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(Grazie a Radio Canale Zero)
In occasione della Giornata Mondiale della Memoria,l’Associazione Corale Roma Rainbow Choir con il Circolo ANPI “Salvatore Capogrossi”, DGP – Dì Gay Project ONLUS e con il Patrocinio del Comune di Genzano di Roma propone la prima esecuzione assoluta di
PRESENTE RICORDO
Azione scenica per soli, coro, strumenti, danza e voci recitanti
Regia: Gianni Licata
Testo e aiuto regia: Davide Sirignano
Da un’idea di Guido Allegrezza e Giuseppe Pecce
Partecipano gli attori del gruppo Il luminar d’immenso di Latina
Direzione artistica di Giuseppe Pecce
Auditorium dell’Infiorata
Piazza Don Fabrizi, Genzano di Roma
26 gennaio 2008 – ore 21,00
Lo sterminio perpetrato dal Terzo Reich e la sua memoria portano sempre con loro grande emozione. Pensare che milioni di esseri umani siano stati sistematicamente privati della loro umanità ed eliminati senza pietà non può non provocare una profonda tristezza. Ma alla tristezza, al tremito delle emozioni dobbiamo aggiungere la riflessione, per dare un senso a ciò che è stato e trarre un insegnamento affinché non accada più.
PRESENTE RICORDO è un invito a riflettere, a ricordare che oltre agli ebrei nei campi nazisti furono seviziati, sfruttati e trucidati anche criminali comuni, persone che non condividevano l’operato del Reich, zingari, Rom, immigrati, testimoni di Geova, prostitute, portatori di handicap, lesbiche ed omosessuali.
Costruito intrecciando frammenti di testimonanze e di scritti letterari con la danza e musiche antiche, moderne e composte per l’occasione, PRESENTE RICORDO restituisce voce a chi tutta quella violenza l’ha subita sulla propria pelle, ma anche a chi quella violenza, in altre forme, in altri luoghi ma con gli stessi motivi l’ha subita dopo la caduta di Hitler e del Terzo Reich e continua ad esserne vittima oggi, nella disattenzione generale.
E’ una voce che riprende vigore che emerge dal passato e continua a ripetere un unico concetto: ricordare per far sì che queste cose non si ripetano, che la storia non si ripeta.
……
Roma Rainbow Choir ringrazia per la loro preziosa collaborazione e per la grande disponibilità le istituzioni e le associazioni che hanno reso possibile la realizzazione di Presente Ricordo.
Un grazie particolare a Gianni Licata e a tutti gli artisti in scena che hanno prestato la loro opera come volontari, a titolo interamente gratuito.
Programma
Prologo
Personaggi: un ufficiale delle SS (Gianpio Magnante), prigionieri
Brano tratto da Se questo è un uomo, di Primo Levi
Musiche: Shema, per voce sola
I Quadro – La stella di Davide
Personaggi: Ufficiale SS, Emma Goldberg (Claudia Negrosini)
Musiche: Prendi la mia vita, per coro a 4 voci
II Quadro – Il triangolo marrone
Personaggi: Ufficiale SS, Siscanovic Brema (Roberto Ferra), una giornalista (Sara Negrosini)
Danza, su Tefilati, tradizionale ebraico
III Quadro – Il triangolo nero
Personaggi: Ufficiale SS, Heidy Stein (Adele Mattocci), Astric Karlsen (Valentina D’Agostino)
Musiche: Anactoria, Aria per pianoforte e voce, di V. Villeggia
IV Quadro –Il triangoli rossi, verdi e blu
Personaggi: Ufficiale SS, Janide Russo (Sara Negrosini)
Danza, su Berahot Hadvalla, tradizionale ebraico
V Quadro – Il triangolo viola
Personaggi: Ufficiale SS, Marc Drummer (Davide Colla)
Musiche: Schindler’s List Theme, per violino e pianoforte
VI Quadro – Il triangolo rosa
Personaggi: Ufficiale SS, Heinz Heger (Fabrizio Lucati), Magnus Hirschfeld (Roberto Ferra)
Musiche: Improperia, per doppio coro a 4 voci maschili
Danza su: Hava nagila, tradizionale ebraico, elaborazione di Naum Kochko
Epilogo
Personaggi: Tutti
Musiche: Hadur Nae, per coro a 4 voci
Brano tratto da Diario, di Anna Frank
Comunicato Stampa
GENZANO CELEBRA IL RICORDO DEL TRIANGOLO ROSA
La città di Genzano, nota per la sua tradizione di città antifascista, tollerante, attenta alla dignità della persona, ogni anno celebra la Giornata Mondiale della Memoria attraverso il racconto di pezzi della nostra storia ed il ricordo di una parte della tanta umanità che ha subito il crimine dello sterminio nei campi di concentramento nazisti, ma anche la persecuzione attuata dal regime fascista in Italia. Dibattiti e rappresentazioni artistiche, con lo scopo di rendere consapevoli i cittadini di quanto è accaduto negli anni bui della nostra storia, perché ciò possa non ripetersi più, riescono a suscitare emozioni e a trasportare in tempi che i più pensano dimenticati.
