Archivi categoria: religione-spiritualità

Domande su dio (con la minuscola)

Il 27 gennaio, giorno della memoria, sono intervenuto come moderatore in un’iniziativa intitolata Cuore Sacro: comunità lgbtqi e spiritualità, organizzata da We have a dream e Nuova proposta. Dal dibattito con il pubblico sono venute fuori alcune domande (per opera di Mauro Cioffari… noto domandatore seriale) su dio.

Ecco, fra il serio ed il faceto, le mie risposte (le domande sono sintetizzate, se Mauro le scrive le correggo!):

  1. Dio esiste?
    O si, certo. E’ femmina e si fa un sacco di risate dondolando la testa e domandandosi se ne era proprio necessario…
  2. E’ immanente o trascendente? (ovvero è fra noi o no)
    Si guarda bene dal farsi vedere troppo in giro, avendo capito che siamo piuttosto pericolosi; l’ultima volta che ha mandato il figlio in avanscoperta (padre degenere…) glielo abbiamo seccato sulla croce e ci deve essere rimasto parecchio scottato.
  3. Esiste l’anima e dove finisce quando muoriamo?
    Qualunque cosa sia, torna da dove è venuta.
  4. Le grandi religioni pretendono tutte di avere l’unica verità. Ma esiste una verità assoluta?
    Le religioni sono delle fregature pazzesche

comunità GLBTQI e spiritualità

BoaRosa presenta: Sopra altri colli

Una scena di "Sopra Altri Colli", di Federico Pinci

Una scena di "Sopra Altri Colli", di Federico Pinci

BoaRosa è presente al Tekfestival con il suo nuovo corto:

SOPRA ALTRI COLLI

La proiezione avrà luogo il 10 maggio, poco dopo le 18,30, presso la Sala 2 del Nuovo Cinema Aquila (via L’Aquila 68), nella sezione ZOOM IT.

Il regista Federico Pinci, ne parla ufficialmente così:

Sopra Altri Colli, realizzato per il Tekfestival in un freddo pomeriggio di febbraio, è, prima che un’opera artistica, un manifesto politico. L’obbligatorietà del tramonto, la presenza di S. Pietro in tutte le inquadrature e lo spargimento gratuito dei segni della sopraffazione ideologica di destra e di sinistra nella sproporzione tra l’uomo e l’edificio, sono ingredienti di una riflessione generale sulla disumanità dei totalitarismi, di tutti i totalitarismi, di destra, di sinistra, di centro, tutti nemici del pensiero libero e, per tanto, di qualunque libera scelta sessuale.

Ma in privato preferisce esprimersi in un altro modo…

“Sopra Altri Colli” è il frutto di una meticolosa ricerca protrattasi per oltre 20 minuti sul portale wikipedia.
Un’indagine sostenuta sempre dalla consapevolezza che reagire al bombardamento mediatico sia oggi più che mai una necessità.
Pensiamo sia appunto imperativo che nel villaggio globale esista una forte voce cattolica che annunci la Parola di Dio e di una comunicazione specialistica che sappia conciliare fede e divulgazione scientifica.

A questo proposito è stato necessario impiegare sofisticate tecnologie di editing per operare piccole correzioni all’impianto urbanistico della capitale per smorzarne la chiara matrice bolscevica.
Col nostro lavoro documentaristico intendiamo intraprendere una sfida pedagogica che recuperi il percorso di formazione di una gioventù forte, coraggiosa ed orgogliosa, purtroppo prematuramente interrottosi sul finire degli anni 40.

Ma vediamo qualche cosa in più sul regista:

Federico Pinci nacque nel Montana il 30 Settembre del 1971.

Da ragazza soleva trascorrere i gelidi e lunghissimi inverni leggendo romanzi d’amore e d’avventura, tra cui il Manifesto di Marx e Engels e Quark Economia. Una passione che, una volta cresciuta, ne fece un’affermata autrice di romanzi e saghe storiche, sotto lo pseudonimo di Ariccia Hilton.

