Dopo poco più di un mese dalle (regolari e legittime) elezioni del Consiglio Direttivo del Circolo Mario Mieli, lo stesso è decaduto e sono state convocate nuove elezioni.
Nelle precedenti elezioni erano stati eletti Andrea Maccarrone, Andrea Mele, Maddalena Vaiani Lisi, Vincenzo Ianniello e Rossana Praitano. Quest’ultima, dopo una riunione fiume del Direttivo che doveva eleggere presidente, vice presidente e tesoriere, si è dimessa. A seguire, di pochi giorni fa, le dimissioni di Vincenzo Ianniello degli altri consiglieri (Ianniello, Mele e Maccarrone, non ho capito se anche Vaiani Lisi) e la constatazione della impossibilità di procedere senza necessità di riconvocare i soci per nuove elezioni.
Che succede? (E’ una domanda che gira qua e là sul web e nelle conversazioni, ma non trova risposta causa un riserbo che definirei “sovietico”. Ecco dunque alcuni miei personali contributi per chi voglia saperne di più).
E’ presto detto. L’apparato burocratico del Circolo Mario Mieli ha letteralmente rifiutato l’esito delle elezioni ed ha armato una fronda interna che ha reso impossibile al direttivo entrante di esercitare il potere rappresentativo che gli era stato affidato dai soci, ripeto, in regolari elezioni. Rendendo di fatto indispensabile ricorrere a nuove elezioni.
Per comprendere, credo sia utile qualche elemento fattuale e qualche riflessione.
Alcuni fatti, senza pretesa di essere obiettivi.
- Poco prima delle elezioni, essendo io un convinto sostenitore delle candidature di Maccarrone, Ianniello e Vaiani Lisi, mi sono permesso di scrivere un messaggio Facebook a tre persone, per invitarle a venire alle elezioni e a dare il loro voto scegliendo fra i tre. Aggiungevo alcune note programmatiche elaborate da me in base a conversazioni avute con loro:
* maggiore persenza giovanile
* maggiore efficienza operativa
* più trasparenza
* più coinvolgimento con la comunità
* più collegialità nelle decisioni
* avvio delle attività per l’eurpride
* recupero dei momenti di confronto politico allargato alla partecipazione dei soci - Questo messaggio, da una delle persone cui era stato inviato, è stato stampato (è noto a tutti che i messaggi facebook NON POSSONO ESSERE INOLTRATI) e consegnato alla presidente uscente (Rossana Praitano), su sua richiesta.
- Il giorno dell’assemblea per l’elezione delle cariche, la mia personale iniziativa è stata fatta passare dalla presidente in persona, come un complotto ed una diffamazione pubblica su facebook ai danni del Circolo, interpretando, in modo del tutto soggettivo, la parola trasparenza come un’accusa alle gestione delle risorse economiche del circolo.
- Nonostante l’evidente “organizzazione” di tutte le parti in causa, il direttivo uscente viene confermato solo in parte (Mele, Praitano, Maccarrone) e vengono eletti due nuovi consiglieri (Vaiani Lisi e Ianniello) che di fatto consentono di costituire una maggioranza alternativa alla precedente
- Si noti che appena proclamati i risultati c’è stata un’immediata reazione di parte dell’apparato burocratico-informativo del circolo, scandalizzato per gli esiti del voto (!)
- Nella successiva riunione del direttivo, la nuova maggioranza fa “asso piglia tutto” ed elegge Maccarrone presidente, Vaiani Lisi vice e Ianniello tesoriere. Tutti giudicati immaturi ed inadatti alle cariche, ovviamente sempre dall’apparato e da alcune figure storiche.
- La Praitano, si dimette e fa convocare una riunione dei soci per mettere in discussione l’intera questione. Facile immaginare il clima di questi incontri, che avevano l’unico scopo di delegittimare le elezioni ed il loro esito.
- La manovra riesce e si indicono nuove elezioni.
Alcune opinioni del tutto personali.