Quest’anno, nella ricorrenza della 63ma Giornata Mondiale della Memoria dell’Olocausto, grazie alla collaborazione dell’ANPI di Genzano e di DI’Gay Project – DGP, ricordiamo l’oppressione perpetrata nei confronti di persone omosessuali, un tema tanto più attuale in quanto ancora oggi – in forme simili o diverse a seconda dei luoghi del mondo – l’omosessualità è causa di violenza e discriminazione. Nell’ambito pur limitato di un Ente Comunale, è forte la convinzione che si possa fare molto per agire contro i comportamenti discriminatori attuati verso le persone sulla base del loro orientamento sessuale, lavorando in particolare nelle scuole e con la collaborazione della “società civile” per rendere Genzano città libera, accogliente e solidale.
Le 2 iniziative programmate si svolgeranno presso l’Auditorium dell’Infiorata a Genzano.
Al mattino, con inizio alle ore 11 si terrà un incontro con le quinte classi degli Istituti superiori, intitolato Il triangolo rosa – Le discriminazioni sessuali nella Gemania Nazista ed organizzato nell’ambito del ciclo di conferenze sul tema Le radici e le forme dell’Intolleranza promosse dall’ANPI di Genzano. Interverranno all’incontro il Prof. Ugo Mancini, presidente del circolo ANPI intitolato a Salvatore Caporossi, Danilo Martarelli di Dì Gay Project, Giuseppe Pecce del Roma Rainbow Choir e chiuderanno la mattinata Franco Goretti e Tommaso Giartosio, con una conversazione sul loro libro La città e l’isola, che indaga sulla persecuzione della comunità degli arrusi catanesi durante il regime fascista.
In serata, con inizio alle ore 21.00, sempre presso l’Auditorium dell’Infiorata, avrà luogo la prima assoluta dell’opera Presente Ricordo, scritto per l’occasione da Davide Sirignano e messa in scena sotto la direzione di Gianni Licata, insieme al Roma Rainbow Choir diretto da Giuseppe Pecce. Presentata sotto forma di azione scenica per soli, coro, strumenti, danza e voci recitanti, l’opera è un invito a riflettere, a ricordare che oltre agli ebrei nei campi nazisti furono seviziati, sfruttati e trucidati anche criminali comuni, persone che non condividevano l’operato del Reich, zingari, Rom, immigrati, testimoni di Geova, prostitute, portatori di handicap, lesbiche ed omosessuali. Costruito intrecciando frammenti di testimonianze e di scritti letterari con la danza e musiche antiche, moderne e composte per l’occasione ed eseguite in pubblico per la prima volta, Presente Ricordo restituisce voce a chi tutta quella violenza l’ha subita sulla propria pelle, ma anche a chi quella violenza, in altre forme, in altri luoghi ma con gli stessi motivi l’ha subita dopo la caduta di Hitler e del Terzo Reich e continua ad esserne vittima oggi, nella disattenzione generale. E’ una voce che riprende vigore che emerge dal passato e continua a ripetere un unico concetto: ricordare per far sì che queste cose non si ripetano, che la storia non si ripeta.
