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Da Lettera43: Gay, diritto e pregiudizio

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Gay, diritto e pregiudizio

Per la giornata contro l’omofobia 15 mila manifesti choc
di Anna Franco

Uno dei manifesti creati per la campagna della Giornata internazionale contro l'omofobia.

Una risposta decisa all’intolleranza. Un segnale forte contro gli attacchi e le dichiarazioni di certi politici che dovrebbero essere «eletti a Teharan». La Giornata internazionale contro l’omofobia, che si celebra ogni anno il 17 maggio, in ricordo del giorno del 1990 in cui l’omosessualità è stata eliminata dalla lista delle malattie mentali dell’Organizzazione mondiale della sanità, si carica quest’anno di significati particolari. «Con 15 mila manifesti e 8 mila locandine affisse in tutto il Paese, vogliamo lanciare una campagna davvero incisiva. In risposta agli ultimi attacchi al mondo omosessuale che hanno coinvolto anche alcuni esponenti delle istituzioni che, come tali, dovrebbero rappresentare tutti i cittadini», ha detto il presidente dell’Arcigay Paolo Patanè, che ha presentato il 3 maggio le iniziative legate all’evento e che puntano a culminare nell’Europride di Roma.
DISCRIMINAZIONE DA COMBATTERE. Le esternazioni del sottosegretario alla famiglia, Carlo Giovanardi, e del sindaco di Treviso e segretario regionale della Lega in Veneto, Gian Paolo Gobbo, nonché l’aggressione subita dalla deputata del Partito democratico Paola Concia sono «sintomi gravi di una situazione ormai inaccettabile» che rendono ancora più evidente una discriminazione che colpisce soprattutto tanti omosessuali ‘anonimi’ nella vita di tutti i giorni. Secondo Patanè «tali avvenimenti confermano un clima di omofobia, odio, pregiudizio e violenza, fattori che rappresentano un limite concreto alla piena affermazione della dignità e al raggiungimento della felicità per migliaia di gay, lesbiche e transessuali italiani».

Deperu: «Anche i gay sono una famiglia»

Un'immagine della campagna Fiat gay-friendly diffusa a Madrid.


Giacomo Deperu, ideatore della campagna e dello slogan «Civiltà prodotto tipico italiano, Italia unita contro l’omofobia», creata per l’occasione, afferma: «La polemica obbliga le persone a confrontarsi con noi. Il bacio omosessuale immortalato nei manifesti della campagna indica a tutti che siamo una famiglia e la tavola apparecchiata in primo piano ne è un simbolo. Sappiamo che questo dà fastidio a molti, ma è da qui che dobbiamo comincia il percorso di cambiamento».
UN SEGNALE DI SPERANZA. E ha aggiunto: «L’affetto tra due persone non deve essere relegato solo all’interno delle quattro mura domestiche. È tempo di dimostrare la propria identità gay alla luce del sole, per dare un segnale di speranza e coraggio a tanti giovani omosessuali che ancora temono di dover vivere un’esistenza a metà». Gli fa eco Giuseppe Pecce, direttore del Roma rainbow choir, il primo coro che unisce la comunità gay, lesbica, trans e bisessuale e il mondo etero: «Siamo stanchi di essere invisibili, vogliamo far capire che siamo cittadini come tutti gli altri».
Non è solo l’Arcigay, però, a insorgere contro gli attacchi al mondo omosessuale. Secondo la deputata Pd, Paola Concia, «alcune persone dovrebbero candidarsi come politici a Teheran. Certe affermazioni contribuiscono a giustificare le ingiurie e a farci considerare dei reietti. Secondo Giovanardi siamo fuori dalla Costituzione ed è proprio così che si costruisce il disprezzo sociale».

Allegrezza: «L’amore è un diritto di tutti»

Il manifesto pubblicitario di Ikea.

