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Manifesto per l’equità e lo sviluppo sostenibile

Il testo che segue è frutto di uno scambio di opinioni fra me ed il carissimo compagno Mario Liso, di Ostuni. Ci ha messo lo zampino anche qualche giovane economista che simpatizza per SEL. Si tratta, se vogliamo di una provocazione, della dimostrazione che facendo lavorare un po’ l’immaginazione ed aprendosi ad una visione di lungo termine si possono individuare strade nuove, più eque e più giuste, più solidali e sostenibili per affrontare il tema della crisi e della necessità di rimettere ordine nei nostri conti. Chi è più esperto o ha maggiore confidenza con i temi economici, sa che queste misure dovrebbero essere valutate e che bisognerebbe dichiarare “quanto rendono e quanto costano”. E’ vero, ma né Mario né io siamo ministri. Siamo solo militanti appassionati di SEL che vogliono poter dire, che c’è un modo diverso di governare. Perché, come dice Mario, la politica non si fa con la calcolatrice (e io aggiungo che non si fa solo con la calcolatrice).

Questo Manifesto è in realtà un appello ed una proposta aperta, da dibattere e su cui costruire un percorso di partecipazione e di confronto con la società e la nostra militanza. Esso prosegue idealmente l’articolo che Smeriglio ha scritto di recente sui comuni e sulla logica del saccheggio. Molte delle cose scritte in questo Manifesto, possono destare perplessità, forse qualche sufficienza. Ma l’importante è riaprire la partita anche su questi temi che oggi sembrano attorcigliati al palo nella scelta fra cosa e quanto tagliare, piuttosto che come recuperare e sviluppare. Anche nella semplicità della militanza, abbiamo qualcosa da dire e dobbiamo dirlo.

Mario Liso e Guido Allegrezza

MANIFESTO PER L’EQUITA’  E LO SVILUPPO SOSTENIBILE

L’Italia è un Paese fermo, impaurito dagli spettri di una crisi che dura da tempo e di cui si fatica a vedere la fine. Il Governo, la maggioranza e quello che oggi è solo un simulacro di Parlamento si sono dimostrati incapaci di assolvere al loro ruolo di indirizzo e di guida dello Stato. Gli impegni internazionali, la speculazione finanziaria, l’arretratezza della nostra economia e la sua incapacità di rinnovarsi ci tengono al palo e le manovre finanziarie sembrano pezze a colori in attesa di riforme che non arrivano mai.

Sinistra Ecologia Libertà facendosi interprete del disagio che emerge sempre più forte da una società che sta smettendo di sperare,  non progetta più il suo futuro e che sta diventando preda della rozzezza e della barbarie propone l’adozione di una serie di misure che ristabiliscano il principio di equità e stimolino l’Italia a crescere si, ma in maniera sostenibile, rispettosa dei diritti delle categorie più deboli o svantaggiate, dell’ambiente, del suo patrimonio culturale. Soprattutto pensando alle future generazioni e ai loro diritti.

Le misure che proponiamo sotto forma di manifesto aperto per l’equità e lo sviluppo sostenibile sono un punto di partenza di un ragionamento che vorremmo partecipato e diffuso, un modo di discutere insieme e di progettare il futuro che vorremmo realizzare e che ci piacerebbe portare anche al tavolo di confronto con i nostri futuri alleati.

Più che una manovra finanziaria o una riforma dello Stato, si tratta di misure innovative che possono integrare interventi di maggiore respiro e di più profondo impatto strutturale. Sono misure che le persone possono capire facilmente e che danno il senso di un approccio nuovo e diverso alla gestione del patrimonio dello Stato, della ricchezza collettiva e alle questioni del lavoro.

Insomma, più che una politica economica fatta con la calcolatrice ed i registri contabili, si tratta di un’ipotesi di interventi ispirati all’equità e al rispetto dell’ambiente, del territorio e del nostro patrimonio artistico e culturale.

Un manifesto che ci piacerebbe veder allungato e “colorato” dai contributi di coloro che, militando in SEL o simpatizzando per noi, sentono di poter dire la loro.

