Archivi tag: circolo mario mieli

Praitano su Cuccarini

In tutta evidenza, dalle parti del Mario Mieli si comincia a capire l’importanza di guardare a quel che accade nella rete.

Dopo la discussione che ha occupato le ultime ore della settimana uscente e questo week end, sollecitata evidentemente in modo più forte del solito e anche da persone molto vicine, Rossana Praitano ha ritenuto di chiarire tempestivamente l’accaduto con una nota pubblica.

Anticipo che la ritengo del tutto insufficiente a chiarire gli aspetti politici della faccenda, giacché si pone una domanda e dà una risposta che non sono sincronizzate con l’andamento della discussione in rete, ma tant’è, occorre dare tempo al tempo.

La verbosa narrazione, gira sostanzialmente su due punti chiave:

  1. perché venerdì 29 gennaio Muccassassina abbia ospitato Lorella Cuccarini
  2. il rispetto per le idee della Cuccarini

Il perché volesse esserci, è del tutto evidente: chiarire le sue posizioni rispetto all’intervista su Vanity Fair. Era utile? Non so, ma se lo ha ritenuto la Cuccarini, bene ha fatto il Mieli a dare spazio alla richiesta. Quindi, sia chiaro, personalmente ritengo che il Mieli, nei suoi spazi fa come vuole e si organizza come meglio crede.

Meno convincente tutta la filippica sull’interpretazione del Cuccarini-pensiero, sostanzialmente giocato su un equivoco che mi pare assai strano sfugga all’abile ragionare di Rossana Praitano. E il tutto si gioca sul tema della laicità.

La Cuccarini è in un errore clamoroso, perché confonde il matrimonio religioso con quello civile. E non sa la differenza, in tutta evidenza, fra matrimonio religioso tout court e matrimonio concordatario (per limitarci alla confessione cattolica romana). Per lo Stato esiste solo il matrimonio contratto con particolari formule che attestano indiscutibilmente la volontà degli sposi di unirsi in matrimonio davanti alla legge. Che questo accada in una chiesa o nella sala dei matrimoni di un comune, davanti alla legge è del tutto indifferente. Quindi deve essere chiaro che il matrimonio NON E’ UN IMPEGNO RELIGIOSO DAVANTI A DIO, MA UN IMPEGNO “CONTRATTUALE” DAVANTI ALLA LEGGE e dunque allo Stato. Per inciso, si dica alla Cuccarini che la Chiesa Vetero Cattolica dell’Unione di Utrecht e altre Chiese Cristiane non Cattoliche già da tempo hanno radicalmente assunto una posizioni di piena apertura e benedicono le unioni fra persone dello stesso sesso che, per quanto appena detto HANNO VALORE SOLO SUL PIANO RELIGIOSO, DAVANTI ALLO STESSO DIO, MA NON PER LO STATO, DATO CHE NON è POSSIBILE TRASCRIVERE QUELLE UNIONI ALLO STATO CIVILE.

Quindi, la Cuccarini è contraria al matrimonio RELIGIOSO di rito CATTOLICO ROMANO fra persone dello stesso sesso. Bene gli do una bella notizia: non tema, perché nel movimento lgbtqi, non lo ha mai chiesto nessuno (a meno di posizioni sul tema da parte delle associazioni “di categoria”), perché siamo talmenti civili da non voler imporre alla chiesa cattolica romana una posizione che essa non condivide nel suo ordinamento indipendente e sovrano (lo dice la Costituzione…).

Ora, tutto il resto sono inutili chiacchiere e io mi sento di bollare come assolutamente incoerente il comportamento del Mieli, attraverso la sua presidente, dopo che tali opinioni sono state espresse in casa del Circolo. Con tutto il rispetto, Cuccarini, dopo quell’uscita avrebbe dovuto essere gentilmente accompagnata alla porta, con la preghiera di non farsi vedere da quelle parti per un bel pezzo.

Perché? Per il semplice e adamantino fatto che non si va in casa di una categoria discriminata a giustificare la discriminazione. Se Rosa Parks, si fosse fatta abbindolare e avesse deciso di alzarsi perché stava seduta su un sedile dove non doveva trovarsi, la storia del movimento di liberazione dei Neri d’America non sarebbe stata la stessa.

E nessuno avrebbe potuto accusare il Mieli di usare un atteggiamento censorio, dato che lo spazio per chiarire era stato dato. Quindi, il comportamento del Mieli, per tramite della sua presidente, non è stato laico, ma fortemente inopportuno ed incoerente con le rivendicazioni del movimento lgbtqi in Italia.

Mi domando, se la dirigenza del Mario Mieli comprenda che le azioni parlano da sole e parlano una lingua semplice, che non ha bisogno di lunghi comunicati di spiegazione. Tollerare la presenza a Muccassassina della Cuccarini dopo la vagonata di idiozie che ha pronunciato offendendo l’intera comunità lgbtqi era la cosa più sbagliata che si potesse fare e che come tale è stata interpretata.

