Il filosofo indica la luna. Ci sarà sempre qualcuno che guarderà il dito e qualcuno che guarderà la luna. Forse qualcuno capirà che oltre la luna e il dito il filosofo indica una cosa ancora più importante: “andare verso”, non limitarsi a ciò che tutti possono agevolmente vedere, ma superare i nostri limiti.
Ho sottoposto i miei lavori al giudizio impietoso degli appassionati di fotografia. Quello che più spesso ne è uscito fuori sono cavillosi commenti sulla tecnica e sul fatto che questo o quell’elemento poteva essere messo in più o meno risalto. L’opera del fotografo può essere arte a tutti gli effetti. Con Alessandro Mezzenga ho imparato che la fotografia è tutto, solo e soprattutto il punto di vista del fotografo. L’immagine va presa com’è, senza discutere troppo sui dettagli tecnici. Se si deve discutere, si discuta del contenuto e del contesto, della sua capacità di comunicare.
Praticamente una reflex tradizionale solo per muovere i primi passi, ormai fotografo solo in digitale, con grandi vantaggi e numerose soddisfazioni. Sulle mie fotografie decido TUTTO io. Non subiscono nessun intervento traumatico di stampa, a meno che non sia indispensabile trasferirle su qualche supporto meno virtuale di una brodaglia di bit.
Ogni mezzo ha i suoi pro ed i suoi contro. Non esiste uno strumento migliore o peggiore. Esiste solo l’occhio del fotografo, come direbbe Franco Fontana “non esiste quello che vedo, esiste solo quello che fotografo”.
E prima di lasciarti alle mie immagini, cito le parole di qualcuno che è riuscito, in parte, a penetrare nel mio modo di fotografare:
… un modo originale di guardare la materia nelle sue forme e colori più bizzarri, per proporre luoghi arcinoti con occhio da marziano. Un termine che sottolinea la novità del suo punto di vista, per offrire il proprio modo di guardare il mondo da angolature anche molto diverse e parziali.
Per vedere alcune delle mie opere, clicca sui titoli:
