We have a dream – Comunicato

6 09 2009

Una comunità di persone che ha cominciato a prendere coscienza di sé, come individui.
Come possibile aggregato, soggetto e proggetto sociale.

Alla violenza, PER ORA, rispondiamo così. SIAMO QUI insieme, all’aperto, visibili e riconoscibili, fuori da ogni ghetto.

Riconquistiamo la città che appartiene a noi come a tutti gli altri cittadini, rispetto ai quali riteniamo di avere uguali diritti, uguali doveri. Ma riconquistiamo anche la dignità di soggetto politico, che si esprime anche senza intermediari.
We have a dream, recupera lo spirito delle grandi battaglie di civiltà degli anni ’60 e ’70, senza nostalgie, per costruire insieme a chi ci sta una società più umana ed accogliente.
Intendiamo essere, siamo e rimarremo un COMPLEMENTO a quanto fanno le associazioni ed i partiti.
Voce e corpo di chi nella comunità lgbt vuole essere PARTE ATTIVA del cambiamento e del suo destino. In forma diversa, spontanea, autonoma, ma NON CONTRAPPOSTA.

Con noi il movimento assume una nuova forza, non viene messo in crisi. A chi sente o vuole avere un ruolo rappresentativo l’onere di comprendere il senso e la forza di questa presenza.

Una cosa deve essere chiara: siamo stanchi di presenzialismi inconcludenti e dannosi, siamo stanchi di chi pretende di parlare per tutti. Oggi a tutto questo diciamo BASTA! BASTA! BASTA!

Tutto questo sarebbe rimasto solo un sogno se non ci fossimo noi. RINGRAZIAMOCI!

Non solo con un applauso. Non abbiamo timore di fare un gesto di affetto, di vicinanza con chi ci è accanto in questo momento, guardiamoci negli occhi, sorridiamoci, abbracciamoci.

Oggi ci sono anche associazioni e rappresentanze di partiti ed istituzioni, non solo politiche che ANCHE OGGI hanno rinunciato ad essere visibili con i loro simboli per identificarsi e riconoscersi solo con la comunità glbt di Roma.
Dal profondo del cuore, grazie per essere qui. Facciamogli sentire il calore della nostra accoglienza.

Però, oggi siete qui per ascoltare, e non per parlare. Portate quello che avete sentito nei partiti e nelle associazioni. Fateli crescere. Per il bene di tutti i cittadini di questo stato.

Un ringraziamento particolare allo spirito di piena collaborazione della Questura, degli uffici del Comune e delle forze dell’ordine per aver reso possibile la nostra fiaccolata.
Nelle prossime settimane, ci saranno altre manifestazioni, anche di rilievo nazionale. Saremo anche lì e nelle settimane concomitanti, sospenderemo le nostre fiaccolate per concentrare la nostra energia su quegli eventi, e magari riposare un po’! Perché noi siamo a pieno titolo PARTE DEL MOVIMENTO.

Micropride, facciamo che ogni giorno della nostra vita sia il micropride di ognuno di noi, a casa, al lavoro, a scuola e all’univeristà, pure da soli imbottigliati sul raccordo.

Torneremo a vederci venerdì prossimo, 11 settembre alle 21, sempre a Via di S. Giovanni in Laterano per una nuova fiaccolata che arriverà alla Corte Costituzionale.

Nelle prossime settimane, Camera, Senato, Palazzo di Giustizia.

WE HAVE A DREAM

Blog http://fiaccolataglbt.wordpress.com/

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Fiaccolata del 4 settembre http://www.facebook.com/event.php?eid=124691404495

Fiaccolata del 28 agosto http://www.facebook.com/event.php?eid=130654140123





We have a dream – I nostri sogni 2

5 09 2009





We have a dream – I nostri sogni

2 09 2009





Mozione contro la omo-transfobia

1 09 2009

La seguente mozione sarà presentata alla discussione e all’approvazione da parte del Gruppo Consiliare Sinistra e Libertà al Consiglio Comunale di Genzano di Roma.

