Circolo Mario Mieli. Che succede?

8 11 2009

Dopo poco più di un mese dalle (regolari e legittime) elezioni del Consiglio Direttivo del Circolo Mario Mieli, lo stesso è decaduto e sono state convocate nuove elezioni.

Nelle precedenti elezioni erano stati eletti Andrea Maccarrone, Andrea Mele, Maddalena Vaiani Lisi, Vincenzo Ianniello e Rossana Praitano. Quest’ultima, dopo una riunione fiume del Direttivo che doveva eleggere presidente, vice presidente e tesoriere, si è dimessa. A seguire, di pochi giorni fa, le dimissioni di Vincenzo Ianniello degli altri consiglieri (Ianniello, Mele e Maccarrone, non ho capito se anche Vaiani Lisi) e la constatazione della impossibilità di procedere senza necessità di riconvocare i soci per nuove elezioni.

Che succede? (E’ una domanda che gira qua e là sul web e nelle conversazioni, ma non trova risposta causa un riserbo che definirei “sovietico”. Ecco dunque alcuni miei personali contributi per chi voglia saperne di più).

E’ presto detto. L’apparato burocratico del Circolo Mario Mieli ha letteralmente rifiutato l’esito delle elezioni ed ha armato una fronda interna che ha reso impossibile al direttivo entrante di esercitare il potere rappresentativo che gli era stato affidato dai soci, ripeto, in regolari elezioni. Rendendo di fatto indispensabile ricorrere a nuove elezioni.

Per comprendere, credo sia utile qualche elemento fattuale e qualche riflessione.

Alcuni fatti, senza pretesa di essere obiettivi.

  1. Poco prima delle elezioni, essendo io un convinto sostenitore delle candidature di Maccarrone, Ianniello e Vaiani Lisi, mi sono permesso di scrivere un messaggio Facebook a tre persone, per invitarle a venire alle elezioni e a dare il loro voto scegliendo fra i tre. Aggiungevo alcune note programmatiche elaborate da me in base a conversazioni avute con loro:
    * maggiore persenza giovanile
    * maggiore efficienza operativa
    * più trasparenza
    * più coinvolgimento con la comunità
    * più collegialità nelle decisioni
    * avvio delle attività per l’eurpride
    * recupero dei momenti di confronto politico allargato alla partecipazione dei soci
  2. Questo messaggio, da una delle persone cui era stato inviato, è stato stampato (è noto a tutti che i messaggi facebook NON POSSONO ESSERE INOLTRATI) e consegnato alla presidente uscente (Rossana Praitano), su sua richiesta.
  3. Il giorno dell’assemblea per l’elezione delle cariche, la mia personale iniziativa è stata fatta passare dalla presidente in persona, come un complotto ed una diffamazione pubblica su facebook ai danni del Circolo, interpretando, in modo del tutto soggettivo, la parola trasparenza come un’accusa alle gestione delle risorse economiche del circolo.
  4. Nonostante l’evidente “organizzazione” di tutte le parti in causa, il direttivo uscente viene confermato solo in parte (Mele, Praitano, Maccarrone) e vengono eletti due nuovi consiglieri (Vaiani Lisi e Ianniello) che di fatto consentono di costituire una maggioranza alternativa alla precedente
  5. Si noti che appena proclamati i risultati c’è stata un’immediata reazione di parte dell’apparato burocratico-informativo del circolo, scandalizzato per gli esiti del voto (!)
  6. Nella successiva riunione del direttivo, la nuova maggioranza fa “asso piglia tutto” ed elegge Maccarrone presidente, Vaiani Lisi vice e Ianniello tesoriere. Tutti giudicati immaturi ed inadatti alle cariche, ovviamente sempre dall’apparato e da alcune figure storiche.
  7. La Praitano, si dimette e fa convocare una riunione dei soci per mettere in discussione l’intera questione. Facile immaginare il clima di questi incontri, che avevano l’unico scopo di delegittimare le elezioni ed il loro esito.
  8. La manovra riesce e si indicono nuove elezioni.