Roma Rainbow Choir, che ha curato l’organizzazione artistica di Presente Ricordo, ringrazia per la loro preziosa collaborazione i giovani attori del gruppo Il luminar d’immenso di Latina e tutti gli artisti in scena che hanno prestato la loro opera come volontari.
Associazione corale Roma Rainbow Choir
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
Comune di Genzano di Roma
Dì Gay Project ONLUS
Note allo spettacolo
Genzano è nota per la sua tradizione di città antifascista, tollerante, attenta alla dignità della persona.
Patrocinando il ciclo di conferenze “Le radici e le forme dell’Intolleranza”, organizzate dal circolo ANPI Salvatore Capogrossi, l’Amministrazione Comunale intende dare il proprio sostegno al consolidamento di questa tradizione e alla possibilità di rendere consapevoli i cittadini di quanto è accaduto negli anni bui della nostra storia, perché ciò possa non ripetersi più.
Ogni anno dedichiamo la Giornata della Memoria al racconto di pezzi della nostra storia ed al ricordo di una parte della tanta umanità che ha subito il crimine dello sterminio nei campi di concentramento nazisti, ma anche la persecuzione attuata dal regime fascista in Italia, attraverso dibattiti e rappresentazioni artistiche che riescono a suscitare emozioni e quindi a trasportarci in tempi che i più pensano dimenticati.
Quest’anno, grazie alla collaborazione di Dì Gay Project, ricordiamo l’oppressione perpetrata nei confronti di persone omosessuali, un tema tanto più attuale in quanto ancora oggi – in forme simili o diverse a seconda dei luoghi del mondo – l’omosessualità è causa di violenza e discriminazione.
Nell’ambito pur limitato di un Ente Comunale, siamo convinti si possa fare molto per agire contro i comportamenti discriminatori attuati verso le persone sulla base del loro orientamento sessuale, lavorando in particolare nelle scuole e con la collaborazione di quella “società civile” che da sempre opera insieme all’Amministrazione per rendere la nostra città libera, accogliente e solidale.
Il Sindaco, Enzo Ercolani
L’Assessore alle Politiche Sociali, Ileana Piazzoni,
L’Assessore alla Cultura e Scuola, Eugenio Melandri
Le radici e le forme dell’intolleranza
Con il ciclo di conferenze dedicate al tema Le radici e le forme dell’Intolleranza, il circolo Anpi Salvatore Capogrossi di Genzano intende sostenere con forza il principio fondamentale della Costituzione della Repubblica che stabilisce la pari dignità sociale e l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Il circolo Anpi di Genzano ha deciso di fare proprio l’impegno di sottolineare questo principio fondamentale della nostra costituzione perché ritiene che senza un profondo e reale rispetto della dignità della persona nessun sistema possa legittimamente definirsi democratico e al tempo stesso ritiene che un profondo e reale rispetto della dignità della persona sia possibile solo attraverso la riaffermazione della laicità dello Stato. Laddove la sfera privata del sentimento e della fede interferisce con la sfera pubblica della cittadinanza si pone a rischio il rispetto della dignità della persona, allo stesso modo in cui l’interferenza della sfera pubblica della cittadinanza su quella privata del sentimento e della fede pone a rischio il principio fondamentale della libertà.
Ugo Mancini, Presidente del Circolo ANPI “Salvatore Capogrossi”, Genzano di Roma
DGP – Dì Gay Project ONLUS
Gli omosessuali, troppo a lungo e ancora oggi troppo spesso dimenticati, sono stati il terzo gruppo, dopo ebrei e zingari, ad essere perseguitati, internati e uccisi nei campi di sterminio. Con l’intento di purificare la società tedesca e propagare l’ideale di razza Ariana, i nazisti condannarono gli omosessuali come “socialmente aberranti”.