In sostanza, “noi” rispettiamo la fede e le idee della Cuccarini e lei piscia sul nostro status di persone discriminate e lo fa in casa “nostra”: una vera vittoria!

Cuccarini, per Repubblica tutto a posto

Lettera inviata alla redazione di Repubblica.it…. così, per amore di chiarezza e di informazione…

… e adesso confortata anche dalla pubblicazione di un video che lascia poco spazio alle interpretazioni e che vale veramente la pena di vedere.

_______________

Gent. Dr. Smorto,

Appare oggi su Repubblica.it . Roma (http://roma.repubblica.it/multimedia/home/22788498/1/6) la notizia che:

“Lorella Cuccarini è stata ospite della comunità gay, lesbica e trans di Roma in occasione di una festa organizzata da Muccassassina. La soubrette ha passato la serata a ballare e cantare nella discoteca Qube. E’ salita sul palco e ha presentato il suo spettacolo” Il Pianeta Proibito Rock musical”, cantando dal vivo canzoni tratte dal musical: “Holiday” di Madonna, “Dance” di Jamiroquai e “Celebration” di Kylie Minogue”.

Credo sia opportuno precisare che la Signora Cuccarini è stata ospite di Muccassissina, serata collegata al Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli. Trattasi appunto di una serata in discoteca, collegato ad un’associazione lgbtqi e non è pertanto rispondente al vero che la Signora Cuccarini è stata ospite della comunità gay, lesbica e trans di Roma.

Inoltre, sarebbe opportuno anche riportare che la Signora Cuccarini, avendo ribadito alcune sue posizioni precedentemente espresse rispetto al valore del matrimonio che porterebbero a concludere che il matrimonio e l’adozione non possono essere ammissibili per le persone omosessuali è stata sonoramente fischiata e sopraffatta dalle proteste espresse dagli astanti che, per tutta risposta, sono stati tacciati di essere intolleranti.

Confido in un suo intervento chiarificatore e mi metto a disposizione sua della sua redazione.
Con viva cordialità,
Guido Allegrezza, Roma

Lorella è omofoba? Boicottiamo L’Oréal!

Boicotta L'Oréal

Vanity Fair (n. 52 del 5/01/2010. pag. 56/57) intervista Lorella Cuccarini che si esprime su alcuni temi caldi.

D: Lei è un’icona gay: è favorevole o contraria alle nozze fra persone dello stesso sesso?
R: Contraria. Bisogna regolamentare le unioni, ma il matrimonio deve essere fra un uomo ed una donna. Vale lo stesso anche per le adozioni: un bimbo ha bisogno di una madre e di un padre.

D: Se scoprisse che suo marito frequenta transessuali, come reagirebbe?
R: Sono convinta che chi lo fa sia un gay latente. E su mio marito sono pronta a mettere la mano sul fuoco. Non c’è pericolo.

D. Che cosa pensa della pillola abortiva RU486?
R: Non mi piace, come l’aborto. Anche se la legge 194 è giusto che ci sia.

D: Se sua figlia Sara, 15 nni, dovesse presentarsi a casa con un fidanzato arabo, africano o cinese, come reagirebbe?
R: Bene. Avrei qualche problema solo se fosse un estremista religioso o cose del genere.

Dopo queste dichiarazioni, la signora ha chiesto di andare a Muccassassina, serata organizzata dal Circolo Mario Mieli a Roma, per presentare il suo spettacolo e per chiarire le sue dichiarazioni.

Il 29 gennaio, accolta molto freddamente, come facevano intendere le dichiarazioni apparse nella giornata su facebook, si presenta sul palco e viene sonoramente fischiata.

Nella serata del 29 gennaio, preceduta da un intervento di Rossana Praitano (presidente del circolo) appare la Cuccarini e cominciano i fischi e le contestazioni. Lei dice (in sinstesi): “Ho espresso un punto di vista. Non è un mistero che sono cattolica e ho ribadito quello che penso:  mai al matrimonio, mai all’adozione per le persone omosessuali”. Segue la lezione politica: “Siete veramente intolleranti, non sapete ascoltare una persona che la pensa in modo diverso. Parlate di accettazione, ma siete i primi a non tollerare niente”.

Dopo di che, Praitano dice (sempre in sintesi): ” E’ venuta a presentare il suo nuovo musical e glielo facciamo fare”

Porgi l’altra guancia, verrebbe da dire…

Inutile stare a menar tanto il can per l’aia. E’ evidente che la signora Cuccarini è un’omofoba. Le sue opinioni sono leggittime, ma è leggittimo anche protestare se non si è d’accordo. Quindi c’è poco da fare. Bisogna denunciare il suo comportamento e stigmatizzarlo. La maniera più semplice è colpire l’azienda ed il prodotto per la quale è testimonial: Trattamento Viso Ultralift pro-x di Garnier, azienda del gruppo L’Oreal.