Si affaccia al mondo del cinema con il discusso “Acne Incoffessabile”, una pellicola in cui si interroga sull’origine del male.
Il successivo, “Una dottoressa per lo sceicco”, racconta le vicessitudini di una irresistibile equipe di ricchi e affascinanti sceicchi in camice bianco impegnati in una campagna di prevenzione contro le malattie sessualmente trasmissibili sul fronte palestinese.

Con “Cuore di tenebra“, lacerante resoconto del rapporto incestuoso tra un prete e suo figlio minorenne in un locale dell’ARCI, vince il Queer Festival di Firenze nel 2009.

Piova merda su Povia

Povia opportunamente smerdato da Striscia la notizia.

Da notare l’ignobile monaco frate Cantalamessa, che sostiene che l’omosessualità non è sempre una condizione irreversibile, dimostrando la sua assoluta ignoranza in materia di studi di genere e sessualità. Ma d’altra parte, perché uno che ha fatto un voto di castità e crede nelle favolette della bibbia dovrebbe essere considerato più attendibile di una persona normale?

Forse egli non sa che è solo nelle menti manichee che sono abituate a ragionare di poli opposti che alberga l’idea che si è omosessuali o eterosessuali (al massimo bisessuali…), dato che i più evoluti ragionamenti in materia parlano di fluidità e che già il famoso rapporto Kinsey (parliamo degli anni ’60, non di ieri), individuava almeno 6 livelli intermedi fra l’eterosessualità e l’omosessualità pura, precisando che solo una parte INFINITESIMA ricadeva nel modello dell’omosessuale  o dell’eterosessuale perfetto.

A proposito, pare che i tizi del gruppo Arkeon (una.. psicosetta!) abbiano qualche guaio con la giustizia e che tutte le informazioni “ufficiali” su di loro siano sparite da internet…

Buona visione.

Poligamia, un tabù da abbattere

Da Ai primi di aprile di quest’anno, su Repubblica.it è apparso un bell’articolo di Francesca Caferri (disponibile integralmente qui, nella sez. DOCS) dedicato al la poligamia delle persone di cultura islamica che vivono in Italia.

Orbene, é a tutti noto che nella nostra Costituzione, si attesta il fatto che la Repubblica, all’articolo 29, riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Negli articoli seguenti, la famiglia è ricollegata (con un’interpretazione un po’ restrittiva del dettato della carta costituzionale, ma che in questa sede possiamo tollerare) alla procreazione e alla educazione dei figli ed è riconosciutoa come un bene per tutta la società, anche da un punto di vista culturale ed economico: “la Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi”. Insomma, possiamo stare tranquilli sul fatto che in Italia la famiglia è riconosciuta, rispettata, sostenuta e agevolata, almeno sulla carta.

Dato dunque per assodato che la famiglia è uno dei pilastri della Repubblica, si pone un problema non da poco. Come si rapportano alla regolamentazione della famiglia le altre tipologie di unione del tutto analoghe alla famiglia fondata sul matrimonio fra due persone di sesso diverso? In questa sede, avendo già dedicato molto spazio al tema, tralasciamo volutamente il tema del matrimonio omosessuale e delle unioni civili non matrimoniali e concentriamo esclusivamente sul tema della famiglia come “società naturale”.

1. Iniziamo con il dire che il matrimonio, nell’ordinamento italiano, è previsto (civile o religioso) solo fra due persone. E che l’unico matrimonio religioso con effetti civili è quello concordatario, celebrato da un sacerdore cattolico con una specifica forma rituale, asseverata da pubblicazione e testimoni (civili). Dunque, dal concetto di famiglia naturale fondata sul matrimonio e degna di tutela in Italia, sono escluse tutte le tipologie di famiglia formate da più di due persone, ovvero tutte le forme di POLIGAMIA (specificatamente suddivisa, per i puristi della lingua, in POLIGINIA e in POLIANDRIA), che sono addirittura considerate reato. Non oso immaginare l’imbarazzo se si osasse parlare di MULTIGAMIA (parole che non esiste e che dovrebbe denotare la possibilità di creare gruppi familiari legati da rapporti legali di matrimonio e costituiti da più di due persone).

