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Frammenti/1

E’ uscita fuori da un cassetto, dove l’avevo messa parecchio tempo fa. E’ per me. E’ un frammento d’amore. Grazie a M.

Allegrezza 7/11/98

Cos’è questa sinuosa allegria,
che dall’oggi al domani,
come nebbia fitta che
s’innalza sul mio essere.

Quanta allegrezza
nelle gote giovani
saliva calda scende a tal pensiero,
a tal ricordo, ormai spento
pigio, stanco.

La vedo rincorrere ovunque
ma ovunque la vedo distrutta,
tra morti ed epidemia ovunque,
ma non nella mia Allegrezza.

Il tempo scivola via,
come questa penna
su un foglio di carta vergine,
come il contrapporsi di due forze,
la voglia di vivere e
quella di ammirare un tramonto
che non sarà mai come
quello di ieri.

Le mie mani gelide, ricordo.

Ricordo ora come ora,
il suo volto dipinto di
mille maschere, una dietro l’altra,
come tanti veli, come tante sfaccettature
infinite, senza termine, immortali
corazza d’amore la sua.

Una maschera,
una triste, una amara
senza scoprire mai la sua identità,
celata dal tempo,
oscurata da rapporti sterili,
tormentati, e insolubili.

Cosa vorrei cambiare della perfezione?
Come posso giudicare,
un rapporto tra l’AMARO, AMORE
un tristo pianto.

Riesco solo ora, che la mia gioia di vita
si è rincarnata in te,
pensando dinnanzi al mare,
costruendo il nostro amore,
ti bacio e ti dico
eternamente tuo Allegrezza.

La dignità dell’amore

Love never fails...

Love never fails...

No al riconoscimento giuridico delle coppie di fatto e delle unioni di solidarietà.
No alle unioni fra persone dello stesso sesso, men che meno se si tratta di matrimonio.
Al massimo una tutela privatistica dei diritti individuali, che vuol dire semplicemente che la coppia o l’unione, giuridicamente, non esiste e non merita nessuna tutela.
La maggioranza su questo è stata chiarissima. I parlamentari cattolici, da parte loro, hanno riaffermato le loro posizioni già note.
Il PD tace.
Chi ci rimette, è l’amore. Si parla di famiglia, si parla di figli, si parla di diritti, ma non si parla mai dell’amore, l’unico vero motivo per cui le persone si uniscono, creano relazioni parentali e crescono, allevano ed educano i loro figli.
Imporre alle persone che si amano l’unica soluzione del matrimonio, significa costruire una discriminazione che è anacronistica ed ingiustificata sul piano giuridico e culturale. L’amore che si cristallizza nelle unioni extra matrimoniali è lo stesso amore che porta al matrimonio. I figli che sono frutto di questo amore hanno la stessa dignità dei figli che nascono nel matrimonio. Le famiglie che si fondano su questo amore, sono famiglie esattamente nello stesso modo che quelle basate su un matrimonio. Esistono già nella società e il fatto che l’ordinamento giuridico non le prenda in considerazione, che gli neghi la dignità del pieno riconoscimento è fonte di inutili e dannose discriminazioni.
Dunque, ci si dovrebbe interrogare sul perché è solo l’amore che si cristallizza in un matrimonio che il nostro ordinamento tutela. E’ forse in questa risposta che si trovano i motivi per cui molti politici di area cattolica e della maggioranza di governo sono contrari ad intervenire e porre l’Italia alla pari con altri paesi. Forse c’entrano qualcosa la dottrina ed il magistero della chiesa cattolica che confinano la sessualità alla sola sfera dell’amore matrimoniale teso alla procreazione. Forse c’entra una diffusa pruderie che tende a sostituire alla parola e al concetto di “amore” quella di “sesso”, con tutte le implicazioni di impurità e di disordine sociale che ne conseguono e che sono molto vicine alla dottrina cattolica. O forse c’entra un nodo mai risolto nella nostra storia: la spinta conservatrice e reazionaria che viene esercitata da una cospicua compagine di parlamentari che si richiamano al cattolicesimo che vorrebbero essere fonte di valori fondamentali validi anche per chi è cittadino, con pari dignità, ma che quei valori non riconosce. Ed ecco dunque la grande contraddizione: l’amore e la sessualità sono buoni solo se fioriscono nel matrimonio. Tutto ciò che ne è al di fuori, non solo non è degno di tutela, ma non esiste. Si nega dunque dignità giuridica, sociale e culturale ad una porzione crescente della popolazione che dà all’amore e alla sessualità forme differenti ed ineludibili.
E si spiega allora anche perché si riesca a mettere mano ad una riforma costituzionale importante come quella del Titolo V della Costituzione che modifica i rapporti economici e giuridici fra Stato e Regioni, ma non si riesca a trovare un accordo politico per restituire all’amore la dignità che gli è propria, ma che non trova posto nella nostra Costituzione come altre parole che, pur non configurando istituti giuridici, sono fondamentali nella formazione del cittadino e nello sviluppo della società: amore, gioia e felicità.

