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Roma: arrivano le panchine anti bivacco

Panchina anti barbone a Roma

Immagini che valgono più di ogni dichiarzione e smentita.

A Roma sono arrivate le panchine “anti bivacco” già sperimentate a Verona.

Quella nell’immagine e quella nel link qui sotto (Visualizzazione ingrandita della mappa) sono state installate a Roma.

Singolare notare che Alemanno le aveva dapprima escluse, riferendosi ad una proposta dell’assessore all’ambiente De Lillo.

Singolare che siano proprio due ragazzi bianchi italiani ad usarla in modo improprio… o almeno molto poco educato.

Ne arriveranno altre in città?

I primi missionari del cristianesimo avevano detto  agli ebrei che pretendevano di convertire:  “Se rimanete Ebrei, non avete il diritto di vivere tra di noi”. Più tardi la Chiesa aggiunse: ” Voi non avete il diritto di vivere tra di noi”. Infine i nazisti decretarono: “Voi non avete il diritto di vivere”.

A Rosarno hanno sparato sui “negri”.

I primi missionari del cristianesimo avevano detto agli ebrei che pretendevano di convertire: “Se rimanete Ebrei, non avete il diritto di vivere tra di noi”. Più tardi la Chiesa aggiunse: ” Voi non avete il diritto di vivere tra di noi”. Infine i nazisti decretarono: “Voi non avete il diritto di vivere”.
A Rosarno hanno sparato sui “negri”.

Grazie a Lele per il suo suggerimento (la foto è sua, il link è da google maps)

Sepolcri imbiancati

Una manifestazione annunciata quasi in contemporanea con l’esordio di We have a dream, il movimento nato dal silenzio e dal vuoto lasciato da chi avrebbe potuto e dovuto organizzare una fiera ed immediata reazione rispetto all’escalation di episodi di violenza e di intimidazione che hanno colpito nel corso del 2009 le persone della comunità lgbt.

Una fiaccolata istituzionale convocata da Nicola Zingaretti proprio su questa onda emozionale, che ha coinvolto subito Piero Marrazzo e Gianni Alemanno, “contro ogni forma di razzismo, di intolleranza, di xenofobia e di omofobia. Una manifestazione in cui si ritrovino insieme il Comune, la Provincia, la Regione, il cardinale vicario di Roma, il rabbino capo, l’imam della moschea, le associazioni dei gay, degli immigrati, i sindacati e tutta la società civile per chiarire che chi colpisce il diverso colpisce anche noi”.

Un intento lodevole che dal giorno dell’annuncio si è andato via via stemperando fino a far scomparire le parole omofobia e xenofobia dal manifesto, segno evidente che per allargare il consenso e le adesioni, era necessario fare delle “selezioni”. Chiarito infatti che la manifestazione è contro il razzismo e l’intolleranza, è arrivata puntuale l‘adesione del vicariato di Roma e di formazioni cittadine di estrema destra. Un’abile manovra politica che, passata la manifestazione, servirà a tutti per dire che per loro l’omofobia è da condannare e che hanno anche partecipato alle manifestazioni contro. Peccato che ormai, la manifestazione, per quanto possa essere partecipata, non è diventata che un lenzuolino fino e stretto che a malapena potrà coprire l’ipocrisia e le iniquità di chi ha deciso di esserci solo quando era chiaro che il tema dell’omofobia e della transfobia sarebbe stato presente in dosi omeopatiche.
Sepolcri imbiancati. Un signore detto il Nazareno lo diceva già un paio di millenni fa: “Guai a voi, poiché siete come sepolcri imbiancati, che all’esterno appaiono belli a vedersi, e dentro, invece sono pieni di ossa di morti e di ogni putredine. Volete apparire giusti, davanti agli uomini, ma, all’interno, siete pieni di ipocrisia e di iniquità”.
Dunque? Partecipare o non partecipare? Lasciare che si compia la rappresentazione o tentare fino all’ultimo di ridarle il suo significato iniziale? Ardua questione. Che in un nuovo guizzo di creatività e di elaborazione politica di parte della comunità lgbt di Roma trova una soluzione intelligente. Nella manifestazione, accanto alle istituzioni e alle associazioni (anche quelle lgbt), ci saranno anche le cittadine e i cittadini della comunità lgbt che porteranno il loro contributo critico e civile all’interno stesso della fiaccolata proprio per evidenziare l’ipocrisia di chi partecipa alla farsa e proclamandosi contro l’omofobia e la transfobia, nega quotidianamente il diritto all’uguaglianza e alla dignità, alimentando proprio quei fenomeni contro cui manifestano.
E dunque, le persone lgbt, con le stesse modalità che hanno caratterizzato il movimento spontaneo We have a dream, si stanno organizzando per svelare l’ipocrisia. Vestite di bianco e con i visi coperti da maschere bianche: fantasmi, come la società vorrebbe che fossimo. Cittadini a metà, senza il diritto a progettare il proprio futuro che invece appartiene a tutti gli altri.

