Archivio Mensile: luglio 2011

Omosessuali: Non “approva”? Si vergogni, lei non è una cittadina italiana!

Oggi, mi è capitato di segnalare una pagina su Facebook ed una serie di persone che insultavano Nichi Vendola e gli omosessuali.
Per una strana casualità di Facebook, è successo che ho iniziato una conversazione privata con una di queste persone, che aveva usato toni molto aggressivi.
La riporto, perché penso sia importante avere un’idea di ciò che pensa la gente di alcuni temi centrali come i diritti dell’uomo

IO. Sono un dirigente di Sinistra Ecologia Libertà, il partito che abbiamo fondato con Nichi Vendola, di cui lui è Presidente per voto unanime del congresso di fondazione. Sono inoltre un attivista del movimento per i diritti delle persone omosessuali in Italia.

LEI. Buon per lei, ma ciò che difende io non lo approvo, e siccome a quanto ricordo non sono venuta a dirle cosa pensare o fare la invito a fare lo stesso. E la invito anche ad agire a favore dei lavoratori e di chi come me si guadagna col sudore il poco che ha, invece di pensare ai gaypride.

IO. Guardi, la libertà e l’affermazione dei diritti fondamentali dell’uomo non riguardano una categoria o l’altra ma tutti. Se questo non lo capisce, me ne dolgo, perché vuol dire che lei è una persona egoista, che confonde l’ideologia con le opinioni. E, se mi permette, non si approvano le persone, si approvano le leggi, i comportamenti e simili. Lei quando dice di non approvare intende dire che lei desidererebbe che le persone omosessuali non esistessero. Questo si chiama razzismo, se ne vergogni.

LEI. In realtà lei non ha idea di cosa penso. Ma la prova di cosa ormai conta davvero per questo paese è nelle sue parole: lei è il più razzista, perché come molti sinistroidi non fate che giudicare e censurare le idee altrui. Se oggi un italiano vuole preservare un minimo di identità nazionale o di valori, grazie a persone come voi, viene linciato. Avete il controllo della maggior parte degli italiani ormai, ma solo grazie alle vostre bugie. Ci sono pedofili sul web che abbiamo segnalato per settimane prima che qualcuno intervenisse. Ma un gay.. Beh, in quel caso lei è accorso subito. Ecco la nuova Italia: soldi e aiuti agli stranieri, quando ci sono famiglie italiane che non possiedono NIENTE, gay e criminalità. E dovrei vergognarmi io?

IO. Si signora, lei si deve vergognare. Iin un paese civile, qualunque forma di incitamento all’odio nei confronti di categorie di persone identificate per etnia, credo, orientamento sessuale, ecc. è considerata un reato grave. Questo non ha niente a che fare con la libertà di espressione. Tutti noi siamo liberi di esprimere in nostro pensiero come vogliamo, purché questo non leda i diritti altrui. quando lei pensa e dice quelle cose abominevoli che scrive non si rende conto che sta incitando dei cittadini ad odiare (e quindi ad intervenire violentemente) contro altri cittadini ed esseri umani che devono avere GLI STESSI DIRITTI.
Al pari di lei, che giudica i comportamenti per ideologia e le persone per categorie (senza rendersi conto di stare dalla parte dei carnefici della storia di qualunque colore essi fossero, fascisti, nazisti, inquisitori, stalinisti, castristi, maoisti, ecc.), io protesto contro chi vorrebbe che i miei diritti di essere umano mi fossero preclusi in virtù del fatto che io sono omosessuale. Non protesto per dire che lei ha torto. Questo è intrinsecamente provato da quello che dice. Io protesto perché, lei non lo dice (forse perché è anche ipocrita) ma lo pensa inconfessatamente, perché lei mi vorrebbe privato dei miei diritti. E io questo non lo posso tollerare, perché io devo avere gli stessi diritti che ha lei e tutti quelli che la pensano come lei.

