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Alla faccia delle libertà!

Piazza Tien An Men

Piazza Tien An Men

26 gennaio 2009, una data da non dimenticare, che segna un giorno di lutto, tra i tanti, che dovremo all’imperversare di un centro destra becera e liberticida: alla faccia del nome del loro partito.

Il Ministro dell’Interno Roberto Maroni ha inviato ai Prefetti una direttiva in merito alle manifestazioni nei centri urbani e nelle aree sensibili.

Una notizia che è stata accolta da un silenzio tombale. Possibile che in Italia i cittadini siano così lobotomizzati da non accorgersi di quel che accade? Ah, ma che scemo! E’ di certo più importante garantire il diritto di fare una passeggiata tranquilla in centro a spendere e spandere in shopping piuttosto che quello di esporre pubblicamente le proprie ragioni e le proprie rivendicazioni!

Va da sé che nelle città d’arte (Roma, Firenze…) sarà praticamente rimessa all’arbitrio del Prefetto, del Questore e quindi del Governo la possibilità di tenere grandi manifestazioni. A maggior ragione se si tratterà di manifestazioni “scomode” come il gay pride, soprattutto se anche solo passi davanti a una basilica. In pratica si ufficializza quanto accadde a Roma nel giugno 2008, allorquando fu impedito al Gay Pride di giungere in Piazza San Giovanni per la concomitanza di un concerto corale.

Questa la sintesi del provvedimento:

  1. le città sono piene di iniziative e manifestazioni pubbliche con cortei che percorrono i centri storici. L’esercizio del diritto di riunirsi e manifestare liberamente in luogo pubblico, però non deve impedire l’esercizio di altri diritti e la frequenza delle manifestazioni è una criticità nell’ordinato svolgersi della vita cittadina, che limita diritti quali lo studio, il lavoro e la mobilità, soprattutto nelle maggiori città.
  2. Si devono individuare percorsi e regolamentare le manifestazioni anche per evitare diseconomie garantire la mobilità territoriale. Si dovrebbero pertanto escludere dai percorsi le aree nevralgiche per la mobilità territoriale, i luoghi d’arte, le aree “particolarmente protette” (ad es. le zone sensibili all’inquinamento acustico come gli ospedali) e prevedere forme di garanzia per la tutela del patrimonio urbano, pubblico e privato, a carico dei promotori e degli organizzatori.
  3. sulla base delle previsioni dell’art. 17 della Costituzione e degli art. 18, 26 e 30 del TULPS, vengono emanati i criteri che “orientino” le decisione dei Prefetti e Questori:
  • limitare l’accesso ad alcune aree particolarmente sensibili, specialmente quando la manifestazione coinvolga un numero di partecipanti elevato. Tali aree sono quelle a forte caratterizzazione simbolica per motivi sociali, culturali o religiosi (ad esempio cattedrali, basiliche o altri importanti luoghi di culto) o caratterizzate da notevole afflusso di persone o con obiettivi critici.
  • I Prefetti devono stabilire regole d’intesa con i Sindaci e con il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, per:
    • sottrarre alcune aree alle manifestazioni;
    • prevedere forme di garanzia per gli eventuali danni;
    • prevedere indicazioni per lo svolgimento delle manifestazioni.