“Non mi fido della vostra sicurezza”
Intervista di Lampi di pensiero a Claudio Fava, candidato per Sinistra e libertà alle elezioni Europee del 6 e 7 giugno 2009.
Disponibile anche sul sito di Sinistra Democratica.
“Non mi fido della vostra sicurezza”
Intervista di Lampi di pensiero a Claudio Fava, candidato per Sinistra e libertà alle elezioni Europee del 6 e 7 giugno 2009.
Disponibile anche sul sito di Sinistra Democratica.
Fava ripete quanto scritto nel programma.
Su queste parole di Fava io mi riconfermo definitivamente nella decisione di non votare alle Europee Sinistra e Libertà.
Sono solo parole di principio stanche e senza conseguenze politiche.
La distinzione tra “migrazione legale” ed “illegale”, che c’è nel programma (C4) e nelle parole di Fava, invece di disconoscere l’impianto del pacchetto sicurezza ne riconferma la base ideologica e fondante.
Voterò solo per chi presenterà nella piattaforma come punti specifici:
- il rifiuto totale ed assoluto e l’impegno di lotta contro il “reato di immigrazione clandestina”
- il rifiuto totale di tutta la normativa di sicurezza che preveda discriminanti di trattamento in base a nazionalità ed etnia
- l’impegno a lavorare per l’abbrogazione della Bossi/Fini e della Turco/Napolitano
- l’impegno di rifiutare su base Europea ed Italiana il concetto stesso di centri di detenzione amministrativa o penale per i migranti (CIE / CPT)
- l’impegno a rendere effettive le indicazioni costituzionali ed i trattati ONU e le prescrizioni europe sui rifugiati, in particolare rigettando tutti gli accordi sui flussi migratori con i paesi, come la Libia, che non applicano i principi della Carta dei Diritti universali dell’uomo e che non hanno sottoscritto gli accordi sui rifugiati politici ed economici
- che non abbia in programma una revisione sul diritto di cittadinanza passando dal medioevale diritto sullo Jus Sanguinis ad una normativa fondata sullo jus soli.
- che non preveda l’apertura delle frontiere ai flussi migratori abolendo il concetto di permesso di sogiorno
- che non si impegni a mettere al centro dell’impegno legislativo la lotta senza quartiere a tutte le forme di sfruttamento del lavoro migrante e dei flussi migratori, dando sicurezza in primis ai migranti e combattendo l’alleanza fra le norme vessatorie e di abuso che portano nel silenzio dei diritti milioni di persone (legge sul caporalato, sul lavoro nero, sicurezza del lavoro, lotta allo sfruttamento della prostituzione e revoca di tutte le norme contro le/i lavoratori del sesso);
Queste sarebbero le norme sulla sicurezza che renderebbero vera la lotta alla mafia.
- riconoscimento delle minoranze linguistiche e promozione della valorizzazione culturale delle culture minoritarie.
Ne parlerò sul blog a breve, questi solo degli appunti … magari avrei fatto bene a mandarteli prima dell’intervista.
Ecco su Mazara del Vallo quanto dice Camilleri : http://www.youtube.com/watch?v=3nAWFou1XPc
Ciao.
c’è un NON di troppo al punto del diritto di nascita.
Bello il discorso di Camilleri … ma bisogna passare dai “buoni principi” a politiche vere.
Un paese civile non dovrebbe stare a sentire la “parabola” di uno scrittore, ma applicare, semplicemente applicare, quello che è scritto:
- nella costituzione
- nella Carta dei Diritti Universali dell’uomo ed i decine di pronunciamenti e trattati dell’Onu
- nella normativa europe
E’ il momento di finirla con le conversazioni sul politicamente corretto e sui buoni sentimenti … ed andare ad uno scontro politico duro sul tema dei diritti.
Sto per andare alla manifestazione a Piramide …:
Un appello e l’invito per un presidio a Roma:
Solidarietà con le recluse e i reclusi di PONTE GALERIA! Ponte Galeria, Roma. Tunisina si impicca al CIE.
Un altro omicidio di stato. Nella notte tra il 6 e il 7 maggio 2009 nel Cie di Ponte Galeria è morta Nabruka Mimuni, detenuta tunisina, 44 anni. Residente in Italia da 30 anni, è stata arrestata due settimane fa mentre era in fila per rinnovare il permesso di soggiorno.
Le hanno comunicato che sarebbe stata espulsa e si è uccisa.
Da quel momento i detenuti e le detenute di Ponte Galeria stanno dando vita ad uno sciopero della fame per protestare contro questa morte, contro le condizioni disumane di detenzione, contro i maltrattamenti, contro i rimpatri, contro l’esistenza dei CIE.
Sabato 9 maggio, ore 15.00 appuntamento alla Metro Piramide in solidarietà con le lotte dei reclusi e le recluse nel CIE di Ponte Galeria come in tutti gli altri lager d’Italia Chiudere i CIE subito Nessuna gabbia, Nessuna frontiera!
Ciao Hidden Side. E’ bella la parabola di Camilleri, è vero, però non sò fino a che punto è intrisa di romanticismo. Io conosco dei colleghi della provincia di Trapani che non amano gli Immigrati del Nord Africa, per lo più tunisini e maghrebini. Sebbene molti nomi della toponomastica siciliana siano arabi. Talvolta parlando con i nord-africani e dicendo un nome di una città Siciliana loro riescono a tradurne il significato dall’arabo.
Mi correggo “per lo più tunisini e marocchini”
@ Eugenio
Credo necessario svolgere alcune considerazioni sul senso del tuo intervento che apprezzo molto, nonostante il piglio forse un po’ polemico e in un certo qual modo acrimonioso.
