scopo è quello di incardinare sul piano legale iniziative finalizzate al superamento di leggi ingiuste e discriminatorie.

Segnaliamo anche la grave situazione di molti migranti costretti a fuggire dai loro paesi di origine a causa del loro orientamento sessuale, per il quale rischiano anche la pena di morte.

Alla Presidenza della Repubblica, chiediamo di adoperarsi affinché si possa spingere il legislatore a porre al centro della sua azione parlamentare iniziative legislative relative ai diritti delle persone LGBT, per una pari dignità sociale, per l’eguaglianza davanti alla legge, senza distinzione di sesso e di condizioni personali e sociali; ciò anche in ossequio e in adempimento al dettato costituzionale dell’articolo 3:

In maniera particolare, chiediamo:

  • riconoscimento e regolamentazione delle coppie formate da persone dello stesso sesso sia in ambito matrimoniale, sia nelle forme pubblicamente riconosciute di unione extra matrimoniale che il legislatore elaborerà. Si noti che, su questo punto, l’Italia sconta un ritardo evidente in Europa; in molti paesi dell’Ue, sono state date risposte a questo tipo di istanze mediante istituti specifici per le persone dello stesso sesso, ovvero mediante l’estensione in loro favore degli istituti previsti per le coppie formate da persone di sesso diverso, tuttora assenti in Italia;
  • riconoscimento dell’omofobia e della transfobia come fenomeni da prevenire e reprimere con specifiche campagne di educazione, informazione, prevenzione e repressione sul piano legale;
  • repressione delle discriminazioni sul lavoro attraverso una specifica normativa che tuteli le persone LGBT, tenendo in particolare considerazione la condizione delle persone transessuali, vulnerabili a tali discriminazioni;
  • rafforzamento dell’iniziativa del governo in materia di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, che si stanno pericolosamente riaffacciando sulla scena e costituiscono una seria minaccia soprattutto per la popolazione più giovane, spesso ignara dei pericoli ad esse legate e diffusamente impreparata ad applicare le più elementari norme di prevenzione igienica e sanitaria;
  • istituzione di un osservatorio multidisciplinare sullo stato della comunità LGBT, che abbia lo scopo di monitorare i fenomeni della discriminazione e delle differenti forme di violenza rivolte ai cittadini di questa comunità;

Matrimonio gay: la parola alla Corte Costituzionale

Un annetto e poco più di esistenza e l’Associazione Radicale Certi Diritti assieme alla Rete Lenford mettono a segno un primo colpo: il matrimonio fra omosessuali diventa materia costituzionale (i primi riscontri sulla stampa: Sole 24 Ore, gay.it, gay.tv, il Gazzettino, – QUI il testo dell’ordinanza)

Affermazione Civile, la campagna condotta dalle due associazioni, è basata sulla consapevolezza dei propri diritti e su una notevole dose di coscienza politica di alcune coppie di omosessuali. Grazie alla loro determinazione a all’aiuto di Certi Diritti e di Rete Lenford, ha preso corpo un movimento di rivendicazione del diritto al matrimonio che passa attraverso l’iter processuale. In effetti, pochi di noi aspettavano che in un tempo così breve si potesse arrivare ad investire del tema addirittura la Corte Costituzionale. Invece le solide e convincenti argomentazioni del Prof. e avvocato Francesco Bilotta devono aver convinto la Corte del Tribunale di Venezia che in effetti il rifiuto delle Pubblicazioni di Matrimonio da parte dello Stato Civile si configurava con una probabile materia di rilevanza costituzionale, con preciso riguardo alla disuguaglianza e alla discriminazione.

Se non intercorrono fatti nuovi, è ragionevole pensare che entro un anno e mezzo circa ci potrà essere un pronunciamento di importanza storica. Potrà accadere che la Corte si pronunci in modo favorevole, determinando l’interpretazione delle disposizioni del codice in modo che gli omosessuali siano ammessi al matrimonio.

Oppure potrà pronunciarsi contro e affermare che gli omosessuali non hanno diritto di accedere al matrimonio. Oppure potrà accadere che la Corte dichiari la sua incompetenza richiamando il Parlamento alla necessità di legiferare in modo chiaro sul tema.