L’invito per tutti gli eletti e gli amministratori è a farla propria e presentarla nelle sedi deputate, con le modifiche eventualmente necessarie.

Grazie a tutti per la collaorazione

MOZIONE
per la prevenzione e la lotta all’omo-transfobia

Premesso che:

  • Il Parlamento Europeo il 18 gennaio 2006 ha approvato la risoluzione P6_TA(2006)0018 con cui:
    • invita gli Stati membri a condannare con fermezza i discorsi omofobici carichi di odio o le istigazioni all’odio e alla violenza;
    • condanna con forza ogni discriminazione fondata sull’orientamento sessuale;
    • chiede agli Stati membri di adottare qualsiasi misura ritenuta opportuna nella lotta all’omofobia e alla discriminazione basata sull’orientamento sessuale;
    • sollecita vivamente gli Stati membri a intensificare la lotta all’omofobia mediante un’azione pedagogica e anche per via amministrativa, giudiziaria e legislativa;
  • Il Parlamento Europeo il 15 giugno 2006 ha approvato la risoluzione P6_TA(2006)0273 con cui invita gli Stati membri a lanciare campagne e progetti in tutti i settori e a tutti i livelli, in particolare nei mezzi d’informazione e nelle scuole, al fine di promuovere la diversità culturale come forma di ricchezza e di dinamismo economico, la parità di genere, la lotta contro la discriminazione, la tolleranza, il dialogo e l’integrazione;
  • Il Parlamento Europeo il 26 aprile 2007 ha approvato la risoluzione P6_TA(2007)0167 con cui:
    • indice per il 17 maggio la Giornata internazionale contro l’omofobia;
    • ribadisce che l’Unione Europea è innanzitutto una comunità di valori, in cui il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, la democrazia e lo stato di diritto, l’uguaglianza e la non discriminazione sono fra i valori che più contano;
    • chiede la depenalizzazione universale dell’omosessualità;
  • La Costituzione della Repubblica Italiana (art. 3) stabilisce che:
    • tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
    • è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
  • La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani all’articolo 2, comma 1 recita: “Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.”
  • La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (2000/C 364/01) all’articolo 1 recita: “La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata”. E all’articolo 21 ribadisce: “E’ vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali”.

Considerato che:

  • Il 17 maggio del 1991 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato l’omosessualità una “variante naturale del comportamento umano”.
  • Presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite è in preparazione la discussione sulla proposta dell’Unione Europea di depenalizzazione universale dell’omosessualità, comprensiva della richiesta di una moratoria delle pene che molte persone nel mondo subiscono a causa della loro omosessualità;
  • Presso il Parlamento Europeo è in preparazione una specifica direttiva sulla prevenzione e la lotta all’omofobia;
  • Presso la Commissione giustizia della Camera è allo studio un testo unificato per introdurre nel codice penale l’aggravante inerente all’orientamento sessuale della persona offesa dal reato e all’identità di genere e tale norma, se approvata, potrebbe colmare la grave lacuna dell’omissione di qualsiasi forma di protezione contro atti o comportamenti dettati dall’omofobia e dalla transfobia nei delitti motivati dall’odio contro minoranze oggetto di pregiudizi diffusi, poiché alle conseguenze dell’atto delittuoso, si aggiunge infatti un chiaro intento volto a terrorizzare e ad escludere dalla vita sociale un’intera categoria di individui;
  • I dati più recenti pubblicati nel rapporto del 2009 dell’Agenzia UE per i diritti fondamentali (che ha sostituito l’Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia) dimostrano che l’omofobia è un fenomeno socialmente in piena diffusione nei paesi europei ed in molti casi tollerata se non sostenuta apertamente da esponenti politici ed istituzionali. La situazione appare particolarmente preoccupante rispetto ai crimini di odio a sfondo omofobico, con un particolare riferimento al bullismo nelle scuole e nelle istituzioni educative, luoghi fondamentali di formazione dell’individuo e della cittadinanza. Dallo stesso rapporto emerge anche una preoccupante casistica di molestie a scuola e negli uffici, di aggressioni e licenziamenti ai danni di omosessuali e, più in generale, una difficoltà sempre maggiore per le persone omosessuali o transgender di vivere la propria “quotidianità” senza esser vittime di discriminazioni di vario tipo;
  • Una cultura diffusa ancora oggi anche in Italia spinge a considerare le persone omosessuali, transessuali e transgender come perverse o malate, rendendole spesso oggetto di scherno e discriminazione e obbligandole a nascondersi e spesso a rinunciare, per paura di essere scoperte, al diritto di denunciare maltrattamenti, percosse, furti o ricatti;

