Prospettive

2 12 2009

Questo post si riferisce alla storia e alle mie opinioni contenute in questo post e in quest’altro. Essi hanno avuto seguito anche su Facebook, rispettivamente qui e qui.

Qualche ulteriore strascico anche sul blog di Anelli di fum0 (qui).

Allora, me la sono presa comoda per dare tempo agli eventi di accadere. Al Circolo Mario Mieli le elezioni si sono tenute nuovamente nei giorni scorsi e a tempo di record è uscito il comunicato che annunciava le nuove cariche, assegnate presumibilmente a valle dell’assemblea dei soci (cha visto partecipare 58 soci, contro i 79 delle precedneti, tenutesi poche settimane prima). Il nuovo direttivo (una restaurazione, direi) è composto da Rossana Praitano (presidente), Alessandro Petrone (vice presidente e new entry nel direttivo), David Galoni (segretario tesoriere), Fabio Carduccelli, Andrea Mele.

Alcune osservazioni.

  1. Per curiosità, sono andato a sentire la presentazione delle candidature alle cariche e ne sono uscito molto deluso. A parte un grave problema che rischia di condizionare la sopravvivenza del Circolo (che proviene dal passato), e anche un po’ comprensibilmente, ho notato la totale assenza di progettualità espressa dai candidati, tutti. Rispetto ad una situazione che si muove a livello nazionale in una certa direzione, fra numerosi sviluppi, di questi non si è fatto alcun cenno e tutto si è giocato con una visione prevalentemente orientata all’interno dell’associazione. Un atteggiamento a mio modo di vedere assolutamente perdente, ma che non posso esimermi dal sottolineare.
  2. Trattasi di direttivo blindato, nel quale non c’è più traccia della “frattura” che si era prodotta (secondo autorevoli commentatori) con le precedenti elezioni. L’unico candidato outsider, Luciano Parisi, non è stato eletto per pochissimo. Dunque, il circolo è oggi in una situazione di assoluta novità, almeno rispetto agli ultimi anni. La frattura, ovviamente non è stata ricomposta, perché semplicemente le persone regolarmente elette nella precedente tornata non si sono ricandidate, dando un chiarissimo segnale.
    Aggiungerei, ovviamente, che mi aspetto qualche sorta di “ripercussione” dagli eventi, anche se spero vivamente che i miei più oscuri pensieri non si avverino, ma tant’è, si è cominciato a parlare di TAGLI a breve a causa di una più che giustificata ragione.
  3. Il nuovo entrato Petrone è stato eletto (salvo errori da parte mia) con 7 (sette) voti e non ha precedenti esperienze di direttivo. Orbene, la Maddalena Vaiani Lisi (vice presidente), era stata eletta con oltre venti voti e neanch’ella aveva esperienze di direttivo. Lascio le valutazioni ai lettori, non senza sottolineare che la mossa ha un vago retrogusto amarognolo. Dato che Mele aveva espresso la volontà di non essere ulteriormente nominato vice, si è ben pensato di dare l’impressione di un’apertura ai giovani e al futuro, mettendo al suo posto un vero inesperto. Ovviamente si tratta di mie impressioni, ma non sono disposto a fare aperture di credito, arrivati a questo punto.

In estrema sintesi, posto che ancora si attendono le spiegazioni sugli eventi sollecitate da alcuni media dell’arcipelago glbt (adesso se qualcuno ipotizza che sono anche in grado di influenzare gaynews24, notiziegay e simili, spero che gli venga una paralisi -temporanea- alla lingua…) ed in attesa degli esiti della grave questione predetta, mi sembra di poter sottolineare che è tutto a posto, non succede nulla e tutto continuerà ad andare avanti come gli ultimi 4 o 5 anni. Chi sperava in una svolta politica e di movimento, può tranquillamente riporre i suoi sogni nel più profondo dei cassetti. Non accadrà nulla. Va bene così





Per la sinistra. Per la libertà… di scegliere!