- Le persone che hanno incarichi retribuiti dal Circolo o dalle strutture ad esse collegato non dovrebbero essere soci, o almeno non dovrebbero avere diritto di voto: il conflitto di interessi è evidente ed ha prodotto un effetto distruttivo che altrimenti si sarebbe potuto evitare.
- Il circolo ha sempre avuto almeno due anime: una profondamente conservatrice ed una più aperta al cambiamento e al futuro. In questa occasione, quella più aperta al futuro, pur avendo avuto un consenso maggioritario si è lasciata mettere nel sacco da quella minoritaria e conservatrice. Una buona occasione sprecata.
- Significativo che la maggioranza “progressista” si fosse costruita attorno a persone che si erano fortemente impegnate sul piano culturale. Un fatto, questo, ricorrente nella storia del Circolo, in cui i progetti di natura culturale non hanno mai goduto di buona fama e sono stati spesso affossati con varie scuse (non coinvolgono, non portano soldi, ecc.), oltre che con una sostanziale indifferenza da parte dell’apparato.
Questi i miei spunti di riflessione, rivolti a chi è interessato. Con l’occasione, informo i miei affezionati lettori che sto seriamente meditando sull’ipotesi di candidarmi alle prossime elezioni del Circolo, non con lo scopo di essere eletto, quanto piuttosto per portare queste riflessioni e queste che in parte sono accuse, proprio davanti all’assemblea elettiva, in modo che si tenga conto anche di fatti “non detti” e di storie “taciute” quando si esprimeranno le proprie preferenze.
[Nota 1. Apparato burocratico informativo: insieme dei prestatori d'opera retribuiti economicamente in forma diretta o indiretta da parte sia del Circolo, sia delle strutture operative ad esso collegate]

Mi dispiace di questo affossamento del nuovo direttivo, perché ne va di mezzo anzitutto il buon nome del Mieli. Poi non so, mi pare abbastanza ridicolo quello che è successo, vedendolo da fuori. Rossana è stata presidente per 7 anni, se non erro, e un ricambio al vertice poteva solo far del bene al Circolo tutto. Invece sembra che si sia verificata la classica legge della resistenza degli apparati precedenti. Bah, in questo modo ora sappiamo che tra l’Arci Gay Roma e il Mario Mieli non corrono poi tutte queste differenza, quando si parla di ricambio generazionale: non è proprio gradito. Poi ci si domanda come mai il movimento LGBTQ italiano è il più fallimentare dell’intero Occidente? Secondo me anche in un episodio di questo genere si può trovare il perché del fallimento generale.
Un paio di domande.
1)
Su 5 consiglieri se ne dimette 1 (la Praitano, da quanto ho capito).
Si convoca un’assemblea dei soci che discute e revoca i restanti 4 consiglieri, indicendo nuove elezioni (oppure vale la clausola simul stabunt, simul cadent?).
Mi sembra che siano i soci a dover decidere e se hanno deciso di revocare i consiglieri cosa c’è di male?
2)
Perchè il ricoprire incarichi di “governo” e l’essere soci sono due anime inconciliabili?
In qualsiasi struttura organizzata a partire dalla democrazia (i nostri politici, votano alle elezioni), fino alle primarie del PD, per arrivare anche alle forme economiche organizzate (soci e consigli di amministrazione delle SPA, SRL e bla bla bla).
Nel momento in cui esistono due anime, una progressista e una reazionaria, è chiaro che ci saranno dei conflitti. Sta alle due anime convicere i soci a portare avanti un’istanza piuttosto che un’altra.
Al massimo bisogna prendersela con i soci che hanno cambiato idea!
Ciao.
Permaledro
spiegazione ad uso di chi ha gli stessi dubbi di permaledro
al mario mieli si scelgono con le elezioni i 5 consiglieri.
da statuto se decadono i 3/5 del direttivo si devono rifare le elezioni.
si è dimessa la precedente presidente.
in seguito alla sollevazione si è dimesso ianniello.
tecnicamente si poteva andare avanti lo stesso fino alle dimissioni di un altro consigliere (che non sarebbero tardate), politicamente sarebbe stato inaccettabile.
