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River intervista Luigi Nieri

River, popolarissimo blogger dalla blogosfera GLBTQI, ha intervistato Luigi Nieri, dopo le elezioni regionali del Lazio. Per chi non ha voglia di cliccare, eccola qui:

Diritti GLBT, nel Lazio – e non solo in questa Regione – la strada è in salita. Un obiettivo realistico da conseguire durante i prossimi cinque anni da consigliere.
Saprai certamente che ho sottoscritto la piattaforma programmatica “Testimoni di Civiltà”, che Queer SEL Lazio ha proposto a tutti i candidati di SEL alle ultime elezioni regionali e alla quale quasi tutti hanno aderito. Ho inserito per intero, inoltre, ‘Testimoni di Civiltà’ nel mio “wikiprogramma” nella sezione dedicata ai diritti delle persone. Mi piacerebbe poter realizzare tutto quello che c’è scritto in quella piattaforma che contiene obiettivi concreti e di stretta competenza della Regione. Prevedo, però, che ciò sarà molto difficile con l’attuale Governo regionale di centrodestra. In questo momento ritengo di straordinaria importanza concentrare l’impegno su una legge regionale contro le discriminazioni, per dare attuazione alla mozione che approvammo nella passata consiliatura. Mi piacerebbe anche arrivare a costruire un monumento a Roma, dedicato alle persone LGBTQI, non solo italiane, perseguitate durante i totalitarismi e che tutt’oggi sono soggette a violenza e discriminazione. A pensarci bene, si tratta di due obiettivi piuttosto ambiziosi.

Renata Polverini si è espressa più volte su unioni di fatto e gay pride. Sarà la presidente di tutti?
La nuova Presidente della Regione Lazio sarà fortemente condizionata dalle forze politiche che le hanno consentito di raggiungere questo traguardo. Basta pensare al dietro front frettoloso e imbarazzante cui è stata costretta non appena ha accennato al tema delle unioni di fatto. Con una battuta, direi che sarà certamente la Presidente di tutti coloro che l’hanno votata. Non credo che sarà la Presidente delle cittadine e dei cittadini del Lazio.

C’è qualcosa che Piero Marrazzo poteva fare, per la causa GLBT, e non ha fatto?
Si, certo. Così come abbiamo varato la legge regionale sull’immigrazione, dando prova di coraggio e di lungimiranza, potevamo arrivare ad avere una legge regionale contro le discriminazioni, soprattutto quelle basate sull’identità di genere e sull’orientamento sessuale. Depositai una specifica proposta di legge in Consiglio regionale che non ha mai visto la luce per il veto di alcune forze politiche. Se la coalizione avesse avuto un po’ più di coraggio oggi ci troveremmo a parlare di una Regione all’avanguardia sul fronte dei diritti civili.

Da molte parti – dalla blogosfera alla stampa cittadina – si parla di un allarme omofobia, a Roma, sulla base delle aggressioni nei confronti dei gay. Lei vede dei rigurgiti omofobi nella nostra città?
Le vedo inserite in un contesto di deterioramento non solo della società, ma della politica stessa. La destra agita il fantasma della “deviazione dalla normalità” per far passare ogni forma di provvedimento repressivo e autoritario. E questo processo purtroppo, continuerà per parecchio tempo. Le aggressioni omofobe e l’atteggiamento complessivamente violento e di rifiuto per le tematiche del transessualismo e del transgendersimo sono la conseguenza diretta di questo stato di cose. La recrudescenza della violenza politica, che trova nei barbari episodi di aggressione nelle università della nostra regione le più recenti conferme, mi preoccupa e mi fa pensare che è probabile che assisteremo a nuove e più gravi forme di violenza nei confronti delle persone LGBTQI proprio quando si avvieranno tutte le iniziative del Roma Pride e partiranno i ritrovi estivi. Credo che il Sindaco Alemanno e le forze dell’ordine dovrebbero muoversi subito e coordinarsi con le associazioni LGBTQI della Capitale per evitare che si ripetano accoltellamenti e pestaggi.