16 11 2009
Luigi Nieri, Assessore al Bilancio della Regione Lazio

Luigi Nieri, Assessore al Bilancio della Regione Lazio

Sinistra e Libertà Ecologia, il progetto politico per la ricostruzione e il rinnovamento della sinistra che ha raccolto un milione di voti alle ultime elezioni europee, rischia di non riuscire a volare alto come potrebbe a causa di veti incrociati e steccati provocati dalle nostre vecchie provenienze.  E’ indispensabile un salto di qualità del nostra agire politico, che punti invece alla valorizzazione delle tante cose buone fatte insieme in questi mesi.

Da molto tempo questo sogno, da tenere vivo e trasformare in realtà per rispondere a quel milione di voti, farli crescere nel nome delle nostre convinzioni ideali: giustizia sociale, solidarietà umana, rivoluzione ecologica, redistribuzione economica, partecipazione democratica, libertà e non-violenza, ha continuato a vivere spesso grazie alle migliaia di protagonisti e protagoniste silenziosi/e e appassionati/e, diffusi/e in modo omogeneo sui nostri territori. Che hanno praticato, più che discusso, il progetto di Sinistra e Libertà Ecologia.

Da questa premessa nasce questo documento che vogliamo sottoporre alla vostra attenzione: iscritti, elettori e simpatizzanti di Sinistra e Libertà  Ecologia della Regione Lazio.

Nel Lazio Sinistra e Libertà Ecologia è stata, in questi mesi, una delle esperienze regionali più significative. Qui è nato il primo gruppo consiliare regionale. Qui si è potuto toccare con mano l’entusiasmo che questo nuovo progetto ha suscitato in tante persone. L’assemblea regionale del 10 novembre ha dimostrato che Sinistra e Libertà Ecologia è viva, purché si apra alla partecipazione facendosi attraversare dal protagonismo di tutti coloro che la stanno costruendo. Un’assemblea aperta, affollata, inquieta, curiosa di conoscere il percorso di costruzione del futuro, vogliosa di partecipare a questa costruzione. Si tratta di un segnale inequivocabile: c’è un grande bisogno di sinistra, c’è un grande desiderio di cambiamento, c’è una richiesta di rinnovamento radicale delle forme della politica.

La sinistra è forte e ha senso solo quando riesce a stare tra la gente. La partecipazione deve essere la base di questo nuovo percorso. Ogni decisione deve essere sempre più trasparente e condivisa. L’occasione è data: le prossime elezioni regionali. E’ questo un banco di prova fondamentale per Sinistra e Libertà Ecologia e per le sinistre in generale. Lo strumento di selezione del candidato presidente del centrosinistra non può che essere quello delle primarie di coalizione. E’ questa una delle condizioni su cui Sinistra e Libertà Ecologia dovrà costruire l’alleanza. Mai come in questo caso la forma è sostanza. La storia recente ci dimostra come la selezione a tavolino dei candidati abbia allontanato le persone dalla politica, soprattutto a sinistra. Ma è anche l’occasione per far vivere e conoscere nel modo più efficace i nostri contenuti e il nostro programma di governo, occasione per tornare a far politica da protagonisti. Senza timidezze; anche nei confronti del Partito Democratico.

Primarie subito, dunque. Con un candidatura unica della sinistra, se possibile, autorevole e rappresentativa.

In questi giorni sta nascendo, in modo indipendente, la candidatura di Luigi Nieri. In suo favore sono nati un gruppo su facebook e diversi appelli sottoscritti da rappresentanti della società civile. Quella di Luigi Nieri è una candidatura credibile e convincente. Da assessore al Bilancio della Regione Lazio ha lavorato in questi anni sui temi della partecipazione, dei diritti umani, della legalità, del sostegno alle fasce sociali più deboli, del lavoro, del reddito. La sua candidatura rappresenterebbe un elemento di forza per la sinistra, visto il suo ruolo e il lavoro svolto nel governo regionale e, prima, nel Comune di Roma come Assessore alle Periferie. Una candidatura non di testimonianza ma per vincere.

