Roma Pride: negata Piazza S. Giovanni

4 05 2009
Roma Pride 2009

Roma Pride 2009

Anche quest’anno il Romano Pontefice ci aiuta!

La Questura di Roma, infatti, ha comunicato al Circolo Mario Mieli che a causa dello svolgimento della processione rionale dedicata a S. Antonio Abate, la piazza non sarà disponibile per ospitare il Roma Pride nel 2009. Sarà indisponibile anche il 20 giugno perché dalla stessa data partirà una serie di manifestazioni religiose per la preparazione della festa di San Giovanni Battista (che come noto a tutti, cade il 25 giugno). Indi, vi saranno ulteriori difficoltà a causa della festività dei Santi Pietro e Paolo, patroni della città.

Quindi, di nuovo e testardamente grazie al Romano Pontefice e alla sua Curia che, anche quest’anno consentirà di sfruttare il clamore mediatico su questo tema trsfromandolo in uno lungo spot pubblicitario per il Roma Pride.

Santità, ormai lo sappiamo che ci vuole bene. Per questo, a titolo personale rinnovo la dedica intitolando  anche il Roma Pride 2009 BENEDETTO PRIDE, in attesa che proclami l’indulgenza plenaria e perpetua per tutti coloro che parteciperanno ai pride romani.

Al di là delle note folkloristiche, dal comunicato diramato dal Mario Mieli emerge una nota peroccupante.

Il Pride di Roma è ormai una manifestazione significativa, cospicua, di rilevanza nazionale e che non accoglie più soltanto gay, lesbiche e transessuali. Il Protocollo comunale sui percorsi delle manifestazioni si sta rilevando un insieme di false alternative. Per i  grandi eventi sono previsti piazze incapaci di accoglierli o luoghi rifiutabili per interi mesi con identiche giustificazioni, a volte risibili. Una carta straccia pronta a colpire tutti i cittadini non solo romani, limitandone la libertà di manifestazione garantita dalla Costituzione.





Vogliamo cancellare gli “uomini di niente”

24 10 2008

Caro Roberto
è appena stata resa pubblica la smentita di Schiavone in relazione alle minacce alla tua vita. Gli credi? Gli “uomini di niente” non hanno onore, né umanità. Io non ti conosco personalmente, ma ti conosco attraverso il tuo libro, i tuoi articoli, lo spettacolo teatrale e il film. Io non ti conosco personalmente, ma il tuo urlo è risuonato  e risuona dentro di me. Sono nata e vivo in Campania, nella provincia martoriata di Napoli, in quella chiaiano-marano in cui si vuole fare una discarica in pieno centro abitato. Caro Roberto come fare a dirti resta? Infatti ti dico parti, vai lontano da Napoli, dall’Italia, vai e riprenditi la tua vita. Troppo dolore, troppa sofferenza, tutta la negatività che ci hai raccontato è stata aumentata in modo esponenziale dall’indifferenza, dalle difficoltà che hanno blindato la tua esistenza. Vai Roberto, parti, vai lontano da un paese che ha bisogno di eroi, magari morti, da incensare, da santificare, ma quando quegli uomini sono vivi danno fastidio. Danno fastidio alle piccole meschine umanità che sopravvivono a se stessi, agli squali che navigano a vista, agli “uomini di niente” che vogliono farti la pelle. Il sistema si compatta per liberarsi in un modo o nell’altro di un alieno che rischia di far inceppare qualche ingranaggio. Caro Roberto resisti nella forza della vita, parti e sorridi, incontra chi vuoi, come vuoi e quando vuoi, torna a scrivere stando dentro la vita e non guardandola scorrere davanti a te.
Caro Roberto so che sai che tante persone  ti vogliono bene come ad un amico intimo, un fratello, un figlio, e chi ti vuole bene non può dirti resta, so anche che siamo con te, che porti dentro la tua terra, che scriverai ancora e scriverai inevitabilmente di te, di noi, della nostra martoriata terra. Forse potrai aiutarci ancora di più o forse no, ma è la tua vita che deve riprendere. Ricorda che sparsi per questa “povera Patria”  ci sono tanti “io sono Saviano”e vogliamo urlare insieme a te basta. Solo questo,vogliamo urlare insieme a te perché questa coltre collosa di menzogne e di malaffare possa prima sbrindellarsi, poi dissolversi alla luce della verità.
A noi italiani e campani resta il senso di vergogna per non essere stati in grado di garantire a te e alla tua famiglia un’esistenza normale, mentre gli “uomini di niente” dormono e mangiano spesso nelle loro case, con le loro famiglie e festeggiano i propri compleanni con gli amici.  Caro Roberto sogno il momento in cui la gente prenderà coscienza e una grande ondata di indignazione cancellerà “gli uomini di niente” ovunque essi siano, intanto resistiamo e sappiamo che ovunque tu sarai,noi saremo con te, e la nostra terra sarà dentro di te, perché “io sono saviano”.

