Archivio Mensile: maggio 2009

A chi si sente a sinistra

La stavo per scrivere io e invece Fabio Mussi mi ha preceduto. Allora mi sono detto che forse non se la sarebbe presa se l’avessi usata per ricalcare qualche concetto un po’ sospeso. Ecco dunque la mia lettera a chi sta a sinistra, liberamente ispirata da Fabio Mussi.

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Mi rivolgo a chi sente di essere elettrice o elettore di sinistra. In particolare a chi ha avuto fiducia nel progetto del PD, lo ha votato e contribuito all’archiviazione del caso “Veltroni” (perduta Roma e schiaffeggiati alle politiche, con extraparlamentarizzazione di tutto ciò che è a sinistra del PD) e poi oggi dice che non voterà, perché non crede nel progetto di Sinistra e Libertà. Potrebbe anche aver ragione, considerando che la fiducia accordata al PD si è trasformata in un flop epocale. Però, male che vada, dando fiducia a Sinistra e Libertà danni non se ne fanno. Anzi.

Sinistra e Libertà è formata da forze che fanno riferimento ai grandi gruppi della sinistra presenti nel Parlamento europeo, socialista, verde, della “gauche unitaire”. Forze che hanno contribuito a fare dell’Europa una grande Unione di Stati, che avrà un futuro ancora in parte da disegnare, ma certamente fatto di unità, sviluppo, benessere e sicurezza. Nel senso che a queste parole si dà in Europa, non certo in Italia.

Sinistra e Libertà non è lontana dalla soglia di sbarramento del 4%. Uno sbarramento introdotto alla vigilia del voto, con il consenso convinto e spietato del PD. A Sinistra e Libertà serve ancora un po’ di aiuto per raggiungere e superare quella maledetta soglia. Significherebbe portare in Europa pochi parlamentari, forse due, forse tre. Grazie a loro, sarebbe più facile per Sinistra e Libertà procedere spedita nella costruzione di un nuovo partito di sinistra di governo. Ma certamente cambierebbe la politica italiana, dominata da un Silvio Berlusconi indiscusso protagonista di una rapida regressione democratica e della costruzione di un regime autoritario di tipo post fascista.

Votare Sinistra e Libertà significa far tornare nelle massime istituzioni (oggi europee domani italiane) le forze politiche che di sé dicono, convinte e senza distinguo: “Io sono di sinistra”. Parole scippate ai tanti cittadini che ancora credono alla necessità di avere e promuovere idee che mettono al centro il valore della persona, il suo lavoro, i suoi affetti  e la sua partecipazione come ambiti di realizzazione personale e collettiva, il rispetto per la natura, l’amore per la giustizia e la libertà.

Votare Sinistra e Libertà, significa dunque  riaprire la prospettiva di una coalizione di centrosinistra che non può esistere finché il Partito Democrativo ritiene di essere autosufficiente e che più di noi ha bisogno di aiuto. Sempre irresoluto. Sulla cacciata dei migranti dal mare nel deserto del Sahara e sull’indecenza delle ronde; sul testamento biologico, o le coppie di fatto, o la procreazione assistita o la ricerca sulle staminali; sul nucleare o sul “modello contrattuale” di Sacconi e Brunetta, che esclude d’imperio la Cgil; sul Referendum elettorale e sulla giustizia in stile Silvio Alfano… Oggi indicato, giustamente, come demolitore della democrazia e promotore di leggi razziali, ma ieri nominato come “leader dello schieramento a noi avverso”, “avversario” e non “nemico”, l’uomo con cui promuovere il “dialogo” in vista di una “legislatura costituente”. Un partito perduto nell’illusione di una legislatura costituente, che non si rende conto della responsabilità che ha, visto che la legislatura sarà costituente di una non democrazia cucita addosso all’enorme potere personale dell’attuale capo del governo.

Ecco perché è importante dare un segnale e svoltare a sinistra, far tornare la bilancia a pendere dalla parte che noi pensiamo giusta e dunque votare Sinistra e Libertà, la Nuova Sinistra Italiana.

Io, apostata ed eretico

Questo è il testo della lettera che scriverò al Vescovo di Roma, per disporre la cancellazione del mio nome dall’elenco dei battezzati.

