Marrazzo – Pezzoli 145 a 26

14 09 2008

Fabrizio Marrazzo sbaraglia la concorrenza.

Pieno il successo delle liste che ha presentato al Congresso Arcigay Roma del 13 settembre.

A questo punto, non rimane che augurare al nuovo gruppo dirigente buon lavoro e sperare che i buoni propositi espressi nella relazione introduttiva e programmatica al congresso si trasformino presto in concreta realtà.

E annotare la presenza di molte donne in sala. Segno di una “trasformazione” del DNA dell’associazione. Me lo auguro.

Lascio ai miei carissimi compagni di rivoluzione da tastiera le cronache dei lavori, sui quali sono costretto a stendere un velo caritatevolmente pietoso (*): Andrew, The Queerway, Kaletra-Ratzinger-FedericoAndreas, Crisitana e la redazione di Gaytoday. A loro, un messaggio in codice:

Dopo Marx, viene Aprile e dopo Aprile, Mao

(*) non senza domandarmi come una persona del calibro di Salvatore Marra (cui riconosco stile e capacità), possa aver prestato la sua faccia ad un giochetto congressuale poco pulito: annunciare la relazione introduttiva della presidenza uscente, le relazioni delle due liste, indi le votazioni; per poi accorciare i tempi e avviare il voto prima ancora che le liste potessero presentare le loro relazioni. Io un’idea ce l’avrei… già, perché c’era parecchia gente presente che “doveva andare a lavorare”… nei circoli ricreativi, ovviamente!

Giusto per buttare benzina sul fuoco, i miei perfidi consiglieri mi hanno suggerito alcuni appigli per chiedere agli organi sociali di garanzia l’annullamento del congresso, nonché alcuni mezzi ostruzionistici che potrei decidere di adottare in futuro, tipo una serie di interventi sull’ordine dei lavori con l’obiettivo di protrarre i lavori ben oltre le ore 20 (?) e altri simili amenità.

Tranquilli!

Non suggerirò nulla del genere. In quanto eminenza grigia del comitato, rivoluzionario da tastiera, intellettuale d’avanguardia, emulo di marinetti e battitore libero del movimento, consiglierò di soprassedere.

E’ già più che sufficiente che le numerose accuse che serpeggiano contro una gestione allegra e disinvolta dell’associazione e dei soldi dei soci e dei contribuenti, ma che finora NESSUNO aveva avuto il coraggio di scrivere a chiare lettere (per quanto mi consti), sono giunte nel cuore del Congresso, alla presenza del Presidente Nazionale e dei soci, che, in tutta evidenza sostengono lo status quo, rendendosene inequivocabilmente complici.

Non so se sono stato chiaro.

Un inciso: nel portale Arcigay Roma è pubblicata solo la relazione congressuale letta da Marrazzo. Alcuni punti presenti nella relazione scritta, in realtà, non sono stati pronunciati. Attendiamo che Federico-Kaletra pubblichi l’audio degli interventi.

Ovviamente, la richiesta di Federica Pezzoli di pubblicare anche la sua relazione, fatta subito dopo la sua conclusione, non è stata presa in considerazione. Per fortuna, internet è il luogo dove i “rivoluzionari da tastiera” cambiano il mondo. La relazione di Federica è consultabile qui.





Elezioni Arcigay Roma, alcuni chiarimenti

8 09 2008
Un giudice imparruccato

Un giudice imparruccato

Non immaginavo che le mie esternazioni a favore della candidatura di Federica Pezzoli alla guida di Arcigay Roma sucitassero tanto clamore! Sarà forse perché insieme alla sua candidatura ho portato avanti una personale iniziativa di denuncia e di documentazione delle modalità con cui (a parte tutto il resto, parimenti contestabile) la dirigenza uscente di Arcigay Roma (Fabrizio Marrazzo in testa) ha gestito e continua a gestire questa fase congressuale.

