Apprezzo molto l’analisi contenuta nella nota pubblicata sul blog di Tony Troja: http://www.tonytroja.it/index.php/blog/434-mai-mi-sarei-aspettato-che-foste-cosi-politicamente-stupidi-ed-impreparati
In aggiunta ai punti toccati da Troja in merito alla formazione nota come Movimento 5 Stelle, aggiungo qualche considerazione personale:
- si tratta di un partito a tutti gli effetti, costituisto nella forma di associazione non riconosciuta da tre fondatori (Beppe Grillo presidente e amministratore, il nipote avvocato vice presidente e il commercialista segretario), si noti, senza alcuna ratifica da parte di alcuna assemblea di soci (ma potrebbe avvenire più in là);
- al di là delle accuse di populismo, credo sia più corretto collocare il Partito Movimento 5 Stelle nell’area ideologica del Giacobinismo, ovvera quella componente dei Montagnards della Rivoluzione Francese del 1789. I Giacobini erano l’ala più intransigente e radicale del movimento di rivolta ed erano guidati da Maximilien de Robespierre. Dal 22 settembre 1792 nel movimento Giacobino (Società dei giacobini amici della libertà e dell’ugualianza - Société des Jacobins amis de la liberté et de l’égalité) prevale la “terza legione”, più giovane, composta da uomini poco colti, profondamente fanatici per la salvezza della patria, che si affidavano completamente a Robespierre. In questa prospettiva storica, possiamo riconoscere con i dovuti aggiustamenti e distinguo, un parallelismo molto stretto fra la figura di Robespierre e quella di Grillo, che ne riassume tutti i principali connotati.
- Il verticismo leaderistico ed il rifiuto di un franco confronto in situazioni di libero contraddittorio sono anch’essi elementi ineludibili ed innegabili. Ne sono testimoni la dichiarazione di Crimi (capogruppo M5S al Senato) subito dopo il voto (http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/03/17/crimi-nostro-voto-coerente-grande-espressione-di-liberta/225116/) nella quale si parla di rispetto dello spirito M5S e la frettolosa marcia indietro di poche ore dopo direttamente indirizzata dal leader assoluto (http://www.polisblog.it/post/67605/vito-crimi-confuso-su-facebook-chi-viola-il-regolamento-e-fuori-ma-non-mi-sento-di-crocifiggerli-vittime-di-una-trappola).
- Ad ulteriore riprova, la nomina di soggetti esterni al partito in qualità di “ufficiali di collegamento diretto” fra le compagini parlamentari ed i vertici rappresentati dall’ideologo Casaleggio e dal Presidente Grillo, superando definitivamente la logica dell’uno vale uno, che vale per tutti meno che per Uno.
- Non credo sia oggettivo parlare di M5S in termini di operazione di comunicazione, come hanno fatto alcuni studiosi, perché essa sta rivelando piano piano un disegno preciso, di natura destabilizzante, perfettamente coerente con la terminologia della campagna elettorale: uno tsunami che travolge e scassa tutto, in una dimensione catartica di rinnovamento e di rinascita, da costruire con chi “sopravviverà”.
Se andiamo a pescare nella storia di quei giorni di Terrore nella Francia alla soglia del XIX Secolo, troviamo soprendenti analogie:
- la Francia era attaccata su più fronti, oggi l’Italia è nel pieno di una crisi profonda e subisce gli attacchi di una nuova forma di conflitto, che si gioca sulle armi della credibilità internazionale, del debito e dei parametri di stabilità
- il Terrore fu la reazione che doveva cementare la rivoluzione e farla sopravvivere, oggi in Italia la terminologia evoca scenari analoghi di “purghe”, cacciate, sequestri di beni, restituzioni di massa
- Nella Francia del Terrore i Giacobini finirono per allontanarsi dalla realtà e trasformarsi in burocrati, oggi in Italia i giacobini a 5 stelle rischiano di interpretare il loro ruolo parlamentare o consiliare solo come quello di controllori contabili delle nefandezze altrui, degli scribacchini contabili che, appunto, fanno burocrazia e non politica.
- I Gicobini dovettero soccombere sotto gli attacchi che venivano da destra e da sinistra e chiusero bottega nel 1794.
In Italia, oggi, ancora non sappiamo che cosa accadrà ma vediamo chiari i segni della degenrazione prossima ventura, o perlomeno i suoi rischi, soprattutto se si dovesse tornare a votare in un quadro sostanzialmente identico, nel quale le tre forze primarie giocano al massacro, che colpisce cittadini e cittadine, non certo la politica. E l’arrivo del prossimo Console Imperatore sembra sempre più vicino.