è stata convocata una nuova assemblea elettiva che eleggerà i 5 nuovi consiglier.
pertanto, non c’è stata nessuna revoca da parte dei soci
chi percepisce una retribuzione come dipendente o come collaboratore (non ha dunque incarichi di governo) ed è anche socio, è contemporaneamente parte deliberante e parte economicamente beneficiaria delle decisioni prese dall’organo esecutivo elettivo. questo è un conflitto di interesse e si sa dove portano i conflitti di interesse non risolti.
Guido, non capisco alcune cose.
E siccome mi conosci, sai che la mia lettura del tuo post si basa sulla percezione che ho da esterno all’associazionismo sia generale sia particolare.
Al punto 7 dici che è stata convocata una riunione dei soci che indice nuove elezioni, sulla base di un’opera di delegittimazione svolta dalla Praitano e dall’apparato burocratico del Circolo.
Nella risposta al mio commento dici che non c’è stata revoca da parte dei soci.
Ma allora i soci cosa sono stati chiamati a fare? A eleggere 2 consiglieri, perchè solo 2 si sono dimessi o a rieleggere tutto il comitato a seguito della revoca dello stesso?
Comunque trattandosi di una associazione, le attività vengono svolte dai soci sotto il coordinamento del Comitato. Ebbene, se i soci in una riunione successiva hanno deciso che dovevano indirsi nuove elezioni, così deve essere, perchè in teoria sono gli stessi soci che a maggioranza hanno eletto lo stesso Comitato che ora lo delegittimano.
Hanno cambiato idea? Può essere, ma se le assemblee sono aperte a tutti i soci, non vedo dove siano i sotterfugi.
Per quanto riguarda il conflitto di interessi, purtroppo non lo riesco a vedere. Non stiamo parlando di controllore e controllato, racchiusi nella stessa persona, come è ad esempio quello del nostro presidente del consiglio, ma di persone che lavorano per il Circolo e che contemporaneamente possono dare un contributo di indirizzo. Questo normalmente accade in tutte le forme associative organizzate (come ho detto sopra, vedi le SPA, le SRL, le Fondazioni, i Partiti).
Insomma, quello che non capisco del tuo post è: dove sta il sotterfugio dell’apparato burocratico? E soprattutto chi è questo apparato burocratico? Sono così tanti da determinare le elezioni? Sono così potenti da influenzare la maggioranza dei soci?
al punto 7 dico: La Praitano, si dimette e fa convocare una riunione dei soci per mettere in discussione l’intera questione.
Da statuto avrebbe potuto chiedere una convocazione ufficiale dell’assemblea dei soci per deliberare la sfiducia ai membri del direttivo (cosa che si è ben guardata dal fare…). Si è trattato invece di una riunione dei soci e non di un’assemblea che non aveva alcun potere deliberante. Ma poteva mettere in discussione le sue dimissioni, cosa che è puntualmente avvenuta.
Sul resto delle questioni.
Il conflitto c’è, perché rispetto al volontariato, è preminente l’interesse alla protezione del reddito personale, che può essere messo in discussione diretta proprio dalle persone elette nel consiglio direttivo (cosa che è stata ampiamente messa in pratica in passato). In quanto al numero, rispetto alle proporzioni del circolo, anche 5 persone possono fare la differenza e ti assicuro che i percettori di reddito sono non meno di cinque.