Faccio dunque riferimento alla sequenza di commenti che sono apparsi in due miei precedenti post (qui e qui) per fornire alcune risposte e alcune riflessioni.

1. Perché i nomi dei soci di Arcigay sono un dato sensibile?

Chi si iscrive ad Arcigay si iscrive ad un’associazione impegnata nella lotta per i diritti delle persone omosessuali (e non solo). La maggioranza dei soci è in modo più o meno aperto omosessuale e affida all’Associazione la riservatezza delle propria situazione personale. Trattandosi di un dato che investe la vita sessuale, si tratta di dati sensibili, ai quali la normativa riserva un rango tale da dovergli dedicare particolari cautele di gestione, proprio perché la loro eventuale diffusione potrebbe provocare seri danni al loto titolare. E se non è chiaro quello che ho già detto nei commenti alle discussioni precedenti, facciamo qui un nuovo esempio.

Immaginiamo una persona transgender da maschio a femmina in transizione, che all’anagrafe si chiama Simone Rossi. Ed immaginiamo anche che sia socio Arcigay Roma. Giustamente e a ragione si fa chiamare secondo il genere di assegnazione Simona Rossi.
Immaginiamo inoltre ella abbia sottoscritto una lista di candidati per gli organi sociali e che sul sito dell’Associazione sia pubblicato il nome Ugo Rossi. Ecco, concentratevi su questo e provate a immaginare lo stato d’animo di Simona Rossi, umilita e discriminata per un comportamento che non è rispettoso del suo percorso di cambiamento di genere.
Scorno aggravato dalla fiducia che Simona Rossi ha riposto nell’Associazione perché al momento del tesseramento aveva una speciale garanzia: i suoi dati erano coperti dalla privacy più assoluta e solo il responsabile del tesseramento a Bologna può accederevi, solo su ingiunzione dell’autorità giudiziaria. Non pensate ora che si tratti di una situazione drammatica, di un danno ingiusto?

In sostanza, se viene diffuso il mio nome, non mi interessa, dato che vivo un’esistenza trasparente. Ma vi sono ancora sacche di ingiustizia sociale che limitano la libertà di altri individui: credo che abbiamo il dovere di farcene carico ed essere solidali; solidarietà che certo non si manifesta rendendo i dati personali pubblici senza preavvisare i rispettivi titolari, al di là del rispetto delle norme, che pure viene prima di tutto.

(a margine, faccio notare che il modulo di iscrizione ad Arcigay Roma, ma forse anche ad altre associazioni glbt, non contempla la possibilità di inserire le informazioni collaterali che sono proprie delle persone transgender quali, ad esempio, il nome usato rispetto al nome anagrafico, il sesso dichiarato rispetto a quello anagrafico, lo stato della transizione, ecc.)

2.  Come la dirigenza Marrazzo ha usato contro la Pezzoli la giusta richiesta di due sottoscrittori

In perfetta coerenza con i metodi già usati in passato, l’attuale gestione, oltre ad avera cancellato TUTTI i nomi dei sottoscrittori della lista Pezzoli, anche di coloro che NON LO AVEVANO CHIESTO, ha immediatamente raccolto la palla al balzo e tentato di travisare i fatti a proprio vantaggio con questa email fatta circolare all’interno, nella quale si invocano TRASPARENZA e REGOLARE SVOLGIMENTO!

Care e cari,
come avrete visto, da alcuni giorni sono stati pubblicati sul nostro sito www.arcigayroma.it i documenti politici e i relativi candidati e sottoscrittori per il prossimo Congresso di sabato 13 settembre 2008, così come da prassi consolidata in Arcigay e volta a favorire la trasparenza.
La lista n. 2 ha chiesto di cancellare dal sito i nomi dei propri sottoscrittori per motivi personali. Cosa che, al contrario, non è avvenuta per la lista n. 1, i cui sottoscrittori sono ancora visibili.
Verificato con gli organi competenti che tale cancellazione non avrebbe compromesso il regolare svolgimento della fase precongressuale (pur essendo i sottoscrittori parte integrante del documento presentato, come richiesto da convocazione e dalla relativa modulistica), abbiamo provveduto appena possibile alla cancellazione dei nomi dal sito web.

