Archivio Mensile: novembre 2011

Smentita rispetto alle affermazioni di Filippo Riniolo (su di me e su SEL)

Apprendo che in un Gruppo Google denominato Movimento.Queer, Filippo Riniolo ha fatto affermazioni contrarie alla verità, su questioni che riguardano me e SEL, il partito in cui milito. Intendo pertanto smentire quanto riportato di falso nelle affermazioni di questo signore:

  1. “Prima gli attivisti nel movimento glbt andavano nei partiti per portare le istanze delle persone glbt. Ora avviene l’opposto. Stanno nel movimento per assecondare le istanze dei partiti.”
  2. “lo fa Oliari con il suo revisionismo sulla shoa e lo fa allegrezza firmando documenti chechiedono le unioni civili al posto del matrimonio.”
  3. “nonostante io sia di sinistra non faccio sconti alla sinistra e non la tratto con più riguardo della destra. se propone la non uguaglianza ma un istituto giuridico differente (e quindi discriminante, nel senso etimologico del termine) per me è parte del problema e non della soluzione”.

In generale, invito chiunque muova dei rilievi a documentarsi e a documentarle, si risparmia un sacco di tempo (degli altri e di chi deve smentire) e si evitano figuracce. Quindi, in attesa di “prove” concrete da parte di Filippo Riniolo a suffragio e sostegno delle cose che secondo lui io avrei detto, fatto o scritto, passo a fornire le mie smentite.

Sul punto 1 - Nella mia attività all’interno di SEL, ho partecipato fin dalla sua creazione alle attività del Forum nazionale dei diritti (attualmente Diritti e cittadinanza). Grazie a questo forum è stato elaborato un ordine del giorno presentato al congresso di fondazione di SEL (numero 1, approvato all’unanimità) nel quale si indirizza SEL sull’esigenza di una riforma complessiva del diritti di famiglia e di alcuni interventi in favore delle persone transessuali. Si tratta di un’evidente testimonianza che da attivista del movimento lgbtqi, mi sforzo di  fare in modo che le istanze proprie del movimento lgbtqi siano assunte da SEL nel suo programma e nelle sue iniziative. Per fortuna sono in ottima compagnia.

Sul punto 2 - Nello stesso ODG prima menzionato, si indirizza SEL sul riconoscimento e la tutela delle coppie di fatto a prescindere dal genere delle/dei conviventi INSIEME alla possibilità per le persone, nel quadro di un effettiva parità di diritti, di scegliere liberamente con chi contrarre matrimonio indipendentemente dal genere dei contraenti. Se non bastasse, risale a qualche anno fa, la mia partecipazione alla Conferenza Permanente sul Diritto di Famiglia, che ha originato una vasta proposta di legge di amplissimo respiro descritta ed argomentata nella pubblicazione “Amore Civlie” (edizioni Mimesis). Lì c’è un mio testo che parla delle forme della famiglia e sono descritte le diverse forme di costruzione dei vincoli famiiari che ho curato nella’mbito della proposta: dal matrimonio civile, alle comunità intenzionali, passndo per le unioni libere, le unioni riconosciute e i patti pre matrimoniali.

Sul punto 3 - Mi pare evidente che sulla base del predetto ODG congressuale, non vi sia alcun modo di affermare che SEL propugni qualcosa di diverso dalla piena uguaglianza delle coppie sia rispetto al matrimonio, sia rispetto alla necessità di riconoscere le unioni come forma alternativa di costituzione della famiglia.

(Il link all’ODG congressuale: http://www.sinistraecologialiberta.it/congresso2010/download/odg/ODG_N_1.pdf)

A Silvio, 8 novembre 2011 (308 a 321)

Silvio, rimembri ancora
quel tempo della tua vita immorale,
quando lascivia splendea
negli occhi tuoi cadenti e grinzosi,
e tu, presuntuoso, il limitare
di gioventù scendevi?

  

Sussuravan le quiete
stanze, e le vie dintorno,
al tuo priapismo stanco,
allor che all’orge femminili a stento
ti davi, assai contento
di quel viagro avvenir che in mente avevi.
Era il novembre piovoso: e tu solevi
così menare il giorno.

 

Noi gli studi leggiadri
talor lasciando e le sudate carte,
ove il tempo nostro primo
e di noi si spendea la miglior parte,
d’in su i maroni del paterno suolo
porgeam gli orecchi increduli tua voce,
ed alla man veloce
che sottraea la faticata paga.
Mirava il cielo nero,
le vie meste e i campi,
e quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
quel che nutrivamo in seno.

 

Che pensieri atri,
che illusioni, che pena, o Silvio mio!
Quale allor ci apparia
la vita umana e il fato!
Quando sovvienci di cotanta boria,
una rabbia c’ingiuria
offesi ed incazzati,
e tornaci a doler italica sventura.

 

O natura, o natura,
perché non prendi poi
quel che ci desti allor? Perché di tanto
inganni i figli tuoi?

  

Tu pria che l’erbe inaridisse il verno,
da gran dissenso combattuto e vinto,
perivi, alfin sconfitto. E non vedevi
il fin degli anni tuoi;
non ti reggeva il core
alla presenza delle muliebri schiere,
a’ guardi torvi, ostili e schivi;
né teco le olgettin ai dì festivi
ragionavan d’amore.

 

Anche peria tra poco
la speranza tua dolce: gli amici miei
anche negaro i voti
per la salvezza. Alfin,
passato sei,
osceno satrapo dell’Italia stanca,
derubata e affranta!
Per noi rinasce il mondo! Gli onesti
i corretti, i valor, l’opre, gli eventi
che lavorando sorgeranno a breve!
Questa la sorte dell’italiche genti!
All’apparir del vero
tu, misero, cadesti: e di lontano
la fredda morte ed una tomba ignuda
t’attendon a Milano.

 

(Da “A Silvia, di Giacomo Leopardi, da “Canti”, ignobilmente parafrasata da me)