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5 stelle, solo un movimento?

  1. acqua pubblica
  2. impianti di depurazione obbligatori per ogni abitazione non collegabile a un impianto fognario, contributi/finanziamenti comunali per impianti di depurazione privati
  3. espansione del verde urbano
  4. concessioni edilizie solo per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazioni d’uso di aree industriali dismesse
  5. piano di trasporti pubblici non inquinanti e reti di piste ciclabili cittadine
  6. piano di mobilità per i disabili
  7. connettività gratuita per i residenti del comune
  8. creazione di punti pubblici di telelavoro
  9. rifiuti zero
  10. sviluppo delle fonti rinnovabili
  11. efficienza energetica
  12. favorire le produzioni locali

Questi sono i 12 punti della Carta di Firenze, ovvero il programma del movimento delle liste civiche 5 stelle promosso dai gruppi e dai singoli che si riconoscono nelle idee e nelle pratiche promosse da Beppe Grillo.

Se qualcuno mi dimostra in modo convincente che questo programma NON E’ un sottoinsieme del programma di Sinistra Ecologia Libertà, io giuro che non ne parlo più.

Ma se, poco poco, ho ragione io, su questo tema bisognerà confrontarsi urgentemente e lavorare affinché si realizzi una saldatura non più rimandabile!

10 domande per la sinistra

Da un interessante articolo di Repubblica.it una provocazione rivolta alla sinsitra italiana, sotto forma di 10 domande, alle quali do la mia risposta come militante di  Sinistra Ecologia Libertà