Il Pd nel Lazio è davvero messo così male come sembra a molti suoi elettori?
Non spetta a me fare l’analisi del voto di una forza politica a cui non appartengo. Posso solo dire che il Progetto di Sinistra Ecologia Libertà, al quale mi sto dedicando, sta raccogliendo sempre più simpatia e consensi proprio perché riesce a intercettare e interpretare le esigenze di un popolo della sinistra sempre più sfiduciato. Su un piano politico credo che in questa ultima campagna elettorale, prima, durante e dopo, il Pd sia stato piuttosto debole. Di fronte alla crisi politica ed economica che sta attraversando il Paese servono idee innovative e radicali. Solo così si può fronteggiare questa destra conservatrice e retrograda. Di fronte al razzismo istituzionale, l’attacco ai diritti, l’approvazione di leggi liberticide, o ad personam, non esiste alcuno spazio per le riforme condivise.

Il Lazio sarà mai pronto per un amministratore dichiaratamente omosessuale? Un Nichi Vendola in Comune, Provincia o Regione?
Penso che le qualità di un buon amministratore non abbia nulla a che fare con l’orientamento sessuale, con l’identità di genere e con i comportamenti sessuali delle persone. Sarebbe un bene che dall’universo delle persone LGBTQI emergessero figure che, in prospettiva ed in piena trasparenza, si proponessero di arrivare ai vertici della regione o almeno nella giunta o nel consiglio. Personalmente, non ho e non ho mai avuto nessuna esitazione a sostenere chi dimostra competenza e passione.

Sepolcri imbiancati

Una manifestazione annunciata quasi in contemporanea con l’esordio di We have a dream, il movimento nato dal silenzio e dal vuoto lasciato da chi avrebbe potuto e dovuto organizzare una fiera ed immediata reazione rispetto all’escalation di episodi di violenza e di intimidazione che hanno colpito nel corso del 2009 le persone della comunità lgbt.

Una fiaccolata istituzionale convocata da Nicola Zingaretti proprio su questa onda emozionale, che ha coinvolto subito Piero Marrazzo e Gianni Alemanno, “contro ogni forma di razzismo, di intolleranza, di xenofobia e di omofobia. Una manifestazione in cui si ritrovino insieme il Comune, la Provincia, la Regione, il cardinale vicario di Roma, il rabbino capo, l’imam della moschea, le associazioni dei gay, degli immigrati, i sindacati e tutta la società civile per chiarire che chi colpisce il diverso colpisce anche noi”.

Un intento lodevole che dal giorno dell’annuncio si è andato via via stemperando fino a far scomparire le parole omofobia e xenofobia dal manifesto, segno evidente che per allargare il consenso e le adesioni, era necessario fare delle “selezioni”. Chiarito infatti che la manifestazione è contro il razzismo e l’intolleranza, è arrivata puntuale l‘adesione del vicariato di Roma e di formazioni cittadine di estrema destra. Un’abile manovra politica che, passata la manifestazione, servirà a tutti per dire che per loro l’omofobia è da condannare e che hanno anche partecipato alle manifestazioni contro. Peccato che ormai, la manifestazione, per quanto possa essere partecipata, non è diventata che un lenzuolino fino e stretto che a malapena potrà coprire l’ipocrisia e le iniquità di chi ha deciso di esserci solo quando era chiaro che il tema dell’omofobia e della transfobia sarebbe stato presente in dosi omeopatiche.
Sepolcri imbiancati. Un signore detto il Nazareno lo diceva già un paio di millenni fa: “Guai a voi, poiché siete come sepolcri imbiancati, che all’esterno appaiono belli a vedersi, e dentro, invece sono pieni di ossa di morti e di ogni putredine. Volete apparire giusti, davanti agli uomini, ma, all’interno, siete pieni di ipocrisia e di iniquità”.
Dunque? Partecipare o non partecipare? Lasciare che si compia la rappresentazione o tentare fino all’ultimo di ridarle il suo significato iniziale? Ardua questione. Che in un nuovo guizzo di creatività e di elaborazione politica di parte della comunità lgbt di Roma trova una soluzione intelligente. Nella manifestazione, accanto alle istituzioni e alle associazioni (anche quelle lgbt), ci saranno anche le cittadine e i cittadini della comunità lgbt che porteranno il loro contributo critico e civile all’interno stesso della fiaccolata proprio per evidenziare l’ipocrisia di chi partecipa alla farsa e proclamandosi contro l’omofobia e la transfobia, nega quotidianamente il diritto all’uguaglianza e alla dignità, alimentando proprio quei fenomeni contro cui manifestano.
E dunque, le persone lgbt, con le stesse modalità che hanno caratterizzato il movimento spontaneo We have a dream, si stanno organizzando per svelare l’ipocrisia. Vestite di bianco e con i visi coperti da maschere bianche: fantasmi, come la società vorrebbe che fossimo. Cittadini a metà, senza il diritto a progettare il proprio futuro che invece appartiene a tutti gli altri.