3. Alcune risposte alle domande di Andrea (psiko)

  • Io trovo che sia non orrendo, ma ridicolo, NON TRASPERENTE e SCORRETTO che lo statuto ed il regolamento del congresso non solo non siano disponibili on line, ma che per averli devi avere un fax, oppure devi andare di persona in sede perché “non c’è stato il tempo di digitalizzarli”.
  • Il problema della delega è particolarmente grave nel caso di Arcigay, poiché non è un’associazione cittadina, ma PROVINCIALE e quindi tale fatto può determinare difficoltà aggiuntive per i soci che non vivono a Roma o nelle immeidate vicinanze e che potrebbero essere impossibilitati per molti motivi. Nel caso Arcigay, poiché la delega non è espressamente esclusa, non può essere rigettata (a meno di una modifica dello statuto) poiché ammessa per tutti gli atti dall’ordinamento giuridico superiore (in questo caso, il codice civile). Come hai potuto vedere altre associazioni si comportano in altro modo e hanno garanzie contro “l’assalto alla diligenza” pre congressuale. Ma nessuna ha i limiti ferrei che vigono in Arcigay Roma




Controcampagne: Fabrizio Marrazzo – 3

8 09 2008

Ahi, ahi, ahi… ci si è messo addirittura proprio Iroox, di cui parlavo giusto ieri, a fare la satira sul congresso Arcigay a Roma. Un’altra perfida trovata di BOA ROSA?





Arcigay Roma: diffusi i nomi dei soci

4 09 2008

Dopo esserci tanto interrogati sui contenuti della proposta politica di Fabrizio Marrazzo per il congresso Arcigay Roma del 13 settembre, scopriamo che non ci eravamo accorti che il suo programma e le relative liste erano state depositate da tempo, tanto da essere contrassegnate con il numero 1. Un po’ come avveniva ed avviene tuttora, per conquistare l’agognato “in alto a sinistra” qualcuno deve aver fatto le poste alla segreteria, che risulta spesso desolatamente deserta, oppure talmente impegnata da non poter rispondere al telefono (con la gay help line nella stessa sala!) o da non poter trattare le email che alla fine non possono essere consegnate per via della saturazione della casella.

Insomma, tant’è. Lista, programma e (contro ogni norma statutaria ed in materia di privacy) sottoscrittori alla fine sono stati pubblicati tutti. Carina l’idea di pubblicare il sito e l’email della lista “Arcigay Roma, capitale dei diritti. Insieme, si può!” di Marrazzo e guardarsi bene dal farlo per quella della Pezzoli “Cambiare si può!“. Una scelta di correttezza e trasparenza, senza dubbio.

(ULTIMORA: uno dei nomi della lista di sottoscrittori pro Marrazzo ha fatto avanti e indietro un paio di volte, mentre solo uno dei nomi della lista di quelli pro Pezzoli, nonostante siano state avanzate richieste da più parti è stato cancellato. E questo è dovuto al fatto che è dovuto andare di persona e RITIRARE il sostegno alla lista Pezzoli! Ma non basta sabato 6, sono stati cancellati TUTTI I NOMI dei sottoscrittori della lista Pezzoli, anche di coloro che non lo hanno richiesto! Interessante notare come, nel corso dei giorni, quei dati erano dapprima, legittimi, poi intoccabili, infine da cancellare su richiesta, poi cancellati tutti! Se non fosse opera della gestione Marrazzo -come attesta una mail fatta circolare dall’attuale direttivo, nella quale si affermano cose del tutto FASULLE-, ci sarebbe da stupirsi. Ma dato che così non è, ci accontentiamo di constatare il RIDICOLO e la evidente MALAFEDE).