Guido Allegrezza, storico attivista gay e da poco responsabile per i diritti umani per Sinistra ecologia e libertà, è dell’idea che certe dichiarazioni siano «la conseguenza di preconcetti e della mancanza di dibattito politico». Secondo Allegrezza, «le manifestazioni di tenerezza sono semplicemente la libera modalità di due persone che esprimono la loro affettività. Vietarle sarebbe come negare l’espressione di un sentimento umano, che sarebbe ipocrita dover esternare solo in privato, tra le mura domestiche, di nascosto».
LA LIBERTÁ DI ESSERE SE STESSI. Le coppie che si vogliono bene devono potere «essere se stesse». Ma, secondo Allegrezza, è un diritto di tutti, non si tratta di «orgoglio gay»: quello esiste durante manifestazioni come il Gay Pride, dove l’esibizione diventa un modo per far riconoscere i propri diritti.
Proprio in occasione del Gay Pride di Madrid, precisa l’attivista, la Fiat aveva invaso la città spagnola con pubblicità rivolte a un pubblico omosessuale: una scelta che nel nostro Paese appare impossibile. «Dietro questa campagna, così come in quella dell’Ikea, c’è uno studio di marketing rivolto a vendere automobili o accessori per la casa. È assurdo che vengano criticate aspramente, mentre bisognerebbe accanirsi contro quelle campagne indecenti che trattano il corpo femminile come merce a buon mercato», continua Allegrezza.
UN USO DISTORTO DELLA POLITICA. «Anche al Gay Pride di Colonia sfila un carro con la pubblicità della famosa ditta svedese», aggiunge Paola Concia. La parlamentare afferma di non sentirsi affatto una provocatrice quando passeggia mano nella mano con la sua compagna, così come non si sentiva tale quando era sposata con suo marito. «Tutti devono avere la possibilità di vivere l’amore nello stesso modo: alla luce del sole».
Infine, attacca i leghisti, che «in campagna elettorale usano gli omosessuali come carne da macello. I gay e gli immigrati vengono trasformati nella personificazione del male da cui dover proteggere l’elettorato e quest’uso distorto della politica contribuisce solo a imbarbarire il Paese».

Mercoledì, 04 Maggio 2011

10 domande per la sinistra

Da un interessante articolo di Repubblica.it una provocazione rivolta alla sinsitra italiana, sotto forma di 10 domande, alle quali do la mia risposta come militante di  Sinistra Ecologia Libertà