Misure relative alle entrate

  1. Tassazione sulle transazioni finanziarie (Robin Tax), proporzionale al numero di transazioni effettutate su uno stesso titolo, al numero e al valore dei titoli scambiati.
  2. Tassazione delle rendite finanziarie e delle plusvalenze
  3. Tassazione del reddito proveniente dall’esercizio della libera prostituzione (per inciso: sia maschile, sia femminile)
  4. Monopolio di Stato sulle droghe leggere (cannabis, marijuana, ecc.), con conseguente tassazione
  5. Tassazione per accertamento condizionato del reddito degli immobili per i quali non risultano registrati contratti di locazione o sono di valore basso. L’operazione comporta l’aumento delle rendite catastali fino al 120% del valore del canone sul libero mercato e conseguente accertamento al contribuente, salvo il caso che questi abbia registrato un contratto di locazione per un importo corrispondente a quello di mercato. Parallelamente, il locatario ha diritto alla detrazione integrale del canone di locazione registrato
  6. Manovra di emersione forzata dei lavori dipendenti con secondo lavoro in nero, effettuata con accertamenti condizionati per chi, figurando come lavoratore dipendente ha un reddito inferiore al suo tenore di vita (utenze, movimentazioni del conto corrente, ecc.). Per chi non lo sapesse, 1/3 dei lavori dipendenti ha un secondo lavoro in nero.
  7. Riduzione del deficit del Servizio Sanitario Nazionale, attraverso l’operatività h24 e 7×7 di tutti gli impianti ed i servizi diagnostici delle strutture pubbliche. L’esercizio fuori orario sarà affidato a cooperative defiscalizzate di tecnici disoccupati del settore, se necessario provenienti dall’estero.
  8. Istituzione dell’anagrafe dei patrimoni privati e tassazione patrimoniale per quelli che superano i 500.000 euro
  9. Introduzione della tassa sul lusso, da intendersi o come aliquota iva maggiorata su certi beni o come addizionale di imposta diretta sul reddito dei soggetti privati possessori di oggetti di lusso (cos’è di lusso lo determina periodicamente un provvedimento discusso in commissione bilancio alla camera e al senato, non il ministero dell’Economia)
  10. Introduzione di un super bollo sul possesso di beni mobili registrati di lusso (macchinoni, yacth, barconi, elicotteri ed aerei privati, terze case, ecc.)
  11. Eliminazione delle esenzioni fiscali e delle agevolazioni indirette per i redditi degli enti religiosi.
  12. Razionalizzazione dell’8×1.000 e revisione dell’aliquota al 5 (come previsto dalla normativa istitutiva dell’8×1.000).
  13. Contributo di solidarietà triennale a carico dei soggetti investitori istituzionali (banche, assicurazioni, ecc.)

Misure relative alla spesa pubblica

  1. Taglio del 50% del bilancio per la difesa
  2. Avvio del ritiro dalle missioni militari internazionali
  3. Scioglimento delle Province e delle istituzioni ed enti territoriali provinciali, ovvero in alternativa  costituzione di Aree Metropolitane per le maggiori città e riduzione del numero delle Province.
  4. Accorpamento amministrativo dei Comuni. Pur manentenendo la loro denominazione, i comuni sotto i 5.000 abitanti saranno governati da una struttura sovra comunale di consistenza minima pari a 5.000 residenti (con unico Sindaco, unico consiglio sovracomunale e unica struttura amministrativa territoriale)
  5. Scioglimento delle Comunità montane
  6. Censimento ed immediata liquidazione degli Enti Pubblici di provata inutilità (attività non prioritarie), inefficacia (obiettivi non raggiunti) o inefficienza (sbilancio e indebitamento)
  7. Normalizzazione della posizione contributiva e previdenziale di Deputati e Senatori (eliminazione dei vitalizi e delle indennità) e riduzione degli stipendi a 5.000 euro al mese.
  8. Razionalizzazione delle spese di tutti gli Enti costituzionali (Camera, Senato, Presidenza della Repubblica, Corte Costituzionale, ecc.), con una riduzione minima almeno del 20% nel primo anno e di un ulteriore 30% nel secondo anno
  9. Recupero delle inefficienze e degli aggravi di costo sugli appalti pubblici
  10. Carta addio: dematerializzazione totale della Pubblica Amministrazione
  11. Abbassamento del tetto per i pagamenti in contanti a 200 euro e successiva graduale eliminazione (entro 3 anni).
  12. Stop delle opere pubbliche inutili (ponte sullo stretto, ecc.)
  13. Revisione del Concordato fra Italia e Santa Sede per l’abbattimento degli oneri a carico dello Stato.
  14. Revisione del sistema delle invalidità e contestuale verifica dei requisiti di accesso alla pensione di invalidità o ad altre forme di assistenza a carico dello Stato.