*Insegnante, sociologa e psicologa da Chiaiano-Marano
rosanna.camerlingo@alice.it

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Testardamente, grazie Santità! Ovvero Benedetto Pride

5 06 2008

http://ale1980italy.files.wordpress.comE non ci si venga a dire che non lo avevamo capito! Dopo una settimana di tira e molla, di detto e di non detto. Sembrerebbe tutto chiaro. Il Papa ci vuole davvero bene! Alla fine è venuto fuori: i lanci vespertini delle agenzie di ieri sera si limitavano ad annunciare che il Roma Pride non si sarebbe concluso a Piazza San Giovanni proprio a causa della “concomitanza inopportuna” con un concerto all’interno della Basilica, ma il “colpevole” sembrerebbe annidarsi nei piani alti del Vicariato e fare la spola con gli uffici della Curia. Anzi proprio con lui, il Segreterio di Stato di Sua Santità il Sommo Pontefice: Tarcisio Bertone. Insomma, un altolà immerso in nubi fluttuanti di sacri incensi, che viene dritto dritto dalla stanze più private dello Stato Città del Vaticano. Almeno questo sussuravano gli usignoli romani sul far della notte. Avranno ragione? Non è dato sapere, ma noi la congettura la possiamo azzardare. L’intuito ci aveva già soccorso e già ci eravamo arrivati una decina di giorni fa: a pensare male si fa peccato, ma ci si azzecca (G. Andreotti). E i fatti sembrano andare proprio in quella direzione.

Quindi, di nuovo e testardamente grazie a Sua Santità per questo ultimo e inatteso spot pubblicitario per il Roma Pride. Ormai lo sappiamo, Santità, che ci vuole bene. E aspettiamo con ansia che a breve proclami un’indulgenza plenaria e perpetua per tutti coloro che parteciperanno al Pride romano. Anzi d’ora in poi potremmo decidere di chiamarlo BENEDETTO PRIDE!

Allora, l’invito è automaticamente esteso a tutti: chi al Pride già aveva deciso di esserci, chi era indeciso, ma sopratutto a tutti quelli che pensavano che sarebbe stato una provocazione: ormai non ci sono scuse. Il Pride è proprio di tutti e quindi accorrete numerosi!

Affido al comunicato stampa del Mario Mieli e al post di Andrea i commenti “ufficiali”… io corro a decidere come mi vestirò!

Dimenticavo. Ieri sera nella sala del Carroccio in Campidoglio si è svolto un convegno organizzato da DGP intitolato Gay Pride made in Italy, quale modello? e non presente nel programma ufficiale del Pride (per volontà di chi non si sa). Gli unici interventi a tema sono stati quelli di Domenico Rizzo (docente di storia delle relazioni di genere e diritti delle donne), Luca Trappolin (Sociologo, Università di Padova) e di Cecilia D’Elia (Assessore alla Cultura della Provincia di Roma), che ho apprezzato per rigore e passione. In particolare quello di Rizzo che ha citato i fatti di New York del 1994, quando la comunità dei gay e delle lesbiche non volle sfilare insieme alla comunità trans. All’epoca uscì un editoriale di The Progressive (Pride and Prejudice – New York Gay Pride Demonstration, riportato per intero nella sezione documenti) interamente dedicato all’omofobia della società e alla transfobia dei gay e delle lesbiche, in cui l’autore affermava:

Noi esistiamo nello stesso modo in cui siamo ogni giorno dell’anno: assimiliazionisti e separatisti, accoppiati e single, votati allo spirito e carnali, in salute e malati, indifferenti ed impegnati. E siamo pronti a mostrarci, non a scomparire come inchiostro simpatico, come vostri genitori, figlie, figli, sorelle, fratelli, cugini, vicini di casa e colleghi, prendendo il nostro posto di sempre, dove già stiamo.