Questo è l’indirizzo del servizio consumatori dell’azienda: servizioconsumatori@it.loreal.com

Qui ci sono i riferimenti postali e telefonici per l’Italia: http://www.loreal.it/_it/_it/tools/contact/contact_1.aspx

Qui, invece quelli internazionali: http://www.loreal.com/_en/_ww/tools/contact/welcome/index.aspx

… e ovviamente adesso parte subito la campagna di boicottaggio su Facebook: Boicotta L’Oreal e Garnier finché non cacciano l’omofoba Cuccarini

Comunità LGBTQI: il Parlamento ascolti Francesco e Manuel

Francesco e Manuel

Ormai, care lettrici e cari lettori, dovreste saperlo. Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia sono in sciopero della fame dal 4 gennaio perché hanno deciso di dare questa voce alla loro protesta; la protesta di chi, contribuente e cittadino omosessuale, si vede negati diritti che sono considerati “ordinari” per le persone eterosessuali, evidentemente cittadini di Prima Classe.

Grazie ad un paziente lavoro di coordinamento che dura ormai da qualche mese, le principali associazioni dell’universo lgbtqi che operano in Italia, sia a livello nazionale, sia a livello locale, hanno sottoscritto l’appello che riporto e che spero chiunque legga approvi e faccia circolare il più possibile.

Francesco è fortemente determinato a non desistere e le sue condizioni di salute cominciano a destare serie preoccupazioni. Tanto che stanno valutando se Manuel non debba interrompere lo sciopero per prendersi cura di Francesco.

Nei giorni scorsi l’on. Bongiorno li ha contattati pregandoli di cessare l’iniziativa e anticipando che li avrebbe ricevuti a Roma per discutere del tema.
Non basta, pur ringraziando l’on. Bongiorno.

Al Presidente del Senato, Sen. Renato Schifani

Al Presidente della Camera dei Deputati, On. Gianfranco Fini

Ai Capigruppo del Senato della Repubblica

Ai Capigruppo della Camera dei Deputati

Al Presidente della 2^ Commissione Giustizia del Senato, Sen. Filippo Berselli

Al Presidente della Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, Sen. Pietro Marcenaro

Al Presidente della Commissione II Giustizia della Camera dei Deputati, On. Giulia Bongiorno

Al Presidente della Commissione XII Affari Sociali della Camera dei Deputati On. Giuseppe Palumbo

In 20 paesi europei sono in vigore leggi che riconoscono, pur nella pluralità e nella differenza di istituti e strumenti civili, le coppie di persone dello stesso sesso e ad esse attribuiscono precisi diritti e doveri, analogamente a quanto è previsto per le coppe formate da persone di sesso diverso.

Nella Carta dei Diritti, parte integrante del Trattato di Lisbona, e in diversi atti ufficiali dell’Unione si sollecitano i paesi aderenti a non discriminare le coppie omosessuali e quindi a legiferare in materia.

Milioni di persone omosessuali, transessuali, trans gender, intersessuali in Italia si devono invece confrontare con un’umiliante indifferenza da parte delle istituzioni nazionali rispetto alla necessità che i loro amori, progetti di vita, diritti umani siano finalmente previsti nell’ordinamento.

Il movimento lgbti italiano, formato dalle persone che subiscono discriminazioni a causa della loro identità di genere o del loro orientamento sessuale, da decenni, attraverso grandi manifestazioni nazionali, iniziative, campagne sociali e culturali, ha tentato di far comprendere alla politica che in assenza di una legge, le coppie di persone lgbti sono consegnate a un’ingiusta e insopportabile clandestinità sociale.

Dal 4 gennaio Francesco e Manuel, una coppia di ragazzi gay di Savona hanno iniziato uno sciopero della fame per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica rispetto al fatto che migliaia di coppie non sono tutelate dallo Stato italiano e non possono accedere a diritti e doveri che sono normali ed imprescindibili per tutti gli altri cittadini.

Il loro gesto segnala più di ogni altra cosa la situazione in cui siamo costretti a vivere ed esprime l’impossibilità per tutte e tutti noi di continuare a sopportare quello che è di fatto lo status di fantasmi sociali, ovvero la negazione del nostro diritto ad una vita serena, diritto che riteniamo ci appartenga pienamente in qualità di cittadine, cittadini e contribuenti di questo Stato, ma negato a causa dell’assenza dei necessari provvedimenti legislativi in questa materia.

