Archivi tag: sandro bondi

Areggi! Con SEL al Colosseo per i beni culturali

Colosseo, domenica 14/11/10, ore 12,00
Beni Culturali?
Sosteniamoli!
SEL promuove un Flash Mob per sensibilizzare sul tema della salvaguardia dei beni culturali e del patrimonio artistico, che cadono a pezzi.

Istruzioni:

  • ore 11:45 Ritrovo: non c’è un punto di aggregazione preciso, l’importante è stare nei pressi delle mura del Colosseo come se foste un turista qualunque.
  • ore 12:00 Flash Mob: al segnale (una sirena, un campanaccio, un fischietto) tutte le persone presenti corrono verso le mura del Colosseo – come se stesse crollando improvvisamente – e reggono, sostengono le mura.

Arrivano le piogge e il nostro paese frana. Una frana materiale e simbolica che investe cose e persone.

Cadono le case, i monumenti, scivolano a valle intere colline e con esse l’immagine di un paese incapace di concentrare gli sforzi su priorità evidenti ma puntualmente disattese: la messa in sicurezza del territorio, la tutela del patrimonio culturale e con essi della vita umana.

I crolli di Pompei si aggiungono ad una lunga serie di eventi analoghi che hanno colpito, solo un anno fa la stessa Capitale, con il crollo delle gallerie Traianee della Domus aurea, episodi che avrebbero dovuto allertare il Governo sulla necessità di prevedere un piano straordinario di valutazione dei rischi e una conseguente politica di investimenti finalizzati alla tutela e alla conservazione del nostro patrimonio culturale.
Pompei non è che la cronaca di una morte annunciata, diversamente non poteva essere.

Le politiche finanziarie di questi ultimi anni, , attraverso l’azzeramento dei fondi (-198,2 milioni per il 2009; -207,7 milioni per il 2010; – 366,4 milioni per il 2011) hanno smantellato progressivamente il sistema pubblico di tutela, disattendendo il nostro testo costituzionale che affida la tutela dei beni culturali direttamente allo Stato.

Per questo, caro Ministro Bondi, crolla il nostro Patrimonio.
Non perché risale ad oltre 2000 anni fa come da lei spiegatoci.
Se avessimo scelto strade diverse, rispetto a quelle mirate all’investimento su inutili opere faraoniche o all’armamento gli aerei militari in missione di “pace”all’estero, forse oggi non ci troveremmo di fronte all’incredibile necessità di dover scegliere se destinare i soldi alle popolazioni colpite dall’alluvione, oppure alla messa in sicurezza del patrimonio culturale, senza parlare della ferita ancora aperta del terremoto de L’Aquila.

Per queste ragioni abbiamo ritenuto urgente una iniziativa, seppur simbolica, come un flash mob.

Per dire che Sinistra Ecologia Libertà sostiene la cultura e la tutela del territorio e del paesaggio. Gli allagamenti in Veneto e i crolli del nostro Patrimonio sono le facce di una stessa medaglia.

BENI CULTURALI? SOSTENIAMOLI!

Tonache rosse alla riscossa: parte l’offensiva contro l’aborto

In un precedente post dedicato a Veltroni-piglia-tutto accennavo alla necessità di recueprare lo spirito della constestazione degli anni ’60, la capacità di sparigliare e di mettere in crisi i valori tradizionali per nuove conquiste.

Invece, in discussioni private proprio sul tema dell’ingerenza del Vaticano negli affari dello stato, avevo più volte accennato al fatto che a mio parere da almeno un anno si erano manifestate le avvisaglie di quella che sarebbe stata una controffensiva a tutto campo del Vaticano, per rimettere in discussione tutto il sistema delle norme che toccano gli interessi primari della Curia: salvaguardia della famiglia, tutela della vita dall’istante del concepimento fino alla morte naturale, normativa economico fiscale, moralizzazione del costume, ecc.

Alcuni obiettivi sono stati centrati in pieno, grazie al patto scellerato che lega una cospicua porzione del Parlamento alla curia di Pietro:

  • la massima limitazione dell’applicabilità della fecondazione assistita
  • il blocco di fatto, sul territorio italiano, delle sperimentazioni sulle cellule staminali embrionali
  • il mantenimento delle esenzioni in materia di ICI
  • l’esclusione dei reati di omofobia dal pacchetto straordinario di norme sulla sicurezza dei cittadini
  • il blocco totale di ogni possibilità di dare pieno riconoscimento alle famiglie e alle unioni di fatto

Sicuramente dimentico qualcosa, ma è già molto. Ora, come avevo già immaginato ai tempi del referendum sulla fecondazione assistita, l’offensiva passa sull’aborto. La prossima tappa sarà il divorzio.

Ma per adesso limitiamoci ai fatti sull’aborto.

Subito dopo l’approvazione della moratoria planetaria sulla pena capitale Giuliano Ferrara ha pubblicato un appello per la moratoria degli aborti, una pena di morte legale, una strage eugenica, razzista e sessista degli innocenti, come al definisce Ferrara (il testo è anche riportato in calce al post.