Mozione contro l’omofobia e la transfobia alla Regione Lazio

(La mozione è stata approvata all’unanimità nella seduta del 23 settembre 2009) Sinistra e Libertà ha presentato oggi alla Regione Lazio una mozione contro l’omofobia  e la transfobia con la quale richiede invita il Governo a predisporre una vasta campagna comunicativa per contrastare l’omofobia e la transfobia, oltre ad impegnare  la giunta di Piero Marrazzo ad adottare iniziative affinché la giornata mondiale contro l’omofobia veda il massimo coinvolgimento di tutte le istituzioni laziali.

L’impegno prevede, inoltre che la regione Lazio affianchi le altre istituzioni, a cominciare dal parlamento europeo, per promuovere interventi nella scuola per lo sviluppo di iniziative dedicate alla lotta contro le discriminazioni”.

La mozione è stata firmata da Enrico Fontana e da sedici consiglieri di maggioranza e opposizione: Parroncini, Perilli, Carapella, Laurelli e Massimi, (Pd) – Fontana, Schietroma, Rodano, Pizzo e Tibaldi (Sl) – Celli (Sdi) – Mariani (Lista Civica) – Colagrossi e Bucci (Idv) – Brancati (Repubblicani) – Robilotta (Socialisti riformisti).

Sono particolarmente soddisfatto di questo fatto, sia perché è stata Sinistra e Libertà a prendere l’iniziativa, sia perché ho contribuito alla stesura del testo, che riporto di seguito.

MOZIONE
per la prevenzione e la lotta all’omo-transfobia

Premesso che:

  • Il Parlamento Europeo il 18 gennaio 2006 ha approvato più risoluzioni attraverso le quali invita gli Stati membri ad agire per contrastare i diversi fenomeni in cui la omo-transfobia si manifesta -P6_TA(2006)0018,  P6_TA(2006)0273,  P6_TA(2007)0167-;
  • La Costituzione della Repubblica Italiana (art. 3) stabilisce che:
    • tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
    • è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
  • La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani all’articolo 2, comma 1 recita: “Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.”
  • La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (2000/C 364/01) all’articolo 1 recita: “La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata”. E all’articolo 21 ribadisce: “E’ vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali”.

Considerato che:

  • Il 17 maggio del 1991 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato l’omosessualità una “variante naturale del comportamento umano”.
  • Presso il Parlamento Europeo è in preparazione una specifica direttiva sulla prevenzione e la lotta all’omofobia, mentre presso la Commissione giustizia della Camera è allo studio un testo unificato per introdurre nel codice penale l’aggravante inerente all’orientamento sessuale della persona offesa dal reato e all’identità di genere;
  • Una cultura diffusa ancora oggi anche in Italia spinge a considerare le persone omosessuali, transessuali e transgender come perverse o malate, rendendole spesso oggetto di scherno e discriminazione e obbligandole a nascondersi e spesso a rinunciare, per paura di essere scoperte, al diritto di denunciare maltrattamenti, percosse, furti o ricatti;

Tenuto conto che:

  • in Italia non ci sono specifiche politiche tese a contrastare le forme di discriminazione nei confronti delle persone omosessuali, transessuali o transgender e non esistono dati statistici utili per valutare il fenomeno
  • I dati statistici (2009) dell’Agenzia UE per i diritti fondamentali dimostrano che l’omofobia è un fenomeno socialmente in piena diffusione nei paesi europei ed in molti casi tollerata se non sostenuta apertamente da esponenti politici ed istituzionali;
  • la lotta all’omofobia e alla transfobia non riguarda solo le persone omosessuali, transessuali o transgender, ma interessa l’autorità pubblica e la volontà collettiva della società, soprattutto se si considera che le difficoltà hanno spesso inizio sin dalla scuola, non sempre adegautamente preparata ad affrontare l’argomento;
  • i ripetuti e recenti episodi di violenza e di aggressione omofobica e transfobica dimostrano senza ombra di dubbio e con drammatica evidenza il clima di intolleranza e insicurezza cui è sottoposta l’intera categoria dei cittadini omosessuali, transessuali o transgender.