Esco ufficialmente da un’istituzione e da una comunità alla quale non appartengo e non ho mai appartenuto, se non per una volontà che non ho espresso io, che mi è stata imposta quando non ero in grado nè di intendere, né di volere, né di oppormi.

Ringrazio i miei genitori e il resto della mia famiglia per aver ricevuto un’educazione lontana dalla religione, che mi permette oggi di essere una persona libera e aperta alla discussione e alla riflessione.

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Al Romano Pontefice
Vescovo di Roma

Vicariatus Urbis
Piazza San Giovanni in Laterano 6
00184 ROMA RM

Oggetto: Rinuncia alla Chiesa di Cristo – Istanza ai sensi del Decreto Legislativo n. 196/2003

Santità,

Sono stato battezzato a pochi giorni dalla nascita, per volontà della mia famiglia.

Nella mia esistenza ho maturato convinzioni e vissuto esperienze che mi hanno portato a rifiutare di appartenere alla Chiesa di Cristo, qualsivoglia sia la confessione che la manifesta al mondo. Sono altresì fermamente convinto che nessuno dei dogmi di fede cui la Chiesa di Roma chiede di accettare siano ragionevolmente accettabili, anche da chi si considera fedele.

E’ con questa intenzione che io proclamo la mia apostasia e la mia natura di eretico e chiedo di provvedere affinché presso tutti gli uffici competenti della organizzazione e del territorio della Diocesi di Roma, dove sono nato e risiedo, si prenda nota della mia inequivocabile volontà di non essere più considerato un fedele, aderente alla Chiesa cattolica apostolica romana. Chiedo anche che di questa annotazione mi sia data conferma scritta per decreto singolare autentico ed originale, anche in considerazione di quanto previsto dall’articolo 7, comma 3 del Decreto Legislativo n. 196/2003, per istanze di natura analoga alla presente.

La gravità delle motivazioni che mi hanno indotto a prendere una così grave determinazione, mi spingono anche a rinunciare fin da subito a qualsivoglia pausa di riflessione o di ripensamento in ordine alla mia istanza. Invito pertanto a non frapporre dilazioni che potrebbero differire l’annotazione che ho richiesto ad un momento successivo al quindicesimo giorno dal ricevimento della presente.

Il contenuto di questa mia istanza è reso noto al pubblico attraverso l’inserimento in un sito internet, liberamente accessibile, affinché chi lo desidera possa avere contezza della mai decisione. La autorizzo pertanto a divulgare al pubblico, ove lo ritenesse opportuno, il contenuto della presente lettera.

A questo proposito, comunico che la mia rinuncia alla Chiesa di Cristo e all’apprtenenza alla Chiesa cattolica apostolica romana è dovuta:

  • alle ripetute dichiarazioni di esponenti e rappresentanti di tale confessione, che sono di consapevole e colpevole incitamento alla violenza, alla sopraffazione, alla discrimanzione, allo stigma sociale, all’emarginazione verso persone che non intendono conformare la loro esistenza ai dogmi della Chiesa cattolica apostolica romana e che, a causa della sua azione politica e sociale negli affari delle amministrazioni pubbliche, vedono compressi i loro diritti di cittadini di stati laici, a causa di posizioni etiche imposte loro come “verità”. Ove non fosse chiaro, il mio riferimento è alle donne, alle persone che hanno orientamenti sessuali diversi da quello eterosessuale, scienziati e ricercatori, persone che si uniscono a creare famiglie non basate sul matrimonio, eccetera;
  • al rifiuto di sottopormi ad un’autorità morale, basata sull’imposizione di dogmi che non possono essere posti in discussione, anche quando palesemente contrari alla logica, alle ragione, al buon senso;
  • al timore che mi siano imposte contro la mia volontà le pratiche religiose della Chiesa cattolica apostolica romana, nel caso in non abbia più le forze o la coscienza per impedirlo.

Per la verifica dell’autenticità della presente istanza, allego copia della mia carta di identità.

Distintamente.