Ci possono essere, naturalmente, altre proposte: pensiamo però che esse debbano essere esplicitate senza ulteriori rinvii, così da poter consentire un percorso di scelta partecipato e trasparente, come le “primarie delle primarie”, che nel caso sarebbero un’ulteriore prova di vitalità della nostra comunità politica. Ma su una cosa non intendiamo transigere: che non si scelga più un candidato all’interno delle stanze buie e alle spalle dei cittadini. Sarebbe questo un modo per rinnegare il fine del progetto politico stesso e sprecare una occasione di partecipazione autentica.

Valentina Adiutori, Guido Allegrezza, Fernanda Antonini, Nicola Antonini, Matteo Antonucci, Giuseppe Antonio Argirò, Domenico Aversa, Mariella Bacarini, Umberto Barbato, Anna Grazia Barsanti, Dario Bensi, Paolo Berardi (Assessore Comune di Pofi), Carlo Bettini, Fabio Bonanno, Maurizio Brignardelli, Celeste Buratti, Sergio Cacciotti, Maurizio Cantafio, Marco Capodimonti, Giustina Capparella, Gaetano Capuano, Rosa Caracci, Donato Cardarelli, Sabino Cardone, Luca Carpentieri, Gianni Carroccia (Consigliere Comune Sonnino), Andrea Catarci (Presidente XI Municipio), Fabio Celani, Gianni Celani (Consigliere Comune Sonnino), Mauro Centra, Anna Maria Cesaretti, Maria Cianfoni, Mauro Cioffari, Vittorio Cirilli, Alessio Colacchi (Consigliere Comune Genzano), Calogera Consagra, Carla Corciulo, Alberto Corsi, Fiorella Credico, Maurizia De Angelis, Elettra Deiana, Stefano De Rita, Luigi Di Cesare, Luana Di Molfetta, Luca Di Molfetta, Giovanni Battista Di Pastena, Fabrizio Donati (Presidente Consiglio V municipio), Antonio Durante (Sindaco di Borbona), Susi Fantino (Presidente IX Municipio), Massimo Fattori, Pierluigi Felli, Luigi Fortini, Michelangelo Frammartino, Franco Frattale, Sandro Giannetti, Mario Giannitelli, Giuliano Gonnellini, Sara Graziani, Arianna Grillo, Clesio Iagnocco, Lino Imperiali, Andrea Landi, Elio Lauria, Leandro Liotti, Patrizio Lisi, Luca Lombardi, Loredana Ludovisi, Walter Mancini, Serena Marcianò, Alessandro Marcuccili, Azzurra Marinelli, Marco Marrocco, Andrea Marrone, Andrea Masi, Donato Mattei (Consigliere XI Municipio), Roberto Mazzantini, Antonio Medici (Vice Presidente V Municipio Roma), Paola Menichetti, Attilio Mercuri, Giuseppe Merluzzi (Consigliere Comune Sonnino), Edmondo Milano, Aldo Morana (Assessore Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini), Piero Morandini, Massimo Morassut, Paola Natalicchio, Roberto Palma, Fernando Pascolini, Gianluca Peciola (Consigliere Provincia di Roma), Antonio Pellegrini, Maria Cristina Perugia, Pasquale Pesce, Enrico Pescosolido, Simone Petrangeli, Carlo Pietrocini, Angela Pettirossi, Rosanna Piantedosi, Ileana Piazzoni, Paolo Picariello, Giovanni Pizzuti, Feliciano Polidoro, Francesca Polito, Dante Pomponi, Stefania Raimondi, Maria Proietti Rocchi, Francesco Prost, Davide Risi, Loredana Romano, Francesco Romito, Patrizia Roselli, Mirko Rossetti (Consigliere Comune Sonnino), Paolo Sacco, Lucio Santamaria, Luca Sappino (Consigliere II Municipio), Gabriele Savona, Barbara Scaglioni, Patrizia Sentinelli, Massimiliano Smeriglio (Assessore Provincia di Roma), Stefano Spalvieri (Assessore Comune Isola del Liri), Massimiliano Spinnato, Alessandro Staccone, Sergio Suprano, Fabio Svaluto Moreolo, Luigi Taddei (Assessore Provincia di Rieti), Silvia Tocci, Beniamino Turilli, Marco Urbini, Daniele Vecchio, Giovanni Vecciarelli, Giuseppe Zito (Assessore Comune Cerveteri), Stefano Zuppello.