Nel programma di Sinistra e Libertà, in tema di migrazioni si fanno affermazioni che, sebbene non sono testualmente coincidenti con le tue posizioni, sono ad esse molto affini.
La migrazione è considerata un fenomeno permanente, che richiede una poltica europea condivisa, basata sull’eguaglianza dei diritti, sulla responsabilità e sul mutuo rispetto. In questo senso si parla di legaliltà, ovvero di “regolarità delle procedure di ingresso e soggiorno”. Il rifiuto della penalizzazione dell’immigrazione clandestina è lapalissiano.
Viene affermata una politica d’inclusione che preveda diritti di
cittadinanza e di espressione e pari diritti tra migranti e cittadini UE nel lavoro e nello studio. Oltre alla necessità che l’Europa non chiuda i confini ai migranti, purché siano garantite opportunità di accesso e di inclusione, per contrastare il traffico di esseri umani.
I diritti umani fondamentali (salute, tutela dei minori, ecc.) sono considerati imprescindibili anche per i migranti non regolari.
Detto questo, accennerei al tono generale dei contenuti che proponi. Mi sembrano tanto del tipo “o si fa come dico io, oppure me ne vado”. Una posizione che normalmente non porta a nulla, se non all’inasprimento del confronto. Inutile se non dannoso nel nostro caso.
Si tratta certamente di elementi su cui discutere, dato che nessuno può pretendere di avere LA soluzione e LA verità in tasca, senza essersi confrontato con gli altri. E come sai, nel gruppo Laicità e Diritti della federazione dei castelli, al quale partecipi, il discorso è aperto e ci sarà modo per approfondire.
Quanto alle soluzioni specifiche che proponi/pretendi, vorrei dire che in massima parte hanno il sapore dello slogan velleitario che non tiene nel minimo conto la situazione contingente complessiva. Sembra più il manifesto di un movimento, che un enunciato da forza politica che si vuole candidare a rappresentare l’elettorato e a partecipare ad un ipotetico governo. Senza considerare che nelle istituzioni UE si lavora in un altro modo, rispetto alla realtà nazionale italiana…
E come immagino tu sappia meglio di me, le forze politiche rappresentano necessariamente dei punti di mediazione fra i diversi movimenti e la rappresentanza politca ed istituzionale delle loro istanze.
Vorrei infatti sapere, oltre alle facili soluzioni e agli impegni che chiedi di assumere, se hai compiuto dei ragionamenti sulle conseguenze che comporterebbero l’apertura tout court delle frontiere e l’estensione automatica della residenza a tutti i lavoratori stranieri.
Vi sono altre importanti questioni che sottolinei, invece, che mi trovano decisamente d’accordo, anche se non so come sarebbe possibile applicarle. Faccio riferimento alla concessione automatica dello status di rifugiato a chi proviene da paesi totalitari e al riconoscimento della cittadinanza ai migranti che denuncino chi li sfrutta.
Il programma di Sinistra e Libertà è disponibile all’indirizzo http://www.sinistraeliberta.it/wp-content/uploads/2009/04/programma_europee_sel1.pdf
Oltre al documento programmatico che sul tema dei migranti si esprime in più punti, vale anche la pena di ricordare ciò che gli europarlamentari uscenti di SL hanno fatto nel loro mandato, in merito a questo problema.
Il 7… Visualizza altro° programma quadro sulla ricerca e la tecnologia all’opposizione alle 65 ore di lavoro settimanali; dalla battaglia contro la proposta della destra di liberalizzazione estrema dei servizi (Bolkestein) alle leggi europee sull’immigrazione e la protezione dei dati; dalla mobilitazione contro la pena di morte e per la chiusura di Guantanamo alla verità sui voli illegali della Cia di Bush e a un indirizzo di pace in Medio Oriente.
Il lavoro dei parlamentari SL in Europa ha consentito che l’occhio dell’UE si mantenesse comunque puntato sull’Italia e sulle sue politiche di immigrazione (ricordo che il parlamento uscente fu eletto durante il precedente governo berlusconi).
In merito al programma, le proposte concrete ci sono e sono riportate in più punti. Eccoli:
Un’Europa più giusta: democrazia, diritti civili e diritti sociali
Punto C1… Visualizza altro
Estensione dei diritti anche fuori dell’Europa
Istituzione della cittadinanza europea
Revisione della Direttiva sulla mobilità dei lavoratori
Punto C2
Riconoscimento e incoraggiamento delle diversità linguistiche e culturale dell’Europa, nel rispetto e nel riconoscimento dei diritti individuali di tutti (da effettuare attraverso specifici indirizzi e direttive dell’Unione).
Punto C3
Stesura di un Patto europeo per il progresso sociale (una sorta di carta dei cittadini) conobiettivi e standard comuni
per le politiche sociali, sanitarie ed educative nazionali. Patto esteso ai migranti, anche per realizzare un sistema
comune di asilo europeo per i rifugiati e i profughi che chiedono protezione da guerre, dittature o
disastri ambientali.
Punto C4
Impostare la politica europea sulla migrazione considerando il fenomeno come permanente e non come un’emergenza destinata a finire. Le direttive dovranno essere impostate su standard comuni per l… Visualizza altro’immigrazione legale nei paesi UE, che garantiscano una politica d’inclusione e diritti di
cittadinanza e di espressione, oltre che pari diritti tra migranti e cittadini della UE.
Ricordando ai lettori che il parlamento europeo ha un limitato potere legislativo, esso si esprime principalmente attraverso strumenti che devono essere recepiti dagli stati dell’Unione. E che è importante anche il lavoro che fanno le commissioni ed i commissari di nomina governativa, che non sono eletti.