Giuliano Pisapia e i temi eticamente sensibili

Giuliano Pisapia vince le primarie del centro sinistra a Milano.
Bene.
Il giorno dopo, in un’intervista alla stampa dichiara che “Le posizioni eticamente sensibili resteranno fuori dall’agenda comunale. Invece sui temi del Welfare cittadino, sulla costruzione di una città più moderna partendo dai bisogni della gente, è possibile dialogare”.

Forse è utile che qualcuno ricordi a Pisapia che SEL ha recentemente tenuto un Congresso nazionale a Firenze, nel quale si sono presi impegni forti sul tema dei diritti e delle libertà civili, attestando inquivocabilmente che SEL è dalla parte di chiunque sia portatore di cittadinanza dimezzata, ovvero donne, persone lgbtiq, disabili, bambini, migranti, malati, persone bisognose di cure continuative, ecc.

A questo punto sarebbe opportuno che Pisapia spiegasse chiaramente che cosa intende per “posizioni eticamente sensibili”, perché l’espressione ha già suscitato un notevole clamore negli ambienti che, in mancanza di chiarimenti, si ritengono giustamente toccati dalla precisazione di Pisapia. E non la stanno prendendo molto bene, dato che si sta parlando di diritti della persona.
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A meno di poche ore dall’uscita sulla Stampa, Pisapia scrive la sua precisazione che chiude la questione.

Questa è la precisazione di Pisapia, inviata al Direttore de La Stampa.
Per me è più che sufficiente e dimostra piena competenza nel ruolo.

Grazie a tutt* quell* che hanno espresso la loro opinione.

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Caro Direttore,

mi ha sorpreso la sintesi del mio pensiero che leggo nell’articolo di Marco Alfieri. Ogni sintesi è a rischio ma questa volta sento proprio la necessità di precisare. Penso che le questioni eticamente sensibili abbiano grande rilevanza politica e civile e le mie posizioni in materia sono note e non voglio qui riprenderle.
Ho detto quasi ogni giorno che tra i primi atti da sindaco ci sarà l’istituzione del registro delle unioni civili e delle coppie di fatto. Ho insistito su questa scelta, che considero essenziale per una città moderna e giusta: a partire dal registro, che riguarda tutte le forme di convivenza e di relazione affettiva, verranno estesi gli interventi in campo sociale – nel senso più ampio – sostenuti dal comune.
Sinceramente non penso sia un palliativo, tant’è vero che è uno dei punti che fanno la differenza tra le diverse proposte dei candidati. E, tra l’altro, è quanto può fare una amministrazione comunale sul piano degli interventi per così dire materiali.
La battaglia di civiltà di cui sono convinto deve portare a considerare le persone nella loro integrità e personalità, sconfiggendo così discriminazione, sessismo, intolleranza.
Penso invece, ho detto e qui ribadisco, che le scelte per la buona amministrazione – e Milano ne ha bisogno come il pane – non sono subordinate all’intesa su questioni che richiedono una legge nazionale, anche perché implicano questioni di coscienza profonde, intime, personali. Su questo ho convinzioni e opinioni, che esprimo e continuerò ad esprimere, anche da sindaco se i milanesi mi eleggeranno, ma non sono né possono essere oggetto di programmi di governo locale.
Laicità è per me anche questo: saper distinguere gli ambiti, la competenza nel senso alto e non meschino del termine, la capacità di lavorare su quanto unisce o può unire.
La sintesi può essere “fuori dalla porta”? non credo proprio.
Giuliano Pisapia

Una risposta a Giuliano Pisapia e i temi eticamente sensibili

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