Per adesioni scrivere a: fabiobonanno72@gmail.com





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15 11 2009

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Nei giorni scorsi, dopo le burrascose vicende che si sono susseguite al Mieli, (per chi ha pazienza anche qui e qui) ho partecipato ad una riunione convocata dai consiglieri dimissionari, per chiarire gli eventi. Una riunione che ha visto, anche questa volta, “la monopolizzazione” (si, ho capito non ha parlato solo lei… ma rende l’idea) da parte della Praitano, che ha tenuto un paio verbosi sermoni su quanto è buono e quanto è bello il Mario Mieli e sulla sua storia.

Di seguito una sintesi della mia replica, al termine della quale ho strappato e consegnato la mia tessera alla segreteria.

Ho premesso chiaramente che sarebbe stato un intervento polemico e di accusa, tant’è che l’ho seduta stante intitolato “Ma de che?”, in risposta all’opinione di Rossana su tanti fatti anche del passato.

  1. metto in evidenza la stranezza che la presidente degli ultimi anni, non ha un’idea chiara del numero dei soci iscritti, ha parlato di 100-200, mentre sono prossimi ai 300. Un dettaglio si dirà. Non troppo alla luce delle successive considerazioni.
  2. all’affermazione che non ci sono fazioni, ribadisco che ci sono e ci sono sempre state, ricordando a Rossana che negli anni pre e post worldpride una fazione era costituita proprio da lei, da me e da qualche altro, con i quali abbiamo condotto una campagna violentissima contro la presidenza Battaglia, nella convinzione che essa non stesse facendo il “bene del circolo”.
  3. all’affermazione che era del tutto inatteso il fatto che si è materializzata con le elezioni una linea “alternativa”, ribatto che se nessuno si è preoccupato di capire per quale motivo il numero dei soci è sceso fino a -60% e per quale misterioso motivo a un certo punto le riunioni di confronto pubblico con i soci (di norma SETTIMANALI!) andavano deserte, forse non è proprio “innocente” e non se la può cavare dicendo “che ci potevamo fare, non veniva nessuno”. Certo, magari la domanda “abbiamo fatto tutto quello che potevamo, nell’interesse dell’associazione, per stimolare la partecipazione dei soci al dibattito” qualcuno che oggi parla di “bene dell’associazione” se la poteva anche fare. Se non ci si adopera per creare i luoghi dove il “dissenso” ha modo di manifestarsi e magari si può risolvere il conflitto spiegando e dialogando, non ci si può stupire se poi alle elezioni accadono delle cose inattese… [N.B il discorso è politico, nel senso più ampio del termine]
  4. chiudo sottolineando che si è creato un precedente pericoloso, che avrà il suo peso negli anni. Rossana sosteneva (in sintesi) che non si sarebbe compreso all’esterno che lei non avrebbe avuto nessun incarico ufficiale e che questo sarebbe stato lesivo della sua dignità. Ho parlato di “lesa maestà” e ho sostenuto che è stata un’irresponsabile per non aver accettato serenamente l’esito delle elezioni e per aver preferito creare il conflitto, piuttosto che collaborare in sordina, come altri prima di lei hanno fatto, gestendo la loro posizione di minoranza.

Ma adesso basta con le polemiche! Adesso si rifaranno le elezioni e si parlerà di programmi! Che bello! Allora io voglio dare il mio contributo da esterno, per affetto. Così ognuno potrà pescare a piene mani dalla mia saggezza e dalla mia esperienza e non si potrà parlare di complotti o del fatto che io voglio scalare il Mieli!

