Archivi tag: governo

Con SEL perché voglio la Luna. È voi? (2)

L’avevo detto che voglio la Luna… E voi? Andate a votare e votate SEL. Parlate con le persone che vi sono vicine a casa, a scuola, all’università, dove lavorate, dove passate il vostro tempo libero. Parlateci e spiegate loro, che bisogna avere un grande sogno per cambiare la realtà. E che lo possono realizzare votando anche loro per SEL

 

SEL: scegliere le liste con le primarie

(pubblicato, con dibattito, anche sul sito nazionale di SEL)

Di fronte alle laceranti spaccature nel centrodestra che stanno portando alla paralisi del governo e ad una grave crisi istituzionale, il dibattito nei gruppi dirigenti del centrosinistra resta asfitticamente incentrato sul come evitare le elezioni e ancor più quelle primarie di coalizione che consentirebbero di affidare la scelta del candidato premier al popolo del centrosinistra, sottraendola appunto alle tattiche ed agli accordi tra partiti.
Si invoca un governo tecnico con la motivazione che la legge elettorale attualmente in vigore sia inaccettabile e vada cambiata. Siamo del tutto d’accordo sul giudizio in merito alla legge elettorale, e speriamo che tutti i partiti del centrosinistra facciano tutto il possibile per ottenere la sua modifica. Ma se non ve ne saranno le condizioni, e se davvero i dirigenti del centrosinistra ritengono inaccettabile la sottrazione della scelta dei propri rappresentanti al “popolo sovrano”, esiste un modo semplice per restituire questo diritto ai propri elettori: affidare la scelta dei candidati al parlamento a primarie aperte che consentano di comporre le liste bloccate secondo l’ordine dettato dalle preferenze raccolte alle primarie.
A favore di questa logica e naturale soluzione si sono già espressi autorevoli esponenti del centrosinitra. Sinistra Ecologia Libertà può e deve dare un forte segnale esprimendosi subito a favore di questa scelta, impegnando in primo luogo se stessa a scegliere i propri candidati alle elezioni politiche, e comunque sempre laddove non sia prevista la possibilità di esprimere le preferenze, attraverso lo strumento delle primarie aperte.
Questa assunzione di responsabilità consentirebbe a SEL non solo di evidenziare la propria capacità di porsi come soggetto politico realmente innovativo – e porsi anche in questo caso come “sparigliatore’” di vecchi metodi e logiche  - ma anche di rafforzare ulteriormente la possibilità che si costruisca una nuova coalizione di centrosinistra in cui, attraverso le primarie, il potere di scelta su nomi e contenuti sia definitivamente affidato alle persone, a quel popolo che ha già dimostrato più  volte maggiore generosità, saggezza e spirito unitario di quanto abbiano fatto coloro che si
trovavano ai vertici dei partiti.
Si tratterebbe, dunque, di un’importante e positiva spinta per il percorso avviato da Nichi Vendola, la cui candidatura alle primarie sta riscuotendo sempre maggiore consenso proprio per la sua capacità di rappresentare un vero cambiamento non solo delle idee e dei programmi, ma anche delle pratiche politiche.

Proponiamo quindi che la scelta dei/delle candidati/e di SEL alle elezioni basate su sistemi di voto che non consentano l’espressione di preferenze, avvenga sempre attraverso il metodo delle primarie aperte e che tale principio venga inserito nello statuto che verrà approvato dal congresso del prossimo ottobre.

Guido Allegrezza, Fabio Bonanno, Luana Di Molfetta, Nazzareno Pilozzi, Ileana Piazzoni, Davide Santonastaso, Giancarlo Torricelli

10 domande per la sinistra

Da un interessante articolo di Repubblica.it una provocazione rivolta alla sinsitra italiana, sotto forma di 10 domande, alle quali do la mia risposta come militante di  Sinistra Ecologia Libertà

