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Ciao stratex, mi impegno subito per il test : )
Ciao Stratex, hai proprio deciso di abbandonarci a noi del meetup di roma, pensavo che la tua uscita fosse “temporanea” una solita delle tue, ma vedo che prende sempre più la consistenza di una cosa permanente.
Se hai voglia noi abbiamo bisogno di gente come te per organizzare il V-Day. Ciao Stefano Roma
Ciao Guido,
bella l’idea del Tribuno.
Hai mai pensato di integrarla con denunce video o fotografiche del degrado di Roma?
E’ un’idea che mi torna in mente ogni volta che faccio tardi per colpa della doppia doppia fila mentre coppie di vigili chiacchierano amenamente al gabbiotto su strade ad intenso traffico dove passano anche quei poveri autobus.. un delirio da filmare e far vedere a tutti.. ed è solo un esempio.
A presto
Monica
Buona idea, Monica, non ci avevo affatto pensato. Appena ho un attimo, aggiorno l’invito sul Tribuno per le riprese… Grazie!
Con la direttiva 2000/43/CE l’Unione europea ha adottato una normativa per vietare le discriminazioni basate sulla razza o sull’origine etnica nell’ambito di occupazione, formazione, sanità, protezione sociale, istruzione e accesso a beni, servizi e alloggi. Inoltre ha anche adottato la direttiva 2000/78/CE che vieta la discriminazione per motivi di disabilità, età, religione o credo e orientamento sessuale, applicabile solo al lavoro e alla formazione.
Lo scorso 4 luglio la Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica on line per misurare il livello di discriminazione negli Stati membri: l’obiettivo principale è quello di voler conoscere l’opinione dei cittadini sul problema, chiedendo loro anche possibili soluzioni.
E’ possibile rispondere al questionario on line entro e non oltre il 15 ottobre 2007 al seguente link:
http://ec.europa.eu/yourvoice/ipm/forms/dispatch?form=Discrimination&lang=it
Forse ti può interessare diffondere al più presto la notizia, non vorrei che l’Italia passasse per quello che non è.
Un saluto
Monica
devo finire di leggere i tuoi aricoli.siamo nel 2008 e tutti questi colori antichi,non ci danno onore.non perche’ nella loro epoca non ne hanno avuto di onore ,.,.anzi!ma questa e’ un altra epoca.anche se loro rimangono sempre ancorati e infami come 30/40 anni fa.noi liberiamoci dell’etichetta’ sinistra , socialista, comunista.hanno avuto valore in passato.e finche’ porteremo avanti le nostre idee con quelle etichette,alimenteremo le persone ignoranti che votato la DESTRA,
IGNORANTI PERCHE’ BASTA ESSERE INFORMATI ,BASTA LEGGERE LIBRI(LIBRI GIUSTI),BASTA RIFLETTERE ED INTERESSARSI DELL’ITALIA NON COME NAZIONE MA COME POPOLO,BASTA LEGGERE LA STORIA A PARTIRE DAL 1900 E SOFFERMARSI NEL PERIODO ’43 FINO AL 2000 E TI ACCORGI CHE LORO SONO ,LORO ERANO E LORO SARANNO…..;
QUINDI FACCIAMO VIAGGIARE LE NOSTRE IDEE LIBERI DA COLORI.E RENDENDO INFORMATA LA GENTE SOPRATUTTO QUELLA CHE SI INTERESSA PURTROPPO PER FORZATURA DELLA SOCIETA’ AL SUO PICCOLO ,SI RENDA CONTO.E PENSO CHE STAREMO TUTTI DALLA STESSA PARTE.E POI ORMAI I GROSSI POLITICI DI QUESTA COALIZIONE SONO DELLA STESSA PARROCCHIA DI QUEGL’ALTRI.E VANNO DOVE TIRA IL VENTO.”NON FA’ PER NOI ,UOMINI GIUSTI!
Ciao Guido,
un giorno mi dai lezioni su come creare un blog?
Ti leggo sempre con grande interesse.
Un saluto, un abbraccio ed un link che forse ti interessa.
http://www.avvenimentionline.it/content/view/1856/1/
Grazie per la visita Monica! Per le lezioni, direi che basta copiare… visto che trovi questa mia creazione interessante.