Subito dopo essere stato eletto, il 30 gennaio 1933, Hitler mise fuori legge tutte le associazioni gay e lesbiche. Le truppe di Camicie Brune (SS) razziarono in brevissimo tempo tutti i luoghi di incontro e di socializzazione degli omosessuali. La Germania di Hitler perfezionava il Paragrafo 175 (28/06/1935) nel quale condannava chi “commette atti licenziosi e lascivi con un altro uomo o permette l’abuso su di sé di atti licenziosi e lascivi”. Un paio d’anni dopo, la repressione contro i gay si rese ancora più feroce: il ministro Himmler prese pubblicamente posizione contro il pericolo che l’omosessualità rappresentava per la razza. Nacque addirittura il Dipartimento di Sicurezza Federale contro l’aborto e l’omosessualità.
Furono 100mila gli omosessuali arrestati dai nazisti tra il 1933 e il 1945. Tra questi, 15mila vennero internati nei campi di concentramento. Dai documenti ufficiali del regime è risultato che solo 4mila furono i sopravvissuti.
Un triangolo rosa cucito sulla giacca, in un campo di concentramento nazista, significava che chi lo portava era un perverso, un rifiuto sociale buono solo per la fatica ed alla fine per la morte. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale il triangolo rosa è stato adottato quale simbolo del movimento di liberazione omosessuale.
Osservando le differenti giurisprudenze di Germania e Italia in materia di omosessualità, durante i periodi di dittatura nazifascista, si nota subito il diverso approccio dei due Stati alla “questione omosessuale”. Come lo stesso Massimo Consoli, padre del movimento omosessuale e recentemente scomparso, ci ricordava in una sua intervista:
”Mentre la Germania di Hitler applicava il ‘Paragrafo 175’ e preparava i primi campi di concentramento, l’Italia di Mussolini escludeva qualsiasi traccia di omosessualità dal codice fascista, il ‘Codice Rocco’, né tra l’altro il precedente ‘Codice Zanardelli’ conteneva una legge antiomosessuale.
Sostanzialmente il nazismo osava eliminare fisicamente i gay (curandoli con terribili esperimenti o uccidendoli), mentre il fascismo utilizzava il silenzio come arma efficace, applicando il principio morale, sperimentato dalla tradizione cattolica, per cui ‘meno se ne parla e meglio è’. Nel momento in cui c’è una dichiarazione di guerra si risponde, ma l’atteggiamento è di non dichiarare guerra aperta ma nello stesso tempo agire, e quindi reprimere. Il regime fascista lo farà quando ce ne sarà bisogno utilizzando le misure di polizia”.
Di questo sterminio quasi non resta memoria.
Note sulle musiche (G. Pecce)
Nei concerti che tiene il Roma Rainbow Choir, i pezzi eseguiti sono normalmente preceduti da una spiegazione che consente anche ai meno esperti di comprendere i testi e i contesti sociali e culturali nei quali quelle musiche sono state eseguite e composte. Poiché la performance che viene proposta in questa occasione ha una struttura del tutto differente, si è preferito fornire queste considerazioni separandole dall’esecuzione dei brani.
Shema Israel, é uno dei passi più importanti della vita di un ebreo, recitato almeno tre volte al giorno. È un invito costante a non dimenticare e a fare memoria delle cose antiche. La musica è un’antichissima melodia sefardita. Il testo recita: Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte (Deuteronomio 6, 4-9).
Prendi la mia vita, particolare importanza si deve alla storia di questo brano: la melodia è quella dell’inno nazionale ebraico il quale presentava nel testo richiami nazionalisti e sionisti. Non potendo essere cantato nei campi di concentramento gli ebrei, se pur di diversa nazionalità, cominciarono a cantarlo cambiando le parole esprimendo allo stesso tempo un desiderio di sostegno reciproco, di destino comune e quello di un nuovo sentimento: il canto inizia con delle parole strazianti quali PRENDI LA MIA VITA, desiderio di morte ma anche di dignità che ci fa penetrare per un attimo in quella che poteva essere la situazione psicologica di una persona rinchiusa in un campo di sterminio. Con il passare degli anni quest’inno è stato adottato con alcune revisioni al testo nelle liturgie cattoliche: abbiamo scelto di epurarlo e di renderlo più possibile fedele all’originale.