  1. Quali sono i vostri principali valori politici al di là dell’antiberlusconismo?
    L’antiberlusconismo è una contingenza. Sarebbe folle immaginare di costruire una forza politica “a progetto”. I valori della sinistra dovrebbero rimanere quelli dei pari diritti, delle pari opportunità, della solidarietà, dell’accoglienza, della cura dell’ambiente e delle risorse naturali, un fisco che esprima chiare politiche tributarie non di redistribuzione ma di giustizia sociale, cultura, arte, conoscenza e ricerca come patrimonio nazionale da difendere e incrementare, la partecipazione strutturata ed ampia alle decisioni a tutti i livelli politici, l’inclusione sociale, la cura per i deboli, il ripudio delle forme di violenza economica e politica verso paesi esteri anche se mascherate da missioni di pace, la fusione delle identità nazionali nella più ampia realtà europea
  2. Perché quando avete avuto l’opportunità di governare non avete regolamentato il conflitto d’interessi?
    Perché il conflitto di interessi non c’è soltanto a destra, ma sta diventando evidente che vi sono commistioni non tollerabili anche a sinistra. E queste vanno rapdiamente risolte, se si vuole essere credibili.
  3. Che visione avete della società italiana del futuro e per quale tipo di giustizia sociale vi schierate?
    La società italiana andrà interamente ricostruita dopo queste devastante periodo di governo delle destre più nazionaliste e razziste. I valori chiave della cultura, dell’accoglienza, del lavoro e della giustizia sociale dovranno tornare ad essere prioritari, affinché si realizzi un’azione di governo di ampio consenso, capace di umanizzare l’economia e di riportare la persona al centro dell’attenzione delle istituzioni e non il denaro o l’interesse privato
  4. Quale è la vostra visione della globalizzazione e come vedete l’Italia in essa?
    E’ un fenomeno di dimensione planetaria che richiede interventi di carattere internazionale. Oltre ad essere vittima e carnefice, l’Italia dovrebbe assumere un ruolo di protagonista nella definizione di organismi e istituzioni sovranazionali eletti democraticamente, capaci di imporre normative tali da regolamentare fenomeni che oggi sono interamente nelle mani di poteri extranazionali non soggetti a nessun controllo democratico.
  5. Come pensate di aumentare le possibilità a disposizione dei giovani e che risposta date alla lettera di Pierluigi Celli che invitava il figlio a lasciare l’Italia?
    La lettera di Celli è un caso personale, il giusto appello di un padre al proprio figlio, che sembra però un padre poco informato. Il flusso di persone italiane, giovani e meno, che cercano altrove un luogo in cui realizzare attese, sogni e prospettive è enorme e sta dissanguando almeno due generazioni. Pagheremo duramente l’incuria che stiamo dimostrando davanti ai giovani ai quali non offriamo nessuna prospettiva concreta di futuro.
    Alcuni interventi chiave da mettere in campo senza indugio sono lo sviluppo di una politica della conoscenza che rafforzi la preparazione tecnica e accademica dei nostri giovani, politiche economiche ed industriali che guidino il nostro asfittico sistema della produzione verso la creazioni di vantaggi competitivi spendibili verso i paesi esteri, lo sviluppo del terzo settore, un fisco agevolato per chi entra nel mondo del lavoro.
  6. Sarete in grado di apportare serie riforme alla classe politica in termini di numero dei parlamentari, immunità legali, costi della politica?
    Questo è auspicabile. La selezione delle candidature dovrebbe rispondere a criteri di eccellenza (ma questo è un processo già avviato anche se non ancora compiuto) e dovrebbe avvenire con modaliltà di partecipazione più democratiche. Tra l’altro sarebbe opportuno lasciare ampio spazio anche alle presenze di esponenti della società civile, che tanto hanno da dire alla politica.
  7. E’ possibile che l’inesistenza di un governo ombra comunichi agli elettori l’assenza di un governo alternativo e quindi la non presenza di un’opposizione ufficiale in Italia?
    Il governo ombra non appartiene alla cultura politica dell’Italia e dunque la sua assenza non pregiudica minimamente la percezione dell’opposizione. Il problema è che l’opposizione dovrebbe agire in modo più convinto soprattutto rispetto ai gravi episodi di erosione della legalità che si perpetrano senza grandi reazioni, che spesso sono auto-organizzate dalla gente (giovane!) che dai partiti.
  8. Perché non c’è un reale interesse e capacità nell’usare i nuovi media?
    Perché le classi dirigenti sono mediamente più vecchie dei militanti e della società e sono diffidenti rispetto a mezzi che non conoscono e che sono fondamentalmente impossibili da controllare secondo le vecchie logiche di partito.
  9. Se aveste un miliardo di euro di risorse extra, come le utilizzereste?
    Personalmente, dato che Sinistra Ecologia e Libertà è una piccola forza politica, sarebbero interamente investiti per sviluppare la comunicazione sul web e per garantire una capillare presenza territoriale. Sono le uniche due leve che consentono di scardinare l’attuala status quo
  10. Avete un Obama capace di sfidare Berlusconi in carisma e popolarità ma al tempo stesso di creare una visione un sogno per gli elettori che dovrebbero votarvi?
    Credo che questo ruolo lo possa rivestire soltanto Nichi Vendola, che ha dimostrato come si possano scardinare i vecchi schemi della politica attraverso l’inclusione, la pacatezza, la fermezza sui valori chiave e la partecipazione

Sepolcri imbiancati

Questo l’episodio. Questo il seguito.

Le inutili parole che escono dai sepolcri imbiancati del governo e del sindaco di Roma suonano ancora più vuote e preoccupanti perché invece di far intravedere un barlume di presa di coscienza del problema, sottolineano solo il lato “repressivo” ed il rimedio penale.

Essi si guardano bene dal proporre misure eccezionali di politica educativa e di campagne contro l’omofobia. Non agire pur avendo le risorse  li rende complici di chi aggredisce. E non serve certo il tribunale dei giudici a doverlo attestare. Basta quello delle umanità e delle diversità discriminate. E sarebbe ora che la gente si desse un po’ da fare non solo quando gli episodi avvengono, inseguendo la moda un po’ forcaiola della disapprovazione e del taglione, quanto piuttosto dedicando tempo e generosità all’azione sociale e comunitaria di chi si impegna per debellare l’omofobia.

L’omofobia è figlia della mancanza di riconoscimento della parità giuridica delle persone omosessuali ed è alla radice di questo tipo di episodi.

Ma è anche alla radice dell’assenza dello Stato e delle tutele e dei diritti che esso dovrebbe tutelare ed agire. Il criminale aggressore agisce in realtà, non solo come persona singola, ma come braccio armato della società. Il perpetuarsi di uno stato di inferiorità giuridica delle persone omosessuali, verso la quale la società è pressoché indifferente, rende possibile un tale livello di disprezzo e di stigma sociale, da far diventare socialmente accettabile tali episodi. Nonstante l’indignazione di circostanza di chi potrebbe fare, ma nulla fa.