We have a dream – Comunicato

Una comunità di persone che ha cominciato a prendere coscienza di sé, come individui.
Come possibile aggregato, soggetto e proggetto sociale.

Alla violenza, PER ORA, rispondiamo così. SIAMO QUI insieme, all’aperto, visibili e riconoscibili, fuori da ogni ghetto.

Riconquistiamo la città che appartiene a noi come a tutti gli altri cittadini, rispetto ai quali riteniamo di avere uguali diritti, uguali doveri. Ma riconquistiamo anche la dignità di soggetto politico, che si esprime anche senza intermediari.
We have a dream, recupera lo spirito delle grandi battaglie di civiltà degli anni ’60 e ’70, senza nostalgie, per costruire insieme a chi ci sta una società più umana ed accogliente.
Intendiamo essere, siamo e rimarremo un COMPLEMENTO a quanto fanno le associazioni ed i partiti.
Voce e corpo di chi nella comunità lgbt vuole essere PARTE ATTIVA del cambiamento e del suo destino. In forma diversa, spontanea, autonoma, ma NON CONTRAPPOSTA.

Con noi il movimento assume una nuova forza, non viene messo in crisi. A chi sente o vuole avere un ruolo rappresentativo l’onere di comprendere il senso e la forza di questa presenza.

Una cosa deve essere chiara: siamo stanchi di presenzialismi inconcludenti e dannosi, siamo stanchi di chi pretende di parlare per tutti. Oggi a tutto questo diciamo BASTA! BASTA! BASTA!

Tutto questo sarebbe rimasto solo un sogno se non ci fossimo noi. RINGRAZIAMOCI!

Non solo con un applauso. Non abbiamo timore di fare un gesto di affetto, di vicinanza con chi ci è accanto in questo momento, guardiamoci negli occhi, sorridiamoci, abbracciamoci.

Oggi ci sono anche associazioni e rappresentanze di partiti ed istituzioni, non solo politiche che ANCHE OGGI hanno rinunciato ad essere visibili con i loro simboli per identificarsi e riconoscersi solo con la comunità glbt di Roma.
Dal profondo del cuore, grazie per essere qui. Facciamogli sentire il calore della nostra accoglienza.

Però, oggi siete qui per ascoltare, e non per parlare. Portate quello che avete sentito nei partiti e nelle associazioni. Fateli crescere. Per il bene di tutti i cittadini di questo stato.

Un ringraziamento particolare allo spirito di piena collaborazione della Questura, degli uffici del Comune e delle forze dell’ordine per aver reso possibile la nostra fiaccolata.
Nelle prossime settimane, ci saranno altre manifestazioni, anche di rilievo nazionale. Saremo anche lì e nelle settimane concomitanti, sospenderemo le nostre fiaccolate per concentrare la nostra energia su quegli eventi, e magari riposare un po’! Perché noi siamo a pieno titolo PARTE DEL MOVIMENTO.

Micropride, facciamo che ogni giorno della nostra vita sia il micropride di ognuno di noi, a casa, al lavoro, a scuola e all’univeristà, pure da soli imbottigliati sul raccordo.

Torneremo a vederci venerdì prossimo, 11 settembre alle 21, sempre a Via di S. Giovanni in Laterano per una nuova fiaccolata che arriverà alla Corte Costituzionale.

Nelle prossime settimane, Camera, Senato, Palazzo di Giustizia.

WE HAVE A DREAM

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Fiaccolata del 4 settembre http://www.facebook.com/event.php?eid=124691404495

Fiaccolata del 28 agosto http://www.facebook.com/event.php?eid=130654140123