Senza PACS


La bellezza di Facebook è che i commenti degli sconosciuti, specialmente sui temi più delicati, offrono sempre degli spunti di riflessione da condividere. Una donna scrive su un commento:

ma non basta un pacs? perchè coppie gay dovrebbero sposarsi? con tutto rispetto, lasciamo che ci si sposi tra etero, la natura è questa, poi l’amore è altro, ma il matrimonio prevede un progetto di continuità e figli. Perchè si deve volere ciò che non si ha? Io penso che sia importante amare, non sposarsi.

In poche righe è condensato tutto l’armamentario di pregiudizi ed ignoranza sui same sex marriage.

Sarei tentato di rispondere punto per punto, ma sarebbe tremendamente noioso. Questa volta, propongo, invece di ragionare per assurdo. 

Immaginiamo di essere una donna in una famiglia benestante ad Atene, ai tempi di Pericle.  Il nostro stato, nonostante la ricchezza della famiglia, sarebbe riassumibile così:regina in casa, priva di ogni diritto pubblico. Lo stesso sarebbe stato nella Roma dei Cesari e così avanti fino ad attraversare tutto il Medioevo e ad arrivare al Novecento e al tema del suffragio alle donne.

Questo stato di semi schiavitù era fondato sull’idea dell’inferiorità naturale della donna. Un condizione ribadita da secoli di pregiudizio e di manipolazione del pensiero (ad opera di chi, lascio a voi la scelta), che è stata scardinata solo quando le donne, consapevoli del ruolo che avevano ormai nella società, organizzate e capaci di convicere porzioni rilevanti della politica hanno costruito una maggioranza nei parlamenti che le ha riconosciute e ha stabilità il diritto al voto, avviando un percorso di parificazione giuridica, civile, economica e sociale, peraltro non ancora concluso.

Ecco, questa era la condizione della donna fino a pochi decenni fa. Analoga a quelle delle popolazioni nere, anche’esse considerate naturalmente inferiori. E si potrebbero cercare anche altri soggetti con caratteristiche analoghe. Ma credo possa bastare, per il nostro ragionamento, che è evidentemente estendibile a tutte le forme di minoranza e discriminazione.

Oggi, nella civiltà che chiamiamo dell’Occidente, nessuno potrebbe concepire l’idea che una donna possa essere discriminata giuridicamente. Ci fa infatti orrore la segregazione operata nei paesi islamici, tanto da considerare un affronto l’obbligo del velo. Ci fa orrore pensare che la si possa considerare solo una fattrice di prole

In una civiltà evoluta il richiamo al diritto naturale e alla condizione naturale è sempre una barbarie che produce violenze e discriminazioni.

Le civiltà evolute superano la legge della natura (che è quella della prevaricazione e del conflitto per la sopravvivenza) e costruiscono sistemi giuridici che definiscono diritti, doveri, tutele e protezioni per impedire che la legge della natura prevalga. Insomma, un sistema come quello in cui viviamo, in cui la donna che ha scritto le frasi che ho riportato, trova normale, forse naturale, avere diritto di parlare, addirittura in una sfera pubblica come è Facebook.

Detto ciò, però, scusate, ma non ce la posso proprio fare a tacere sulle ordinarie follie contenute nelle frasi che riporto. 

  • Matrimonio e amore sono due cose distinte e distanti: l’amore è altro dal matrimonio. In effetti per secoli è stato così, ma non più nell’era contemporanea.
  • No, non basta il PACS. Ad oggi non esiste come non esiste alcun riconoscimento al di fuori del matrimonio né per le coppie etero né per quelle omosessuali. Forse è arrivato il momento di fare almeno quello che fanno negli Stati più evoluti dell’Unione Europea (che so, magari impegnarsi per raggiungere entro qualche anno il livello di Germania, Francia e Regno Unito) 
  • Il matrimonio prevede un progetto di continuità e figli. Il matrimonio è una costruzione culturale, che trova riconoscimento giuridico, indipendentemente dalla volontà della coppia e dalla sua fertilità. Infatti esistono gli strumenti del divorzio per interrompere una continuità non sotenibile, l’adozione e la procreazione assistita per chi non può avere figli, ecc. Dunque quale sarebbe il fondamento che impedirebbe alle persone omosessuali di unirsi in matrimonio? 

Ed infine la vera chicca di tutto il discorso, Perchè si deve volere ciò che non si ha? Si chiama lotta contro l’ingiustizia, l’iniquità e la sopraffazione. Per milleni è stata questa la ragione che ha mosso chi era animato da uno spirito di giustizia e di libertà a lottare contro potenti ed oppressori, per costruire una società in cui si potesse vivere con dignità nella certezza del rispetto de i diritti civili ed umani. Diritti che occorre proteggere senza interruzione e senza cedimenti, perché è la società stessa che produce la condizione di ignoranza e di pregiudizio che li mette continuamente in discussione, soprattutto da parte di chi ha di più. In sostanza, io non voglio più diritti degli altri, io voglio avere gli stessi diritti degli altri e li voglio per tutti. 

2 pensieri su “Senza PACS

  1. Monica

    Ciao Guido,
    sono d’accordo con te su tutta la linea, lo ero anni fa quando capitò di parlarne insieme e lo sono anche ora, solo con ancora più forza e consapevolezza di allora.
    Spero tu stia bene e approfitto di questo spazio per mandarti un abbraccio.

    Risposta

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