LEI. No, non mi vergogno affatto e non credo che lei debba essere privato dei suoi diritti. Purché non differiscano da quelle degli altri italiani. Tra il diritto e la pretesa c’è differenza. Quel che per lei è normale per me non lo è e quindi non ammetto né matrimoni né adozioni né ridicole parate omosessuali dove si vedono scene pietose e disgustose in pieno giorno, quando ogni bambino potrebbe vederle. Un’altra questione è che lei dica che sono dalla parte dei carnefici e sono un ignobile razzista e fascista (non lo dice ma lo pensa) quello è un discorso che richiederebbe più del poco tempo che posso dedicarle. Le dico solo che avete creato il razzismo del bianco e dell’ italiano. Il Giappone è fortemente razzista e fiero della propria cultura. Per questo non lo vediamo, né vedremo mai invaso da altre etnie. Ma se ciò lo facesse un italiano sarebbe messo alla gogna. Non avete fatto altro che togliere a noi lo stesso diritto che hanno gli altri di preservare la propria identità. Questo è un esempio. Ma se ne potrebbe discutere a lungo.. Però il tema di questa discussione è un altro.

IO. Guardi che lei confonde i piani. Non è lei che può ammettere o no se le persone omosessuali hanno o meno diritto al matrimonio. Lei può avere delle opinioni in materia, ma non è lei che decide. Lei non può neanche decidere cosa è normale o cosa non lo è perché ci sono accademici, esperti, persone che hanno le competenze che a lei mancano per decidere cosa è o non è normale. Tant’è che il matrimonio omosessuale è una realtà di fatto in molti paesi e nulla di tremendo è accaduto. Quindi si rassegni, signora, lei è indiscutibilmente fascista, o se vuole nazista, che è anche peggio. Ma è anche stalinista. Si rassegni. Lei, indipendentemente dal colore dei suoi pensieri è PROFONDAMENTE RAZZISTA. E sono le persone come lei che fanno dell’Italia il paese marcio ed incivile che è diventato, lamentandosi però di come è diventato.
Impari ad esercitare l’ascolto, l’apertura verso gli altri e capirà che le identità sono illusioni metafisiche. Che la nostra identità non è migliore o peggiore di altre e così le altre non sono migliori o peggiori. Se qualcuno viene a stare in Italia, l’importante è che si attenga alle regole che questo paese si è dato.
La vuole sapere come la penso, fino in fondo? Io penso che lei e la gente che la pensa come lei non sia degna di essere cittadina italiana, perché non crede nei valori che sono scolpiti nella nostra costituzione e non è realmente disposta a difenderla riga per riga fino a costo della vita, come invece io e altri come me sono, che hanno giurato fedeltà alla costituzione e alla nazione (si l’ho fatto più volte sotto le armi ed è un giuramento che vale per sempre). Lei come la peggior specie di italiani approfittatori e menefreghisti vorrebbe che la costituzione e le regole valessero ad intermittenza, ogni tanto, non per tutti, e non tutte per tutti e sempre.
Mi dispiace signora, ma glielo ripeto, è lei che non è degna di chiamarsi cittadina italiana e di avere cittadinanza in questo paese. Dimostri di essere una persona civile e non un’oca starnazzante che parla per slogan qualunquisti.

LEI. Mi dispiace deluderla ma metà della mia famiglia è nell’esercito o nelle forze dell’ordine quindi ho un profondo rispetto della legge. Ma lei ha davvero il coraggio di criticare me quando i militanti di sinistra uccidono i nostri e protestano (pacificamente) mettendo a ferro e fuoco ogni luogo in cui si trovano? Non mi vergogno di essere fascista, nè del fatto che il mio bis nonno sia morto per questo ai tempi. Anzi, se lei mi offende non solo infanga me, ma la sua memoria quindi la invito a non farlo. Non è il fascismo che ha distrutto l’Italia ma voi. E tanto per dirla tutta non era un fascista colui che ha infoibato migliaia di persone, e non era fascista chi ha tentato di nasconderlo, non è un fascista chi ha ucciso Sergio Ramelli e neanche chi ha difeso i suoi assassini. Quindi non osi dire a me che non ho diritto di essere Italiana, perché non ha nessuna autorità per farlo. E non saranno degli studiosi corrotti a dirmi cosa è normale e cosa devo pensare.