  1. Quali sono i vostri principali valori politici al di là dell’antiberlusconismo?
    L’antiberlusconismo è una contingenza. Sarebbe folle immaginare di costruire una forza politica “a progetto”. I valori della sinistra dovrebbero rimanere quelli dei pari diritti, delle pari opportunità, della solidarietà, dell’accoglienza, della cura dell’ambiente e delle risorse naturali, un fisco che esprima chiare politiche tributarie non di redistribuzione ma di giustizia sociale, cultura, arte, conoscenza e ricerca come patrimonio nazionale da difendere e incrementare, la partecipazione strutturata ed ampia alle decisioni a tutti i livelli politici, l’inclusione sociale, la cura per i deboli, il ripudio delle forme di violenza economica e politica verso paesi esteri anche se mascherate da missioni di pace, la fusione delle identità nazionali nella più ampia realtà europea
  2. Perché quando avete avuto l’opportunità di governare non avete regolamentato il conflitto d’interessi?
    Perché il conflitto di interessi non c’è soltanto a destra, ma sta diventando evidente che vi sono commistioni non tollerabili anche a sinistra. E queste vanno rapdiamente risolte, se si vuole essere credibili.
  3. Che visione avete della società italiana del futuro e per quale tipo di giustizia sociale vi schierate?
    La società italiana andrà interamente ricostruita dopo queste devastante periodo di governo delle destre più nazionaliste e razziste. I valori chiave della cultura, dell’accoglienza, del lavoro e della giustizia sociale dovranno tornare ad essere prioritari, affinché si realizzi un’azione di governo di ampio consenso, capace di umanizzare l’economia e di riportare la persona al centro dell’attenzione delle istituzioni e non il denaro o l’interesse privato
  4. Quale è la vostra visione della globalizzazione e come vedete l’Italia in essa?
    E’ un fenomeno di dimensione planetaria che richiede interventi di carattere internazionale. Oltre ad essere vittima e carnefice, l’Italia dovrebbe assumere un ruolo di protagonista nella definizione di organismi e istituzioni sovranazionali eletti democraticamente, capaci di imporre normative tali da regolamentare fenomeni che oggi sono interamente nelle mani di poteri extranazionali non soggetti a nessun controllo democratico.
  5. Come pensate di aumentare le possibilità a disposizione dei giovani e che risposta date alla lettera di Pierluigi Celli che invitava il figlio a lasciare l’Italia?
    La lettera di Celli è un caso personale, il giusto appello di un padre al proprio figlio, che sembra però un padre poco informato. Il flusso di persone italiane, giovani e meno, che cercano altrove un luogo in cui realizzare attese, sogni e prospettive è enorme e sta dissanguando almeno due generazioni. Pagheremo duramente l’incuria che stiamo dimostrando davanti ai giovani ai quali non offriamo nessuna prospettiva concreta di futuro.
    Alcuni interventi chiave da mettere in campo senza indugio sono lo sviluppo di una politica della conoscenza che rafforzi la preparazione tecnica e accademica dei nostri giovani, politiche economiche ed industriali che guidino il nostro asfittico sistema della produzione verso la creazioni di vantaggi competitivi spendibili verso i paesi esteri, lo sviluppo del terzo settore, un fisco agevolato per chi entra nel mondo del lavoro.
  6. Sarete in grado di apportare serie riforme alla classe politica in termini di numero dei parlamentari, immunità legali, costi della politica?
    Questo è auspicabile. La selezione delle candidature dovrebbe rispondere a criteri di eccellenza (ma questo è un processo già avviato anche se non ancora compiuto) e dovrebbe avvenire con modaliltà di partecipazione più democratiche. Tra l’altro sarebbe opportuno lasciare ampio spazio anche alle presenze di esponenti della società civile, che tanto hanno da dire alla politica.
  7. E’ possibile che l’inesistenza di un governo ombra comunichi agli elettori l’assenza di un governo alternativo e quindi la non presenza di un’opposizione ufficiale in Italia?
    Il governo ombra non appartiene alla cultura politica dell’Italia e dunque la sua assenza non pregiudica minimamente la percezione dell’opposizione. Il problema è che l’opposizione dovrebbe agire in modo più convinto soprattutto rispetto ai gravi episodi di erosione della legalità che si perpetrano senza grandi reazioni, che spesso sono auto-organizzate dalla gente (giovane!) che dai partiti.
  8. Perché non c’è un reale interesse e capacità nell’usare i nuovi media?
    Perché le classi dirigenti sono mediamente più vecchie dei militanti e della società e sono diffidenti rispetto a mezzi che non conoscono e che sono fondamentalmente impossibili da controllare secondo le vecchie logiche di partito.
  9. Se aveste un miliardo di euro di risorse extra, come le utilizzereste?
    Personalmente, dato che Sinistra Ecologia e Libertà è una piccola forza politica, sarebbero interamente investiti per sviluppare la comunicazione sul web e per garantire una capillare presenza territoriale. Sono le uniche due leve che consentono di scardinare l’attuala status quo
  10. Avete un Obama capace di sfidare Berlusconi in carisma e popolarità ma al tempo stesso di creare una visione un sogno per gli elettori che dovrebbero votarvi?
    Credo che questo ruolo lo possa rivestire soltanto Nichi Vendola, che ha dimostrato come si possano scardinare i vecchi schemi della politica attraverso l’inclusione, la pacatezza, la fermezza sui valori chiave e la partecipazione

Francesco e Manuel: rifugiati in Spagna?

Questa è l’iniziativa, si intitola ¡ Que viva España ! – Francesco e Manuel chiedono asilo politico!

Oggi il portavoce dell’ambasciata di Spagna, Pedro Fernandez, ha diramato questo comunicato:

“Prendiamo seriamente in considerazione le istanze di chi attua una protesta come lo sciopero della fame. Abbiamo anche parlato con Zanardi, siamo sempre pronti ad ascoltarli. Ma come ambasciata di Spagna non riteniamo che in Italia i gay siano discriminati”. Lo dice Pedro Fernandez, portavoce dell’Ambasciata spagnola a Roma, in merito alla vicenda del giovane gay di Savona, Francesco Zanardi, in digiuno per chiedere la calendarizzazione in Parlamento di una legge sulle unioni civili. “Abbiamo ricevuto almeno una trentina di mail di altre coppie gay italiane che ci hanno chiesto asilo politico -continua Fernandez parlando ai microfoni di CNRmedia- prendiamo molto sul serio questa vicenda ma, ripeto, non possiamo concedere alcun asilo perche’ non riteniamo che in Italia vi siano i pressupposti per definirla discriminatoria”, ha concluso il diplomatico.