2. Se è vero che si vuole riconoscere e tutelare la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, occorre definire giuridicamente i diversi concetti che concorrono a formare questo istituto. Ma poiché il primato non può essere del diritto, dobbiamo partire dalla realtà e dagli aspetti antropologici. La famiglia assume diverse tipologie sociali a seconda della cultura e del tempo che di prendono in analisi. Famiglie basate su vincoli matrimoniali (o analoghi, dato che il matrimonio non è un concetto riconosciuto da tutte le culture), ma composte da più di due coniugi sono  presenti e considerate del tutto normali in culture ed ordinamenti, che, anzi riconoscono a questi istituti piena legittimità e tutela. Quindi, ricorrendo al concetto molto elastico di “natura”, non sarebbe “laico” rifiutare tutela a queste forme di unione familiare. Non fosse che il concetto di natura viene di solito manipolato dalle religioni , fino a piegare la natura ai propri fini. Ed ecco che si arriva all’interpretazione restrittiva, per cui la famiglia come società naturale è formata da due persone di sesso diverso, unite da un vincolo matrimoniale.

3. La mia cultura giuridica e antropologica si ferma molto prima dei concetti che ho appena esposto, ma mi permette comunque di arrivare a qualche conclusione. Il nostro ordinamento, per essere laico, dovrebbe considerare la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio anche quelle formata da più di due coniugi, non necessariamente di sesso diverso, che decidono di dare rilevanza giuridica e patrimoniale al vincolo di amore, affetto, solidarietà e rispetto reciproco che li unisce. E i diritti e doveri derivanti da questa accettazione dovrebbero poter essere estesi anche ad unioni analoghe, non formalizzate nel rito del matrimonio.

Ed ora, come di consueto, i dati più rilevanti dell’articolo citato in apertura:

  • Si stimano fino a 20.000 i casi di famiglie poliginiche (un uomo con più mogli), prevalentemente di cittadini immigrati di religione musulmana.
  • A febbraio 2008, la Gran Bretagna ha formalizzato l’accettazione della poliginìa  consentendo di richiedere un assegno familiare per ogni moglie “aggiuntiva”.
  • Anche Germania e Belgio garantiscono benefici a chi ha più mogli.
  • In Italia, pur registrando solo il primo matrimonio, si ammette l’esistenza della situazione di fatto e la si riconosce attraverso pronunciamenti dottrinali e di giurisprudenza.
  • Molte donne di religione e cultura islamica rifiutano la poligamia e la combattono con determinazione.

Satana nella cultura di oggi

Convegno a Melfi con Cantelmi, prima parte

Un amico di passaggio a Melfi, mi segnala un’interessante iniziativa organizzata dalla FIDAPA locale (FEDERAZIONE ITALIANA DONNE ARTI PROFESSIONI AFFARI). – associata a BPW). Preciso che non mi è stato riportato in quale data si è svolto o si svolgerà la conferenza, che non è riportata nel calendario del sito degli organizzatori.

Si tratta di un convegno dedicato alla figura di Satana nella cultura di oggi. L’interlocutore più importante è Tonino Cantelmi, noto a questo blog per alcune discussioni relative alle terapie riparative per le persone omosessuali.

Perché interessante? Prima di tutto perché ci consente di conoscere un lato “oscuro” delle varie attività che conduce Cantelmi, il quale si occupa anche di satanismo a vario titolo (interessante il contributo della relazione La perversione della relazione: il satanismo, insieme a Cristina Cacace, con la quale Cantelmi è autore del Libro nero del satanismo). In secondo luogo, perché è interessante notare la composizione conmplessiva del board dei relatori. Oltre a Cantelmi, che si occupa di psicologia e di prischiatria, con presenti un esorcista ed un sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Melfi.