IO. No signora, lei non ha rispetto della legge, perché non ne capisce il senso di generalità e di astrazione rispetto alle singole fatispecie. Io non uccido e non ho ucciso. Finora non ho mai alzato le mani contro nessuno e sono anche stato capace di intavolare discussioni con esponenti della destra più estrema.
Dicendo che lei è fascista (come lei mi conferma) io non la offendo, perché non la considero un’offesa, ma una posizione politica. Criticabile, meschina e abominevole nei miei giudizi, ma una posizione politica non un’offesa. Ragazzi, ragazze, uomini e donne di destra estrema e sinistra estrema si sono scannati uccidendosi e picchiandosi nel modo peggiore. Non giustifico e disapprovo tutti e tutte loro. Indipendentemente dal colore politico. Vite spezzate in nome di ideologie violente. Nessuna violenza giustifica altra violenza. La civiltà impone di superare e aprire nuove strade altrimenti si cade nella barbarie. Io questo non lo voglio e non lo auspico.
Iio le confermo che penso che lei non abbia il diritto di chiamarsi cittadina italiana, perché ogni sua parola trasuda odio nei confronti di qualcuno. E chi odia, non rispetta gli altri, dunque non rispetta non solo le leggi ma la Legge Fondamentale, che è la Costituzione Italiana oggi ulteriormente rinforzata dalla Costituzione Europea, che assume il Trattato di Nizza come sua parte integrante.
Vada, signora, vada a leggere quali sono i diritti che l’Europa Unita, faro di civiltà costruita sulle ceneri di una guerra voluta dai nazisti e combattuta anche dall’Italia come loro alleata, nutrita del sangue di partigiani e milioni di innocenti mandati al macello sui fronti o nei forni. Vada, faccia questo bagno di umiltà. Si informi, sappia quali sono i suoi doveri di cittadina europea e italiana (se intende considerarsi tale). Guardi che cosa sono capaci di fare negli altri paesi, dove le persone omosessuali e come tali dichiarate e conosciute diventano ministri, capi del governo, deputati, senatori, direttori generali di ministeri e di enti pubblici, segretari ed esponenti dei maggiori partiti.
Guardi come il riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali (per limitarsi solo a questo argomento) abbia fatto fare passi in avanti alle nazioni che lo hanno adottato. Guardi come quelle società diventano più salde più solidali, più ricche.
Si faccia delle domande, cerchi di guardare la realtà dell’Italia per quello che è: un paese attraversato dall’odio che non ha fatto i conti con il suo passato, che ha paura del suo futuro e non vuole saperne di guardare in faccia il presente. E si domandi se tutto questo non dipenda anche da lei e da chi ha opinioni delle quali va così fiera.
Non continui a cercare di trascinarmi nella trappola dei buoni e dei cattivi, dei fascisti e dei comunisti, di chi ha ucciso di più, di chi ha vinto e di chi ha perso. Io, al contrario di lei, cerco di guardare al mondo sperando di poterlo rendere migliore, aperto, solidale, accogliente e capace di prendersi cura dei deboli e di chi ha bisogno, anche togliendo a chi ha di più, se proprio non vuole essere solidale con gli altri.
E lei, signora, che mondo mi prospetta?
Un mondo di nazioni in lotta per la loro identità?
Un mondo in cui si respinge chi fugge dalla morte, dalla fame e dalla violenza?
Un mondo in cui la violenza è regina e maestra?
No, signora, se questo è il mondo che lei vuole, non sono io che la giudico è lei che sbaglia. E’ lei che non ha diritto di cittadinanza, quella cittadinanza che invece centinaia di migliaia di migranti, omosessuali, invalidi, pensionati, bambini sono costretti a vivere a metà, solo perché ci sono persone ignobili, come lei, che NON APPROVANO.
Di nuovo signora, si vergogni di pensare di avere diritto ad essere cittadina italiana ed europea.