Macho macho man…

Alessandro Zan

Alessandro Zan

Una manciata di parole fra le quali si frantuma la dignità delle persone omosessuali. Frammenti di un cultura che ancora si alimenta della mitologia fascista della virilità, dell’Uomo Vero, accompagnato come si conviene, a pochi passi da lui, dalla Donna Vera. Retorica fanatica e umiliante che nonostante i quasi cento anni trascorsi, ancora avvelena l’immaginario collettivo, produce e riproduce incessantemente mostri televisivi, ruoli cristallizzati, nuovi sogni di gloria. Triti refrain della propaganda rinvigoriti da decenni di decostruzione della cultura, per la quale ringraziamo i media commerciali e i servizi pubblici che li hanno rincorsi.

“O si è uomo vero o si è donna vera. Altrimenti si è Zan”.

E’ quello che il coordinatore del Pdl di Padova Filippo Ascierto ha detto riferendosi al nostro Compagno Alessandro Zan. Un modo di vedere la vita, la politica, la società semplicistico, manicheo. Le cose o sono bianche o sono nere. Amiche o nemiche. Non c’è spazio per le sfumature. Una logica che conduce al conflitto, alla contrapposizione, alla scelta che esclude chi perde. Un mondo diviso in chi vince e chi subisce. L’importante è che siano gli altri a rimetterci.

Posizioni che rinunciano alla politica e sfociano nell’interventismo squadrista. Si, perché se non fosse chiaro, la lingua che parla Ascierto è la lingua dei giustizieri, dei cacciatori di taglie, delle ronde, delle epurazioni, dei respingimenti. Del rifiuto di tutto ciò che non si capisce o non sta negli schemi.

In questa che è una democrazia zoppa, azzoppata proprio dal big boss del PdL, chi ammicca alla cultura machista, chi si rifugia nell’essere maggioranza ha gioco facile. Ma radicalizzare il confronto fino a farlo diventare ingiuria e contrapposizione frontale, impoverisce tutti. Soprattutto per chi è troppo stolto per comprendere che non si è mai maggioranza a vita.

Roma Pride 2009: aderisce anche Sinistra e Libertà

A distanza di qualche giorno dalla pubblicazione dei documenti ufficiali del Roma Pride 2009, Sinistra e Libertà, con una lettera firmata da Claudio Fava, aderisce ufficialmente alla manifestazione e agli eventi del Roma Pride 2009.

Una sintesi della lettera inviata al Coordinamento Roma Pride 2009
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Care compagne e cari compagni,

Abbiamo potuto apprezzare i contenuti del documento politico e della piattaforma di rivendicazione che il Comitato Roma Pride 2009 ha reso noti e li condividiamo pienamente. E’ per questo che vi comunichiamo con gioia che Sinistra e Libertà aderisce alla piattaforma e sosterrà sia la  manifestazione sia gli eventi ad essa correlati, come hanno già preannunciato gli assessori competenti della Regione Lazio attraverso le dichiarazioni diramate a seguito della notizia degli annunci polemici del sindaco Gianni Alemanno.

Nel programma politico che presentiamo in occasione delle prossime elezioni per il Parlamento Europeo, abbiamo espresso le linee che caratterizzeranno la nostra azione politica non solo in Europa, ma anche nelle amministrazioni locali nelle quali siamo presenti in Italia. Nel nostro programma ribadiamo che lavoreremo affinché sia approvata la Direttiva europea orizzontale contro ogni forma di discriminazione in ragione del sesso, della razza, della religione, dell’età, dell’handicap, dell’orientamento sessuale e identità di genere. Continueremo a lavorare per la fine di ogni forma di omofobia e di transfobia, affinché le persone gay, lesbiche, trans, possano veder riconosciuti in tutti gli stati europei lo status di cittadini con pari diritti e pari doveri; per il superamento di politiche proibizioniste che anziché rafforzare il principio di responsabilità lo indeboliscono con pratiche repressive; per il riconoscimento delle libere scelte delle persone in materia di cura, contraccezione, salute sessuale e riproduttiva.

Auspichiamo che sia possibile risolvere in tempi ragionevolmente brevi l’impasse determinato dalle posizioni espresse dalla Questura che ha comunicato l’impossibilità di utilizzare Piazza S. Giovanni come punto di arrivo del corteo del Roma Pride, adducendo motivazioni che francamente ci appaiono fuori luogo rispetto alla portata politica del messaggio che, come ogni anno dal 1994, il corteo del Pride manda alle istituzioni e alla società. In questo percorso, gli eletti dei gruppi che compongono l’universo di Sinistra e Libertà e gli amministratori che ad essi fanno capo, si adopereranno per sostenere le vostre più che legittime richieste di poter usare una piazza che è naturale destinazione della grandi manifestazioni che parlano di diritti e di libertà.