Anactoria, Valeria Villeggia (2008). Sono messi in musica alcuni versi tratti dal monologo di A. C. Swinburne (1837 – 1909): Saffo, la grande poetessa greca, medita sull’amore carnale e sull’immortalità nell’arte. Swinburne presenta l’amore di Saffo come intensamente sensuale e sviluppa una visione dell’amore carnale come una forza che tutto consuma ed è al tempo stesso fonte di dolore e piacere. Il testo estratto dall’opera è il seguente: Trarre vorrei tormento da tormento / Come nota da nota e vorrei cogliere / La musica celata dal singhiozzo / Nella tua gola, le tue membra vive / Prendendo e poi con esse uno strumento / Nuovo facendo che non falla, / Lira esperta di molteplici agonie.
Improperia, Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525 – 1594). Il testo è recitato nella liturgia del Venerdì Santo ed è il grido disperato del Dio che va alla morte e che chiede: che cosa ti ho fatto per meritare la morte? Di particolare rilievo è l’utilizzo del doppio coro; è come se si volesse estendere l’invocazione da oriente ad occidente senza trascurare nessuno, vengono infatti usati in maniera responsoriale sia il greco che il latino. La musica, drammatica e calma risente, di influenze orientali senza trascurare accenti propri della musica occidentale rinascimentale. Il testo recita: Popolo mio che male ti ho fatto? In che cosa ti ho rattristato? Dammi risposta. Io ti ho portato fuori dalla terra di Egitto e tu hai preparato una croce al tuo Salvatore. Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale abbi pietà di noi!
Hadur Nae, Giuseppe Pecce (2007). Brano preso in prestito dalla liturgia ebraica del venerdì sera, è in realtà un canto d’amore che esprime un desiderio, un’incompiutezza, una mancanza che vuole essere colmata. Un bisogno di rimarginare una ferita che solamente con l’amore e la tenerezza si può chiudere. Il testo recita: Irradiamento dell’universo, così bello e radioso, la mia anima è malata d’amore per Te. Mio Dio, te ne supplico, guariscila, mostrandole la bellezza della Tua irradiazione. Allora sarà fortificata e guarita e sarà nella gioia per l’eternità.
Gli artisti
Associazione corale Roma Rainbow Choir
L’Associazione corale Roma Rainbow Choir nasce nel 2006 da un’idea di Giuseppe Pecce, che ne è anche il direttore. Obiettivo dell’Associazione è la creazione di una comunità di persone basata su un forte legame di solidarietà e sulla volontà di sviluppare l’interesse e la pratica del fare musica insieme. L’attività si svolge senza alcuna forma di discriminazione, accogliendo chi condivide i valori dell’Associazione, indipendentemente dalla cultura, dal livello di istruzione, dall’etnia, dal sesso, dall’orientamento sessuale, dalla fede religiosa, dall’appartenenza politica.
Fra gli scopi essenziali dell’Associazione c’è la volontà di condividere un’esperienza musicale di cui sono parte integrante la formazione continua e l’approfondimento storico, culturale ed artistico. L’attività concertistica diventa così espressione di una consapevolezza propria di chi fa musica a livello professionale.
Il Luminar D’Immenso
Gruppo di giovani attori amatoriali di Latina che cercano di coltivare e fortificare la propria passione per il teatro e la recitazione, partecipando a vari laboratori teatrali. La maggior parte degli attori in scena frequenta un laboratorio teatrale che si preoccupa di impostare e di porre le basi per affrontare al meglio il contatto con il pubblico e lavorare sul personaggio da interpretare. Al termine di ogni anno di corso, gli attori sperimentano le abilità acquisite mettendo in scena uno spettacolo sotto la direzione artistica dell’insegnante Stefano Furlan, il quale ha offerto per l’occasione l’aiuto necessario agli attori nella preparazione teatrale di questo spettacolo.
Partecipano: Valentina D’Agostino, Claudia Negrosini, Sara Negrosini, Adele Mattocci, Davide Colla, Roberto Ferra, Fabrizio Lucati, Gianpio Magnante.
Danzatori
Agnese De Luca, formatasi in danze popolari, balli standard e flamenco, vive fra le Canarie e l’America Latina, dove lavora come performer indipendente nel Teatro di Strada.