Misure di carattere ecologico e di tutela e sviluppo dei Beni Culturali

  1. Biglietti di ingresso ai musei pubblici a costo triplicato, salvo per chi ha una carta di identità italiana
  2. Tetti verdi: tutti gli edifici pubblici convertono le coperture attuali in coperture verdi o fotovoltaici (salvi i vincoli)
  3. Fotovoltaico ed eolico: tutti gli spazi pubblici che possono, ospiteranno pannellature fotovoltaiche o impianti eolici
  4. Risparmio sulla luce pubblica: passaggio all’illuminazione a led e spegnimento di una luce su due (le luci spente possono essere installate altrove, per illuminare zone non servite)
  5. Agricoltura biologica: tutti i terreni di proprietà pubblica non coltivati o coltivati in modo tradizionale devono essere coltivati a biologico
  6. Affidamento per gara della gestione e della promozione dei siti di interesse artistico, archeologico, culturale a cooperative di giovani residenti sul territorio, con possibiltà di consorzio e di interscambio. L’obiettivo dell’affidamento è la copertura dei costi di gestione con entrate generate o recuperate dalle cooperative affidatarie. Tutti i costi di investimento e di carattere straordinari saranno sostenuti dallo Stato
  7. Incenitivazione all’utilizzo di imballaggi riciclabili, riutilizzabili e razionali mediante tassazione specifica e progresssiva sugli imballaggi stessi.

Misure per la redistribuzione e lo sviluppo dell’economia

  1. Introduzione del principio di allineamento delle retribuzioni italiane alla media di quelle europee (con gli opportuni aggiustamenti in termini di medie ponderate e potere di acquisto locale), per sostenere la domanda interna e la crescita economica (del pil).
  2. Potenziamento degli investimenti nei settori di punta della ricerca scientifica italiana
  3. Tutti i servizi di natura pubblica o di sfruttamento/utilizzo dei beni comuni devono sono gestiti direttamente da soggetti pubblici
  4. Incoraggiamento del risparmio e del consumo consapevole, mediante politiche di incentivazione fiscale
  5. Richiamo in servizio dei baby pensionati (ex dipendenti pubblici) che non abbiano ancora raggiunto i minimi contributivi e di anzianità
  6. Riforma fiscale per consentire la deducibilità delle spese correnti documentate, afferenti la vita quotidiana (alimentari, vestiario, acquisti). La deducibilità sarà progressivamente inferiore all’aumentare del reddito dichiarato (in sostanza chi guadagna di più, deduce di meno, a parità di spesa)
  7. Incentivazione fiscale agli istituti di credito, previdenziali e finanziari che adottino i principi della finanza etica e del micro credito
  8. Raddoppio delle pensioni minime.

Un augurio che supera l’omofobia

Questo lungo messaggio di auguri mi giunge da un caro collega di Palermo. E lo giro a chi legge questo blog, con l’auspicio che ciascuno di noi possa incontrare persone simili a Marcello. Se fosse vero, il mondo cambierebbe presto in meglio. Io non posso che ringraziare Marcello di aver dato questa testimonianza, che tiene accesa in me l’inestinguibile fiammella della speranza e mi spinge a continuare il mio lavoro “politico”: seminare, nella certezza che il seme germoglierà e produrrà il cambiamento.

 

Auguri a tutte le lettrici ed i lettori di questo blog, anche da parte di Marcello.
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Ho rimosso dal testo le parti del messaggio che sono più personali, mantendo integro il racconto di Marcello. Inoltre ho messo alcuni commenti esplicativi tra parentesi.

