Pubblicato su sinistra-democratica.it
Il giornalista di Rete Sole Francesco Palese si finge gay (con tanto di fidanzato) e telefona a caccia di una camera in affitto Roma.
Se sei gay (o lesbica, o trans, poco cambia) e vuoi una stanza per te e il tuo partner, non pensare di cavartela facilmente. La stanza che un attimo prima era libera, diventa improvvisamente “già opzionata”, oppure ti becchi una risatina e un diniego neanche tanto cortese. O magari, ti rispondono che agli altri occupanti (inquilini è una parola grossa, dato che si tratta nella maggioranza dei casi di affitti in nero a centinaia di euro al mese per pochi metri quadrati) non va bene avere un gay in casa. Ma ti potrebbe anche capitare di sentirti rispondere che il proprietario non vuole storie con il condominio, con i vicini e con gli altri abitanti della strada, che potrebbero “criticare”.
Qualche altra manciata di secondi ad ascoltare le telefonate de L’Altra Inchiesta pubblicata sul sito di Rete Sole e si capisce che “se sei uno discreto e tranquillo e non c’è tanto via vai di amici”, forse si può fare.
Pochi estratti di conversazioni telefoniche e Palese (raramente cognome fu più adatto alla professione!) ci butta in faccia tutto il pregiudizio contro le persone omosessuali, vissuti come persone “non normali”. Che importa se se sei o meno affidabile nei pagamenti, civile, educato? Sei gay, la casa è mia e non te la do! Non tutte le reazioni saranno state le stesse, però quelle riportate bastano per avere chiaro che molta “gente comune” pensa che avere un inquilino gay è un problema. Episodi simili avvenuti di recente a Milano o segnalati alle associazioni locali, lo confermano quotidianamente.
Non ci resta dunque che denunciare l’accaduto e invitare a riflettere sulle forme striscianti che può assumere il pregiudizio che continua ad associare l’omosessualità a qualche cosa di negativo, da nascondere, di cui vergognarsi, piuttosto che una delle tante, variabili e sorprendenti possibilità che la natura contempla. Un pregiudizio che difficilmente sarà rimosso, a giudicare dalla reazione istituzionale del Sindaco Alemanno, fatta di frasi di circostanza e di un generico e poco convincente richiamo ad un impegno a rimuovere gli ostacoli culturali che determinano qualsiasi forma di discriminazione e alla necessità di agire sulle leve culturali con un impegno costante.
Verrebbe infatti da chiedersi in cosa si siano concretizzati gli impegni a combattere le discriminazioni verso la comunità GLBT (gay, lesbiche, transessuali e bisessuali) sul piano culturale, dato che a pochi giorni dal suo insediamento, la giunta capitolina di centro destra non ha mosso un dito per sostenere le manifestazioni culturali del Gay Pride di Roma né la richiesta degli organizzatori di poter utilizzare Piazza San Giovanni come approdo per il corteo.
Ed infine, non è possibile esimersi dal ricordare che anche la precedente giunta di centro sinistra non aveva poi fatto molto, affossando la delibera di istituzione del Registro delle Unioni Civili a valle di un deciso intervento della Sede d’oltretevere proprio sull’uscente Sindaco Walter Veltroni. Una decisione che ha provocato reazioni di disapprovazione non solo nella comunità GLBT, ma anche in tutte le persone laiche in grado di capire che il registro era una tutela prevalentemente per le coppie eterosessuali, ma che è stato affossato con il pretesto che sarebbe stato un’apertura troppo grande proprio verso la comunità GLBT.
La tutela delle persone che soffrono discriminazioni sotto ogni forma è un punto fermo nei valori, nella strategia e nell’azione politica di Sinistra Democratica, un elemento che con determinazione sarà anche al centro del processo di costruzione della Costituente di Sinistra e del programma con il quale la Sinistra Italiana si presenterà ai prossimi appuntamenti elettorali, nella convinzione che nessuna società è equa, giusta e aperta finché anche uno solo dei suoi cittadini è additato come il “diverso”.




ciao Guido, non so se hai letto le reazioni dei vari membri del pd di fronte a questa notizia… ovviamente tutti indignati e tutti a puntare l’indice contro Alemanno, dimenticando che se a Roma succede quel che succede è grazie soprattutto a fatti come la bocciatura del registro delle unioni civili. Se in questi 15 anni a Roma non si è fatto nulla su quel versante non è colpa di Alemanno – che per quel che mi riguarda è da combattere su tutta la linea – ma per gente come Rutelli e Veltroni.
caro dario… e secondo te perché l’articolo che ho scritto è uscito immediatamente dopo la notizia sul sito di Sinistra democratica?
Tesoro, scusa l’OT ma devo regalarti un sorriso: http://www.pubblica.distruzione.org/ questi sono dei geni come piacciono a noi.
Questa situazione ricorda molto certi film del passato che parlavano del razzismo subito dagli afroamericani. Dimostra che c’è uno stato di aparthaid. Ciao.