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Roma Pride 2010: quanto costa un Pride?

Il comitato di associazioni e persone che ha dato vita al Roma Pride 2010, fra le altre cose, aveva promesso di rendere pubblico il bilancio dell’iniziativa. Nella linea della trasparenza, si tratta di una novità di un certo rilievo, sorpattutto perché l’impegno assunto è stato rispettato: da oggi è disponibile sul sito del Roma Pride 2010 il bilancio di sintesi (scaricabile qui, in pdf). Ora sappiamo che il Roma Pride 2010, di costi diretti e vivi è costato circa 23.000 euro.

Ringraziando chi ha completato l’analisi del dettaglio dei dati e soprattutto che si è sobbarcato una parte notevole della fatica organizzativa (oltre all’intero comitato, DGP e Arcigay Roma, insieme a tutt* le/i volontar*), vorrei riportare i dati principali ed esprimere alcune osservazioni:

Spese 22.846 €

Service e strutture: 5.913 €
Concessioni e autorizzazioni: 3.696 €
Produzione di contenuti e materiali: 5.997 €
Pubblicità: 7.240

Entrate 22.846€

Raccolta fondi (lotteria e donazioni personali): 2.150 €
Donazioni dai Pride party: 5.450 €, così ripartite
- Gay Village 4.000 €
- EMC 1.000 €
- Bear Monday 300 €
- Frutta e verdura 150 €
Quota a fondo perduto Arcigay Roma: 8.100 €
Quota a fondo perduto Dì Gay Project: 7.146 €

Quel che salta immediatamente all’occhio è che l’onere maggiore è stato sostenuto dalle due associazioni principali per un ammontare di circa il 70% e che le quote raccolte con le donazioni individuali sono state pari a poco più del 40 % di quelle raccolte dalle donazioni degli incassi dei party (le quali sono massimamente provenienti dalla donazione del Gay Village). Dunque, evidenzierei una discreta “generosità” dei sottoscrittori individuali (e di chi ha messo a disposizione il premio della lotteria), che risulta essere un fatto del tutto nuovo e che spero possa in futuro assumere un’importanza crescente, segno evidente (in quanto tangibile) della disponibilità (almeno di portafoglio) a dare qualcosa per un progetto comune.

Infine, è evidente che i costi di questa manifestazione sono assolutamente rilevanti e richiedono la disponibilità di fondi che solo organizzazioni consolidate possono mettere a disposizione. Le stesse che potrebbero costituire un programma di fund raising mirato e sottoporlo ad aziende interessate a svolgere il ruolo di sponsor.

Comunità LGBTQI: il Parlamento ascolti Francesco e Manuel

Francesco e Manuel

Ormai, care lettrici e cari lettori, dovreste saperlo. Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia sono in sciopero della fame dal 4 gennaio perché hanno deciso di dare questa voce alla loro protesta; la protesta di chi, contribuente e cittadino omosessuale, si vede negati diritti che sono considerati “ordinari” per le persone eterosessuali, evidentemente cittadini di Prima Classe.

Grazie ad un paziente lavoro di coordinamento che dura ormai da qualche mese, le principali associazioni dell’universo lgbtqi che operano in Italia, sia a livello nazionale, sia a livello locale, hanno sottoscritto l’appello che riporto e che spero chiunque legga approvi e faccia circolare il più possibile.

Francesco è fortemente determinato a non desistere e le sue condizioni di salute cominciano a destare serie preoccupazioni. Tanto che stanno valutando se Manuel non debba interrompere lo sciopero per prendersi cura di Francesco.

Nei giorni scorsi l’on. Bongiorno li ha contattati pregandoli di cessare l’iniziativa e anticipando che li avrebbe ricevuti a Roma per discutere del tema.
Non basta, pur ringraziando l’on. Bongiorno.

Al Presidente del Senato, Sen. Renato Schifani

Al Presidente della Camera dei Deputati, On. Gianfranco Fini

Ai Capigruppo del Senato della Repubblica

Ai Capigruppo della Camera dei Deputati

Al Presidente della 2^ Commissione Giustizia del Senato, Sen. Filippo Berselli

Al Presidente della Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, Sen. Pietro Marcenaro

Al Presidente della Commissione II Giustizia della Camera dei Deputati, On. Giulia Bongiorno

Al Presidente della Commissione XII Affari Sociali della Camera dei Deputati On. Giuseppe Palumbo

In 20 paesi europei sono in vigore leggi che riconoscono, pur nella pluralità e nella differenza di istituti e strumenti civili, le coppie di persone dello stesso sesso e ad esse attribuiscono precisi diritti e doveri, analogamente a quanto è previsto per le coppe formate da persone di sesso diverso.

Nella Carta dei Diritti, parte integrante del Trattato di Lisbona, e in diversi atti ufficiali dell’Unione si sollecitano i paesi aderenti a non discriminare le coppie omosessuali e quindi a legiferare in materia.

