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Vetero Cattolici: una chiesa giovane, coraggiosa e determinata

Il Roma Rainbow Choir all'ordinazione di Maria Vittoria Longhitano

Il Roma Rainbow Choir all'ordinazione di Maria Vittoria Longhitano

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22 maggio 2010. Una data che potrebbe fare la storia. In una splendida giornata di sole, di quelle che solo a Roma se ne possono vedere, nella Chiesa Anglicana All Saints’ è stata ordinata sacerdote della Chiesa Vetero Cattolica dell’Unione di Utrecht Maria Vittoria Longhitano, insegnante, siciliana, sposata. Una donna, sacerdote con una bella famiglia e un lavoro come tanti altri. Quello che fanno tutti i sacerdoti e i diaconi di questa confessione religiosa vicina ed in comunione con la Chiesa Cattolica Romana, ma decisamente più avanti di essa rispetto a tanti aspetti.

Una chiesa che accoglie le persone divorziate e consente loro di contrarre nuovamente un matrimonio sacramentale. Dove sono bene accolte le persone omosessuali e transessuali, che possono far benedire le loro unione in una sorta di matrimonio. Dove si accede alla partecipazione solo da adulti, con solenni dichiarazioni e dopo un cammino di preparazione e di approfondimento. Una Chiesa dove il clero lavora e presta il suo servizio sacerdotale nel resto del tempo e dove si considera molto importante che chi amministra i sacramenti viva la stessa vita che vivono i fedeli, dunque lavoro e famiglia.

Eppure è una Chiesa Cattolica pur non essendo romana. Una chiesa, anzi, in qualche modo temuta da Roma, proprio perché capace accogliere e di comprendere molto più di quanto la sorella maggiore faccia. Dunque una pietra di paragone, piccolina, ma scomoda, proprio perché non teme e osa. Infatti è proprio a Roma che ha deciso di ordinare Maria Vittoria Longhitano, alla presenza del Vescovo Fritz René Muller del suo Vicario e della presbitera di Roma (ma ordinata in Germania) Teodora Tosatti, anche lei sposa, madre e lavoratrice.

D’altra parte, l’espressione “Vetero-cattolica” esprime proprio l’intento di un ritorno alle originarie fonti cristiane di una Chiesa che nasce nel 1870, quando molti studiosi rifiutano di sottomettersi ai nuovi dogmi imposti dal Concilio Vaticano I: infallibilità del papa e suo potere di governo (giurisdizione universale) sulla Chiesa intera. Fin dall’inizio, la Chiesa Vetero Cattolica ha avuto consapevolezza della sua triplice vocazione: opporsi alle crescenti pretese di Roma, presentare una Chiesa da un lato più fedele alle origini e dall’altro capace di applicare il Vangelo oggi, impegnarsi nell’ecumenismo.

L’ordinazione è stata dunque un evento che travalica il semplice ambito religioso e innesca una miccia politica. Una donna sacerdote nella chiesa cattolica e consacrata a poche centinaia di metri da S. Pietro testimonia la necessità e insieme la capacità e la possibilità di emancipare la Chiesa da una visione tradizionalista e conservatrice e farla diventare umana, calata nelle vicende del presente e della storia. Una testimonianza del riconoscimento della parità sostanziale della donna rispetto all’uomo, ottenuta anche nell’ambito della spiritualità, materia troppo spesso dominata dalla presenza di figure maschili.

Un commento a parte meritano i testi delle letture della cerimonia, nelle quali il profeta Isaia (61, 1-6) annuncia la liberazione degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, la consolazione degli afflitti e preconizza che saranno degli stranieri e pascere le greggi e figli di stranieri ad essere contadini e vignaioli. Incredibile, infatti, come questa testimonianza, anzi questa profezia millenaria, mantenga tuttora inalterato il suo smalto di modernità e sembri parlare proprio a noi, che ci troviamo in un’Italia che sembra sorda alle richieste degli stranieri in casa sua e indifferente alle difficoltà dei suoi cittadini.

Non è certo questa la sede per una meditazione teologica e storica su questo aspetto, ma si fa fatica a rimanere indifferenti a queste parole. Non resta dunque che augurare alla Chiesa Vetero Cattolica e alla sua nuova presbitera ogni bene, nella speranza che esse siano capaci di portare luce, là dove oggi è difficile scorgerla.