Poi abbiamo continuato…

LEI. Meglio l’Italia islamica che state creando. E le dico che quando arriveranno a sottometterci grazie a voi, saremo nella stessa situazione perchè neanche loro tollerano gli omosessuali. Ancora una volta ripeto che lei non è nessuno per dire a me che non ho diritto di essere italiana. Proprio per il sangue che i partigiani hanno fatto scorrere nel mio paese, per le verità nascoste, io non smetto di esporre le mie idee. Non mi parli di forni perchè grazie alla censura di sinistra il fascismo viene erroneamente associato alla destra e al nazismo. Mussolini si oppose alle deportazioni degli ebrei italiani. Ma storia a parte siete bravi a strumentalizzare la cosa attribuendo il ruolo di antagonisti a noi. Nel 2011 ancora producono documentari e film sul fascismo o nazismo. Fa comodo che in tv o a scuola non si veda nulla su foibe, gulag, o non si visioni l’usanza partigiana di coprire i cadaveri di sterco. O che non si sappia che gli italiani di Istria sopravvissuti, gli ‘esuli’ venivano coperti di insulti tornati in Italia, sempre grazie alle menzogne a voi note. I morti ebrei li usate per impietosire, ma i morti che il comunismo ha causato e che sono quasi 100 milioni anche se non conosco la cifra esatta, quelli sono di serie b e li tenete ben nascosti. Inoltre non dite che le 8 ore lavorative le stabilì Mussolini, così come l’istruzione obbligatoria, l’assegno per le famiglie a basso reddito, l’assistenza sanitaria gratuita, la prima enciclopedia, aiuti alle madri ecc. È troppo facile dire di voler andare avanti. Perchè noi per farlo dobbiamo lottare il doppio grazie alle bugie con cui infarcite tv e libri. E se vogliamo mettere da parte la storia ok. Io sono per l’Italia di un tempo, dove si lavora, i bambini vanno a scuola e tornano da mamma e papà, non da mamma e mamma o papà e papà, l’Italia senza droga e senza mafia. Mafia che tra l altro il fascismo combatteva. Sono per l’Italia dove non vengono abbandonati i suoi abitanti e favoriti con assegni e case gli stranieri. Sono per l’Italia senza velo, senza stupri e senza islamici che pretendono di comandarla e soggiogare le donne. E per quanto questo possa non piacerle io non me ne vergogno e mi sento più italiana di lei. E ora mi dispiace ma non ho più tempo. La saluto.

IO. Sgnora lei ha paura della verità! Mussolini si alleò con un macellaio e mandò a morte migliaia di soldati in una guerra ingiusta e sanguinaria. Fondò un governo fantoccio alleato con quello stesso Hitler che aveva pianificato lo sterminio degli ebrei. La stessa chiesa non si oppose all’orrore dello shoah! Sul territorio italiano fu aperto un campo di sterminio (ricorda San Saba?). E quindi è giusto che su un capitolo orrendo della nostra storia ancora si continui a parlare, a scrivere e a documentare, perché il CANCRO DELLA VIOLENZA E DEL RAZZISMO DEVE ESSERE ESTIRPATO.

Le ripeto. Le ho già detto che io non giudico i regimi comunisti o stalinisti migliori del fascismo e del nazismo (ci sarebbe anche il franchismo spagnolo…). Erano regimi dittatoriali e totalitari fondati sulla violenza e la soppressione di tutto ciò che non fosse “conforme” al regime. Dunque, non è rinfacciando i milioni di morti che lei mi convincerà.

Io metto sotto accusa la violenza e l’autoritarismo da qualunque parte essi provengano.

L’Italia di un tempo è una menzogna, una comoda mitologia. La droga c’era. Solo che era riservata a pochi. Poi c’era la droga dei “poveri” che si chiama alcool. Lei pensa che nel ventennio nessuno bevesse o si ubriacasse? Pensa che nessuno fumasse? Pensa che l’informazione deviata non fosse una droga? O che non lo fosse la Chiesa di Pio XII?.

Pensa che la mafia non ci fosse? Crede ancora alla favoletta che Mussolini era un paladino della lotta alla mafia? Ma guardi che basterebbe porsi una semplice domanda per capire che è tutto falso. La mafia dal ventennio è uscita depotenziata o rafforzata? E non fu proprio in quel periodo che si stabilirono i legami fra la mafia italiana e quella americana? E ancora pensa di farmi credere che Mussolini era un eroe della lotta alla mafia?

LEI. L”elenco si riferiva all’Italia che vorrei e che vedevo da piccola. Pensi che ho solo 19 anni e già non la riconosco e comunque non fu il fascismo a rafforzare la mafia. Ma a parte questo io voglio applicare solo il buono del fascismo ai nostri tempi. E c’è stato. Che si parli dei morti nei campi, cosa crede che io gioisca del genocidio ebraico? Però si parli anche degli altri morti. Perchè ora non accade. A parte questo io le ho detto che paese vorrei, e se non è daccordo è un suo diritto ma almeno non dica che non merito di essere italiana. Perchè neanche le do peso. Ora mi scusi ma, visto che l’ inps non mi passa assegni a meno che non sia straniera e nessuno mi dà alloggio gratuito, alle 8 comincia il mio turno in fabbrica, dove farò una nottata di lavoro pari a 12 ore per 800 euro al mese. Quindi devo davvero salutarla. Ma lei continui pure a difendere stranieri e attaccare fascisti.