Caro Guido,
ti scrivo come consuetudine per gli auguri di Natale.
Finalmente posso annunciarti di avere risolto con l’omogenitorialità.
Non è stato né breve né semplice, ma alla fine ce l’ho fatta.
Magari ti annoio a raccontarti in che modo, ma che vuoi, sei il mio Martin Luther King personale!
Tutto è iniziato quando chiesi alla cameriera di un ristorante cosa pensasse dei figli agli omosessuali. Lei mi rispose: rispetto gli omosessuali ho tanti amici tra gli omosessuali ma i figli no (il riferimento è alle famiglie omogenitoriali e all’adozione per le persone omosessuali).
Mi suonava un po’ triste questa frase anche se sapevo che aveva ragione.
Poi ho pensato: a Guido non farebbe piacere.
Così mi sono messo alla ricerca.
Tempo dopo mi imbattei nella lettura dei 30 diritti umani.
Lessi che tutti gli uomini hanno diritto ad una famiglia.
Allora conclusi che per essere universali quei diritti dovevano valere anche per gli omosessuali e quindi anche per loro dovesse valere il diritto alla famiglia.
Sì ma che tipo di famiglia?
Riflettendoci conclusi che potevano esistere solo quattro tipi di famiglia:

  1. l’adottiva
  2. quella dei divorziati
  3. la famiglia allargata
  4. la famiglia omogenitoriale stretta.

Chiedendomi se tutte fossero lecite arrivai alla conclusione che la quarta non lo fosse perchè creava dei figli semiorfani.
Gli orfani dalla nascita possono convivere per tutta la vita con un senso di vuoto una sofferenza che talvolta non viene colmata nemmeno dal riallacciare dei rapporti con i consanguinei.
Bene mi dissi, lasciamo che gli omosessuali accedano solo alle prime tre famiglie e non alla quarta.
Poi mi sono detto: a Guido non farebbe piacere.
Ricominciamo il ragionamento.
Come si fà a scardinare l’idea che c’è un modello familiare che non può essere concesso per i diritti dei bambini?
Sebbene i bambini abbiano dei diritti, sanciti dalla Carta dell’ONU, e sebbene si possa discutere sui diritti del feto e dell’embrione non ha senso discutere sui diritti di un bambino non ancora nato.
Le tipologie di famiglie poi non sono quattro, ma infinite.
Trovato un numero n di tipologie se ne può sempre immaginare una in più.
Ciò significa che un limite che segna il confine tra ciò che è permesso e quello che non lo è non si può stabilire con certezza.
Bene allora spostiamo la negazione alla sola fecondazione eterologa.
Poi ho pensato: a Guido non farebbe piacere.
Rimettiamoci a riflettere.
La chiave per il superamento di quest’ultimo scoglio è venuto proprio dagli orfani. Gli orfani infatti non necessariamente lo sono dalla nascita. I figli possono essere abbandonati dai genitori nel corso della loro vita, anche nell’infanzia. Ciò significa che la certezza di avere dei genitori non esclude la possibilità di diventare orfani. In ultima analisi venire al mondo è solo una lotteria.
Così ho concluso che anche la fecondazione eterologa deve essere liberalizzata.
L’augurio di quest’anno è che tu possa diventare genitore
quando e come vuoi.
Mi spiace che tu ti debba chiedere perchè quello che per te è chiarissimo a me abbia dovuto richiedere così tanto ragionamento.

Quello che mi ha convinto definitivamente è stato aver letto nel forum degli introversi la testimonianza di una donna rimasta orfana di entrambi i genitori, non dalla nascita, ma nell’infanzia alta. All’età di due anni lei venne abbandonata dalla madre naturale e continuò ad essere allevata dal padre naturale. All’età di dieci anni venne abbandonata anche dal padre naturale. Questa estimonianza è veramente molto drammatica. Mi ha convinto del fatto che la genitorialità non va progettata attorno alle figure del padre e della madre naturali, ma attorno all’amore filiale.
Ho, alla fine, provato ad immaginare cosa proverei ad essere ricevuto da te a Roma in compagnia di un tuo figlio naturale.
Mi farebbe davvero molto piacere.
Per l’amicizia non serve davvero un volume di uscite condivise, ma stima ammirazione e almeno un pò di sentimenti affettuosi.
Se fra tanti anni mi considererai un tuo amico avrai fatto in modo che una persona introversa non muoia senza aver avuto mai nessun amico.

Areggi! Con SEL al Colosseo per i beni culturali

Colosseo, domenica 14/11/10, ore 12,00
Beni Culturali?
Sosteniamoli!
SEL promuove un Flash Mob per sensibilizzare sul tema della salvaguardia dei beni culturali e del patrimonio artistico, che cadono a pezzi.