Alcune opinioni del tutto personali.

  1. Le persone che hanno incarichi retribuiti dal Circolo o dalle strutture ad esse collegato non dovrebbero essere soci, o almeno non dovrebbero avere diritto di voto: il conflitto di interessi è evidente ed ha prodotto un effetto distruttivo che altrimenti si sarebbe potuto evitare.
  2. Il circolo ha sempre avuto almeno due anime: una profondamente conservatrice ed una più aperta al cambiamento e al futuro. In questa occasione, quella più aperta al futuro, pur avendo avuto un consenso maggioritario si è lasciata mettere nel sacco da quella minoritaria e conservatrice. Una buona occasione sprecata.
  3. Significativo che la maggioranza “progressista” si fosse costruita attorno a persone che si erano fortemente impegnate sul piano culturale. Un fatto, questo, ricorrente nella storia del Circolo, in cui i progetti di natura culturale non hanno mai goduto di buona fama e sono stati spesso affossati con varie scuse (non coinvolgono, non portano soldi, ecc.), oltre che con una sostanziale indifferenza da parte dell’apparato.

Questi i miei spunti di riflessione, rivolti a chi è interessato. Con l’occasione, informo i miei affezionati lettori che sto seriamente meditando sull’ipotesi di candidarmi alle prossime elezioni del Circolo, non con lo scopo di essere eletto, quanto piuttosto per portare queste riflessioni e queste che in parte sono accuse, proprio davanti all’assemblea elettiva, in modo che si tenga conto anche di fatti “non detti” e di storie “taciute” quando si esprimeranno le proprie preferenze.

[Nota 1. Apparato burocratico informativo: insieme dei prestatori d'opera retribuiti economicamente in forma diretta o indiretta da parte sia del Circolo, sia delle strutture operative ad esso collegate]





Roma Pride: negata Piazza S. Giovanni

4 05 2009
Roma Pride 2009

Roma Pride 2009

Anche quest’anno il Romano Pontefice ci aiuta!

La Questura di Roma, infatti, ha comunicato al Circolo Mario Mieli che a causa dello svolgimento della processione rionale dedicata a S. Antonio Abate, la piazza non sarà disponibile per ospitare il Roma Pride nel 2009. Sarà indisponibile anche il 20 giugno perché dalla stessa data partirà una serie di manifestazioni religiose per la preparazione della festa di San Giovanni Battista (che come noto a tutti, cade il 25 giugno). Indi, vi saranno ulteriori difficoltà a causa della festività dei Santi Pietro e Paolo, patroni della città.

Quindi, di nuovo e testardamente grazie al Romano Pontefice e alla sua Curia che, anche quest’anno consentirà di sfruttare il clamore mediatico su questo tema trsfromandolo in uno lungo spot pubblicitario per il Roma Pride.

Santità, ormai lo sappiamo che ci vuole bene. Per questo, a titolo personale rinnovo la dedica intitolando  anche il Roma Pride 2009 BENEDETTO PRIDE, in attesa che proclami l’indulgenza plenaria e perpetua per tutti coloro che parteciperanno ai pride romani.

Al di là delle note folkloristiche, dal comunicato diramato dal Mario Mieli emerge una nota peroccupante.

Il Pride di Roma è ormai una manifestazione significativa, cospicua, di rilevanza nazionale e che non accoglie più soltanto gay, lesbiche e transessuali. Il Protocollo comunale sui percorsi delle manifestazioni si sta rilevando un insieme di false alternative. Per i  grandi eventi sono previsti piazze incapaci di accoglierli o luoghi rifiutabili per interi mesi con identiche giustificazioni, a volte risibili. Una carta straccia pronta a colpire tutti i cittadini non solo romani, limitandone la libertà di manifestazione garantita dalla Costituzione.





