Il triangolo

25 09 2008

Pubblicato su GayToday

È inutile far finta di non saperlo. In Italia le associazioni che hanno il maggior livello di visibilità e che sono riconosciute come in parte rappresentative del movimento “frocio” sono 3. L’Arcigay (nazionale), Dì Gay Project e il Circolo Mario Mieli. Ciascuna espressione di un modo diverso di intendere l’attivismo, ciascuna portatrice di istanze ideali convergenti, ciascuna a suo modo costretta a fare i conti con i soldi.

Non sfugge a nessuno che Arcigay, con la sua natura di associazione-ombrello fortemente correlata ai circoli ricreativi del suo circuito, è al centro di un consistente flusso di denaro ed è dotata di una capillarità diffusa. Parimenti è noto che DGP e Circolo Mario Mieli sono realtà locali, che basano il loro finanziamento, per una parte consistente delle loro entrate, su più che rispettabili attività ludiche e ricreative: DGP con l’estivo Gay Village e con l’invernale Omogenic, il Mario Mieli con la storica Muccassassina.

Tutte e tre realtà che hanno al loro vertice personalità di un discreto calibro. Aurelio Mancuso guida Arcigay contendendo ai maggiori circoli locali la palma della visibilità e dell’attivismo sulla scena mediatica. Immacolata Battaglia furoreggia in DGP, guadagnando ogni giorno una porzione sempre più grande di posto al sole. Rossana Praitano ha imposto al Circolo Mario Mieli uno stile di sublime understatement indiscutibilmente controcorrente: si parla poco e preferibilmente a voce bassa. Per pura onestà intellettuale, credo più che doveroso citare in questa sede, come paladino della visibilità mediatica, anche Fabrizio Marrazzo, di recente riconfermato alla guida di Arcigay Roma – Gruppo ORA con una maggioranza schiacciante e che da tempo gode di una crescente visibilità mediatica nell’affollata scena romana.

Ebbene, proprio in questi giorni, assistiamo ad un crescendo di presenze ed eventi che fanno pensare.
Lo stato maggiore di Arcigay si è riunito nel week end appena trascorso a Bologna e al di là dell’ufficialità del comunicato stampa, gli insider riferiscono di polemiche non banali suscitate dalle recenti e unilaterali decisioni della presidenza in merito all’indizione di un Pride nazionale di cui nessuno era a conoscenza, senza contare le aspre critiche che hanno portato alle scuse pubbliche proprio della presidenza sulla scelta poco felice di annunciare questa decisione, già di suo poco opportuna, nello stesso giorno in cui veniva diffusa la notizia dell’assegnazione dell’Europride 2011 a Roma. E non si sa quanto convintamente saranno perseguite (e, permetteteci di affermarlo, con quale credibilità) le intenzioni di dare vita ad una federazione nazionale glbt, cosa della quale da tanto si parla, ma che mai parte.

Sul tema della legislazione in tema di matrimonio e di unioni affettive, spunta del tutto inattesa (menzione speciale alla capacità di stupire) la presenza di Imma Battaglia che, viene percepita come uno dei maggiori esperti viventi in Italia in tema di diritto familiare e omosessualità, tanto da essere intervistata da radio e giornali ed essere invitata persino dal ministro Rotondi a dire la sua sui Di.Do.Re. quale rappresentante della comunità glbt. Circostanza che gli vale ormai un riconoscimento politico indiscutibile, che potremmo definire quasi di pontefice del movimento (si potrebbe azzardare anche la Papessa Immacolata, se non fosse che per pontefice intendiamo un creatore di legami, piuttosto che una carica ecclesiastica), e che per molti denota una decisa svolta conservatrice di quella che fu la Pasionaria del WorldPride del 2000.

Infine, registriamo la bagarre sul tema della sicurezza per la comunità glbt dalla quale non si tira indietro nessuno.

Salvo l’eccezione, su tutti, di una presenza quasi centellinata del Mario Mieli, che trova raramente spazio sui media, pur presentando tesi ed elaborazioni documentate e molto meditate. Forse è proprio questo l’aspetto più rilevante: fa notizia il fatto urlato, l’annuncio a sorpresa, piuttosto che il contenuto di ciò che viene detto. Pazienza.

Porpora Marcasciano

Porpora Marcasciano

Ed in questo sfolgorante florilegio di corone luccicanti, a noi non rimane che domandarci poche cose semplici e banali: quando finirà? Quando arriverà il tempo delle proposte vere? Quando conteranno più le azioni e il coinvolgimento delle persone che non i comunicati disseminati attraverso le reti?

Nell’attesa, noi che siamo rivoluzionari da tastiera e votati anche all’Allegria (come ci ricorda Oliari di GayLib), possiamo consigliare l’interessante lettura di Antologaia, scritto da Porpora Marcasciano, nel quale rivivono, anche se con una scrittura ed un stile non sempre brillanti, i fasti dell’origine del movimento glbt in Italia, fase storica della quale dovremmo, tutti, sforzarci di recuperare la spinta creativa e, ci si passi il termine, rivoluzionaria.


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7 risposte

26 09 2008
Lorenzo

intanto, tu fai molto di più per la causa gay partecipando al coro raimbow di quanto abbia fatto Imma in tutta la sua vita…

26 09 2008
giangi

allegrezza bello,
finalmente ti sento dire qualcosa di molto sensato e che condivido praticamente in toto.
finito si sparare stupidaggini sulkla questione aricgay roma, finalmente riprendi la penna per fare analisi del movimento. posso darti sommessamente un consiglio? continua su questa strada che ti riesce benissimo e lascia a qualcun altro quella dell’attivismo nelle associazioni…. non si può saper fare tutto nella vita.
bravo!
giangi

27 09 2008
Andrea

Il che è tutto dire! ;)

27 09 2008
Lorenzo

Beh, c’è chi ritiene Imma una stratega del movimento TLGB, che ha ottenuto grandissimi risultati.
A me, dopo il World Pride del 2000 (che non è merito solo di Imma, ma di tutto un gruppo di soci /e del Mario Mieli, nonché di centinaia di volontarie e volontari), non viene in mente proprio nulla.
Qualcuno citerebbe forse il Gay Village: ma da quando in qua una discoteca migliora la vita delle lelle e dei ricchioni?

28 09 2008
Andrea

Il Gay Village a suo modo è un risultato, o meglio lo è stato, come lo fu Muccaassassina.
Vedere le strade di roma tappezzate con la parola GAY a suo tempo era un bello shock e un dato importante per la visibilità della comunità.
Ovviamente certe “innovazioni” sono tali per poco tempo e il Gay Village va ormai obbligatoriamente derubricato tra i risultati se non si parla al passato!

1 10 2008
Andrew

Beh Andrè…sinceramente, e parlo più di Mucca che del Gayvillage, ogni volta che mi ritrovo in fila al Qube a fianco a qualche etero non ho sta grande idea di integrazione…

1 10 2008
Andrea

Non è un caso che io abbia parlato al passato Andrew! Era vero anni fa. Era vero all’inizio. Poi ci si assuefa a tutto e pure ai froci, riaccaparrandosi dei luoghi simboli e, spesso, snaturandoli…

I primi anni di Mucca, in fila fuori, l’itegrazione c’era, era una sorpresa vedere etero che conoscevi e scoprire che erano interessati quanto te non tanto alla serata e alla musica ma “all’integrazione”.
Ora la cosa s’è ribaltata ed è tornato tutto alla musica e alla serata, i froci so froci solo che la serata è fica e mettono musica fica

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