Tenuto conto che:

  • le istituzioni governative italiane non hanno mai definito e promosso specifiche politiche contro le forme di discriminazione nei confronti delle persone omosessuali, transessuali o transgender;
  • le difficoltà per le persone omosessuali, transessuali o transgender hanno spesso inizio sin dalla scuola, dove non sempre vi sono insegnanti “preparati a identificare e affrontare questi problemi” e i programmi scolastici tendono a non affrontare l’argomento;
  • la lotta all’omofobia e alla transfobia non riguarda solo le persone omosessuali, transessuali o transgender, ma interessa l’autorità pubblica e la volontà collettiva della società;
  • esiste una grave mancanza di dati statistici utili al fine di valutare l’efficacia e l’impatto delle politiche legislative, mancanza dovuta in parte al fatto che l’orientamento sessuale è ancora un argomento in emersione, sostanzialmente ignorato dal dibattito pubblico;
  • i ripetuti e recenti episodi di violenza e di aggressione omofobica e transfobica dimostrano senza ombra di dubbio e con drammatica evidenza il clima di intolleranza e insicurezza cui è sottoposta l’intera categoria dei cittadini omosessuali, transessuali o transgender.

Tutto ciò premesso e considerato,
Il Consiglio Comunale di Genzano di Roma

Plaude e sostiene

l’iniziativa dell’Italia di aderire alla proposta di decriminalizzazione universale dell’omosessualità presso l’Onu, presentata dalla presidenza di turno francese dell’Unione Europea, e accolta da tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea.

Invita il Governo italiano:

  • a predisporre una vasta campagna comunicativa e socio-culturale per contrastare il fenomeno dell’omofobia e della transfobia, che preveda iniziative formative nelle scuole, nella pubblica amministrazione, tra le forze dell’ordine nonché nei luoghi di lavoro con specifici programmi di “diversity management”;
  • a dotare l’Istat dei fondi necessari per il finanziamento dell’indagine contro le discriminazioni per orientamento sessuale, cancellando il taglio apportato per finanziare l’abolizione dell’Ici;
  • a promuovere l’introduzione nei programmi scolastici di ogni ordine e grado di elementi formativi che conferiscano agli studenti autonomia e capacità d’analisi, nonché spirito critico contro ogni forma di violenza e di discriminazione sessuale, ai fini della promozione di una reale autodeterminazione delle persone e a verificare che le istituzioni scolastiche controllino il materiale scolastico adottato dai docenti affinché non contenga stereotipi sessisti o discriminatori.

Impegna la Giunta comunale:

  • ad adottare iniziative utili a far si che la giornata mondiale contro l’omofobia abbia nel Comune di Genzano di Roma un’adeguata risonanza e veda il massimo coinvolgimento delle istituzioni comunali;
  • a promuovere, anche in coordinamento con le associazioni e gli organismi operanti nel settore, iniziative destinate a sensibilizzare l’opinione pubblica verso la cultura delle differenze, la prevenzione e la condanna degli atteggiamenti e dei comportamenti di natura omofobica e transfobica;
  • a promuovere, in collaborazione con gli organismi istituzionali di competenza, interventi nella scuola, perché istituzione deputata all’educazione dei futuri cittadini ad una cultura delle diversità e quindi luogo principale per lo sviluppo di iniziative dedicate alla lotta contro le discriminazioni.




We have a Dream – Nuovi contributi

1 09 2009

Pubblicato da Gaynews24.