  1. Quali sono i vostri principali valori politici al di là dell’antiberlusconismo?
    L’antiberlusconismo è una contingenza. Sarebbe folle immaginare di costruire una forza politica “a progetto”. I valori della sinistra dovrebbero rimanere quelli dei pari diritti, delle pari opportunità, della solidarietà, dell’accoglienza, della cura dell’ambiente e delle risorse naturali, un fisco che esprima chiare politiche tributarie non di redistribuzione ma di giustizia sociale, cultura, arte, conoscenza e ricerca come patrimonio nazionale da difendere e incrementare, la partecipazione strutturata ed ampia alle decisioni a tutti i livelli politici, l’inclusione sociale, la cura per i deboli, il ripudio delle forme di violenza economica e politica verso paesi esteri anche se mascherate da missioni di pace, la fusione delle identità nazionali nella più ampia realtà europea
  2. Perché quando avete avuto l’opportunità di governare non avete regolamentato il conflitto d’interessi?
    Perché il conflitto di interessi non c’è soltanto a destra, ma sta diventando evidente che vi sono commistioni non tollerabili anche a sinistra. E queste vanno rapdiamente risolte, se si vuole essere credibili.
  3. Che visione avete della società italiana del futuro e per quale tipo di giustizia sociale vi schierate?
    La società italiana andrà interamente ricostruita dopo queste devastante periodo di governo delle destre più nazionaliste e razziste. I valori chiave della cultura, dell’accoglienza, del lavoro e della giustizia sociale dovranno tornare ad essere prioritari, affinché si realizzi un’azione di governo di ampio consenso, capace di umanizzare l’economia e di riportare la persona al centro dell’attenzione delle istituzioni e non il denaro o l’interesse privato
  4. Quale è la vostra visione della globalizzazione e come vedete l’Italia in essa?
    E’ un fenomeno di dimensione planetaria che richiede interventi di carattere internazionale. Oltre ad essere vittima e carnefice, l’Italia dovrebbe assumere un ruolo di protagonista nella definizione di organismi e istituzioni sovranazionali eletti democraticamente, capaci di imporre normative tali da regolamentare fenomeni che oggi sono interamente nelle mani di poteri extranazionali non soggetti a nessun controllo democratico.
  5. Come pensate di aumentare le possibilità a disposizione dei giovani e che risposta date alla lettera di Pierluigi Celli che invitava il figlio a lasciare l’Italia?
    La lettera di Celli è un caso personale, il giusto appello di un padre al proprio figlio, che sembra però un padre poco informato. Il flusso di persone italiane, giovani e meno, che cercano altrove un luogo in cui realizzare attese, sogni e prospettive è enorme e sta dissanguando almeno due generazioni. Pagheremo duramente l’incuria che stiamo dimostrando davanti ai giovani ai quali non offriamo nessuna prospettiva concreta di futuro.
    Alcuni interventi chiave da mettere in campo senza indugio sono lo sviluppo di una politica della conoscenza che rafforzi la preparazione tecnica e accademica dei nostri giovani, politiche economiche ed industriali che guidino il nostro asfittico sistema della produzione verso la creazioni di vantaggi competitivi spendibili verso i paesi esteri, lo sviluppo del terzo settore, un fisco agevolato per chi entra nel mondo del lavoro.
  6. Sarete in grado di apportare serie riforme alla classe politica in termini di numero dei parlamentari, immunità legali, costi della politica?
    Questo è auspicabile. La selezione delle candidature dovrebbe rispondere a criteri di eccellenza (ma questo è un processo già avviato anche se non ancora compiuto) e dovrebbe avvenire con modaliltà di partecipazione più democratiche. Tra l’altro sarebbe opportuno lasciare ampio spazio anche alle presenze di esponenti della società civile, che tanto hanno da dire alla politica.
  7. E’ possibile che l’inesistenza di un governo ombra comunichi agli elettori l’assenza di un governo alternativo e quindi la non presenza di un’opposizione ufficiale in Italia?
    Il governo ombra non appartiene alla cultura politica dell’Italia e dunque la sua assenza non pregiudica minimamente la percezione dell’opposizione. Il problema è che l’opposizione dovrebbe agire in modo più convinto soprattutto rispetto ai gravi episodi di erosione della legalità che si perpetrano senza grandi reazioni, che spesso sono auto-organizzate dalla gente (giovane!) che dai partiti.
  8. Perché non c’è un reale interesse e capacità nell’usare i nuovi media?
    Perché le classi dirigenti sono mediamente più vecchie dei militanti e della società e sono diffidenti rispetto a mezzi che non conoscono e che sono fondamentalmente impossibili da controllare secondo le vecchie logiche di partito.
  9. Se aveste un miliardo di euro di risorse extra, come le utilizzereste?
    Personalmente, dato che Sinistra Ecologia e Libertà è una piccola forza politica, sarebbero interamente investiti per sviluppare la comunicazione sul web e per garantire una capillare presenza territoriale. Sono le uniche due leve che consentono di scardinare l’attuala status quo
  10. Avete un Obama capace di sfidare Berlusconi in carisma e popolarità ma al tempo stesso di creare una visione un sogno per gli elettori che dovrebbero votarvi?
    Credo che questo ruolo lo possa rivestire soltanto Nichi Vendola, che ha dimostrato come si possano scardinare i vecchi schemi della politica attraverso l’inclusione, la pacatezza, la fermezza sui valori chiave e la partecipazione

Praitano su Cuccarini

In tutta evidenza, dalle parti del Mario Mieli si comincia a capire l’importanza di guardare a quel che accade nella rete.

Dopo la discussione che ha occupato le ultime ore della settimana uscente e questo week end, sollecitata evidentemente in modo più forte del solito e anche da persone molto vicine, Rossana Praitano ha ritenuto di chiarire tempestivamente l’accaduto con una nota pubblica.