Per il resto, non ho trovato grandi spunti (soprattutto nella pessima conduzione di Maria Giovanna Maglie) trascurerei tutto tranne uno scivolone di Imma Battaglia e una dichiarazione poco ripresa ma essenziale di Croppi (assessore alla cultura del Comune). Imma ha fatto un’affermazione che poco mi è piaciuta (la politica è comunicazione) e che è stata messa in discussione in più momenti (la Concia ha detto che la politica è anche educativa… mah!). Personalmente sono lontano da questa visione della politica, ma mi riservo di parlare di queste cose con la diretta interessata in altra sede. Infine, durante una tornata di domande dei giornalisti (a proposito, MGM non ha neanche invitato il pubblico a fare domande, riservando tutto lo spazio solo ai giornalisti) Croppi ha fatto un’affermazione gravissima, più o meno testualmente: “Insomma il gay pride è una manifestazione in cui si vedono delle sconcezze e non si può dare il patrocinio (daje!) ad una manifestazione che può urtare la sensibilità dei cittadini”. Si tratta di una questione gravissima, che parla di moralismo e perbenismo, che va contro il senso delle belle dichiarazioni di Domenico Rizzo e dice cose chiare a chi ha orecchie buone per intendere…





Prove generali di “evoluzione”

22 01 2008

Docenti e studenti della Sapienza, presumibilmente di sinistra, chiedono l’annullamento della visita del papa all’inaugurazione dell’anno accademico dell’università. Il papa rinuncia, vince sul piano mediatico, ma qualche cosa si incrina. Il giorno dopo del raduno “oceanico” (organizzato con amplissimo anticipo, dato che si trattava di un incontro con le scuole programmato da tempo) a Piazza S. Pietro, un sondaggio che rivela che la chiesa scivola sotto il 50% nella fiducia: meno di 1 italiano su 2 ha fiducia nell’istituzione.

Non passano 24 ore, che un gruppo di ragazzi di Fiamma Tricolore (un’organizzazione accreditata dai media come neo fascista), inscena una protesta contro la “bolla” del Grande Fratello, al grido “la casa non è uno scherzo! Mutuo sociale, casa di proprietà”. Passano, fanno danni (soprattutto mediatici) alle attrezzature e se ne vanno indisturbati, nonstante la presenza delle forze dell’ordine (in vero pochine e poco attrezzate a giudicare dai filmati).

Due espressioni agli antipodi, che si caratterizzano per la presenza di ragazzi e ragazze, giovani che stanno iniziando a contestare pesantemente, anche in modo violento, gli stereotipi e i modelli tradizionali.

Sullo sfondo una politica meschina che a stento riesce a vedere la punta del proprio naso e “non è capace di leggere”, ma solo di attribuire inutili etichette ideologiche. I segnali sono evidenti, deboli, ma molto evidenti. Mi aspetto da qui a qualche mese delle contestazioni crescente e violente. Spero che servano a schiarire le idee a qualcuno e che soprattutto i danni alle persone siano limitati.





Grillo: politica, strategia e marketing

19 09 2007

Sun TzuContinuo il mio centellinare di riflessioni sul fenomeno Beppe Grillo. Oggi mi vorrei soffermare a fare delle considerazioni su ciò che ruota attorno a Beppe Grillo.

Si, perché va chiarito che il fenomeno Beppe Grillo, non è Beppe Grillo, ma il SISTEMA che ha messo in piedi.

Dopo aver messo alla berlina i socialisti, a cavallo degli anni ‘90, Grillo scompare dalla televisione.
Continua a fare spettacoli mettendo al centro della sua satira alcuni temi economici (all’epoca parlava addirittura di signoraggio!), ecologici, di costume e legati alla tecnologia. Insomma, quello che fa adesso. Solo che all’epoca ce l’aveva a morte con il computer e l’informatica.
Si è conquistato un ampio seguito di pubblico, fino a voler diffondere le sue idee attraverso un mezzo di comunicazione che ha saputo usare in modo innovativo. Con questo ha costruito una vera e propria comunità on line che in due anni si è trasformata di un insieme di gruppi che, nel bene e nel male, operano nella realtà materiale. Oggi, con l’interesse dichiarato di entrare nelle “stanze dei bottoni” anche se a livello locale.