Superare il sessismo, contro l’omofobia

Il nuovo logo di SyncDifferentIl caro Gianmario (suo il blog La famiglia fantasma), fa parte di SyncDifferent la prima squadra di nuoto sincronizzato italiana in cui si cimentano nella difficile disciplina del nuoto artistico, indifferentemente maschi e femmine, indipendentemente dalla loro sessualità.

Appoggiata alla sezione milanese del Gruppo Pesce, SyncDifferent ne prosegue la linea verso la se ne differenzia proprio per la volontà di superare gli steccati del sessismo. Infatti, il Gruppo Pesce è costituito di squadre GLBT, ovvero di persone omosessuali, mentre SyncDifferent è una squadra di nuoto sincronizzato dichiaratamente aperta a tutti, indipendentemente dal genere e dall’orientamento sessuale. La sua mission (Nuoto Sincronizzato per tutti) fa chiaramente intendere che la componente sessista (o per i puristi, legata all’identità di genere) è del tutto superata: infatti la squadra è composta di uomini e donne, gay ed eterosessuali. L’obiettivo dichiarato è di “sdoganare” il sesso maschile in uno sport tipicametne considerato come femminile. E per farlo si “allea” con le persone eterosessuali che di fatto entrano in contatto con loro e combattono la stessa battaglia: andare oltre il pregiudizio dell’identità di genere nello sport e colpire al cuore l’omofobia, di riflesso.

Nelle parole di Gianmario, questo significa fare un salto di qualità nella mentalità: “il problema non è l’essere gay. Il punto è il sessismo che sta dappertutto”. Ma significa anche aprire l’associazionismo tradizionalmente GLBT ad una piena osmosi verso il resto della società civile: dare un chiaro contributo allo sviluppo di nuove forme di aggregazione sportiva e creare aree di contaminazione in cui omosessuali e non si trovano e si riconoscono reciprocamente, prima di tutto come esseri umani e persone, piuttosto che come “maschi” o “femmine”.

Questo orientamento sta trovando molti riscontri anche in altri ambiti. Io stesso faccio parte del Roma Rainbow Choir, che è il primo coro in Italia formato dichiaratamente da persone omosessuali, eterosessuali e tutto quello che sta nel mezzo.

Personalmente trovo che questa linea di tendenza sia assolutamente condivisibile e dovrebbe espandersi anche in altri ambiti. Non a caso, sento sempre più spesso parlare della necessità di tessere una tela di forti relazioni fra il movimento femminista e quello GLBT.

Spero che ne venga tutto il meglio possibile per il movimento che faticosamente comincia ad orientarsi in direzioni meno chiuse. Con un’unica nota negativa. Il gossip associazionistico, mi suggerisce nell’orecchhio che qualcuno, che ricopre posizioni in vista in un’associazione GLBT, potrebbe “fiutare l’affare” ed accaparrare alla propria associazione il merito di aver dato un forte impulso allo sport GLBT in Italia.

Il logo del Roma Rainbow ChoirInvitiamo, con spirito di sano pragmatismo, chi intenda perseguire questa strategia ad andare a comprare corone da principessa in altri mercati. Qui da noi quest’articolo non è disponibile.

Ancora un po’ d’attenzione, prego.

Chi volesse vedere SyncDifferent ed il Gruppo Pesce all’opera, può andare a Swim for Life, a Cologno Monzese, l’11 maggio.

Invece, chi volesse ascoltare il Roma Rainbow Choir, può andare alla Chiesa Valdese di Piazza Cavour a Roma il 6 giugno alle ore 21,00, in occasione del Pride di Roma. Oppure al Bologna Pride il 28 giugno (sembra, anche se non c’è scritto nulla!).