We Have a Dream nasce come reazione spontanea al clima di crescente violenza a sfondo razzista, omofobico e transfobico. C’è chi fra noi ha cominciato a mugugnare rispetto all’inazione da parte dei soggetti dai quali ci si attendeva una presa di posizione evidente. La risposta è stata sempre la stessa: in questo periodo è inutile fare manifestazioni perché non ci viene nessuno, saremmo pochi, faremmo una figuraccia e tutto si ritorcerebbe contro di noi, meglio aspettare e organizzare qualche cosa di più strutturato.

Tutto vero. Ma c’è un errore di fondo. Non si possono ignorare i sentimenti e le emozioni delle persone. Una comunità come la nostra ha bisogno di aggregarsi e di crescere, di dare testimonianza di sé anche in modo spontaneo e anche oltre i soliti circuiti di ritrovo e di incontro. Nel giro di poche ore, abbiamo provato a dare questa risposta al clima pesante che viviamo in questo momento. Spontaneamente, senza il coinvolgimento di partiti, associazioni ed istituzioni, usando solo il passa parola con facebook e gli sms, ci siamo riappropriati dello spazio urbano, senza chiedere il permesso a nessuno.

Fra le persone che erano alla fiaccolata ce n’era per tutti i gusti: cattolici praticanti, giovani, meno giovani, qualcuno un po’ avanti con gli anni, agnostici, atei, persone che militano in partiti ed associazioni LGBT, studenti, DJ, professionisti, imprenditori, etero solidali, artisti, cantanti, musicisti, donne, uomini, transgender, operai, precari. Alcuni partecipanti sono più o meno noti al mondo dei media e della politica, ma la maggioranza dei presenti non conosceva che pochi degli altri. Insomma c’era la gente di tutti giorni, con le facce di tutti i giorni, con gli abiti di tutti i giorni. E sarà la stessa gente che, di settimana in settimana, continuerà a dare vita all’iniziativa, finché ci saranno le energie, la voglia e la motivazione per farlo.
Possiamo dunque dire che questo movimento trasversale sia in mano ai partiti, alle associazioni o influenzato dalla chiesa, oppure un’operazione commerciale per qualche imprenditore d’assalto? Noi pensiamo di no. Certo qualche rischio si corre, ma pensiamo che sia necessario dare fiducia alle persone: il movimento è autogestito ed indipendente, se la caverà da solo.

La nostra fiaccolata è prima di tutto un dono che facciamo a noi stessi, riconoscendoci come comunità autonoma, indipendente, viva e svincolata dalle forme di rappresentanza.
Poi è un dono che facciamo a chi è stato coinvolto o colpito dalla violenza di matrice razzista, omofobica e transfobica ed infine è un dono alla nostra città, il dono della nostra ordinaria e differente individualità, donata alla città e alla società per arricchirla con un colore, una nota, un pensiero, un’idea che possono anche essere differenti per qualche aspetto, ma che sono un tesoro che appartiene anche a chi ancora non sa di averlo già in tasca. Se i media sono interessati alle nostre iniziative, sarà un dono anche per loro.

Infine, vorremmo esprimere grande soddisfazione per essere riusciti a smuovere le acque: la risposta alle aggressioni di Roma, Napoli, Salerno, Rimini, ecc. era stata lasciata alla convocazione del Sindaco Alemanno, alla proposta del Presidente Zingaretti di tenere una fiaccolata istituzionale a settembre e alla manifestazione indetta per il 10 ottobre. Ora, invece, ci saranno le nostre fiaccolate settimanali e quella mensile delle associazioni. Questo non significa, come potrebbe facilmente concludere qualcuno, che siamo alle solite divisioni e alla caccia alla visibilità sui giornali da parte di arcinoti esponenti. Questo è solo l’evidenza che ad un’esigenza forte, urgente si può rispondere in tanti, in modi diversi, scegliendo dove e quando partecipare. Meglio tante iniziative, anche poco affollate, ma ripetute ed ostinate, che una sola che dura lo spazio di poche ore e si esaurisce con una breve coda mediatica.