Sinistra e libertà candida Imma Battaglia

25 04 2009
Gli 8 colori della bandiera del movimento GLBT e i loro significati

Gli 8 colori della bandiera del movimento GLBT e i loro significati

EUROPEE: IMMA BATTAGLIA SI CANDIDA CON SINISTRA E LIBERTÀ (ANSA) – ROMA, 28 APR – Imma Battaglia, leader storica del movimento gay e presidente dell’associazione Di Gay Project, sarà candidata con Sinistra e Libertà alle prossime elezioni europee; sarà tra i capilista al Sud. «È la prima volta che mi candido – afferma la Battaglia – e lo faccio con una lista che ad oggi non sa nemmeno se raggiungerà il 4%. È una sfida, un’avventura a cui ho voluto partecipare per dare il mio contributo affinchè il quorum sia superato, perchè la politica è innanzitutto impegno civile e non garanzia di carriere politiche». Secondo Imma Battaglia «ci vuole in Italia una sinistra che trovi una sua collocazione europea, e Nichi Vendola può essere uno dei leader di un cambiamento importante, per assomigliare un pò di più a una sinistra modello Zapatero sulle libertà civili. A partire ad esempio dai diritti delle persone gay, lesbiche e trans». «Non sono mai stata comunista e non mi piacciono le ideologie di nessun colore – continua – mi piacerebbe invece che ci fosse anche in Italia una sinistra liberale e moderna, una sinistra che sappia essere di popolo, una sinistra che abbia una precisa identità, cosa che oggi ancora manca e fa male non solo alla sinistra ma anche alla destra, dove il modello berlusconiano si è rivelato vincente e necessita senza alcuna demonizzazione di una sinistra che sia altrettanto forte».

La neo-candidata per il sud di Sinistra e Libertà, Imma Battaglia, ha appena annunciato di concedere fieramente il patrocinio alla manifestazione per i diritti LGBTQI di Roma che si terrà proprio a ridosso delle elezioni che la traghetteranno a Strasburgo: “Sono lieta, come rappresentante di una forza politica di sinistra e come esponente di spicco della comunità LGBT italiana di aderire con convinzione alla manifestazione anche concedendo il patrocinio alla sfilata. Sono stata contattata dalla presidente di Di’gay Project che mi ha manifestato la propria soddisfazione e vicinanza per la candidatura chiedendomi anche il sostegno alla manifestazione che darò con convinzione perchè il Gay Pride è simbolo di libertà nel mondo e in Italia”.

All’annuncio dell’ottenimento del patrocinio per la manifestazione Imma Battaglia, ex presidente del Mario Mieli e organizzatrice del World Pride del 2000, ha subito esultato: “Bene ha fatto la Battaglia a dare il proprio patrocinio al Gay Pride che è da sempre una festa di libertà. Quello che serve è un impegno condiviso di tutte le forze politiche per abbattere il muro del pregiudizio e della discriminazione per garantire diritti e tutele a gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Il primo obiettivo è arrivare ad avere una legge”.

Aggiunge poi, con nota polemica, una stoccata al Sindaco Alemanno che non ha concesso il patrocinio ritenendo il Gay Pride una ‘manifestazione di tendenza’: “Questa dichiarazione ambigua del Sindaco non mi piace”. “Certo è gay, lesbica, bisessuale e transessuale, ma questo di per sè non può essere motivo di discriminazione perchè sarebbe un fatto grave da denunciare all’Unione Europea…e confermerebbe la necessità urgente di una legge contro le dscirminazioni che in Italia ancora non esiste, e il GAY PRIDE serve anche per ricordare questo!”.

Il Mondo Gay, però, appare diviso sui patrocini e sulle motivazioni stesse della manifestazione. A dare fuoco alle polveri è Imma Battaglia, storica fondatrice del GayVillage, evento culturale estivo romano, che sempre più cerca di distinguersi dal resto del “movimento” non sottraendosi a polemiche e critiche: “Siamo alle solite, come ogni anno si ripete la pantomima del patrocinio al GAY PRIDE”. “A leggere i giornali di questi giorni”, prosegue la Battaglia, “si torna un’altra volta a parlare di Gay Pride, dove farli, come farli, con chi. E scoppiano di nuovo le polemiche, come se tutta la politica sui diritti dei gay italiani si fermasse ai Pride che, se sempre più sono un simbolo di festa e di libertà civile nel mondo, in Italia, purtroppo sono sempre più spesso autoreferenziali e rappresentativi più di chi li organizza che delle aspettative di una popolazione gay molto più matura, più attenta e disponibile al confronto e all’ascolto anche degli oppositori. Per questo prima di capire dove fare il Pride e aprire le solite polemiche, occorre capire come, su quali basi, con quale politica, per dire cosa”. “Anche per questo ho preso le distanze da una manifestazione sempre più faziosa e schierata solo da una parte”.

La Battaglia, infine, indica le proprie priorità: “Il primo e più urgente obiettivo politico oggi è quello di arrivare a colmare un vuoto legislativo e arrivare a definire una prima legge sui diritti lgbt rendendosi disponibili a un confronto democratico e costruttivo”.





RomaPride: Obama solidale con la comunità lgbt

25 04 2009
Il Presidente USA Barak Obama

Il Presidente USA Barak Obama

Il Presidente USA Obama ha appreso dalla stampa delle posizioni negative del patrocinio della Gay Pride Parade di Roma da parte del Papa Benedetto XVI, a margine delle comunicazioni relative allo spostamento della sede del prossimo G8 dalla Maddalena a l’Aquila.

Manifestando viva preoccupazione per il perdurare da parte del Vaticano della totale protezione finalizzata all’impunità di preti, prelati e religiosi di vario genere resisi autori di crimini pedofili, il cui numero non accenna a diminuire. Ha rilevato che tale livello di protezione appare pressoché totale in Italia, ma esteso, organizzato ed efficiente praticamente in tutti i paesi del mondo, ed ha espresso profonda meraviglia per il fatto che in Italia siano oggetto di discussione patrocini e sostegni alla parata del GayPride anzichè la lotta per l’eliminazione di tali comportamenti criminali con la giusta punizione dei colpevoli, per l’applicazione immediata dei diritti di parità per i gay e le donne, per eliminare i comportamenti omofobi e sessisti nella legislazione e nella società.

“E’ con vivo dispiacere – ha dichiarato il Presidente USA – che sono costretto a constatare che in Italia perdura, a sessant’anni dalla Liberazione attraverso l’intervento delle truppe alleate degli USA in appoggio alla Resistenza, di una preoccupante mancanza di diritti civili e democratici nella società civile e nelle istituzioni politiche, malgrado l’impegno manifestato dai Costituenti per stabilirne i principi e i metodi nella redazione della Costituzione Italiana”.

Il Presidente Obama si è anche detto deciso a contattare urgentemente l’amico Silvio per aiutarlo a recuperare prontamente principi e metodi sui diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino, per evitare ulteriori gaffes politico-istituzionali, tali da minacciare la serenità della convivenza civile in un paese così bello e vicino al cuore degli americani.