E’ nostra intenzione partecipare con una nostra delegazione al corteo e vi chiediamo dunque di farci sapere quali sono le modalità per coordinare la nostra presenza.

Certi Diritti al Quirinale

Il palazzo del Quirinale

Il palazzo del Quirinale

Nel tardo pomeriggio del 18 maggio, una delegazione dell’Associazione Certi Diritti è stata ricevuta al Quirinale. Erano presenti Rita Bernardini (deputata radicale, membro della Commissione Giustizia, iscritta all’Associazione), Sergio Rovasio (Segretario dell’Associazione), Guido Allegrezza (Coordinatore nazionale della campagna di Affermazione Civile, sostenuta dell’Associazione), Leila Daianis (Rappresentante del Coordinamento Transgender Sylvia Rivera).

L’incontro si è caratterizzato per la cordialità ed una proficua conversazione, occasione per portare all’attenzione del Capo dello Stato i temi più rilevanti che toccano da vicino la comunità LGBTQI italiana. Nel corso del colloquio sono stati toccati alcuni temi significativi come l’estensione del matrimonio alle coppie dello stesso sesso, l’istituzione di forme di unioni civili aperte anche ad esse, la prevenzione dell’omofobia e della transfobia attraverso specifiche politiche di formazione ed informazione, i problemi dei migranti omosessuali, la prevenzione e la cura delle malattie sessualmente trasmesse, temi sui quali, anche da parte del Colle si è messo in evidenza il preoccupante silenzio dei media e della politica.

Al termine del colloquio, la delegazione ha consegnato una lettera indirizzata al Presidente, con la sintesi dei temi indirizzati nella conversazione, un nutrito dossier su di essi e la richiesta di un pronunciamento in relazione alla necessità che sia data risposta alle esigenze che le cittadine ed i cittadini LGBTQI espongono da tempo. Di seguito una sintesi della lettera.

Note e commenti:

DELEGAZIONE RADICALI GAY INCONTRA NAPOLITANO AL QUIRINALE (ANSA) – ROMA, 18 MAG – Dopo 19 anni, da quando nel 1991 il presidente Francesco Cossiga ricevette una delegazione di Arcigay nel 1990, in piena epidemia AIDS, il Capo dello Stato italiano accoglie al Quirinale l’associazione radicale «Certi Diritti». Lo rende noto il portale Gay.it che osserva come incontro segua di pochi giorni quello del Presidente della Camera Gianfranco Fini con alcune associazioni gay, fra cui Arcigay. All’ appuntamento con Giorgio Napolitano sono intervenuti il presidente dell’associazione radicale «Certi Diritti» Sergio Rovasio, la deputata radicale del PD Rita Bernardini, la rappresentante del coordinamento «Sylvia Rivera» Leila Deianis e il coordinatore della campagna di affermazione civili di «Certi Diritti» Guido Allegrezza. «Abbiamo posto all’attenzione del Capo dello Stato – dice Sergio Rovasio – quattro questioni per noi fondamentali: un caso simbolo di tutti i numerosi migranti gay che chiedono asilo politico in Italia, quello del migrante omosessuale Mehdi Haddad, un tunisino che per i suoi modi effeminati rischierebbe di essere sottoposto alla legge della sharia nel caso fosse rimpatriato; la mancanza di una legge sul matrimonio gay e dei diritti fondamentali delle coppie di fatto lgbt, una situazione che fa dell’Italia il fanalino di coda in Europa; i numerosi casi di omofobia raccolti dal 2007 ad oggi; la condizione delle transessuali in Italia, purtroppo senza voce.» A proposito di omofobia, al Capo dello Stato è stato consegnato un voluminoso report coi casi di violenza documentati dal 2007 fino ad oggi. Per quanto riguarda il matrimonio gay, invece, è da sottolineare come i rappresentanti radicali siano i primi a discutere di questo tema con un’alta carica dello Stato. L’argomento non era mai entrato nei palazzi istituzionali prima di oggi.

