Archivio Mensile: ottobre 2009

Appello al Parlamento

APPELLO AL PARLAMENTO
Contro omofobia e transfobia si colga ogni occasione di migliorare il testo prima dell’approvazione

Egregi Onorevoli,

oggi inizia la discussione nell’Aula della Camera dei Deputati sulle norme aggravanti per i delitti ai danni delle persone omosessuali.

La relatrice della legge è Anna Paola Concia, unica parlamentare dichiaratamente omosessuale, che in questo anno ha tentato tutte le strade per ottenere un risultato rispetto al tema.

La ringraziamo, così come ringraziamo tutte e tutti i parlamentari che hanno proposto in Commissione Giustizia e che riproporranno in aula emendamenti che intendono migliorare il testo base.

Vi chiediamo di prestare attenzione a quello che sta accadendo nel Paese: negli ultimi anni gli omicidi, le aggressioni, le violenze nei confronti delle persone gay, lesbiche, trans sono aumentati in misura preoccupante. Per queste ragioni avevamo proposto, l’immediata e più corretta estensione della legge Mancino che prevede sanzioni e aggravanti rispetto ai delitti d’odio.

Nel Parlamento questa strada non riscuote il consenso della maggioranza dei/delle deputate, per cui avete ricercato una mediazione, che si esplicita con il provvedimento che oggi avvia il suo iter. E’ un provvedimento che non ci soddisfa, che non contiene per esempio le aggravanti per i delitti contro l’onore (insulti, minacce) né rispetto ai danni procurati al patrimonio (beni mobili e immobili). Soprattutto è stato eliminato un riferimento esplicito e chiaro rispetto alle persone trans.

Su questo ultimo punto anche il ministro Mara Carfagna si è espressa decisamente a favore dell’immediata reintroduzione. Le persone trans, sono le più esposte e colpite da ogni tipo di angherie, l’Italia ha il triste primato di essere lo Stato, nel mondo occidentale, dove sono assassinate il più alto numero di persone trans.

Facciamo appello al senso di giustizia: date un segno tangibile che anche a noi è riconosciuta la possibilità di ottenere un primo piccolo passo verso la piena cittadinanza.

Vi chiediamo di reintrodurre la norma che tutela le persone trans e di votare approvare così un provvedimento, che in questo momento storico assume i connotati di una risposta politica e assunzione di responsabilità da parte del Parlamento italiano.

Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay
Francesca Polo presidente nazionale Arcilesbica
Giuseppina La Delfa presidente nazionale Famiglie Arcobaleno
Rita De Santis presidente nazionale Agedo – Genitori di figli omosessuali e trans
Fabianna Tozzi presidente nazionale AssociazioneTransgenere
Franco Grillini presidente GayNet
Enrico Oliari presidente nazionale GayLib
Sergio Rovasio segretario nazionale Associazione Radicale Certi Diritti
Vladimir Luxuria, artista
Riccardo Gottardi segretario nazionale Arcigay
Fabrizio Marrazzo presidente Arcigay Roma
Stefano Aresi presidente Circolo di Cultura Omosessuale Milk Milano
Martina Castellana direttivo nazionale GayLib
Carlo Cremona presidente Iken Napoli
Fabrizio Ungaro presidente Ireos Firenze
Francesco Piomboni presidente Arcigay Firenze
Daniele Brosolo presidente Arcigay Udine
Fabio Astrobello presidente Arcigay Reggio Emilia
Giorgio Dell’Amico presidente Arcigay Modena
Flavio Romani presidente Arcigay Ferrara
Emanuele Sigismondi Arcigay Cuneo
Stefano Co’ presidente Arcigay Trentino
Ivan Belloni presidente Arcigay Pesaro Urbino
Mauro  Cioffari  responsabile sito  informativo GayRoma.it
Guido Allegrezza
Stefano Bucaioni
Marco Tagliatela
Andrea Benedino consigliere nazionale Arcigay
Rosario Murdica consigliere nazionale Arcigay
Marco Reglia responsabile nazionale  Arcigay sulla Memoria
Simone Barbieri Tavolo lgbte Roma e Lazio
Queer.SeL – Sinistra e Libertà per la cultura delle differenze
Associazione Nuova Proposta donne e uomini omosessuali cristiani di Roma
Associazione Liberamentenoi di Roma
Gabriele Murgia Segretario Coordinamento Torino Pride
Mauro Pirovano presidente “Renzo e Lucio” Lecco
Cristiana Alicata

UGUALI – 10/10/09 a Roma

Uguali

Liberi e eguali in dignità e diritti
(articolo 1 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani)

Noi promotori della manifestazione del 10 ottobre vogliamo rispondere alla violenza con il nostro contributo sociale e culturale. Rivendichiamo uguali diritti e doveri, pari dignità, riconoscimento giuridico di tutti gli amori, di tutte le famiglie.

Invitiamo le persone gay, lesbiche, bisessuali, transgender, ed eterosessuali a far sentire la loro voce impegnandosi a costruire un’Italia differente, che agisca per un cambiamento vero, profondo che riguarda la cultura e la convivenza.

Il 10 Ottobre 2009 saremo a Roma, come movimento lgbt, coscienti di convocare una manifestazione in un clima che in generale è violento, che colpisce noi, migranti, donne e altri soggetti sociali ritenuti deboli.

In questo quadro, rivendichiamo come fondamentale necessità democratica e civile interventi legislativi contro l’omofobia e la transfobia, che estendano la legge Mancino anche all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Sarà solo un primo passo non certo esaustivo né sufficiente. La negazione e l’opposizione al riconoscimento di diritti per le persone e le coppie lgbt è già di per se omofobia e transfobia. La Costituzione italiana e la Dichiarazione Universale dei diritti umani indicano con chiarezza il principio di uguaglianza che deve impegnare le istituzioni tutte ad agire con interventi informativi e culturali, a partire dalla scuola, dove il fenomeno del bullismo è in preoccupante espansione.

Vogliamo che il 10 ottobre sia una manifestazione in cui ogni persona lesbica, transgender, bisessuale, omosessuale, intersessuale abbia accanto le proprie famiglie, i colleghi di lavoro, i compagni di studio , i vicini di casa, perché crediamo che il dialogo e la condivisione siano gli elementi decisivi per far avanzare i nostri diritti e con essi la società italiana.

Chiediamo a chi parteciperà di rispettare le modalità che abbiamo deciso, che prevedono una manifestazione aperta da una enorme bandiera Rainbow, in cui sfileranno associazioni, movimenti, sindacati ciascuno con le proprie bandiere.  Invitiamo i partiti a leggere con attenzione la piattaforma rivendicativa collegata a questo documento e ad aderire e partecipare solamente se la condividono in toto.

Chiediamo di rispettare la nostra decisione di escludere striscioni e bandiere dei partiti, nel pieno riconoscimento della nostra autonomia e del senso stesso della manifestazione.

Per le modalità di adesione all’iniziativa cliccare qui