Dal momento del rinvio alla Corte Costituzionale del procedimento si è definitivamente aperta una porta che prima era chiusa. Dal 3 aprile, infatti,  la comunità nazionale è di fronte al problema e non può più fare finta che questo non ci sia. La testimonianza più evidente è lo spazio che il Sole 24 ore dedica oggi all’ordinanza ed ai pareri di insigni costituzionalisti interpellati sul tema. Se non si perverrà ad un verdetto favorevole, o se il Parlamento legifererà contro il diritto degli omosessuali di contrarre matrimonio, si apriranno nuovi scenari politici, nei quali ancor più rilevanza e spazio avrà la battaglia di civiltà di Affermazione Civile, che dall’Italia potrà finalmente approdare all’Alta Corte di Giustizia Europea.

Vedremo come proseguirà. Intanto possiamo registrare il commento di Clara Comelli, Presidente dell’Associazione Radicale Certi Diritti che, nell’apprendere la notizia con entusiasmo e fiducia, “spera che la Consulta accolga la richiesta del Tribunale veneziano in ossequio al principio di uguaglianza e di non discriminazione sancito dalla nostra Carta fondamentale”.

“L’Associazione – prosegue la Presidente – continua a rimanere vicino a tutte le coppie che hanno aderito all’iniziativa di Affermazione Civile e si augura che altre
se ne aggiungano per rafforzare questa importante battaglia di civiltà”.

Sergio Rovasio, Segretario dell’Associazione, ha dichiarato: “Per noi e per la comunità lgbt è un momento storico. Il fatto che un Tribunale abbia rinviato alla Consulta la decisione già di per sè è un grande passo avanti. Ci auguriamo che la Corte riconosca la grave discriminazione di cui sono vittime le coppie gay che in Italia  desiderano sposarsi”.

Infine, si esprime anche Saveria Ricci, Presidente di Rete Lenford: “L’ordinanza del Tribunale di Venezia è una tappa importante della battaglia che Avvocatura per i diritti LGBT – Rete Lenford (www.retelenford.org) sta conducendo per il rispetto delle persone omosessuali nel nostro Paese. Crediamo fermamente che escludere le coppie dello stesso sesso dalle tutele che discendono dal matrimonio, sia contrario alla nostra Costituzione e agli impegni che l’Italia ha assunto entrando nell’Unione  europea.
Confidiamo che la Corte costituzionale prenda in considerazione le argomentazioni del Tribunale di Venezia, che brillano per accuratezza e per rigore giuridico”.

Rimandando ad un prossimo post per l’approfondimento sui contenuti dell’ordinanza del Tribunale di Venezia, faccio solo un appello affinchè altre coppie di uomini e donne omosessuali si uniscano alla campagna di Affermazione civile, per darle nuova forza e sostenere questo luminoso esempio di civiltà.

2° Congresso di Certi Diritti

Sabato 14 marzo, per tutta la giornata, si terrà a Bologna, presso l’Hotel Europa (Via Boldrini) il 2° Congresso nazionale dell’Associazione Radicale Certi Diritti.

Al Congresso parteciperanno, tra gli altri:

  • Marco Beltrandi, deputato radicale del Pd;
  • Marco Perduca, Senatore radicale del Pd;
  • Paola Concia, deputata del Pd;
  • Aurelio Mancuso, Segretario Nazionale di Arcigay;
  • Franco Grillini, già deputato, Direttore di Gaynews;
  • Pia Covre, Presidente del Comitato per i diritti civili delle prostitute;
  • Leila Deianis, Presidente Libellula Azione Trans;
  • Marcella Di Folco, Presidente del Movimento italiano transessuali;
  • Daniele Gosti, Segretario Associazione Rosa Arcobaleno;
  • Alessio De Giorgi, Direttore di gay.it;
  • Felix Cossolo, Direttore di Gayclubbing;
  • Mario Cirrito, Direttore editoriale di Babilonia;
  • Enrico Oliari, Presidente di GayLib;
  • Giuliano Federico, Direttore di Gay.tv;
  • Renato Sabbadini, Segretario Generale dell’Ilga World (International Lesbian and Gay Association).

I lavori, presieduti da Enzo Cucco, esponente storico del movimento lgbt, inizieranno alle ore 9.30 con le relazioni della Presidente Clara Comelli, del Segretario, Sergio Rovasio, e della Tesoriera Roni Guetta. A seguire si svolgeranno le seguenti relazioni tematiche su:

  • Campagna di Affermazione Civile finalizzata al matrimonio gay, Prof. Francesco Bilotta;
  • Terapie Riparative: le false illusioni dei fondamentalisti, Gianmario Felicetti;
  • Diritti Civili in Europa: la grave situazione italiana, Ottavio Marzocchi;
  • La Riforma del Diritto di famiglia: la nostra proposta, Guido Allegrezza;
  • Iniziative universitarie di Certi Diritti, Giovanni Bastianelli;
  • Riconoscimento dello status di rifugiato a vittime di persecuzioni causa orientamento sessuale, Dott. Andrea Mimeci.