Per tutte queste ragioni, facciamo appello alla vostra sensibilità e, quali rappresentanti di tutto il popolo italiano e dell’unità della nazione, vi chiediamo di superare quelli che per noi sono incomprensibili veti e pregiudizi e di dare un chiaro segnale di interesse avviando al presto nei rami del Parlamento una discussione che porti finalmente al riconoscimento della pari dignità e pari diritti per le persone e le coppie lgbti.

Arcigay, Arcilesbica, Agedo, Associazione Radicale Certi Diritti, Associazione Crisalide PanGeneder, Associazione Lista Lesbica italiana, Associazione Trans Genere, Circolo Mario Mieli di Roma, Coordinamento Torino Pride, Famiglie Arcobaleno, Gay Roma.it,I Ken Onlus Napoli, Ireos Onlus Firenze, Liberamente NOI Roma, Mit, Nuova Proposta Roma, Open Mind Catania, Queer. Sel – Sinistra e Libertà Ecologia per la cultura differenze, 3 D – Democratici per pari Diritti e Pari Dignità di lesbiche, gay, bisessuali, trans*, Roma Rainbow Choir, Arcigay Napoli, Arcilesbica Napoli, Arcigay Roma, Alessandra Brussato Mestre-Venezia, Associazione Renzo e Lucio di Lecco, Cristiana Alicata, Guido Allegrezza.

Trasparenza

Non me ne vogliano i miei affezionati (chi più, chi meno) lettori, se ci torno. Ma… quanno ce vo’, ce vo’. Esatto, riparliamo di Mario Mieli. Perché? A causa di un’esternazione della neo ri-eletta presidente Rossana Praitano, in risposta alle domande postegli da Gaynews24. Esternazione in forza della quale il Circolo Mario Mieli rinuncia inequivocabilmente a partecipare alla rappresentatività rispetto alla comunità lgbtqi di Roma e,  in qualità di associazione privata rende conto del suo operato e delle sue scelte esclusivamente allo strabiliante numero di 297 iscritti (circa…), mentre dei risultati economici e progettuali delle iniziative direttamente o indirettamente gestite (alcune anche con l’essenziale contributo di enti della pubblica amministrazione locale) rende conto solo ai clienti, ai fruitori e ai finanziatori.

Pertanto, il Circolo Mario Mieli da oggi è il rappresentante di una porzione esigua della comunità lgbtqi di Roma e non ha alcun titolo a parlare a nome di chiunque altro non sia iscritto e non fruisca dei suoi servizi, tanto meno della comunità lgbtqi.

E’ quel che si deduce stringendo la risposta di cui sopra, da cui emerge che:

  1. è inutile spiegare le dinamiche interne del Mario Mieli, perché nessun esterno le potrebbe capire (un omaggio all’intelligenza del mondo “esterno”)
  2. chi dà le sue interpretazioni, (da fuori) “ovviamente non può sapere, non è presente e non può confrontarsi: quindi presume e si fa una sua idea”.
  3. chi diffonde informazioni si affanna “nella illazione e nello sputtanamento [... e] si esercita in voci malevole, e incontrollate o non sa come passare il tempo, o vuole danneggiare quel che non vuole gli appartenga. In entrambi i casi fa due inutili fatiche. Chi invece è parte in causa, ma smette di perseguire le democratiche dinamiche interne di confronto, svociandosi all’esterno per sollevare alla fine solo maldicenza, fa due fatiche uguali e inoltre sceglie di porsi al di fuori di quella associazione.”

Chi è più acuto, probabilmente potrà pensare che le ultime frasi virgolettate si riferiscano a qualcuno che ha deciso di lasciare un luogo simile, rendendone note ragioni e modaliltà. Per fortuna, grazie ad internet, non ci si svocia più, al massimo qualche indolenzimento derivante da questa nuova pratica della “rivoluzione da tastiera” (che incidentalmente avrebbe prodotto una delle più massicce manifestazioni degli ultimi dieci anni…).

Ma per capire la portata delle affermazioni fatte a nome di tutto il Circolo dalla sua presidente, immaginate, esagerando solo per fare un paragone e  solo per un momento che alla CRI ci fosse un terremoto di vertice con l’elezione di due presidente nel giro di poche settimane e che la CRI facesse le stesse dichiarazioni della Praitano. Ecco. Pensate che i media si accontenterebbero? Pensate che questo sia giusto rispetto ad un servizio sociale che, a tutti gli effetti la CRI svolge per la sicurezza e la salute delle persone?

Ma questo è solo un vociare esterno che non deve disturbare le incomprensibili dinamiche interne del luogo democratico per eccellenza, il Mario Mieli, dove tutto accade secondo le norme, eppure è incomprensibile. E adesso non me ne vogliano gli amici (chi più chi meno) del Mieli che ho lasciato a fare i conti proprio con quelle dinamiche se torno a parlare di trasparenza, parola che destò grande scalpore quando fu pronunciata in un’assemblea. A questo punto, devo proprio dire che mi sento dalla parte della ragione.