Orbene, è dunque d’uopo procedere con ulteriore invio di email…

ambespit@mail.mae.es, consuladonapoles@jumpy.it, cgespmilano@mail.mae.es, cgesprom@mail.mae.es

segreamb.ambmadrid@esteri.it, segreteria.ambmadrid@esteri.it, giuliana.delpapa@esteri.it, federica.sereni@esteri.it, emanuele.rozosordini@esteri.it

Oggetto: Richiesta di riconoscimento dello status di rifugiato

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All’Ambasciata di Spagna in Italia, Roma
Ai Consolati di Spagni in Italia, Sedi

e p. c.
All’Ambasciata d’Italia in Spagna, Madrid

Spettabili Uffici,

Vi scrivo per avanzare domanda di asilo politico presso il Vostro Stato, in quanto, in base alla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea del 2000 (e a tutte le sue successive modifiche ed integrazioni), ritengo che la mancanza di riconoscimento di alcuni precisi diritti della persona da parte dello Stato di cui sono Cittadino, mi configuri come persona discriminata in quanto omosessuale, quindi discriminata in base al mio orientamento sessuale e “per la mia appartenenza ad un determinato gruppo sociale”.

Nello specifico, ritengo violati dall’ordinamento Italiano:

  • Articolo 6 (Diritto alla libertà e alla sicurezza), in quanto la mia libertà di scelta, ovvero autodeterminazione, in materia di affettività incontra ostacoli precisi alla sua realizzazione.
  • Articolo 7 (Rispetto della vita privata e della vita familiare), in quanto non mi è consentito costruire una famiglia riconosciuta dallo Stato sulla base di una legislazione relativa al matrimonio civile o ad altra forma di unione di tipo familiare.
  • Articolo 9 (Diritto di sposarsi e di costituire una famiglia), in quanto tale diritto pur riconosciuto in molti Stati dell’Unione mi è precluso in Italia e non sono parimenti riconsciuti né trascrivibili i matrimonio contratti in altri Stati dell’Unione se i coniugi sono dello stesso sesso. Parimenti, non esistono istituti di tipo analogo a quelli previsti all’estero per le unioni civili diverse dal matrimonio civile.
  • Articolo 20 (Uguaglianza davanti alla legge), in quanto per lo Stato italiano le persone omosessuali in Italia non esistono, ma sono private di alcuni diritti fondamentali.
  • Articolo 21(Non discriminazione), in quanto nello Stato Italiano le persone omosessuali e le coppie che essi formano, ovvero le coppie di persone di sesso diverso convivneti, non godono di piena parità rispetto alle coppie di persone di sesso diverso, unite in matrimonio, con grave pregiudizio anche dei diritti e delle tutele dei loro figli.
  • Articolo 33 (Vita familiare e vita professionale), in quanto non è garantita la protezione delle famiglie non fondate sul matrimonio, quindi sono sutomaticamente escluse le famiglie formate da persone dello stesso sesso.

In base all’articolo Articolo 52 (Portata dei diritti garantiti), la limitazione di fatto all’esercizio dei diritti e delle libertà riconosciuti dalla presente Carta sono arbitrarie, non fondate su leggi dello Stato Italiano e sono in contraddizione lampante con la Costituzione della Repubblica Italiana. Inoltre non sono ispirate al  principio di proporzionalità, e non sono necessarie né rispondenti a finalità di interesse generale riconosciute dall’Unione ovvero all’esigenza di proteggere i diritti e le libertà altrui.

Per tutto quanto sopra essendo evidente lo stato di persona discriminata in fatto ed in diritto nello Stato di cui sono Cittadino, appellandomi alla Carta e ad ogni altro Trattato o Convenzione vigente nel territorio dell’Unione Europea, chiedo che mi sia riconosciuto dalla Spagna lo status di rifugiato in quanto ritengo di trovarmi in una condizione peggiore di quella del perseguitato per motivi di appartenenza ad un determinato gruppo sociale, essendomi impedito il libero esercizio dei diritti precedentemente elencati.