Ore 13 a cura di Guido Allegrezza: Cerimonia di consegna del Premio BoaRosa, al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al Ministro degli Esteri Franco Frattini per il loro impegno contro le discriminazioni e per aver sostenuto la proposta francese di depenalizzazione dell’omosessualità all’Onu.

Ore 13.30 – 15 pausa pranzo.

Ore 15-19: dibattito generale; a seguire votazione mozione congressuale, elezione nuovi organi dell’Associazione Radicale Certi Diritti.

Ore 19 Anteprima proiezione estratto del documentario “Over the Rainbow”, di Maria Martinelli e Simona Cocuzza. Conflitti, delusioni, e speranze di una coppia lesbica italiana che non si nasconde e che rivendica il desiderio della maternità, in viaggio obbligato all’estero per raggiungere i propri sogni. Saranno presenti le protagoniste e la regista del documentario.

Premio BoaRosa a Frattini e Napolitano

Un particolare della decorazione del Premio BoaRosa

Un particolare della decorazione del Premio BoaRosa

Il 14 marzo a Bologna, durante i lavori del Congresso dell’Associazione Radicale Certi Diritti, sarà consegnato al Ministro degli Esteri Franco Frattini e al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il Premio BoaRosa per il loro impegno contro le discriminazioni.

Il Premio BoaRosa è assegnato a chi si è distinto in modo speciale per aver sostenuto i cittadini che chiedono il riconoscimento e la tutela dei diritti delle persone che subiscono discriminazioni sociali, giuridiche e politiche a causa della loro identità di genere, del loro orientamento sessuale e del modo con cui esprimono la loro affettività. Per il 2008 è stato conferito alla nazione italiana che, attraverso il Ministro del Esteri, ha sostenuto con convinzione l’iniziativa francese presso l’ONU per la depenalizzazione universale dell’omosessualità e ha contribuito all’affermazione di principi fondamentali e irrinunciabili, promovendo la concreta attuazione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Guido Allegrezza, referente del gruppo BoaRosa per la consegna del premio ha dichiarato: “Il coraggio e la determinazione che hanno caratterizzato nelle sedi internazionali l’azione del nostro Ministro degli Esteri ci onorano come cittadini e ci rendono particolarmente orgogliosi di essere italiani”. Prosegue Guido Allegrezza: “Con il deciso sostegno alla proposta francese, l’Italia ha riaffermato la sua laicità, dimostrando di essere a pieno titolo ambasciatore di diritti civili e promotrice di una civiltà plurale, aperta e capace di valorizzare la ricchezza dell’alterità”.

Sergio Rovasio, Segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti, ha dichiarato: “L’Associazione Radicale Certi Diritti è felice ed onorata di poter ospitare nel corso dei suoi lavori congressuali un momento di così alto valore civile. Riteniamo molto significativo che un gruppo di cittadini, che si impegnano personalmente per il riconoscimento e la tutela di diritti civili, abbia voluto sottolineare l’importanza sul piano politico internazionale della scelta fatta dal Governo italiano di appoggiare la proposta di depenalizzazione universale dell’omosessualità. Ciò è particolarmente rilevante soprattutto se si considerano le posizioni del Vaticano, immediatamente seguite all’annuncio della proposta da parte della Francia. Posizioni dalle quali il nostro Governo non è stato influenzato, contrariamente a quanto si potesse pensare”.

Il Gruppo BoaRosa nasce dall’aggregazione di alcuni cittadini e blogger che decidono di creare una formazione fluida e priva di un’organizzazione tradizionale, capace di costituirsi come coscienza critica all’interno del movimento lesbico, gay, bisessuale e transgender capitolino (e non solo) e di restituirgli la freschezza, la vocazione sociale, gli anticorpi e la vertigine intellettuale che un tempo gli appartenevano.

Il Premio BoaRosa è una targa smaltata e decorata a tecnica mista, pregevole opera del Maestro romano Andrea Di Stefano, specializzato nella pittura e decorazione a terzo fuoco su porcellana.