Istruzioni:

  • ore 11:45 Ritrovo: non c’è un punto di aggregazione preciso, l’importante è stare nei pressi delle mura del Colosseo come se foste un turista qualunque.
  • ore 12:00 Flash Mob: al segnale (una sirena, un campanaccio, un fischietto) tutte le persone presenti corrono verso le mura del Colosseo – come se stesse crollando improvvisamente – e reggono, sostengono le mura.

Arrivano le piogge e il nostro paese frana. Una frana materiale e simbolica che investe cose e persone.

Cadono le case, i monumenti, scivolano a valle intere colline e con esse l’immagine di un paese incapace di concentrare gli sforzi su priorità evidenti ma puntualmente disattese: la messa in sicurezza del territorio, la tutela del patrimonio culturale e con essi della vita umana.

I crolli di Pompei si aggiungono ad una lunga serie di eventi analoghi che hanno colpito, solo un anno fa la stessa Capitale, con il crollo delle gallerie Traianee della Domus aurea, episodi che avrebbero dovuto allertare il Governo sulla necessità di prevedere un piano straordinario di valutazione dei rischi e una conseguente politica di investimenti finalizzati alla tutela e alla conservazione del nostro patrimonio culturale.
Pompei non è che la cronaca di una morte annunciata, diversamente non poteva essere.

Le politiche finanziarie di questi ultimi anni, , attraverso l’azzeramento dei fondi (-198,2 milioni per il 2009; -207,7 milioni per il 2010; – 366,4 milioni per il 2011) hanno smantellato progressivamente il sistema pubblico di tutela, disattendendo il nostro testo costituzionale che affida la tutela dei beni culturali direttamente allo Stato.

Per questo, caro Ministro Bondi, crolla il nostro Patrimonio.
Non perché risale ad oltre 2000 anni fa come da lei spiegatoci.
Se avessimo scelto strade diverse, rispetto a quelle mirate all’investimento su inutili opere faraoniche o all’armamento gli aerei militari in missione di “pace”all’estero, forse oggi non ci troveremmo di fronte all’incredibile necessità di dover scegliere se destinare i soldi alle popolazioni colpite dall’alluvione, oppure alla messa in sicurezza del patrimonio culturale, senza parlare della ferita ancora aperta del terremoto de L’Aquila.

Per queste ragioni abbiamo ritenuto urgente una iniziativa, seppur simbolica, come un flash mob.

Per dire che Sinistra Ecologia Libertà sostiene la cultura e la tutela del territorio e del paesaggio. Gli allagamenti in Veneto e i crolli del nostro Patrimonio sono le facce di una stessa medaglia.

BENI CULTURALI? SOSTENIAMOLI!

10 domande per la sinistra

Da un interessante articolo di Repubblica.it una provocazione rivolta alla sinsitra italiana, sotto forma di 10 domande, alle quali do la mia risposta come militante di  Sinistra Ecologia Libertà