La padella

Stemperiamo un po’ la tensione causata dagli esiti delle elezioni politiche e amministrative…

Il giovane Peter, che divide l’appartamento con un amico, invita a cena sua mamma. Durante la cena la mamma non può fare a meno di notare quanto l’amico con cui suo figlio divide l’alloggio sia veramente un bellissimo ragazzo, molto curato. Nota poi come la stanza del figlio sia molto grande e spaziosa, con un letto matrimoniale, mentra la stanza dell’amico sia più piccola, con un letto singolo. La mamma, cui questa convivenza ha già fatto nascere dei sospetti, osserva con molta attenzione tutti gli sguardi e i movimenti per cercare un minimo supporto ai suoi sospetti.

Come se Peter capisse i suoi pensieri ad un certo punto se ne esce:

Mamma, capisco a cosa pensi, ma ti assicuro che io e Simon siamo solo compagni di alloggio e niente più.

La cena quindi prosegue normalmente e la mamma se ne va ringraziando entrambi. Dopo qualche giorno Simon dice:

Senti Peter, io non voglio accusare nessuno, ma dalla sera che tua madre è venuta a cena non trovo più la padella per le bistecche. Mi vergogno un po’ a chiedertelo, ma pensi che tua madre possa averla presa?

Questo non lo so proprio. Però facciamo una cosa: chiediamoglielo.

Detto questo si accomoda alla scrivania, accende il computer e prepara una e-mail per la mamma:

Cara mamma, io NON DICO che tu abbia inavvertitamente preso la nostra padella per le bistecche, ma da quando sei venuta tu a cena non la troviamo più. Puoi aiutarci?.

Dopo pochi minuti la mamma risponde:

Caro Peter, io NON DICO che tu e Simon siate ricchioni, ma se lui avesse dormito nel suo letto l’avrebbe già trovata la padella.

Due bicchieri di vino

Inviatomi da una cara amica, mi piace condividerlo con chi passa da queste parti e ha voglia di fermarsi un attimo. Ed è dedicato a tutti gli amici, siano essi vicini o lontani, vecchi e nuovi. Quando volete, basta uno squillo e ci vediamo per farci un bicchiere!

Quando ti sembra che ci siano troppe cose da fare, quando pensi che 24 ore non bastino per fare una giornata, ricordati la Teoria del barattolo di maionese e dei due bicchieri di vino.

Un professore, prima di iniziare la sua lezione di filosofia, pose alcuni oggetti davanti a sé, sulla cattedra. Senza dire nulla, quando la lezione iniziò, prese un grosso barattolo di maionese vuoto e lo riempì con delle palline da golf. Domandò quindi ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.

Allora, il professore rovesciò dentro il barattolo una scatola di sassolini, scuotendolo leggermente. I sassolini occuparono gli spazi fra le palline da golf. Domandò quindi, di nuovo, ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.

Il professore, rovesciò dentro il barattolo una scatola di sabbia. Naturalmente, la sabbia occupò tutti gli spazi liberi. Egli domandò ancura una volta agli studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero con un si unanime.

Il professore tirò fuori da sotto la cattedra due bicchieri di vino rosso e li rovesciò interamente dentro il barattolo, riempiendo tutto lo spazio fra i granelli di sabbia. Gli studenti risero!

“Ora”, disse il professore quando la risata finì, “vorrei che voi cosideraste questo barattolo la vostra vita. Le palline da golf sono le cose importanti; la vostra famiglia, i vostri figli, la vostra salute, i vostri amici e le cose che preferite; cose che se rimanessero dopo che tutto il resto fosse perduto riempirebbero comunque la vostra esistenza.

“I sassolini sono le altre cose che contano, come il vostro lavoro, la vostra casa, l’automobile. La sabbia è tutto il resto, le piccole cose.”

“Se metteste nel barattolo per prima la sabbia”, continuò, “non resterebbe spazio per i sassolini e per le palline da golf. Lo stesso accade per la vita. Se usate tutto il vostro tempo e la vostra energia per le piccole cose, non vi potrete mai dedicare alle cose che per voi sono veramente importanti.

“Curatevi delle cose che sono fondamentali per la vostra felicità. Giocate con i vostri figli, tenete sotto controllo la vostra salute. Portate il vostro partner a cena fuori. Giocate altre 18 buche! Fatevi un altro giro sugli sci! C’è sempre tempo per sistemare la casa e per buttare l’immondizia. Dedicatevi prima di tutto alle palline da golf, le cose che contano sul serio. Definite le vostre priorità, tutto il resto è solo sabbia”.

Una studentessa alzò la mano e chiese che cosa rappresentasse il vino. Il professore sorrise. “Sono contento che tu l’abbia chiesto. Serve solo a dimostrare che per quanto possa sembrae piena la tua vita: c’è sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un amico”.