Emiliano Gennaro, formatosi nelle tecniche Nikolais, TeatroDanza, Limon e Contact, ha performato con la Compagnia Incontempo della coreografa Rozenn Corbel; collabora attualmente con la Compagnia Contact.I della coreografa Laura Talluri.
Sonia Cirone, laurenda al DAMS di Roma, ha avuto una formazione nei balli standard e latino americani, settore nel quale ha vinto anche alcune gare amatoriali. Attualmente è presidente dell’Associazione Corale Roma Rainbow Choir e membro dell’Associazione Nuova Proposta, omosessuali credenti.
Giuseppe Pecce, Direttore Artistico Roma Rainbow Choir
Nasce a Melfi (PZ), il 30/10/1979. Nel ‘94 entra nei Pueri cantores della cappella musicale del Pontificio Seminario Minore dell’Immacolata di Potenza, dove si avvia agli studi musicali con il M° Vincenzo Forino (già organista compositore della basilica di S.Pietro in Vaticano). In seguito sarà Primo Cantore, Assistente del Maestro di Cappella ed infine, a sedici anni, diventa Maestro di Cappella in seconda, imprimendo una svolta decisiva nella sua formazione alla direzione corale. Negli stessi anni si avvia ad approfondire lo studio e la conoscenza della musica vocale contemporanea partecipando all’attività della Corale Nazionale RNS e a numerose incisioni musicali.
Negli anni successivi si dedica all’approfondimento della musica orientale (in particolare le modulazioni ebraiche e la musica bizantina di cui subisce il grande fascino) e della musica antica. Sono di questi anni le partecipazioni a seminari di studio di musica e cantillazione sinagogale e glossolalica, di approfondimento della musica e della vocalita bizantine ed ebraiche e sul Livre de Vermeill de Montserrat.
A Perugia dal 2003 al 2005, studia canto con il M° Sergio Tedesco, dedicandosi all’approfondimento della musica rinascimentale e barocca.
Trasferitosi a Roma dal 2005, partecipa all’attività di diverse formazioni corali specializzate in musica antica e policorale. Nel 2006 fonda e dirige il Roma Rainbow Choir, il primo coro a denominazione GLBTE fondato ed operante in Italia.
Davide Sirignano
Nasce il 4 giugno del 1976 a Roma. Frequenta nel 2002 il corso di giornalismo di “Progetto informazione” in collaborazione con Radio Radio. Partecipa a vari seminari di scrittura tra cui “Via dal corso” al Palazzo delle Esposizioni di Roma.
Nel 2004, la sua commedia Preferisco la ciliegia vince il Festival della Manica Tagliata di Modena come miglior testo teatrale. La rappresentazione della commedia viene ripresa con grande successo nel 2006 a Roma. Nel frattempo pubblica con la casa editrice Fiori di Campo Lagodoro – Miracolo Diverso e Eterniti ti ordina di ritornare dall’eternità. Scrive inoltre recensioni e articoli e sta lavorando al suo terzo libro.
Gianni Licata
Nato a Roma da padre italiano e madre americana. Si è diplomato in recitazione e teatro-danza presso l’Accademia Permis de Conduire di Roma nel 2000. Ha poi studiato con Cathy Marchand del Living Theater e seguito seminari presso l’università UCLA di Los Angeles.
Attualmente lavora come attore in diverse compagnie di Roma, come regista in spettacoli di Teatro-Danza e insegna Training dell’attore presso l’accademia Permis de Conduire.
Valeria Villeggia, Soprano
Entra giovanissima nel Coro di Voci Bianche della Scuola Popolare di Musica di Testaccio. Si avvia allo studio del pianoforte con C. Mezzanotte e della Composizione con G. Baldi e G. Guaccero. Prosegue gli studi di Composizione presso il Conservatorio di Musica S. Cecilia di Roma con il M° M. Gabrieli ed attualmente frequenta il triennio superiore di Composizione Sperimentale presso il Conservatorio L. Cherubini di Firenze con il M° R. Mirigliano. Al Conservatorio di Roma si dedica ad uno studio più approfondito della Musica Antica (canto corale col M° C. Dall’Albero.) e Barocca (dal 2003 con A. Bucci).