  1. Quali sono i vostri principali valori politici al di là dell’antiberlusconismo?
    L’antiberlusconismo è una contingenza. Sarebbe folle immaginare di costruire una forza politica “a progetto”. I valori della sinistra dovrebbero rimanere quelli dei pari diritti, delle pari opportunità, della solidarietà, dell’accoglienza, della cura dell’ambiente e delle risorse naturali, un fisco che esprima chiare politiche tributarie non di redistribuzione ma di giustizia sociale, cultura, arte, conoscenza e ricerca come patrimonio nazionale da difendere e incrementare, la partecipazione strutturata ed ampia alle decisioni a tutti i livelli politici, l’inclusione sociale, la cura per i deboli, il ripudio delle forme di violenza economica e politica verso paesi esteri anche se mascherate da missioni di pace, la fusione delle identità nazionali nella più ampia realtà europea
  2. Perché quando avete avuto l’opportunità di governare non avete regolamentato il conflitto d’interessi?
    Perché il conflitto di interessi non c’è soltanto a destra, ma sta diventando evidente che vi sono commistioni non tollerabili anche a sinistra. E queste vanno rapdiamente risolte, se si vuole essere credibili.
  3. Che visione avete della società italiana del futuro e per quale tipo di giustizia sociale vi schierate?
    La società italiana andrà interamente ricostruita dopo queste devastante periodo di governo delle destre più nazionaliste e razziste. I valori chiave della cultura, dell’accoglienza, del lavoro e della giustizia sociale dovranno tornare ad essere prioritari, affinché si realizzi un’azione di governo di ampio consenso, capace di umanizzare l’economia e di riportare la persona al centro dell’attenzione delle istituzioni e non il denaro o l’interesse privato
  4. Quale è la vostra visione della globalizzazione e come vedete l’Italia in essa?
    E’ un fenomeno di dimensione planetaria che richiede interventi di carattere internazionale. Oltre ad essere vittima e carnefice, l’Italia dovrebbe assumere un ruolo di protagonista nella definizione di organismi e istituzioni sovranazionali eletti democraticamente, capaci di imporre normative tali da regolamentare fenomeni che oggi sono interamente nelle mani di poteri extranazionali non soggetti a nessun controllo democratico.
  5. Come pensate di aumentare le possibilità a disposizione dei giovani e che risposta date alla lettera di Pierluigi Celli che invitava il figlio a lasciare l’Italia?
    La lettera di Celli è un caso personale, il giusto appello di un padre al proprio figlio, che sembra però un padre poco informato. Il flusso di persone italiane, giovani e meno, che cercano altrove un luogo in cui realizzare attese, sogni e prospettive è enorme e sta dissanguando almeno due generazioni. Pagheremo duramente l’incuria che stiamo dimostrando davanti ai giovani ai quali non offriamo nessuna prospettiva concreta di futuro.
    Alcuni interventi chiave da mettere in campo senza indugio sono lo sviluppo di una politica della conoscenza che rafforzi la preparazione tecnica e accademica dei nostri giovani, politiche economiche ed industriali che guidino il nostro asfittico sistema della produzione verso la creazioni di vantaggi competitivi spendibili verso i paesi esteri, lo sviluppo del terzo settore, un fisco agevolato per chi entra nel mondo del lavoro.
  6. Sarete in grado di apportare serie riforme alla classe politica in termini di numero dei parlamentari, immunità legali, costi della politica?
    Questo è auspicabile. La selezione delle candidature dovrebbe rispondere a criteri di eccellenza (ma questo è un processo già avviato anche se non ancora compiuto) e dovrebbe avvenire con modaliltà di partecipazione più democratiche. Tra l’altro sarebbe opportuno lasciare ampio spazio anche alle presenze di esponenti della società civile, che tanto hanno da dire alla politica.
  7. E’ possibile che l’inesistenza di un governo ombra comunichi agli elettori l’assenza di un governo alternativo e quindi la non presenza di un’opposizione ufficiale in Italia?
    Il governo ombra non appartiene alla cultura politica dell’Italia e dunque la sua assenza non pregiudica minimamente la percezione dell’opposizione. Il problema è che l’opposizione dovrebbe agire in modo più convinto soprattutto rispetto ai gravi episodi di erosione della legalità che si perpetrano senza grandi reazioni, che spesso sono auto-organizzate dalla gente (giovane!) che dai partiti.
  8. Perché non c’è un reale interesse e capacità nell’usare i nuovi media?
    Perché le classi dirigenti sono mediamente più vecchie dei militanti e della società e sono diffidenti rispetto a mezzi che non conoscono e che sono fondamentalmente impossibili da controllare secondo le vecchie logiche di partito.
  9. Se aveste un miliardo di euro di risorse extra, come le utilizzereste?
    Personalmente, dato che Sinistra Ecologia e Libertà è una piccola forza politica, sarebbero interamente investiti per sviluppare la comunicazione sul web e per garantire una capillare presenza territoriale. Sono le uniche due leve che consentono di scardinare l’attuala status quo
  10. Avete un Obama capace di sfidare Berlusconi in carisma e popolarità ma al tempo stesso di creare una visione un sogno per gli elettori che dovrebbero votarvi?
    Credo che questo ruolo lo possa rivestire soltanto Nichi Vendola, che ha dimostrato come si possano scardinare i vecchi schemi della politica attraverso l’inclusione, la pacatezza, la fermezza sui valori chiave e la partecipazione