Vieni via con me: no, grazie


Molto rumore per nulla, o quasi.

Confesso che l’ho guardata solo per vedere Nichi Vendola e Claudio Abbado. Ma me ne sono andato a dormire, piuttosto annoiato, più o meno a metà della pièce di Benigni.

Mi aspettavo, da Fazio e dagli altri autori, un prodotto decisamente più all’altezza della situazione tragica in cui il Paese vive. Invece mi sono trovato davanti un ciafruglio di ingredienti mal cotti e mal conditi.

Potrei stare ore a sentire Dario Fo che mi racconta dei potenti e li mette alla berlina. Ma  5 minuti di Saviano che guarda in alto e soliloquia sulla mafia e su quanto era bravo e solo Falcone, basterebbero a far cambiare canale a chiunque passasse per caso in quel momento su Rai 3 e non appartenesse alla categoria “di sinistra-colto-un po’ arrabbiato” (che per inciso, tutta quella roba là, già la conosce). Benigni ha visto tempi migliori, decisamente molto. La tiritera degli elenchi, al terzo giro è di una noia mortale, anche se la legge Nichi Vendola.

Nella prima puntata “Vieni via con me” ha messo in scena il peggio che ci si potesse aspettare dai suoi autori. Un modo assolutamente privo di appeal di fare televisione, contenuti lontani dalla realtà del Paese, un tentativo mal riuscito di mettere in scena attualità, teatro, giornalismo ed informazione. Un programma che non convince perché su temi di grande interesse annoia e allontana, ma che non vince perché non dice nulla di nuovo e quello che dice lo dice in modo prolisso, laterale, accennato. Insomma si parla senza dire, appoggiandosi a icone di belle persone che non sono più.

Un programma di cui non sentivo assolutamente nessun bisogno e che boccio senza appello. Saviano è ottimo giornalista e scrittore, Fazio è ottimo giornalista e anchor man. Nichi è il mio leader e il mio politico di riferimento (adesso confesso che subito dopo, tra i viventi, potrei mettere Fini). La Finocchiaro è sempre una brava attrice, Benigni dovrebbe seriamente ripensare il suo modo di essere attore.

Gli unici momenti veramente emozionanti sono stati la suora che legge le ragioni per costruire la moschea a Torino e le immagini di Falcone. Piuttosto poco per tutto il frastuono che ha accompagnato la trasmissione prima della sua messa in onda.

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6 pensieri su “Vieni via con me: no, grazie

  1. diego

    Sono assolutamente d’accordo. Il messaggio che é passato é il seguente: la sinistra é dalla parte della cultura, la cultura é noiosa. Praticamente un suicidio in diretta.

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  2. Oscaruzzo

    Stavo leggendo e mi dicevo “quanto sono d’accordo”. Poi sono arrivato a “adesso confesso che subito dopo, tra i viventi, potrei mettere Fini” e mi sono cascate le braccia.

    Ma come? Fini?? Quel gran “genio politico” (secondo me e` piu` azzeccato definirlo “verme strisciante”) che non fa altro da anni che cercare di strattonare il suo “capo”, salvo poi ammorbidirsi non appena ottiene quello che vuole? Quello che una settimana si` e una settimana no passava da essere il “grande critico” di Berlusconi e poi subito dopo il suo piu` fedele “votatore di porcherie”?

    E poi non facciamoci illusioni. Fini magari non e` un criminale patentato come Berlusconi, ma rimane un uomo di destra. Su OGNI argomento politico, dalla gestione della scuola a quella della sanita`, in materia di lavoro, privatizzazioni, assistenza sociale, eccetera, mi aspetto da lui esattamente le politiche che sta portando avanti questo governo. Davvero il tuo “secondo politico di riferimento”? Ma allora la politica non conta nulla? Basta il carisma personale?

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  3. Linda

    A me è piaciuto, tanti spunti, ma sopratutto hanno lanciato lì un messaggio, si può guardare la realtà da un punto di vista diverso…partendo dall’ironia come apertura mentale. “Se un uomo con la pistola incontra un uomo con la penna, l’uomo con la pistola muore”…vi sembra poco? l’invito a riflettere che è stato lanciato? Stamani ero in sala d’attesa per delle cure tra persone over 50, parlavo con mia sorella dell’elenco sui gay, e le persone si giravano…qualcuna non c’è l’ha fatta più e mi ha detto… anche il direttore d’orchestra è stato grande! Ho visto un Benigni che cercava le parole giuste, un Saviano che non sapeva dove prendere per tutte le parole che aveva da dire…vi sembra poco? a me no.

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  4. Allegrezza Autore articolo

    @ diego: grazie per l’apprezzamento

    @ oscaruzzo: non ho intenzione di promuovere alleanze con FLI, ma devo riconoscere le capacità di Fini. Sono indubbie ed indiscutibili e non ho nessuna paura ad ammetterlo, così come credo che proprio dalle mosse di Fini e di Vendola stia nascendo il cambiamento.

    @ Linda, con simpatia, hai mai provato a togliere di mezzo uno che ti punta una pistola addosso con una penna, proprio nel momento in cui ti sta per sparare?

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  5. cleomartone

    Pensate, o pensosi sinistrorsi, quanto sia costato il programma nella sua totalità ovvero 2 milioni e 250 mila euro! 740 mila euro a puntata! Alla faccia della libertà di stampa! Piuttosto, libertà di arricchirsi con Rai ed Endemol, in vario modo ascrivibili all’odiato Berlusconi! Se il direttore generale, Masi non vi avesse messo lo zampino, il totale sarebbe stato di 500mila euro in più, incluso il cachet da 250 mila euro per Benigni, cui poi quest’ultimo ha rinunciato, indotto dal succitato Masi! Certo, la “cultura” non và pesata in ragione dei costi, che costituiscono una variabile indipendente, quando li ripianano gli altri…! Però, come dici tu, editore, non vi era bisogno di strapagare da Saviano passando per le scenografie fino ai supertecnologici microfoni, per sentirsi ribadire, stancamente, la solita solfa trita e ritrita! Tanto più che più si dà addosso a Berlusconi, concetricamente, più gli elettori si convincono che solo il Premier sia l’antipolitico e lo votano!

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  6. Barbara

    A me il programma è piaciuto molto. L’unica cosa stonata: le smaronate di Maroni. Il Ministro dell’Interno che va a parlare a nome della Lega, secondo me abusa del potere che ha. Si vanta tanto degli arresti, dimenticando i carabinieri e la polizia, che sono i veri protagonisti di questi arresti.

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