Ora facciamo un passetto indietro. non fosse per l’ilarità che suscita la pubblicazione a getto continuo degli esercizi creativi di BOAROSA che appaiono quasi quotidianamente in rete, ci sarebbe invece da essere più che preoccupati. Perché? Ma è semplice! La più grande associazione GLBT italiana, ha violato le disposizioni in materia di riservatezza dei dati (comunemente nota come legge sulla privacy, DL 196/03) e le regole interne, stabilite a livello nazionale. Sono stati infatti pubblicati sul sito di Arcigay Roma i nomi dei sottoscrittori delle liste che sono state presentate per il congresso del 13 settembre.

Poiché potevano presentare tali liste solo soci Arcigay Roma in regola alla data del 22 luglio, va da sé che quelli che sono stati pubblicati sono i nomi di alcuni dei soci dell’Associazione, ad alcuni dei quali, per lo loro posizione sociale, lavorativa e familiare, tale pubblicazione potrebbe procurare non pochi danni, sia a livello materiale, sia a livello personale e psicologico. E’ noto a tutti, ad esempio, che a Roma esistono istituzioni pubbliche, saldamente in mano al Vaticano e alle sue propaggini, che ricattano dipendenti e collaboratori: se essi non si confanno ai sani principi della morale cattolica, rischiano di essere allontanati a vario titolo dall’istituzione (se qualcuno vuole sapere com’è possibile, basta parlare di “dimissioni in bianco” e tutto sarà chiaro).

Orbene, di questo gravissimo fatto, portano tutta intera la responsabilità i membri della dirigenza uscente, che, probabilmente, dovranno difendere loro stessi e l’Associazione in Tribunale, dato che i danneggiati potrebbero chiedere ragioni e ristoro proprio in quella sede e per qualcosa di ben più grave di una querela per diffamazione.

Per amor di chiarezza, riporto di seguito quanto pubblicato nel sito nazionale di Arcigay in merito alla riservatezza dei dati dei soci.

I tuoi dati sono coperti dalla privacy più assoluta. Solo il responsabile nazionale del tesseramento a Bologna può accedervi e solo su ingiunzione dell’autorità giudiziaria.

Ora, appare del tutto evidente che la pubblicazione dei nomi dei soci cozza clamorosamente contro questo esplicito impegno. Soprattutto se si pensa che stiamo parlando di dati sensibili (trattandosi di un’associazione glbt, anche la sola appartenenza come socio implica l’evidenza di una caratteristica legata alla vita sessuale) per i quali non è stata ottenuta alcuna esplicita autorizzazione alla diffusione a soggetti indeterminati.

Ai lettori il giudizio. Personalmente, ritengo che l‘immediata espulsione dei responsabili dall’Associazione, decisa dalla Direzione Nazionale, sarebbe l’unica scelta saggia, giusta e percorribile.

APPROFONDIMENTI





Controcampagne: Fabrizio Marrazzo – 2

3 09 2008


Anche oggi, sono apparsi in rete alcuni divertenti sfoghi creativi rivolti al Presidente uscente di Arcigay Roma. Uno zeffiretto gentile ma insistente ha cominciato a spirare da qualche giorno, portando rumors molto piccanti: sembra addirittura che il congresso dell’Arcigay Roma, previsto per dicembre ed anticipato al 13 settembre con un’abile mossa, sarà addirittura annullato. Al momento non vi sono notizie certe, ma alcune segnalazioni giunte fanno notare come l’intero processo di convocazione, nonché le modalità scelte per il suo svolgimento, non siano coerenti con lo statuto nazionale.

Alla fine di questa storia, c’è da giurare, neanche il nostro saprà più a che Santo votarsi. Posso suggerire di procurarsi delle propiziatorie reliquie lacrimali e prepuziali, che sembrano essere potentissime.