Poco importa commentare il contenuto dell’appello di Ferrara, che mi sembra scritto dal MinCulPop e con il quale sono in disaccordo su tutta la linea. Quel che conta sono gli eventi successivi. Infatti, in un recente lancio ANSA (ripreso da Radio Radicale e Corriere della Sera), il famigerato Cardinale Camillo Ruini alza abilmente la palla lanciata da Ferrara: «… dopo il risultato felice ottenuto riguardo alla pena di morte è molto logico richiamare il tema dell’aborto e chiedere una moratoria quantomeno per stimolare, risvegliare le coscienze di tutti, per aiutare a rendersi conto che il bambino in seno alla madre è davvero un essere umano e che la sua soppressione è inevitabilmente la soppressione di un essere umano. In secondo luogo si può sperare che da questa moratoria venga anche uno stimolo per l’Italia, quantomeno per applicare integralmente la legge sull’aborto che dice di essere legge che intende difendere la vita, quindi applicare questa legge in quelle parti che davvero possono essere di difesa della vita e forse, a 30 anni ormai dalla legge aggiornarla al progresso scientifico che ad esempio ha fatto fare grandi passi avanti alla sopravvivenza dei bambini prematuri. Diventa veramente inammissibile procedere all’aborto ad una età del feto nella quale egli potrebbe vivere anche da solo».

Ed ecco che, subito dopo l’alzata del Perfido Ruini, la Falange Crociata in Parlamento trova un autorevolissimo appoggio, che schiaccia il servizio del Cardinale. Bondi, coordinatore di ciò che resta di Forza Italia, esprime piena concordanza con le parole del cardinale Camillo Ruini. Sandro Bondi dichiara in una nota di raccogliere la richiesta titolo personale, ma con la convinzione di dover rappresentare le ragioni dei laici come dei credenti di Forza Italia, uniti dalla difesa della dignità della persona e del valore sacro della vita. E’ per questo nobile compito che Bondi ha presentato una mozione parlamentare per “rivedere le linee guida della legge 194, sulla base della necessità di tenere conto delle nuove possibilità tecnologiche che rischiano di inficiarne i principi ispiratori”.

Le elezioni si avvicinano, la mozione sarà presentata e probabilmente approvata in Parlamento con il placet anche del PD. Probabilmente il governo non ne terrà conto, e comunque non avrebbe i tempi tecnici per effettuare la modifica. Ma poco importa. Il segnale è chiaro: se nelle prossime elezioni, come è molto probabile, trionferà la Falange Crociata, non faremo uno, ma molti passi indietro, rispetto alle conquiste che sono state ottenute in passato.

A noi irriducibili laici, laicisti e mangiapreti (non tutti!), non resterà che dedicarci alla pallavolo, sperando di emulare l’abilità di gioco di Ferrara, Ruini e Bondi.

Appello, ora la moratoria per l’aborto

Editoriale di Giuliano Ferrara, 20/12/2007.
C’è anche una pena di morte, legale, che riguarda centinaia di milioni di esseri umani. Le buone coscienze che si rallegrano per il voto dell’Onu ora riflettano sulla strage eugenica, razzista e sessista degli innocenti

Questo è un appello alle buone coscienze che gioiscono per la moratoria sulla pena di morte nel mondo, votata ieri all’Onu da 104 paesi. Rallegriamoci, e facciamo una moratoria per gli aborti. Infatti per ogni pena di morte comminata a un essere umano vivente ci sono mille, diecimila, centomila, milioni di aborti comminati a esseri umani viventi, concepiti nell’amore o nel piacere e poi destinati, in nome di una schizofrenica e grottesca ideologia della salute della Donna, che con la donna in carne e ossa e con la sua speranza di salute e di salvezza non ha niente a che vedere, alla mannaia dell’asportazione chirurgica o a quella del veleno farmacologico via pillola Ru486.
Questi esseri umani ai quali procuriamo la morte legale hanno ciascuno la propria struttura cromosomica, unica e irripetibile. Spesso, e in questo caso non li chiamiamo “concepiti” ma “feti”, hanno anche le fattezze e il volto, che sia o no a somiglianza di Dio lo lasciamo decidere alla coscienza individuale, di una persona. Qualche volta, è accaduto di recente a Firenze, queste persone vengono abortite vive, non ce la fanno nonostante ogni loro sforzo, soccombono dopo un regolare battesimo e vengono seppellite nel silenzio. La pena di morte per la cui virtuale moratoria ci si rallegra oggi è di due tipi: conseguente a un giusto processo o a sentenze di giustizia tribale, compresa la sharia. Sono due cose diverse, ovviamente. Ma la nostra buona coscienza ci induce a complimentarci con noi stessi perché non facciamo differenze, e condanniamo in linea di principio la soppressione legale di un essere umano senza guardare ai suoi motivi, che in qualche caso, in molti casi, sono l’aver inflitto la morte ad altri. Bene, anzi male. Il miliardo e più di aborti praticati da quando le legislazioni permettono la famosa interruzione volontaria della gravidanza riguarda persone legalmente innocenti, create e distrutte dal mero potere del desiderio, desiderio di aver figli e di amare e desiderio di non averli e di odiarsi fino al punto di amputarsi dell’amore. E’ lo scandalo supremo del nostro tempo, è una ferita catastrofica che lacera nel profondo le fibre e il possibile incanto della società moderna. E’ oltre tutto, in molte parti del mondo in cui l’aborto è selettivo per sesso, e diventa selettivo per profilo genetico, un capolavoro ideologico di razzismo in marcia con la forza dell’eugenetica. Rallegriamoci dunque, in alto i cuori, e dopo aver promosso la Piccola Moratoria promuoviamo la Grande Moratoria della strage degli innocenti. Si accettano irrisioni, perché le buone coscienze sanno usare l’arma del sarcasmo meglio delle cattive, ma anche adesioni a un appello che parla da solo, illuministicamente, con l’evidenza assoluta e veritativa dei fatti di esperienza e di ragione.