Tutto ciò  premesso e considerato,
Il Consiglio Regionale del Lazio

Plaude e sostiene

l’iniziativa dell’Italia di aderire alla proposta di decriminalizzazione universale dell’omosessualità  presso l’Onu, presentata dalla presidenza di turno francese dell’Unione Europea, e accolta da tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea.

Invita il Governo italiano:

  • a predisporre una vasta campagna comunicativa e socio-culturale per contrastare il fenomeno dell’omofobia e della transfobia, che preveda iniziative formative nelle scuole, nella pubblica amministrazione, tra le forze dell’ordine nonché nei luoghi di lavoro con specifici programmi di “diversity management”;
  • a dotare l’Istat dei fondi necessari per il finanziamento dell’indagine contro le discriminazioni per orientamento sessuale, cancellando il taglio apportato per finanziare l’abolizione dell’Ici;
  • a promuovere l’introduzione nei programmi scolastici di ogni ordine e grado di elementi formativi che conferiscano agli studenti autonomia e capacità d’analisi, nonché spirito critico contro ogni forma di violenza e di discriminazione sessuale, ai fini della promozione di una reale autodeterminazione delle persone e a verificare che le istituzioni scolastiche controllino il materiale scolastico adottato dai docenti affinché non contenga stereotipi sessisti o discriminatori.

Impegna la Giunta Regionale:

  • ad adottare iniziative utili a far si che la giornata mondiale contro l’omofobia abbia nella Regione Lazio un’adeguata risonanza e veda il massimo coinvolgimento delle istituzioni regionali;
  • a promuovere, anche in coordinamento con le associazioni e gli organismi operanti nel settore, iniziative destinate a sensibilizzare l’opinione pubblica verso la cultura delle differenze, la prevenzione e la condanna degli atteggiamenti e dei comportamenti di natura omofobica e transfobica;
  • a promuovere, in collaborazione con gli organismi istituzionali di competenza, interventi nella scuola, perché istituzione deputata all’educazione dei futuri cittadini ad una cultura delle diversità e quindi luogo principale per lo sviluppo di iniziative dedicate alla lotta contro le discriminazioni.

Roma 18 Settembre 2009

REGIONE. SINISTRA E LIBERTA’ PRESENTA

MOZIONE CONTRO OMOFOBIA

“Predisporre una vasta campagna comunicativa per contrastare l’omofobia e la transfobia, impegnando la giunta di Piero Marrazzo ad adottare iniziative affinché la giornata mondiale contro l’omofobia veda il massimo coinvolgimento di tutte le istituzioni laziali”. E’ questo l’impegno contenuto nella mozione presentata da Sinistra e libertà alla Regione Lazio e sottoscritta da sedici consiglieri di maggioranza e opposizione.

“Gli ultimi episodi di violenza che si sono verificati a Roma come anche nelle altre città italiane – ricorda Fontana, primo firmatario della mozione – evidenziano un pericoloso riemergere di una cultura che considera le persone omosessuali, transessuali e trans gender come perverse o malate. Dobbiamo interrompere immediatamente questa spirale di violenza e impedire che questo virus dell’intolleranza e dell’omofobia si diffonda”.

“Come prevede la mozione  – conclude Fontana – La regione Lazio dovrà affiancare le altre istituzioni, a cominciare dal parlamento europeo, a promuovere interventi nella scuola per lo sviluppo di iniziative dedicate alla lotta contro le discriminazioni”.

Il documento è stato sottoscritto dai consiglieri Parroncini, Perilli, Carapella, Laurelli e Massimi, (Pd) – Fontana, Schietroma Rodano, Pizzo e Tibaldi (Sl) – Celli (Sdi) – Mariani (Lista Civica) – Colagrossi e Bucci (Idv) – Brancati (Repubblicani) – Robilotta (Socialisti riformisti)

Enrico Fontana

Capogruppo Sinistra e Libertà Regione Lazio – Ufficio Stampa 06 65932845