Forse questo articolo può interessarti (tratto da http://www.laprevidenza.it/news.cfm?idn=2385)
Discriminatorio il rifiuto all’adozione di una donna omosessuale
(Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, sentenza del 22.01.2008 – Cesira Cruciani)
Una cittadina francese a più volte cercato di ottenere una adozione, le autorità francesi hanno però rifiutato la richiesta in considerazione del suo orientamento sessuale. Per tali motivi è ricorsa alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha ravvisato la violazione degli artt. 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare) e 14 (divieto di discriminazione) della Convenzione. Le autorità nazionali avevano basato la loro decisione su due motivi principali: la mancanza di un referente paterno nella famiglia della ricorrente e l’attitudine della compagna di quest’ultima. Secondo la Grande Camera della Corte, mentre era legittimo accertare l’attitudine dell’altro componente della famiglia indicata dalla ricorrente, in funzione dell’interesse del bambino, sull’altro aspetto aveva invece notevolmente influito….
LaPrevidenza.it, 17/02
Lettera-denuncia sugli abusi medico-legali alle persone transessuali
Ad oggi, nel 2008, abbiamo una situazione che , de facto, rende la vita delle persone transessuali impossibile , dopo la lettera del 18 Lugio 2007 non abbiamo ottenuto risposte e riteniamo necessario ricordare quale situazione abbiamo attualmente.
Non bastando la continua discriminazione e la stigmatizzazione sociale ,che ci impediscono di accedere ai piu’ elementari diritti/doveri costituzionali ( vedasi diritto/dovere al lavoro) , problemi infiniti con una burocrazia implacabile e con una societa’ ottusa che non vuole ne’ accettarci ne’ considerarci PERSONE a tutti gli effetti, dobbiamo anche confrontarci con problemi misconosciuti ma gravissimi che ledono i piu’ elementari diritti umani e la dignita’ di persone e cittadini.
La situazione che in questo momento abbiamo e’ la seguente:
in Italia ed in tutto il territorio Nazionale , ad eccezion fatta della struttura Genovese del DISEM (Ospedale S. Martino), e’ in uso un “protocollo diagnostico” stilato dall’ONIG ( osservatorio nazionale sull’identita’ di genere Onlus) che viola la legge 180 Basaglia e la stessa 164/82 nonche’ , in alcune strutture , la 241/90 (in tali strutture impediscono l’accesso alle proprie cartelle cliniche e/o psicologiche).Tale protocollo impone alle persone transessuali , senza una diagnosi di alcun tipo , il sottoporsi a psicoterapia ( di durata minima di mesi 6 e massima indefinita, anche pluriennale) per poter accedere a terapia ormonale sostitutiva con il compito di “diagnosi” affidato non a medici neuropsichiatri dell’SSN ma bensi’ a psicologi , il cui ruolo non e’ certamente quello di effettuare diagnosi mediche o valutazioni medico-legali , e questo in assoluto e netto contrasto con la sopracitata legge 180 disattesa nei suoi principi , nelle sue finalita’ e nel suo contenuto; Questo non deve farci tralasciare anche la palese violazione degli stessi codici deontologici degli psicologi/psicoterapeuti ed anche di quello dei neuropsichiatri e riducendo la persona transessuale a status di PSICOLABILE prima ancora che venga valutata da un neuropsichiatra competente in materia, preconcettualizzando e stigmatizzando cio’ che e’ gia’ all’ultimo dei gradini della scala sociale: la persona transessuale/transgender.
Poco importa se viene solertemente fatto firmare un “consenso informato” all’atto del primo incontro , esso non ha nessuna validita’ legale in quanto estorto , obtorto collo, con una serie di motivazioni che vado qua , ed in minima parte, ad enunciare:
In alternativa al percorso ONIG rivolgersi in ambito “privato” con costi nel 90% dei casi molto elevati e pertanto l’utente accetta di firmare il consenso alla psicoterapia coatta a causa di spese che non puo’ assolutamente sostenere.
In genere quella struttura ONIG e’ l’unica struttura in regione che si occupa della questione “transgender/transessuale” ed unica raggiungibile per chi non ha lavoro e senza possibilita’ a viaggiare
Mancanza di informazioni da parte dell’utente e reticenza a fornirle da parte del centro ONIG
L’utente e’ “convinto” dall’operatore psicologo della necessarieta’ ed assoluta obbligatorieta’ del trattamento , e fidandosi firma tale consenso
Questi trattamenti della durata , in parecchi casi, anche pluriennale hanno solo l’effetto di ledere psicologicamente e minare la stabilita’ delle persone con danni gravissimi per la loro qualita’ di vita.
Non solo, questi trattamenti sono sia a carico dell’utente dietro pagamento di tickets sanitari, ed in altra misura, ben piu’ ampia, gravano sullo stesso SSN.
Il risultato e’ che stiamo assistendo a veri e propri “viaggi della speranza” verso la struttura che meglio ha messo a frutto i principi e le linee guida del protocollo internazionale con metodologie diagnostiche piu’ efficaci e veloci, e che prende in carico la persona transessuale sotto tutti gli aspetti , non solo come diagnosi psichiatrica, ma anche medico-endocrinologica in modo assolutamente piu’ efficiente e snello.
