Guido: “… e poi, scusa, ma è possibile che voi maschi eterosessuali di sinistra ogni volta che si scherza o si parla di sessualità in presenza di qualcuno omosessuale, vi preoccupate subito dell’integrità del vostro posteriore?”
Alberto: “Certo! Perché, scusa non dovremmo?”
Guido: “Non ce n’è alcuna ragione. E provo a spiegartene qualche motivo. Sei pronto?”
Alberto: “Ok, prova ma tieni le mani in vista!”
Guido: “Lo vedi che ci ricaschi?”
Alberto: “Ok, ok, scusa. Ti ascolto.”
Guido: La prima ragione per cui non dovresti preoccuparti è che fare sesso fra adulti consensienti richiede che ci sia un consenso reciproco. Non vorrai farmi credere che pensi che tutti gli omosessuali siano dei depravati pronti a slacciarsi la patta per approfittare del primo paio di natiche di maschio che sono nei dintorni, anche contro la loro volontà, spero!”
Alberto: “Uhm. Non ci avevo mai pensato. Ma in effetti questo pensiero, me ne vergogno un po’, ma mi ha sfiorato spesso”
Guido: “Se fosse vero, dai, ci sarebbero le cronache piene di denunce di fatti di questo tipo e ci sarebbe effettivamente da preoccuparsi. Quindi possiamo considerare sciolto il tuo primo pregiudizio, inconsapevole, sul fatto che gli omosessuali siano dei mandrilli assessati di sesso, disposti ad abusare di chi non ci sta?”
Alberto: “Vai! Mi hai convinto, anche se ci devo meditare un po’ su.”
Guido: “Perfetto, allora ti do qualche elemento in più. Attento perché andiamo su roba forte. Allora, immagino che nella tua visione eterosessita e patriarcale della coppia omosessuale ci sia sempre uno che “lo pija ar culo” e uno che “je lo mette”. Giusto?”
Alberto: “Perché c’è qualche alternativa?”
Guido: “Uffa, ma sei noioso! Non mi aspettavo commenti così banali! Va bene… andiamo avanti. In un linguaggio un po’ più adatto alla conversazione, si parla correntemente di soggetto attivo (ovvero insertivo) e di soggetto passivo (ovvero ricevente). Già questo cambia le cose, ma ti posso assicurare che nella sessualità di una coppia gay la penetrazione anale non è che una delle numerose possibili alternative. Ed in generale, questa pratica, che è meno diffusa di quel che si possa immaginare, non configura un rapporto di superiorità di un partner rispetto all’altro, dato che spesso le parti si invertono in modo intercambiabile. Molte coppie sono infatti versatili, ovvero i partner assumono alterantivamente entrambi i ruoli.”
Alberto: “Quindi mi stai dicendo che dovrei cominciare a temere anche che qualcuno si interessi alla mia bocca?”
Guido: “Certo, ma se hai capito bene le cose che ti ho detto prima, dovresti anche ricordarti che non è che il mondo sia pieno di omosessuali che non vedono l’ora di placare il loro desiderio a spese delle fauci del qualunque maschio malcapitato che sia a portata di … mano.”
Alberto: “Comincio a capire dove vuoi arrivare.”
Guido: “Se preferisci mi fermo e vediamo se hai capito.”
Alberto: “No, no, vai avanti che voglio arrivare alla fine.”
Guido: “Tranquillo, tanto siamo alla fine. Infatti, vorrei anche farti ragionare sull’ultimo elemento. Che è la tua presunzione.”
Alberto: “Che cosa c’entra la presunzione?”
Guido: “C’entra, c’entra, caro Alberto e adesso te lo spiego. Un gay non è una macchina da sesso. Non c’è nessuna ragione al mondo che lo potrebbe convincere a fare sesso con te se tu non gli piaci. Delle due l’una: o tu hai una così alta stima di te da considerarti un oggetto di desiderio sessuale universale, oppure la tua autostima è così bassa da farti pensare che andresti bene per chiunque.
Alberto: “Non faccio fatica a sapere che tu sei più propenso a collocarmi nella prima categoria, quella dei presuntuosi.”
Guido: “Ovvio, ti voglio bene e so che non ti consideri un uomo per tutte le stagioni. E immagino che tu abbia capito la conclusione.”
Alberto: “Vediamo. In sostanza, mi stai dicendo che i ‘riflessi condizionati’ del mio cervello, mi inducono ad assumere degli atteggiamenti ingiustificati quando ho a che fare con i gay.”
Guido: “E’ proprio così. E’ proprio questo il punto che fa di te, anche se inconsapevolmente e solo in parte, un omofobo di sinistra: lotti con me per i miei diritti, ma temi che io possa diventare una specie di mostro che alla prima occasione tenterà di violentarti approfittando dei tuoi orifizi contro la tua volontà. Però non prendere questo ragionamento come un atto d’accusa.
Alberto: “Dici, mi stai facendo sentire un verme.”
Guido: “Ma smettila, dai! Lo sai benissimo che non lo penso. Però penso che sia importante che tu faccia qualche riflessione su questi ragionamenti per superare proprio del tutto anche il più piccolo pregiudizio nei confronti dei gay.”
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