Anticipo che la ritengo del tutto insufficiente a chiarire gli aspetti politici della faccenda, giacché si pone una domanda e dà una risposta che non sono sincronizzate con l’andamento della discussione in rete, ma tant’è, occorre dare tempo al tempo.

La verbosa narrazione, gira sostanzialmente su due punti chiave:

  1. perché venerdì 29 gennaio Muccassassina abbia ospitato Lorella Cuccarini
  2. il rispetto per le idee della Cuccarini

Il perché volesse esserci, è del tutto evidente: chiarire le sue posizioni rispetto all’intervista su Vanity Fair. Era utile? Non so, ma se lo ha ritenuto la Cuccarini, bene ha fatto il Mieli a dare spazio alla richiesta. Quindi, sia chiaro, personalmente ritengo che il Mieli, nei suoi spazi fa come vuole e si organizza come meglio crede.

Meno convincente tutta la filippica sull’interpretazione del Cuccarini-pensiero, sostanzialmente giocato su un equivoco che mi pare assai strano sfugga all’abile ragionare di Rossana Praitano. E il tutto si gioca sul tema della laicità.

La Cuccarini è in un errore clamoroso, perché confonde il matrimonio religioso con quello civile. E non sa la differenza, in tutta evidenza, fra matrimonio religioso tout court e matrimonio concordatario (per limitarci alla confessione cattolica romana). Per lo Stato esiste solo il matrimonio contratto con particolari formule che attestano indiscutibilmente la volontà degli sposi di unirsi in matrimonio davanti alla legge. Che questo accada in una chiesa o nella sala dei matrimoni di un comune, davanti alla legge è del tutto indifferente. Quindi deve essere chiaro che il matrimonio NON E’ UN IMPEGNO RELIGIOSO DAVANTI A DIO, MA UN IMPEGNO “CONTRATTUALE” DAVANTI ALLA LEGGE e dunque allo Stato. Per inciso, si dica alla Cuccarini che la Chiesa Vetero Cattolica dell’Unione di Utrecht e altre Chiese Cristiane non Cattoliche già da tempo hanno radicalmente assunto una posizioni di piena apertura e benedicono le unioni fra persone dello stesso sesso che, per quanto appena detto HANNO VALORE SOLO SUL PIANO RELIGIOSO, DAVANTI ALLO STESSO DIO, MA NON PER LO STATO, DATO CHE NON è POSSIBILE TRASCRIVERE QUELLE UNIONI ALLO STATO CIVILE.

Quindi, la Cuccarini è contraria al matrimonio RELIGIOSO di rito CATTOLICO ROMANO fra persone dello stesso sesso. Bene gli do una bella notizia: non tema, perché nel movimento lgbtqi, non lo ha mai chiesto nessuno (a meno di posizioni sul tema da parte delle associazioni “di categoria”), perché siamo talmenti civili da non voler imporre alla chiesa cattolica romana una posizione che essa non condivide nel suo ordinamento indipendente e sovrano (lo dice la Costituzione…).

Ora, tutto il resto sono inutili chiacchiere e io mi sento di bollare come assolutamente incoerente il comportamento del Mieli, attraverso la sua presidente, dopo che tali opinioni sono state espresse in casa del Circolo. Con tutto il rispetto, Cuccarini, dopo quell’uscita avrebbe dovuto essere gentilmente accompagnata alla porta, con la preghiera di non farsi vedere da quelle parti per un bel pezzo.

Perché? Per il semplice e adamantino fatto che non si va in casa di una categoria discriminata a giustificare la discriminazione. Se Rosa Parks, si fosse fatta abbindolare e avesse deciso di alzarsi perché stava seduta su un sedile dove non doveva trovarsi, la storia del movimento di liberazione dei Neri d’America non sarebbe stata la stessa.

E nessuno avrebbe potuto accusare il Mieli di usare un atteggiamento censorio, dato che lo spazio per chiarire era stato dato. Quindi, il comportamento del Mieli, per tramite della sua presidente, non è stato laico, ma fortemente inopportuno ed incoerente con le rivendicazioni del movimento lgbtqi in Italia.