Presso il DISEM di Genova la parte diagnostica psichiatrica viene cosi’ effettuata:
diagnosi psichiatrica e utilizzo della psicoterapia solo nei casi assolutamente necessari ( eccezioni e non regola) .
Nel caso il Neuropsichiatra ne ravvisi la necessita’ in caso di presenza diagnosticata di patologie che possono essere problematiche in presenza di DIG e solo nei casi strettamente necessari, solo in questi specifici e particolari casi ne sara’ indicata la motivazione, la durata e le finalita’ all’utente.
altro caso di ricorso alla psicoterapia e’ quando l’utente stesso ne ravvisi la necessita’ e ne faccia specificatamente richiesta.
Tutto questo porta ad un risultato : l’utenza , negli ultimi anni, si e’ trovata obbligata a viaggi spesso snervanti e pesanti, pur avendo una struttura nella propria regione e citta’, con grave dispendio di denaro e stress psicofisico gia’ provato da anni di attese nei centri cosi’ detti “ONIG”, per poter accedere ad una TOS in modo dignitoso e rispettoso delle rispettive esigenze ed individualita’.
Attualmente il centro Genovese ha trattato centinaia di casi nel migliore dei modi, senza mai nessun suicidio e senza mai un decesso a causa delle terapie ormonali, cosa che non si puo’ affermare degli altri centri.
Altro dato di rilievo e’ che nei centri ONIG le persone oltre i 35 anni , specie se sono state sposate, nel 90% dei casi subiscono veri e propri massacri nelle attese ed in psicoterapie infinite che spesso portano a dinieghi della terapia per il “non convincimento dell’operatore psicologico” ma senza dimostrazione scientifica al riguardo di tale “ non convincimento” , finendo , dopo sopportazioni inaudite, per approdare verso la struttura di cui sopra.
Ci si prodiga nell’IMPORRE una “psicologia di stato” ma si nega una terapia ormonale a carico dell’SSN per un disagio che e’ riconosciuto dalla stessa 164/82 , i dati statistici ci dicono, inoltre, che lo stesso protocollo ONIG ha costi elevatissimi, tali che potrebbero coprire buona parte della spesa per la fornitura farmacologica per le TOS (ed epilazione definitiva per le MTF) alle persone transgender/transessuali che in italia non superano le 3000 unita’ ,secondo le attuali stime.
Il risultato finale e’ che la persona transgender/transessuale deve sborsare cifre enormi per un disturbo che DEVE essere coperto , come spesa, dal SSN, ed e’ altresi’ obbligata a subire pratiche mediche che violano le stesse leggi vigenti dello stato abbassando pericolosamente la loro qualita’ di vita gia’ pesantemente provata per la situazione descritta nella premessa
Azionetrans chiede la messa al bando ti tali pratiche coercitorie e lesive della liberta’ dell’individuo , in ottemperanza alla legge 180 Basaglia ed anche alla legge 164/82 (che non prevede assolutamente tale tipo di pratica) nonche’ che gli ordini professionali di psicologi e psicoterapeuti intervengano immediatamente con azioni disciplinari nei confronti dei propri associati per le palesi violazione ai codici deontologici.
Sempre ad oggi, tali ordini ignorano le segnalazioni, quasi a disprezzare quanto da noi piu’ volte stigmatizzato.
Azionetrans chiede al Ministro della Salute che prenda una chiara posizione in merito ad una situazione che fa configurare abusi di pratica medica ed abuso della professione di psicologo.
Azionetrans chiede al Ministero di Grazia e Giustizia che venga emessa una apposita circolare con le linee giuda per i casi ove richiedere la CTU nei ricorsi ex 164/82 per l’autorizzazione ai trattamenti medico-chirurgici, ad oggi , anche in questo caso, vi e’ abuso all’utilizzo di ctu anche in presenza di documentazioni piu’ che esaustive, con il risultato di aggravi si spese inutili ed onerose per la persona transessuale gia’ pesantemente penalizzata nella ricerca e/o mantenimento di un posto di lavoro.
Chiede , inoltre, che la AG valuti la situazione del protocollo ONIG per il quale si configura il reato di abuso di professione medica e di professione psicologica in violazione reiterata e continuativa della legge 180 Basaglia anche in virtu’ del fatto del vizio di forma sui “consensi informati” al trattamento psicoterapico per “scopi diagnostici” estorti , obtorto collo, alla tartassata e discriminata utenza.
Francesca Busdraghi
Segreteria Politica Azionetrans Onlus