Ora, pensare che un individuo solo possa mettere in piedi tutti questo è pura follia. Infatti, il “sistema Beppe Grillo” è formato da alcuni elementi essenziali, sui quali è opportuno puntare l’attenzione per capire meglio. Vediamoli:

  • Casaleggio & Associati. Si tratta di una società di consulenza strategica di Rete. Citata in fondo alle pagine del blog di Grillo nei credit, i fondatori, gli associati ed i partner sono esperti di lunga data del mondo della rete, del business e della comunicazione e provengono da prestigiose università italiane e non. Nel loro sito, espressioni come “democrazia diretta” e “Una strategia di Rete presuppone una visione di insieme in cui modelli di business, intranet e web marketing siano valutati congiuntamente”, convivono allo stesso livello.
  • La redazione del blog. Uno staff di persone molto qualificate (almeno questo emerge dalla lettura complessiva del blog) tiene in piedi il blog, che è ai primissimi posti delle classifiche nazionali e non figura male neanche in quelle mondiali. Gestione delle relazioni via e-mail, realizzazione del “Grillo news”, interventi massicci sulla qualità dei commenti che vengono scritti dai frequentatori, creazione di un articolo al giorno, spesso basato su ricerche in rete e su competenze tecniche non banali, interviste, riprese, ecc.. Tutto questo richiede un impegno quotidiano ed un discreto numero di collaboratori; ad occhio ne immagino fra i 6 e gli 10, tra fissi e consulenti. Ovviamente, il tocco finale, l’articolo quotidiano, è scritto da Beppe Grillo o “revisionato” da lui, dato che il suo tratto è inconfondibile.
  • Meetup.com. Con il suo sottodominio interamente dedicato a Beppe Grillo, Meetup.com è il punto forte della strategia in rete. Il momento in cui si passa da un blog (sebbene utilizzato in modo “improprio”) in cui Beppe parla al pubblico in rete, alla costituzione della comunità virtuale. Nasce esattamente il 10 giugno 2005, con la creazione del gruppo di Milano, che da allora si è stabilizzato sui 1.600 iscritti. Segue a ruota Roma, il 16 giugno 2005, oggi a quota 1.521.
    Meetup è una (delle tante) piattaforme che consentono di creare e organizzare gruppi di persone coagulate attorno uno specifico interesse, facilitando lo scambio della comunicazione, della discussione e della documentazione. Chi apre un gruppo meetup, deve pagare una certa quota mensile: qualche centinaio di gruppi fra Italia ed estero fanno un bel business.
    Ad un’indagine veloce, non emergono connessioni diretta fra il board of directors di meetup e il vertice della Casaleggio. Non è pertanto ipotizzabile alcuna “preferenza indotta” per l’uso della piattaforma americana, piuttosto che un’altra, nonostante i numerosi pettegolezzi e le più svariate illazioni che si possono reperire in rete.
  • Casa Editrice. Non si capisce bene se esista un editore vero e proprio o se tutto sia autoprodotto. In ogni caso, tutta l’attività commerciale per la vendita dei prodotti promossi attraverso il sito è gestita dalla Casaleggio su mandato di Beppe Grillo, come specificato nelle condizioni di vendita on line.
  • Campagne e fund-raising. Fare “test” è importante. Le numerose iniziative lanciate in rete, con ricadute sui media tradizionali, hanno segnato un crescendo di partecipazione, che ha “marcato il territorio” con i temi più forti ribattuti sulla stampa e inseriti negli spettacoli.
  • Momentum. Il “momentum, lo spunto, l’evento. Segnano il punto di avvio di un processo o di un meccanismo, il momento dal quale sarà necessario meno sforzo per farlo andare verso l’obiettivo finale. In effetti di “momenti” nel sistema Beppe Grillo ce ne sono stati parecchi. Quello delle liste civiche sembra essere quello che prelude all’obiettivo più ambizioso: entrare nelle istituzioni.

Mettendo tutti questi fattori insieme, a mio giudizio, si intravede la presenza di un vero e proprio “Sistema Beppe Grillo“, con una precisa strategia sapientemente orchestrata da un gruppo di consulenti di ottima esperienza, che sfrutta al meglio le opportunità tecnologiche e sociologiche che offre internet in sinergia con i media tradizionali. Insomma un fragrante impasto di comunicazione, informazione e idee facili da vendere; non sentite anche voi profumo di Mulino Bianco?