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Secondo alcune stime oltre il 7% circa della popolazione italiana si caratterizza per avere un orientamento affettivo e sessuale verso persone dello stesso sesso oppure per una identità di genere non corrispondente al sesso biologico ovvero che non è o non sente di essere in sintonia con le usuali categorie in tema di affettività, sessualità, genere. Si tratta della comunità delle lesbiche, dei gay, dei bisessuali e delle persone transgender, degli intersessuali e dei queer (LGBTQI)

Una comunità che non ha nessuna forma di riconoscimento e di tutela per preservarla da forme violente di prevaricazione o di discriminazione. La gravità della situazione relativa a tali violenze è testimoniata dai dati sul fenomeno dell’omofobia e della transfobia diffusi in questi giorni da Arcigay e altre associazioni. Nel report 2008 sono raccolte le testimonianze di vittime omosessuali e transessuali per un totale di 9 omicidi, 52 violenze, aggressioni ed estorsioni e 16 atti vandalici e di bullismo. Nei primi mesi del 2009 i casi di omicidio sono già 6, quelli di violenza, aggressione ed estorsione 31, quelli di vandalismo e bullismo 2. Dati che fanno riflettere sul livello crescente di gravità del fenomeno.

Oomofobia e transfobia riguardano tutto il mondo;  contro di essi la comunità LGBT si mobilita quotidianamente e celebra annualmente la ricorrenza della Giornata Mondiale contro l’omofobia, proprio nella data del 17 maggio, giorno in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definitivamente cancellato l’omosessualità dalla lista delle malattie, nel 1990.

Recentemente v’è stata una storica decisione del Tribunale di Venezia, che ha rimesso alla Corte Costituzionale il procedimento contro il rifiuto di pubblicazioni di matrimonio che il Comune di Venezia ha opposto alla richiesta di due cittadini gay. Tale procedimento si colloca nell’ambito dell’iniziativa di Affermazione Civile promossa dall’Associazione Radicale Certi Diritti e dalla Rete Lenford, associazione di avvocati per i diritti delle persone lgbt. Lo scopo è quello di incardinare sul piano legale iniziative finalizzate al superamento di leggi ingiuste e discriminatorie.

Segnaliamo anche la grave situazione di molti migranti costretti a fuggire dai loro paesi di origine a causa del loro orientamento sessuale, per il quale rischiano anche la pena di morte.

Alla Presidenza della Repubblica, chiediamo di adoperarsi affinché si possa spingere il legislatore a porre al centro della sua azione parlamentare iniziative legislative relative ai diritti delle persone LGBT, per una pari dignità sociale, per l’eguaglianza davanti alla legge, senza distinzione di sesso e di condizioni personali e sociali; ciò anche in ossequio e in adempimento al dettato costituzionale dell’articolo 3:

In maniera particolare, chiediamo:

  • riconoscimento e regolamentazione delle coppie formate da persone dello stesso sesso sia in ambito matrimoniale, sia nelle forme pubblicamente riconosciute di unione extra matrimoniale che il legislatore elaborerà. Si noti che, su questo punto, l’Italia sconta un ritardo evidente in Europa; in molti paesi dell’Ue, sono state date risposte a questo tipo di istanze mediante istituti specifici per le persone dello stesso sesso, ovvero mediante l’estensione in loro favore degli istituti previsti per le coppie formate da persone di sesso diverso, tuttora assenti in Italia;
  • riconoscimento dell’omofobia e della transfobia come fenomeni da prevenire e reprimere con specifiche campagne di educazione, informazione, prevenzione e repressione sul piano legale;
  • repressione delle discriminazioni sul lavoro attraverso una specifica normativa che tuteli le persone LGBT, tenendo in particolare considerazione la condizione delle persone transessuali, vulnerabili a tali discriminazioni;
  • rafforzamento dell’iniziativa del governo in materia di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, che si stanno pericolosamente riaffacciando sulla scena e costituiscono una seria minaccia soprattutto per la popolazione più giovane, spesso ignara dei pericoli ad esse legate e diffusamente impreparata ad applicare le più elementari norme di prevenzione igienica e sanitaria;
  • istituzione di un osservatorio multidisciplinare sullo stato della comunità LGBT, che abbia lo scopo di monitorare i fenomeni della discriminazione e delle differenti forme di violenza rivolte ai cittadini di questa comunità;