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We have a dream – Interviste
Questo articolo è stato pubblicato in GLBTQ, internet, PRIDE!, proteste, roma ed etichettato con accoltellamento, aggressione, attentato, comunità glbt, discriminazione, facebook, fiaccolata, GLBTQ, internet, lgbt, micropride, omofobia, PRIDE!, proteste, razzismo, roma, sindaco, we have a dream. Includi tra i preferiti il permalink.


Mhhh, io penso che l’intervento della Alicata (quinta colonna del PD nel movimento LGBT) metta proprio il dito nella piaga: che, al contrario di quanto lei dice, tante persone vorrebbero davvero superare gli attuali gruppi LGBT che gestiscono saune, discoteche, sexclubs, che fanno lingua in bocca con la politica x gestire servizi fittizi o comunque non funzionanti e ogni tanto fanno boccuccia quando qualcuno si suicida.
Mi auguro invece che questi “micro-pride” minino le attuali aggregazioni politico-partitiche (Arcigay, Mario Mieli, DGP), per creare un movimento più vasto, in cui non mi sia più imposto di vedermi rappresentato da persone non scelte né votate liberamente (tutti sanno come funzionano le elezioni Arcigay, e del DGP non parliamo proprio! Il Mieli è più democratico, ma comunque rappresenta una minuscola frazione della popolazione LGBT romana).
Lorenzo, Cristiana non è una quinta colonna del PD, come io non lo sono dei Radicali o di Sinistra e libertà. Il nostro impegno è noto e l’iniziativa We have a dream e collegiale: eventuali “strappi” in una direzione o nell’altra non sarebbero possibili.
Le associazioni cui fai riferimento tu sono solo una parte, pur cospicua, dell’universo glbt a Roma. Per quanto mi riguarda non c’è bisogno di minarle. Hanno il loro ruolo e la loro funzione, chi non gradisce, può anche non usufruire della loro offerta. Il problema è che in questo momento esiste una questione di fasatura fra le richieste delle persone glbt a Roma e il senso della rappresentanza che alcuni soggetti vantano più o meno velatamente, oppure che pensano di avere.
Dunque non contrapposizione o delegittimazione, ma una richiesta di ASCOLTO delle esigenze delle persone, oltre le appartenenze. Credo che qualcuno coglierà questo messaggio, altri no. Pazienza. Si lavorerà con i primi, dando più voce e più corpo al movimento.
(dimentichi proprio certi diritti, che è molto vicina al partito radicale, ma è sostanzialmente