La sua intensa attività concertistica la vede partecipare a diverse formazioni vocali, spaziando dalla musica Popolare alla musica Medievale e Rinascimentale (Musici della Synfonia medievale, Il Liuto & le Liete, ensemble vocale Consort Diapente, sotto la direzione del M° L. Ivaldi), senza trascurare la Musica Contemporanea, cimentandosi anche nella composizione oltre che nelle esecuzioni (Improvvisazione Vocale Libera con giovani cantanti e compositori della Scuola di Musica di Testaccio, sotto la direzione artistica di L. Staccone). Scrive ed esegue musica originale con il trio vocale femminile Pupille Arciere, formato da studentesse di composizione e cantanti romane e con il gruppo di compositori I Cherubini, creatosi per volontà degli studenti di Composizione Sperimentale del Conservatorio di Firenze.
Gabriele Cofrancesco, Pianoforte
Intraprende giovanissimo lo studio del pianoforte, che porta avanti privatamente in attesa di diplomarsi. Parallelamente allo studio, inizia un’intensa collaborazione musicale con alcune compagnie di spettacolo che operano in tutta Italia. Le sue più recenti interpretazioni lo vedono in scena al fianco di E. Trinelli (Socrate e altre storie) e di Vladimir Luxuria (Invito a cena con terzetto con Trinelli e Lo Gatto, La musica è il mio genere, Omaggio a Gabriella Ferri).
Marco Palmigiani, Violino
Nasce a Frosinone il 23/12/1986 ed inizia precocemente lo studio del violino. A 13 anni è ammesso al conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone dove approfondisce lo studio dello strumento nella classe della prof.ssa Carmela Staffieri. Con il Maestro Antonio Poce si dedica allo studio della Composizione. Nella sua già intensa attività concertistica collabora con diverse formazioni corali, orchestrali e da camera del Lazio, tra cui l’orchestra Musici Lirienses, la Latina Philarmonia e l’Orchestra Giovanile del Lido di Ostia. Partecipa inoltre al progetto “Giovani Artisti per l’Ospedale” in collaborazione con il Policlinico Umberto Gemelli di Roma, dove si tengono concerti a beneficio dei pazienti ricoverati e dei loro familiari.
…..
Un mio commento post evento, i miei ringraziamenti e le mie scuse.
La prima esecuzione di Presente Ricordo, il nostro primo impegno inuna forma che si discosta decisamente dall’attività della quasi
totalità delle associazioni corali, si è finalmente conclusa.
Considerando che una porzione altissima dei partecipanti non può che dedicare solo una parte del proprio tempo libero per prepararsi,
quello che è avvenuto dimostra quello che c’è scritto nelle nostre
presentazioni: lavorare con atteggiamento professionale per ottenere risultati di livello paragonabile a quello di chi opera
professionalmente.
Certo abbiamo appena iniziato questo cammino, ma è iniziato con un passo deciso, convinto e coinvlgente. Ed è stato coinvolgente sia per noi, sia per il nostro pubblico. Le persone di Genzano che conosco e che ho salutato alla fine hanno detto cose commoventi. Mi hanno parlato della difficoltà di non applaudire in più punti dello spettacolo, della profonda emozione che hanno suscitato i passaggi che, ne sono certo, hanno coinvolto anche noi (confesso che alla parola “rom” e quando Fabrizio ha detto “guaririci” non ho potuto trattenere qualche lacrima anche io e lo stesso sto facendo mentre scrivo… chi l’avrebbe detto che ho un cuore tenero anche io, eh?), del coro che è stato definito di “altissimo livello”. Insomma abbiamo ottenuto quello che volevamo: riportare all’attenzione delle persone tutto un bagaglio di ricordi che si saranno tornati a fissare nella loro attenzione proprio grazie alle nuove emozioni. Spero che grazie a questo, si producano nuovi cambiamenti individuali. Spero che chi ha assistito alla performance di ieri sera possa riconsiderare le sue posizioni sulle vicende che vivono le popolazioni nomadi sul nostro territorio, che possa comprendere meglio il tormento ideale di chi commette crimini per ragioni politichi o per combattere delle ingiustizie evidenti, che possa sviluppare un senso di maggiore comprensione nei confronti di chi professa fedi e convinzioni diverse dalla proprie rinunciando a pensare di vivere nell’unica luce di verità che esista e infine che possa guardare alle persone omosessuali e alle ingiustizie che le colpiscono con un occhio nuovo e con un cuore aperto all’umanità e non alle convenienze politiche o alla convenzioni sociali. Comprendere che non accettare gli altri per quello che sono porta inevitabilmente al conflitto alla sopraffazione e alla morte, che non sono sempre e solo colpa dei “carnefici”, poiché il carnefice diventa “attore” del contesto sociale e non fa che dare corpo alla condanna pronunciata dalla società.