Ecco dunque alcuni spunti programmatici per il nuovo (?) direttivo del Mieli, che sarà eletto (ratificato) da qui a qualche giorno.

  1. Campagna di tesseramento, per creare un’estesa comunità di persone lgbtqi a Roma.
  2. Calendario di incontri pubblici con cui confrontarsi con questa nuova grande platea di soci e valutare insieme strategie ed azioni.
  3. Adozione di una linea strategica di comunicazione, che, collocando al centro internet, riposizioni il circolo come elemento cardine dell’azione e dell’iniziativa della comunità lgbtqi a Roma e non solo (su questo punto, ho consegnato un piano dettagliato circa un anno e mezzo fa e mi ha dato retta solo Andrea Maccarrone…), prendendo di petto argomenti essenziali come la trasparenza della governance, la partecipazione, la condivisione, l’informazione, il finanziamento dal basso, ecc.
  4. Trasformazione di AUT da mensile cartaceo a giornale on line, con contributi dai lettori in un’ottica di citizen journalism, (oooooh! cosa sarà mai il citizen journalism?) .
  5. Costituzione di un comitato di finanziamento, coordinamento e partecipazione per l’EuroPride, adottando pratiche e azioni analoghe a quelle che caratterizzano il Torino Pride (è solo un esempio). Il compito principale è quello di stendere la bozza del programma e delle iniziative e cominciare a fare fund raising in modo ampio. Esistono delle agenzie apposta, una delle quali è addirittura specializzata nelle partnership e nelle sponsorship per il mondo GLBTQI e sta a Milano (a chi di dovere è stato fornito il contatto)

Ecco, queste sono solo alcune delle idee più rapidamente realizzabili, che vanno in una direzione di progresso e matura consapevolezza di ruolo, che si può ottenere solo coinvolgendo risorse nuove, rinunciando ad una visione parcellizzata del proprio ruolo e orientandosi alla massima apertura verso la società. Chissà se qualcuno al Mieli sarà capace di esprimere una visione così “coraggiosa” e “rivoluzionaria”?





Circolo Mario Mieli. Che succede?

8 11 2009

Dopo poco più di un mese dalle (regolari e legittime) elezioni del Consiglio Direttivo del Circolo Mario Mieli, lo stesso è decaduto e sono state convocate nuove elezioni.

Nelle precedenti elezioni erano stati eletti Andrea Maccarrone, Andrea Mele, Maddalena Vaiani Lisi, Vincenzo Ianniello e Rossana Praitano. Quest’ultima, dopo una riunione fiume del Direttivo che doveva eleggere presidente, vice presidente e tesoriere, si è dimessa. A seguire, di pochi giorni fa, le dimissioni di Vincenzo Ianniello degli altri consiglieri (Ianniello, Mele e Maccarrone, non ho capito se anche Vaiani Lisi) e la constatazione della impossibilità di procedere senza necessità di riconvocare i soci per nuove elezioni.

Che succede? (E’ una domanda che gira qua e là sul web e nelle conversazioni, ma non trova risposta causa un riserbo che definirei “sovietico”. Ecco dunque alcuni miei personali contributi per chi voglia saperne di più).

E’ presto detto. L’apparato burocratico del Circolo Mario Mieli ha letteralmente rifiutato l’esito delle elezioni ed ha armato una fronda interna che ha reso impossibile al direttivo entrante di esercitare il potere rappresentativo che gli era stato affidato dai soci, ripeto, in regolari elezioni. Rendendo di fatto indispensabile ricorrere a nuove elezioni.

Per comprendere, credo sia utile qualche elemento fattuale e qualche riflessione.

Alcuni fatti, senza pretesa di essere obiettivi.