Chi si deve vergognare?

Ieri la Camera dei Deputati ha liquidato la legge che introduceva alcune aggravanti per reati di violenza motivati, tra le alre cause, dall’orientamento sessuale della vittima.
Le pregiudiziali sono state votate in massa dalla maggioranza (Lega, PDL, ecc.) e dall’UDC.
Si è urlato “Vergogna!” all’indirizzo del Palazzo.
Ma chi è che si deve vergognare?
In quella piazza (un orario ed un periodo invero infelice), c’erano, mal contate, non più di 70 persone.
La settimana prima di più, ma sempre nell’ordine della manciata di decine.
Si trattava di persone convocate dal movimento LGBTQI.

Poco più di un mese fa, l’Europride ha richiamato a Roma centinaia di migliaia di persone.

La mia unica domanda è: dove’erano?

Dov’era chi solidarizza?
Dov’era chi si lamenta del lavoro delle associazioni?
Dov’era chi ha paura di uscire di casa?
Dov’era chi lancia anatemi sul movimento?
Dov’erano le persone che avrebbero dovuto essere in massa presenti a testimoniare il loro impegno e la loro voglia di costruire un’Italia migliore?
Dov’era chi si autoproclama paladino dei diritti dei gay?
Dov’era chi stava facendo shopping a 20 metri da Montecitorio?
Dov’era chi la sera si abbandona alle avventure del cruising?
Dov’era chi è sieropositivo o malato di AIDS?
Dov’era chi si gode il caldo vapore delle saune?
Dov’era chi “anche io ho tanti amici gay simpatici”?
Dov’era chi affolla locali, ritrovi, luoghi, strade e piazze della gaia movida?

Costoro non c’erano. A questa gente io dico VERGOGNA!
In Parlamento, nelle curie, nelle sedi vescovili, nelle istituzioni, ovunque ci sono persone che io non esito a definire NAZISTI. Persone alle quali è consentito esprimere liberamente opinioni che in paesi civili comporterebbero l’immediato allontanamento o la rimozione.
Da noi, tutto è lecito, tutto è consentito in nome della libertà.

Al movimento LGBTQI chiedo di interrogarsi sulla gigantesca sproporzione fra la manciata di attivisti disperati (e patetici nel senso più autentico del termine, ovvero di coloro che scatenano compassione e partecipazione) che si sbracciavano ieri davanti a Montecitorio e le migliaia di cittadini che hanno attraversato il Pride Park dell’Europride o la folla enorme che ha sfilato per la parata dell’Europride, forse troppo facilmente ingrossata dalla popolarità di Ledy Gaga).
Ma soprattutto, mi aspetto che il movimento dia delle risposte, civili, evolute, orientate al futuro, capaci di raccogliere e canalizzare consenso ed energie, per ricostruire e ricostruirsi, in vista del successo e della vittorio, piuttosto che dell’ennesima lugubre e deprimente sconfitta.

Pensi che la procreazione sia il fine della coppia? Sei nazista

Continuo a leggere Triangolo rosa. La memoria rimossa delle persecuzioni omosessuali, di Jean Le Bitoux – Manni, 2003, p. 107 – (pentendomi di non averlo letto prima!) e scopro nuovi ed interessanti spunti di riflessione.

Mi preme soprattutto mettere in risalto che l’autore si concentra sulla persecuzione degli omosessuali, ma non dimentica tutte le altre “categorie” di triangoli per le inevitabili relazioni che con quelli rosa essi ebbero. Non dimentica neanche di dedicare dello spazio alla figura della donna e al ruolo che essa doveva avere nella coppia e nella nazione (ovviamente ariana, maschile, eterosessuale, ecc.). Qui trascrivo alcuni brani, riprendendo un discorso che avevo accennato qualche giorno fa, sul fatto che bisogna chiamare con il nome giusto (NAZISTA) chi dice OGGI cose analoghe, che si cerca di far passare come opinioni legittime (soprattutto se appartengono ad un parlamentare), mentre sono la versione moderna di una visione NAZISTA della socità. Poi se qualcuno si vuole cimentare con un florilegio di “colori” e di aggettivi, può scegliere fra dittatoriale, totalitaria, stalinista, fascita, ecc. tanto il discorso non cambia, solo che la parola NAZISTA è evocativa più di tutte le altre e risuona nei nostri cervelli come un campanello d’allarme, quello stesso campanello che ci dovrebbe spingere a rispondere a chiunque dica certe cose: “Sai che in base a quello che stai dicendo, tu sei NAZISTA?