In attesa di un vostro riscontro

Mai più senza!

“Vai ad usarla” = “Vai a cagare”

Non ho idea del nome della figura retorica, ma Maddalena è GENIALE!

D’ora in poi, mai più senza carta igienica in giro: un po’ perché può sempre servire a ciascun* di noi, ma perché SICURAMENTE troveremo nel quotidiano peregrinare qualcuno che non potremo non invitate ad andarla ad usare!

Trasparenza

Non me ne vogliano i miei affezionati (chi più, chi meno) lettori, se ci torno. Ma… quanno ce vo’, ce vo’. Esatto, riparliamo di Mario Mieli. Perché? A causa di un’esternazione della neo ri-eletta presidente Rossana Praitano, in risposta alle domande postegli da Gaynews24. Esternazione in forza della quale il Circolo Mario Mieli rinuncia inequivocabilmente a partecipare alla rappresentatività rispetto alla comunità lgbtqi di Roma e,  in qualità di associazione privata rende conto del suo operato e delle sue scelte esclusivamente allo strabiliante numero di 297 iscritti (circa…), mentre dei risultati economici e progettuali delle iniziative direttamente o indirettamente gestite (alcune anche con l’essenziale contributo di enti della pubblica amministrazione locale) rende conto solo ai clienti, ai fruitori e ai finanziatori.

Pertanto, il Circolo Mario Mieli da oggi è il rappresentante di una porzione esigua della comunità lgbtqi di Roma e non ha alcun titolo a parlare a nome di chiunque altro non sia iscritto e non fruisca dei suoi servizi, tanto meno della comunità lgbtqi.

E’ quel che si deduce stringendo la risposta di cui sopra, da cui emerge che:

  1. è inutile spiegare le dinamiche interne del Mario Mieli, perché nessun esterno le potrebbe capire (un omaggio all’intelligenza del mondo “esterno”)
  2. chi dà le sue interpretazioni, (da fuori) “ovviamente non può sapere, non è presente e non può confrontarsi: quindi presume e si fa una sua idea”.
  3. chi diffonde informazioni si affanna “nella illazione e nello sputtanamento [... e] si esercita in voci malevole, e incontrollate o non sa come passare il tempo, o vuole danneggiare quel che non vuole gli appartenga. In entrambi i casi fa due inutili fatiche. Chi invece è parte in causa, ma smette di perseguire le democratiche dinamiche interne di confronto, svociandosi all’esterno per sollevare alla fine solo maldicenza, fa due fatiche uguali e inoltre sceglie di porsi al di fuori di quella associazione.”

Chi è più acuto, probabilmente potrà pensare che le ultime frasi virgolettate si riferiscano a qualcuno che ha deciso di lasciare un luogo simile, rendendone note ragioni e modaliltà. Per fortuna, grazie ad internet, non ci si svocia più, al massimo qualche indolenzimento derivante da questa nuova pratica della “rivoluzione da tastiera” (che incidentalmente avrebbe prodotto una delle più massicce manifestazioni degli ultimi dieci anni…).

Ma per capire la portata delle affermazioni fatte a nome di tutto il Circolo dalla sua presidente, immaginate, esagerando solo per fare un paragone e  solo per un momento che alla CRI ci fosse un terremoto di vertice con l’elezione di due presidente nel giro di poche settimane e che la CRI facesse le stesse dichiarazioni della Praitano. Ecco. Pensate che i media si accontenterebbero? Pensate che questo sia giusto rispetto ad un servizio sociale che, a tutti gli effetti la CRI svolge per la sicurezza e la salute delle persone?

Ma questo è solo un vociare esterno che non deve disturbare le incomprensibili dinamiche interne del luogo democratico per eccellenza, il Mario Mieli, dove tutto accade secondo le norme, eppure è incomprensibile. E adesso non me ne vogliano gli amici (chi più chi meno) del Mieli che ho lasciato a fare i conti proprio con quelle dinamiche se torno a parlare di trasparenza, parola che destò grande scalpore quando fu pronunciata in un’assemblea. A questo punto, devo proprio dire che mi sento dalla parte della ragione.