Mi domando, se la dirigenza del Mario Mieli comprenda che le azioni parlano da sole e parlano una lingua semplice, che non ha bisogno di lunghi comunicati di spiegazione. Tollerare la presenza a Muccassassina della Cuccarini dopo la vagonata di idiozie che ha pronunciato offendendo l’intera comunità lgbtqi era la cosa più sbagliata che si potesse fare e che come tale è stata interpretata.

In sostanza, “noi” rispettiamo la fede e le idee della Cuccarini e lei piscia sul nostro status di persone discriminate e lo fa in casa “nostra”: una vera vittoria!

Lorella è omofoba? Boicottiamo L’Oréal!

Boicotta L'Oréal

Vanity Fair (n. 52 del 5/01/2010. pag. 56/57) intervista Lorella Cuccarini che si esprime su alcuni temi caldi.

D: Lei è un’icona gay: è favorevole o contraria alle nozze fra persone dello stesso sesso?
R: Contraria. Bisogna regolamentare le unioni, ma il matrimonio deve essere fra un uomo ed una donna. Vale lo stesso anche per le adozioni: un bimbo ha bisogno di una madre e di un padre.

D: Se scoprisse che suo marito frequenta transessuali, come reagirebbe?
R: Sono convinta che chi lo fa sia un gay latente. E su mio marito sono pronta a mettere la mano sul fuoco. Non c’è pericolo.

D. Che cosa pensa della pillola abortiva RU486?
R: Non mi piace, come l’aborto. Anche se la legge 194 è giusto che ci sia.

D: Se sua figlia Sara, 15 nni, dovesse presentarsi a casa con un fidanzato arabo, africano o cinese, come reagirebbe?
R: Bene. Avrei qualche problema solo se fosse un estremista religioso o cose del genere.

Dopo queste dichiarazioni, la signora ha chiesto di andare a Muccassassina, serata organizzata dal Circolo Mario Mieli a Roma, per presentare il suo spettacolo e per chiarire le sue dichiarazioni.

Il 29 gennaio, accolta molto freddamente, come facevano intendere le dichiarazioni apparse nella giornata su facebook, si presenta sul palco e viene sonoramente fischiata.

Nella serata del 29 gennaio, preceduta da un intervento di Rossana Praitano (presidente del circolo) appare la Cuccarini e cominciano i fischi e le contestazioni. Lei dice (in sinstesi): “Ho espresso un punto di vista. Non è un mistero che sono cattolica e ho ribadito quello che penso:  mai al matrimonio, mai all’adozione per le persone omosessuali”. Segue la lezione politica: “Siete veramente intolleranti, non sapete ascoltare una persona che la pensa in modo diverso. Parlate di accettazione, ma siete i primi a non tollerare niente”.

Dopo di che, Praitano dice (sempre in sintesi): ” E’ venuta a presentare il suo nuovo musical e glielo facciamo fare”

Porgi l’altra guancia, verrebbe da dire…

Inutile stare a menar tanto il can per l’aia. E’ evidente che la signora Cuccarini è un’omofoba. Le sue opinioni sono leggittime, ma è leggittimo anche protestare se non si è d’accordo. Quindi c’è poco da fare. Bisogna denunciare il suo comportamento e stigmatizzarlo. La maniera più semplice è colpire l’azienda ed il prodotto per la quale è testimonial: Trattamento Viso Ultralift pro-x di Garnier, azienda del gruppo L’Oreal.

Questo è l’indirizzo del servizio consumatori dell’azienda: servizioconsumatori@it.loreal.com

Qui ci sono i riferimenti postali e telefonici per l’Italia: http://www.loreal.it/_it/_it/tools/contact/contact_1.aspx

Qui, invece quelli internazionali: http://www.loreal.com/_en/_ww/tools/contact/welcome/index.aspx

… e ovviamente adesso parte subito la campagna di boicottaggio su Facebook: Boicotta L’Oreal e Garnier finché non cacciano l’omofoba Cuccarini