E ora, vediamo che cosa diceva Heinrich Himmler il 17 febbraio del 1937 (Capo delle SS dal 1929 al 1936, comandante della polizia fino al 1939, Comandante delle forze di sicurezza della Germania nazistafino al 1943, poi ministro dell’Interno del Reich)

Noi siamo uno stato di uomini.
E malgrado tutti i difetti di questo sistema, noi dobbiamo assolutamente appoggiarci ad esso.
Perché questa istituzione è la migliore.
Trovo catastrofico vedere le associazioni femminili, le comunità femminili, occuparsi di cose che distruggono il fascino, la dignità  e la grazia della donna.
La mascolinizzazione delle oìdonne alla lunga fa in modo che la differenza sessuale, la polarità scompaiano.
Da secoli e da millenni i popoli germanici ed in particolare il popolo tedesco sono governati da uomini.
Ma il nostro stato di uomini è sul punto di distruggersi con l’omosessualità

Credo che non servano commenti ulteriori, se non il fatto che è arrivato il momento che io mi metta a leggere della letteratura d’epoca nazista, per capire meglio.

Nel seguito, però Le Bitoux ci parla dei “dispositivi di controllo sociale” del Reich evidenziandone le contraddizioni alcuni, che riporto per stuzzicare nuove riflessioni.

Hitlerjugend (gioventù hitleriana). Nel 1940 ha 900.000 giovani iscritti. la gioventù ariana è protetta da un’atmosfera maschile troppo pesante che potrebbe minacciare il popolo eletto. Dunque, Himmler dice:

Il problema è che i nostri giovani fanno parte di un movimento già straordinariamente mascolinizzato.
Vivono raggruppati tra uomini e non hanno la possibilità di incontrare delle ragazze.
A mio avviso non dobbiamo stupirci se abbiamo preso la strada dell’omosessualità …
Se un ragazzo ha un amore in gioventù o nutre un debole per una ragazza è salvo e si allontana da quel crinale pericoloso.
E a partire dal momento in cui si innamora di una ragazza non sarà  più una questione per lui di onanismo collettivo con i suoi compagni, né di amicizia a sfondo sessuale con uomini o giovani

Un discorso che finisce dritto dritto nei Lebensborn, altro dispositivo di controllo che puntualizza il ruolo della donna.

Nel tentativo di mantenere il Reich saldamente fondato sul patriarcato e di superare le amicizie particolari dei giovanottoni ariani, bisogna risolvere la questione dell’eterosessualità inadempiente, ovvero fare figli (puri e ariani).

I Lebensborn sono fabbriche di neonati. Donne polacche ariane rastrellate sono concentrate a disposizione di sordidi flirt con gli stalloni SS (sono le parole tremende che usa l’autore), che durano il tempo di una gravidanza.

Dunque l’eterosessualità come strumento al servizio del funzionamento del Reich e null’altro.

Lascio a chi legge le conclusioni, non senza sottolineare come queste stesse concezioni, con parole solo leggermente diverse, sono alla base delle affermazioni che spesso, troppo spesso sentiamo provenire da esponenti della Santa Sede, della Curia, della destra e purtroppo da molti cattolici, indipendentemente dal loro colore. Purtroppo, sono discorsi che si sentono fare (seriamente e non come facezia) anche in ambiti che si sarebbero ritenuti più “progressisti”. Altro campanello di allarme…

SEL, Allegrezza: Ormai è squadrismo

“Con la nuova aggressione contro due ragazzi che passeggiavano a Villa Borghese, avvenuta nella notte tra venerdì e sabato scorso e prontamente denunciata alla Gay Help Line e resa nota dal portavoce del Gay Center Fabrizio Marrazzo, siamo costretti a registrare il passaggio dalla formula individuale a quella di gruppo”. E’ quanto dichiara Guido Allegrezza, Responsabile Diritti civili ed umani di SEL Lazio, che prosegue. “Non dobbiamo avere paura di definire le cose con le parole giuste. Questo è squadrismo e siamo di fronte ad un’escalation di violenza che vorremmo veder cessare tempestivamente. Al di là dei proclami sulla sicurezza e sull’accoglienza di Roma Capitale e sulle più strampalate misure straordinarie  repressione, è ormai indispensabile che tutte le autorità competenti e a tutti i livelli dell’amministrazione si pongano il problema di queste forme di aggressione e di violenza che sono una vergogna per Roma, per l’Italia e per tutta la cittadinanza.

