Era il 30 novembre di qualche anno fa e ricorreva il centesimo anniversario della morte di Oscar Wilde. In quell’occasione, con Rocco Formigoni che interpretava un ipotetico Oscar, io vestivo nuovamente i panni di un altrettanto ipotetico Bosie, in “Sul profondo”, pièce scritta e messa in scena da Simona Baldelli con scene e costumi di Claudio D’Avanzo. D
ice Simona: “Abbiamo voluto considerare l’uomo.
Ma non solo lui, bensì tutti coloro che (gli artisti?) fanno della vita un accadimento pubblico… Costoro ci danno modo di confrontarci con noi stessi nel momento esatto in cui li giudichiamo”.
Alcune suggestive frasi di Oscar Wilde, suggerite in proposito da Daniele Cenci:
“La società spesso perdona il delinquente, ma non risparmia mai il sognatore”
(Gilbert in Intentions – Il critico come artista, II).
Con l’abolizione della proprietà privata potremmo realizzare un autentico, meraviglioso e sano individualismo. Nessuno sprecherà più l’esistenza nell’accumulare cose e simboli di cose. Potremo vivere, e vivere è la cosa più rara del mondo. La maggior parte delle persone, infatti, si limita ad esistere”
(The Soul of Man under the Socialism).
A breve qualche foto.