  1. Poco prima delle elezioni, essendo io un convinto sostenitore delle candidature di Maccarrone, Ianniello e Vaiani Lisi, mi sono permesso di scrivere un messaggio Facebook a tre persone, per invitarle a venire alle elezioni e a dare il loro voto scegliendo fra i tre. Aggiungevo alcune note programmatiche elaborate da me in base a conversazioni avute con loro:
    * maggiore persenza giovanile
    * maggiore efficienza operativa
    * più trasparenza
    * più coinvolgimento con la comunità
    * più collegialità nelle decisioni
    * avvio delle attività per l’eurpride
    * recupero dei momenti di confronto politico allargato alla partecipazione dei soci
  2. Questo messaggio, da una delle persone cui era stato inviato, è stato stampato (è noto a tutti che i messaggi facebook NON POSSONO ESSERE INOLTRATI) e consegnato alla presidente uscente (Rossana Praitano), su sua richiesta.
  3. Il giorno dell’assemblea per l’elezione delle cariche, la mia personale iniziativa è stata fatta passare dalla presidente in persona, come un complotto ed una diffamazione pubblica su facebook ai danni del Circolo, interpretando, in modo del tutto soggettivo, la parola trasparenza come un’accusa alle gestione delle risorse economiche del circolo.
  4. Nonostante l’evidente “organizzazione” di tutte le parti in causa, il direttivo uscente viene confermato solo in parte (Mele, Praitano, Maccarrone) e vengono eletti due nuovi consiglieri (Vaiani Lisi e Ianniello) che di fatto consentono di costituire una maggioranza alternativa alla precedente
  5. Si noti che appena proclamati i risultati c’è stata un’immediata reazione di parte dell’apparato burocratico-informativo del circolo, scandalizzato per gli esiti del voto (!)
  6. Nella successiva riunione del direttivo, la nuova maggioranza fa “asso piglia tutto” ed elegge Maccarrone presidente, Vaiani Lisi vice e Ianniello tesoriere. Tutti giudicati immaturi ed inadatti alle cariche, ovviamente sempre dall’apparato e da alcune figure storiche.
  7. La Praitano, si dimette e fa convocare una riunione dei soci per mettere in discussione l’intera questione. Facile immaginare il clima di questi incontri, che avevano l’unico scopo di delegittimare le elezioni ed il loro esito.
  8. La manovra riesce e si indicono nuove elezioni.

Alcune opinioni del tutto personali.

  1. Le persone che hanno incarichi retribuiti dal Circolo o dalle strutture ad esse collegato non dovrebbero essere soci, o almeno non dovrebbero avere diritto di voto: il conflitto di interessi è evidente ed ha prodotto un effetto distruttivo che altrimenti si sarebbe potuto evitare.
  2. Il circolo ha sempre avuto almeno due anime: una profondamente conservatrice ed una più aperta al cambiamento e al futuro. In questa occasione, quella più aperta al futuro, pur avendo avuto un consenso maggioritario si è lasciata mettere nel sacco da quella minoritaria e conservatrice. Una buona occasione sprecata.
  3. Significativo che la maggioranza “progressista” si fosse costruita attorno a persone che si erano fortemente impegnate sul piano culturale. Un fatto, questo, ricorrente nella storia del Circolo, in cui i progetti di natura culturale non hanno mai goduto di buona fama e sono stati spesso affossati con varie scuse (non coinvolgono, non portano soldi, ecc.), oltre che con una sostanziale indifferenza da parte dell’apparato.

Questi i miei spunti di riflessione, rivolti a chi è interessato. Con l’occasione, informo i miei affezionati lettori che sto seriamente meditando sull’ipotesi di candidarmi alle prossime elezioni del Circolo, non con lo scopo di essere eletto, quanto piuttosto per portare queste riflessioni e queste che in parte sono accuse, proprio davanti all’assemblea elettiva, in modo che si tenga conto anche di fatti “non detti” e di storie “taciute” quando si esprimeranno le proprie preferenze.

[Nota 1. Apparato burocratico informativo: insieme dei prestatori d'opera retribuiti economicamente in forma diretta o indiretta da parte sia del Circolo, sia delle strutture operative ad esso collegate]





Avanti a sinistra?

8 06 2009

Abbiamo consegnato le elezioni europee alla storia. Lascio a chi è più bravo di me commentare le implicazioni politiche del voto e le cause che lo hanno determinato.

Oggi, a noi, sia che abbiamo combattuto e creduto nell’idea di una sinistra lontana da fondamentalismi e da facili paradigmi lontani dalla realtà, sia che questi costituiscano un riferimento irrinunciabile, spetta una grande responsabilità.

Le forze laiche e di provenienza dalla sinistra assommano ad un corposo 9,4%. Una vera e propria apertura di credito che alcuni milioni di elettori hanno espresso chiaramente. Cosa avranno voluto dire questi elettori? Unire la sinistra come si affanna la rete a forza di appelli di ogni tipo, superando ogni divisione. Unire le forze laiche affinché costituiscano la sponda che manca al PD? Non è chiaro. Nessuno può avere una risposta chiara e sostenibile. Almeno, nessuno può avere una risposta che abbia una coerenza intrinseca.

E’ possibile che “rasando” i vertici dei partiti della sinistra (sinistra e libertà, alleanza dei comunisti, partito comunista dei lavoratori), ed ammesso che questi partiti che hanno appena fatto scelte gravi lo vogliano veramente a partire dalla loro base di militanza, che il popolo della sinistra si riunisca in un solo corpo?

A me sembra tutto molto prematuro e difficilmente realizzabile.

Non credo che sia concepibile una riunificazione, anche solo programmatica, di Sinistra e Libertà con Rifondazione Comunista, i Comunisti italiani e i lavoratori Comunisti. Lo strappo che ha fatto SL e la profondità delle motivazioni che lo hanno determinato è talmente profondo da impedire che si pensi ad una prospettiva di questa natura. Soprattutto perché ora, soldi permettendo, SL penserà al suo futuro e all’aggregazione di una nuova base di militanza, in vista degli appuntamenti elettorali dell’anno prossimo.

Analogamente, i veti posti dai vertici di SL ad un’alleanza elettorale con i Radicali, pur se comprensibili nella prospettiva della costruzione del nuovo partito, hanno lasciato un solco difficilmente colmabile che raggelerà, purtroppo, tentativi in questa direzione. Peccato, perché una potenziale alleanza con i Radiali avrebbe riportato fortemente al centro della scena politica la questione della laicità, la cui bandiera è oggi nelle deboli mani di Di Pietro, almeno in Europa.

Non lievi saranno le tentazioni di Sinistra e Libertà di orbitare attorno al PD, come un suo satellite capace di regalare “emozioni” all’alba e al tramonto, ma senza riuscire a determinare altro che “maree” temporanee, prontamente contrastate dall’anima inguaribilmente clericale del PD, fin troppo sostenuta da presenze troppo legate al’Opus Dei e ad altre amene formazioni di fondamentalisti.

Escluderei la possibilità che vi possa essere un ulteriore coagulo allargato all’Italia dei Valori, fin troppo lontana dalla visione politica che fino a oggi hanno espresso le forze della sinistra. E’ una formazione molto legata al tema della giustizia e dell’onestà (anche troppo chiaramente ricalcate sulle “mani pulite” di Berlinguer), ma che con la sinistra e la democrazia ha decisamente molto poco a che fare.

Non rimane che stare divisi e continuare a sperimentare i propri percorsi, sperando che si aprano spiragli istituzionali e che sia possibile mantenere e consolidare le posizioni di rappresentanza locale, con lo scopo di ricostruire lentamente ma con determinazione la rete di relazione e di solidarietà con le persone.

Quindi, avanti a sinistra e buon lavoro a tutti quelli che ci credono e non si fermeranno.

A chi dà la Sinistra per morta e sepolta, invito a riflettere sulla sua diffusione in numerosi consigli regionali, privinciali e comunali. Non sarà facile liberarsene.