Sebbene esterno, credo che permaledro abbia colto perfettamente il succo della questione: l’assemblea che ha manifestato una sfiducia nei confronti del risultato delle elezioni è la stessa che ha democraticamente eletto il direttivo dimissionario. In realtà non è stato un cambio d’idea, quanto una presa di coscienza che il risultato elettorale non corrispondeva alla reale volontà dei soci, poiché le intenzioni dei membri del direttivo eletto (ossia il cambio totale di dirigenza) si sono palesate solo dopo le elezioni, e non prima, come sarebbe stato corretto e onesto. In sostanza, Andrea Maccarrone non si è candidato come alternativa alla presidenza di Rossana, e questo ha creato malumori nei suoi stessi elettori. Anzi, direi che gli stessi punti di contrasto e di dissenso nei confronti della gestione Praitano sono stati resi noti in maniera molto tiepida (quasi per nulla per la verità… infatti nessuno se n’è proprio accorto), in sede di presentazione delle candidature, sicuramente non in maniera tale da far pensare ad un ribaltamento totale di tutte le cariche più importanti.
Sempre in accordo con permaledro, nemmeno io riesco a vedere un conflitto nel dare il voto ai dipendenti del circolo. Funziona così dovunque, anzi penso che nelle organizzazioni sindacali, come nei partiti politici, la tessera associativa sia spesso obbligatoria per poter lavorare all’interno dell’organizzazione. Inoltre, trovo assolutamente normale che a chi ha interessi anche di natura economica, sia data la possibilità di dare un’indicazione sul direttivo. Un’indicazione, appunto, e non un potere decisionale. Infatti, correttamente, nessun dipendente del circolo partecipa come candidato all’elezione del direttivo, perché in quel caso ci sarebbe il conflitto vero, in quanto verrebbero a coincidere datore di lavoro con dipendente. Se poi se ne fa una questione di numeri, caro Guido, l’esercito di cammelli che ha votato alle ultime elezioni dimostra che quella scarsa cinquina di dipendenti non può di certo orientare in maniera determinante né le votazioni, tantomeno l’opinione “pubblica” dei soci…
In pratica Alessandro ci dice che i soci che hanno votato per Maccarrone non pensavano che Maccarrone sarebbe diventato presidente. Buffi elettori. Cmqe, se le cose stanno come Alessandro dice, il problema sarà presto risolto: questi elettori buffi alle prossime elezioni anziché di votare per Maccarrone e il cambiamento che non vogliono, voteranno per Rossana e la conservazione dello status quo ante. Dico bene?
Voteranno sapendo cosa può accadere con il loro voto… che cosa antidemocratica, vero?
Chi pensa che il cambio di presidenza sia fisiologicamente possibile ad ogni nuova elezione dimostra di non conoscere le dinamiche del circolo, dove – generalmente – quel tipo di passaggio è sempre stato condiviso, discusso e, alla fine, sostenuto dai soci. Tutte le volte in cui non è stato così, ci sono stati scontri, divisioni e rotture, esattamente com’è successo questa volta. Mi si potrà obiettare che non è una prassi necessaria quella di “concordare” una presidenza tra i soci, e che non deve essere per forza una scelta condivisa all’unanimità. Ma, dato che esprimo qui la mia opinione, e che non parlo a nome di nessuno, dico che, per quanto mi riguarda, vorrei che invece un cambiamento così importante fosse il più possibile annunciato, condiviso e ragionato. Anche perché la storia del Mieli insegna che ogni volta in cui non è accaduto, il prezzo pagato è stato molto alto, e non credo fosse solo per l’opposizione di un apparato di “anziani”. Purtroppo temo che le nuove elezioni finiranno per scontentare tutti e dare una soluzione “minore”… ma credo altresì che non ci fossero le condizioni per andare avanti in maniera serena.
Sciltian… comunque la tua ironia è fuori luogo. Conosco molte persone che hanno votato senza rendersi conto che, con il loro voto, Andrea sarebbe potuto diventare presidente. Ed io sono uno di quelli. Sono buffo, stupido, ingenuo, sprovveduto? Può essere, ma un candidato rispettabile ha il dovere di guadagnarsi il voto anche degli stupidi, e per farlo ha bisogno soltanto di spiegare prima cosa intende fare poi, con il voto che chiede!
la presidenza del circolo mario mieli non è stata MAI concordata con i soci. è sempre stata stabilita all’interno del direttivo.