Milioni di persone omosessuali, transessuali, trans gender, intersessuali in Italia si devono invece confrontare con un’umiliante indifferenza da parte delle istituzioni nazionali rispetto alla necessità che i loro amori, progetti di vita, diritti umani siano finalmente previsti nell’ordinamento.

Il movimento lgbti italiano, formato dalle persone che subiscono discriminazioni a causa della loro identità di genere o del loro orientamento sessuale, da decenni, attraverso grandi manifestazioni nazionali, iniziative, campagne sociali e culturali, ha tentato di far comprendere alla politica che in assenza di una legge, le coppie di persone lgbti sono consegnate a un’ingiusta e insopportabile clandestinità sociale.

Dal 4 gennaio Francesco e Manuel, una coppia di ragazzi gay di Savona hanno iniziato uno sciopero della fame per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica rispetto al fatto che migliaia di coppie non sono tutelate dallo Stato italiano e non possono accedere a diritti e doveri che sono normali ed imprescindibili per tutti gli altri cittadini.

Il loro gesto segnala più di ogni altra cosa la situazione in cui siamo costretti a vivere ed esprime l’impossibilità per tutte e tutti noi di continuare a sopportare quello che è di fatto lo status di fantasmi sociali, ovvero la negazione del nostro diritto ad una vita serena, diritto che riteniamo ci appartenga pienamente in qualità di cittadine, cittadini e contribuenti di questo Stato, ma negato a causa dell’assenza dei necessari provvedimenti legislativi in questa materia.

Per tutte queste ragioni, facciamo appello alla vostra sensibilità e, quali rappresentanti di tutto il popolo italiano e dell’unità della nazione, vi chiediamo di superare quelli che per noi sono incomprensibili veti e pregiudizi e di dare un chiaro segnale di interesse avviando al presto nei rami del Parlamento una discussione che porti finalmente al riconoscimento della pari dignità e pari diritti per le persone e le coppie lgbti.

Arcigay, Arcilesbica, Agedo, Associazione Radicale Certi Diritti, Associazione Crisalide PanGeneder, Associazione Lista Lesbica italiana, Associazione Trans Genere, Circolo Mario Mieli di Roma, Coordinamento Torino Pride, Famiglie Arcobaleno, Gay Roma.it,I Ken Onlus Napoli, Ireos Onlus Firenze, Liberamente NOI Roma, Mit, Nuova Proposta Roma, Open Mind Catania, Queer. Sel – Sinistra e Libertà Ecologia per la cultura differenze, 3 D – Democratici per pari Diritti e Pari Dignità di lesbiche, gay, bisessuali, trans*, Roma Rainbow Choir, Arcigay Napoli, Arcilesbica Napoli, Arcigay Roma, Alessandra Brussato Mestre-Venezia, Associazione Renzo e Lucio di Lecco, Cristiana Alicata, Guido Allegrezza.

RomaPride: Obama solidale con la comunità lgbt

Il Presidente USA Barak Obama

Il Presidente USA Barak Obama

Il Presidente USA Obama ha appreso dalla stampa delle posizioni negative del patrocinio della Gay Pride Parade di Roma da parte del Papa Benedetto XVI, a margine delle comunicazioni relative allo spostamento della sede del prossimo G8 dalla Maddalena a l’Aquila.

Manifestando viva preoccupazione per il perdurare da parte del Vaticano della totale protezione finalizzata all’impunità di preti, prelati e religiosi di vario genere resisi autori di crimini pedofili, il cui numero non accenna a diminuire. Ha rilevato che tale livello di protezione appare pressoché totale in Italia, ma esteso, organizzato ed efficiente praticamente in tutti i paesi del mondo, ed ha espresso profonda meraviglia per il fatto che in Italia siano oggetto di discussione patrocini e sostegni alla parata del GayPride anzichè la lotta per l’eliminazione di tali comportamenti criminali con la giusta punizione dei colpevoli, per l’applicazione immediata dei diritti di parità per i gay e le donne, per eliminare i comportamenti omofobi e sessisti nella legislazione e nella società.

“E’ con vivo dispiacere – ha dichiarato il Presidente USA – che sono costretto a constatare che in Italia perdura, a sessant’anni dalla Liberazione attraverso l’intervento delle truppe alleate degli USA in appoggio alla Resistenza, di una preoccupante mancanza di diritti civili e democratici nella società civile e nelle istituzioni politiche, malgrado l’impegno manifestato dai Costituenti per stabilirne i principi e i metodi nella redazione della Costituzione Italiana”.

Il Presidente Obama si è anche detto deciso a contattare urgentemente l’amico Silvio per aiutarlo a recuperare prontamente principi e metodi sui diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino, per evitare ulteriori gaffes politico-istituzionali, tali da minacciare la serenità della convivenza civile in un paese così bello e vicino al cuore degli americani.