Scusate questa lunga prolusione, ma avevo bisogno di condividere con qualcuno questi pensieri e non potevo farlo che con voi.
E adesso i miei personali ringraziamenti.
Ai soggetti di Genzano e di Roma che hanno concesso spazi, disponibilità, contributi e fiducia alla nostra proposta (in particolare Enzo Ercolani, Ileana Piazzoni, Roberto Silvestrini, Alessandro D’Angelillo e Giovanni Mazzamati).
A Gianni Licata, che non conoscevo fino a qualche manciata di giorni fa e che ho scoperto persona dotata di grande umanità, di passione e di talento, nella speranza che questo incontro si sviluppi nel tempo in amicizia e altre belle esperienze.
A Davide Sirignano, che con una disponibilità di tempo ridicola è riuscito a scrivere un testo toccante e denso di tutta la sensibilità e l’esperienza “militante” che ha.
A Giuseppe Pecce, che è diventato nei giorni prima dell’evento una presenza quotidiana, capace di sopportare me e tutte le mie isterie.
Ma soprattutto per aver speso energie e tempo nella convinzione che ce l’avremmo fatta e che l’avremmo fatto bene.
A Valentina, Sara, Claudia, Adele, Davide, Fabrizio, Gianpio e Roberto (del gruppo Il luminar d’immenso) che nonostante tutte le difficoltà logistiche e i tempi ridotti ci hanno provato e ci sono riusciti.
Ad Agnese ed Emiliano Gennaro, che si sono fatti coinvolgere e hanno messo a nostra disposizioni il loro talento ed il loro impegno.
A Marcella e a Sonia che si sono dimostrate all’altezza della situazione, rivelando che nel coro ci sono talenti ancora da scoprire.
A Valeria che ha scritto ed interpretato un pezzo struggente e che ha tenuto la scena impeccabilmente.
A Marco Palmegiani e a Gabriele che hanno suonato con passione e talento.
A Adele per aver curato tutta la parte grafica del programma di sala
A Valentina e Claudio per essersi fatti carico dell’organizzazione dei
trasporti. A Valentina anche per essersi data da fare in un momento di emergenza nella ricerca degli elementi di scena.
Al circolo Mario Mieli per la disponibilità sempre enorme nei nostri
confronti.
A ‘o strego’ che alla fine, comunque ci ha accolto, nutrito e scaldato
nella semplicità e nella rusticità della sua cantina.
E per finire non potevo che chiedere scusa a chi lo merita.
A Gianni, per essere stato a volte intransigente, non sempre in maniera gentile. E anche per le continue ingerenze nel suo ruolo.
A Davide, per essere stato spesso poco attento alla sua sensibilità e
per averlo forzato più volte nelle scelte e nelle direzioni da prendere.
Agli attori, che hanno subito veri e propri trattamenti di tortura e
hanno sopportato una pressione continua e non sempre cortese.
Alle persone del coro che hanno carinamente evitato di mandarmi a quel paese quando me lo meritavo e non ero né simpatico, né gentile, né attento alle esigenze di qualcuno. In particolare, scusa a Maurizio e a Marco, che essendo i più vicini a me, hanno subito tutto quello che un presuntuoso perfezionista e puntiglioso come me può fare…
A Marcella, perché a causa delle correzioni e dei rimaneggiamenti
dell’ultimo minuto, il suo nome, alla fine non stava sul programma di
sala.