Infine, quanto alla sua eventuale partecipazione alla parata del GayPride di Roma, il Presidente Obama ha affermato: “A quarant’anni dalla rivolta di Stonewall contro la prepotenza e la violenza omofoba delle istituzioni americane, si sono fatti nel mio paese grandi passi in avanti e buona parte delle condizioni di discriminazione e di omofobia che hanno l’hanno causata appaiono sostanzialmente superati. Al punto che la celebrazione di questa data è diventata ormai negli USA una sorta di festa di primavera, gioiosa e colorata offerta dalla nostra grande comunità LGBT alla ricerca della felicità di tutti, senza alcuna richiesta di sponsorizzazione da parte delle istituzioni, poichè è del popolo e non delle istituzioni o delle religioni. La parata del Gay Pride di Roma probabilmente vorrà essere qualcosa di simile e sarei lieto di parteciparvi con la mia famiglia, come semplici cittadini, si può fare. Ma la situazione Italiana, che non consente ancora ai gay di questo bellissimo paese di festeggiare diritti acquisiti certi e libertà nella ricerca della felicità, non ci permetterebbe di godercela. Come dimostrano chiaramente le posizioni ipocrite del Vaticano e le azioni politiche delle istituzioni, è ancora troppo presente il suo controllo politico condizionante e discriminatorio nella società e nella politica italiana, per consentire ai gay italiani di festeggiare qualcosa con vera e serena allegria.”

Ha aggiunto infine che, a titolo personale e assieme al reverendo Robinson, sono presenti costantemente nelle sue preghiere la libertà e i diritti dei gay italiani.





RomaPride: il Papa nega il patrocinio

24 04 2009

Benedetto XVILa Sala Stampa del Vaticano ha appena reso noto che il Papa non concederà, “come di consuetudine”, il proprio patrocinio al gay Pride di Roma: “Nonostante le interessanti richieste pervenute al Santo Padre per la concessione del patrocinio della Santa Sede alla manifestazione romana del 13 giugno prossimo Sua Santità ha ritenuto di non poter dar seguito alla richiesta visto il contenuto altamente provocatorio e ispirato alla laicità della manifestazione. La lotta alle ingiuste discriminazioni nei confronti delle persone omosessuali è nel cuore del Pontefice ma la manifestazione è da ritenersi di parte e non inclusiva di ogni forma di opinione presente nel territorio italiano e per questo la Santa Sede si vede costretta, come di consuetudine, a non patrocinare la Gay Pride Parade romana. Sua Santità si dice comunque interessato al programma degli eventuali eventi collaterali alla manifestazione e in attesa di una richiesta di patrocinio per questi ultimi che si riserverà di valutare al fine di dare il patrocinio agli eventi culturali e sociali collegati alla richiesta di parità di diritti delle persone omosessuali”.

Alla notizia del diniego del Vaticano il signor Lino Occhio, che aveva richiesto il patrocinio, si è detto amareggiato: “Vivo in Via del Mascherino da anni e ogni anno provo a chiedere al Santo Padre il patrocinio per il Gay Pride. Come omosessuale e residente nelle vicinanze dello Stato Vaticano ritengo che sia un errore per il Pontefice rigettare la mia richiesta perché la manifestazione è un momento di rivendicazione di diritti che ancora vengono negati ad una parte dei cittadini italiani. Anche per questo invito il Santo Padre a prendere parte alla manifestazione così da poter valutare con i suoi stessi occhi la manifestazione e le rivendicazioni in essa contenute”.

Secondo fonti non confermate il Pontefice, commosso dalle parole del signor Occhio, avrebbe deciso di non revocare il diniego ma di fare comunque un passo verso chi gli aveva richiesto il patrocinio donando uno dei suoi abiti talari, opportunamente sconsacrato, per il carro di apertura della sfilata. Franco Grillini, appena eletto pontefice gay nel conclave ristretto delle agenzie di stampa, ha esultato pubblicamente dicendosi onorato per tale donazione pur non potendo dimenticare il diniego della Santa Sede al patrocinio: “Ringrazio il Papa per la donazione tanto particolare ma non posso non far notare che a fronte di tale regalo il Papa ha comunque negato il proprio patrocinio ad una manifestazione gioiosa e inclusiva che chiede diritti e parità. Ad ogni modo farò omaggio al Santo Padre indossando personalmente l’abito d’oro appena ricevuto: sarò ‘l’umile servo della villa del signore’”.