Infine, quanto alla sua eventuale partecipazione alla parata del GayPride di Roma, il Presidente Obama ha affermato: “A quarant’anni dalla rivolta di Stonewall contro la prepotenza e la violenza omofoba delle istituzioni americane, si sono fatti nel mio paese grandi passi in avanti e buona parte delle condizioni di discriminazione e di omofobia che hanno l’hanno causata appaiono sostanzialmente superati. Al punto che la celebrazione di questa data è diventata ormai negli USA una sorta di festa di primavera, gioiosa e colorata offerta dalla nostra grande comunità LGBT alla ricerca della felicità di tutti, senza alcuna richiesta di sponsorizzazione da parte delle istituzioni, poichè è del popolo e non delle istituzioni o delle religioni. La parata del Gay Pride di Roma probabilmente vorrà essere qualcosa di simile e sarei lieto di parteciparvi con la mia famiglia, come semplici cittadini, si può fare. Ma la situazione Italiana, che non consente ancora ai gay di questo bellissimo paese di festeggiare diritti acquisiti certi e libertà nella ricerca della felicità, non ci permetterebbe di godercela. Come dimostrano chiaramente le posizioni ipocrite del Vaticano e le azioni politiche delle istituzioni, è ancora troppo presente il suo controllo politico condizionante e discriminatorio nella società e nella politica italiana, per consentire ai gay italiani di festeggiare qualcosa con vera e serena allegria.”

Ha aggiunto infine che, a titolo personale e assieme al reverendo Robinson, sono presenti costantemente nelle sue preghiere la libertà e i diritti dei gay italiani.

RomaPride: il Papa nega il patrocinio

Benedetto XVILa Sala Stampa del Vaticano ha appena reso noto che il Papa non concederà, “come di consuetudine”, il proprio patrocinio al gay Pride di Roma: “Nonostante le interessanti richieste pervenute al Santo Padre per la concessione del patrocinio della Santa Sede alla manifestazione romana del 13 giugno prossimo Sua Santità ha ritenuto di non poter dar seguito alla richiesta visto il contenuto altamente provocatorio e ispirato alla laicità della manifestazione. La lotta alle ingiuste discriminazioni nei confronti delle persone omosessuali è nel cuore del Pontefice ma la manifestazione è da ritenersi di parte e non inclusiva di ogni forma di opinione presente nel territorio italiano e per questo la Santa Sede si vede costretta, come di consuetudine, a non patrocinare la Gay Pride Parade romana. Sua Santità si dice comunque interessato al programma degli eventuali eventi collaterali alla manifestazione e in attesa di una richiesta di patrocinio per questi ultimi che si riserverà di valutare al fine di dare il patrocinio agli eventi culturali e sociali collegati alla richiesta di parità di diritti delle persone omosessuali”.

Alla notizia del diniego del Vaticano il signor Lino Occhio, che aveva richiesto il patrocinio, si è detto amareggiato: “Vivo in Via del Mascherino da anni e ogni anno provo a chiedere al Santo Padre il patrocinio per il Gay Pride. Come omosessuale e residente nelle vicinanze dello Stato Vaticano ritengo che sia un errore per il Pontefice rigettare la mia richiesta perché la manifestazione è un momento di rivendicazione di diritti che ancora vengono negati ad una parte dei cittadini italiani. Anche per questo invito il Santo Padre a prendere parte alla manifestazione così da poter valutare con i suoi stessi occhi la manifestazione e le rivendicazioni in essa contenute”.

Secondo fonti non confermate il Pontefice, commosso dalle parole del signor Occhio, avrebbe deciso di non revocare il diniego ma di fare comunque un passo verso chi gli aveva richiesto il patrocinio donando uno dei suoi abiti talari, opportunamente sconsacrato, per il carro di apertura della sfilata. Franco Grillini, appena eletto pontefice gay nel conclave ristretto delle agenzie di stampa, ha esultato pubblicamente dicendosi onorato per tale donazione pur non potendo dimenticare il diniego della Santa Sede al patrocinio: “Ringrazio il Papa per la donazione tanto particolare ma non posso non far notare che a fronte di tale regalo il Papa ha comunque negato il proprio patrocinio ad una manifestazione gioiosa e inclusiva che chiede diritti e parità. Ad ogni modo farò omaggio al Santo Padre indossando personalmente l’abito d’oro appena ricevuto: sarò ‘l’umile servo della villa del signore’”.

Controcampagne: Fabrizio Marrazzo – 2


Anche oggi, sono apparsi in rete alcuni divertenti sfoghi creativi rivolti al Presidente uscente di Arcigay Roma. Uno zeffiretto gentile ma insistente ha cominciato a spirare da qualche giorno, portando rumors molto piccanti: sembra addirittura che il congresso dell’Arcigay Roma, previsto per dicembre ed anticipato al 13 settembre con un’abile mossa, sarà addirittura annullato. Al momento non vi sono notizie certe, ma alcune segnalazioni giunte fanno notare come l’intero processo di convocazione, nonché le modalità scelte per il suo svolgimento, non siano coerenti con lo statuto nazionale.

Alla fine di questa storia, c’è da giurare, neanche il nostro saprà più a che Santo votarsi. Posso suggerire di procurarsi delle propiziatorie reliquie lacrimali e prepuziali, che sembrano essere potentissime.