Fonte: http://www.river-blog.com/2011/07/05/tentativo-di-aggressione-omofoba-a-villa-borghese/comment-page-1/#comment-187283

Sei “contro” le persone omosessuali? Sappi che sei nazista

Per gli  uomini omosessuali la fertilità è compromessa.
Generalmente essi non procreano affatto.
Questo non è vero per le donne, o perlomeno nelle stesse proporzioni.
Eccetto che nell’ambiente della prostituzione, il vizio è più esteso nell’uomo che nella donna.
L’omosessualità femminile è anche meno evidente, meno visibile.
Il pericolo della corruzione è dunque minore.
Ora, una delle ragioni principali che ci portano a reprimere i rapporti omosessuali è la falsificazione della vita pubblica.
Contro siffatta epidemia, vanno presi drastici provvedimenti. [...]
Se una tale predisposizione non viene combattuta, non possono esserlo neppure le sue manifestazioni.
Ciò che noi chiamiamo falsificazione della vita pubblica è poco applicabile alle donne perché queste ultime giocano un ruolo minore nella vita pubblica

Germania, 1935. Dalla relazione della commissione per il codice penale del ministero della giustizia

(Cit. da Claudia Schoppmann, Nationalsozialistiche Sexualpolitik und weibliche Homosexualitat, Pfaffenweiler, Centaures, Berlino, 1991 in Jean Le Bitoux, Triangolo Rosa. La memoria rimossa delle persecuzioni omosessuali, Manni, 2003)

A due anni dalla nomina di Hitler a cancelliere, si mette mano al codice penale (il famigerato paragrafo 175) per inasprirne le sanzioni in vista della repressione dell’omosessualità. In questa citazione si ritrova concentrato tutto l’armamentario che storicamente è stato utilizzato da ogni tipo di regime totalitario (senza distinzione di colore alcuna) per combattere l’omosessualità, anzi per “estirparla”. C’è anche l’evidenza “programmatica” della condizione e del ruolo destinati alla donna.
Non è dunque propaganda nazista, ma la versione nazista del pregiudizio, fonte dell’odio verso le persone omosessuali (e della gerarchia sociale che colloca la donna in posizione seconda).
Ora, ci vuol poco a rintracciare su google numerosissime citazioni di esponenti della politica che usano quasi le stesse parole della commissione nazista per il codice penale (un esempio facile facile è Rocco Buttiglione) . E nella stessa ricerca capiterà di trovare anche le reazioni del mondo della politica e dell’associazionismo.
E si vedrà immediatamente la sproporzione fra chi usa quelle parole e si comporta dunque da nazistae chi rimbrotta come fosse in un salottino a sorseggiare del tè.
Abbiamo le parole giuste per definire gli eccessi ideologici che incitano all’odio e che politici, esponenti della Santa Sede e della Curia, giornalisti, parlamentari non cessano di vomitare ormai quotidianamente dalle radio, dai giornali, dalla televisione e su internet.
Queste persone sono uguali ai NAZISTI e non dobbiamo avere paura di dirlo.
Non dobbiamo avere paura di dire che anche nell’ufficio di presidenza della nostra Camera dei Deputati siedono dei nazisti.
Non dobbiamo avere paura di dire che ci sono cardinali, vescovi, parroci che sono nazisti.
Non dobbiamo avere paura di dire a chi fa questi discors che è un nazista.
E dobbiamo usare la parola nazista, perché essa evoca un terrore che è ancora (per poco tempo ormai) anticorpo sociale, che ci ricorda cosa significano genocidio, dittatura, tortura, shoah. Recuperiamolo questo terrore, perché abbiamo bisogno di una forte dose di vaccino per impedire nuove degenerazioni totalitarie.