Un fiore per Domenico, Pierrick ed Ethan

23 08 2008
Una ninfea, dedicata a Domenico, Pierrick ed Ethan

Una ninfea, dedicata a Domenico, Pierrick ed Ethan

Il sangue torna a riscaldare. Non meno di un paio di giorni per razionalizzare e aspettare svanisse che il gelo che mi ha preso per la morte di quella che possiamo considerare la prima famiglia arcobaleno vittima ufficiale di un doppio disastro, umano e tragico, mediatico e meschino.

A Domenico Riso, a Pierrick Charilas ed al figlioletto Ethan un pensiero affettuoso, personale, intimo e commosso. Loro adesso non hanno più di bisogno di altro. Hanno trovato una pace definitiva ed un’eternità, che probabilmente in questo mondo avrebbero faticato a costruire. Il loro progetto di vita, la loro affettività, il loro amore si sono dissolti nel fuoco di quell’aereo maledetto.

A noi restano solo il ricordo, un dovere ed una missione da compiere. Mi duole se le famiglie di origine di Domenico e Pierrick avranno da ridire e tutto il loro da fare per affannarsi a mascherare quella che per chi la vuole vedere è una realtà semplice e cristallina: un’intera famiglia formata da due papà e dal loro bambino non c’è più.

E su questo fatto, lapalissiano e brillante più del fuoco che ha cancellato quelle tre e altre vite, si scatenata l’abitudine tutta italiana all’ipocrisia. Ormai, nella blogosfera soprattutto di matrice lgbt ovviamente, Domenico, Pierrick ed Ethan stanno diventando dei martiri. Non dell’incidente, ma della più eclatante ed imbarazzante forma di omofobia che tutto il sistema mediatico italiano (e sembrerebbe anche francese) sia capace di mettere in campo: il silenzio. Non se ne deve parlare, erano solo amici.

E su questo allora che si devono concentrare i nostri sforzi: animare questo silenzio, ridare a Domenico, Pierrick ed Ethan la voce del loro amore. Celebrarlo per loro, per noi, per rendere migliore questa società che puzza di muffa, incapace di muoversi verso il futuro.

Aurelio Mancuso, Presidente di Arcigay ha mandato a molti esponenti glbt una lettera, alla quale sono contento di dare rilievo, anche perché mi sembra inaugurare una posizione che spero feconda e foriera di grandi cambiamenti nel movimento. Eccola, integrale, e a seguire le mie considerazioni.

Alcun* di noi hanno inviato un comunicato incazzato sulla vicenda Domenico Riso, ma davvero è sufficiente un comunicato? Davvero dopo un’estate di violenze e discriminazioni su trans, gay, lesbiche ci possiamo limitare a questo?

Dovremo aspettare il prossimo Pride per arrabbiarci?

Io credo che la msura sia colma da tempo e questa vicenda di Domenico è se possibile la più emblematica! Si è voluto deliberatamente cancellare la sua vita (unica eccezione il Corriere della Sera) e si persevera, perché i servizi tv di stasera hanno semplicemente cancellato Domenico.

Allora possiamo continuare a guardare inermi?

Vi chiedo, al di là delle nostre differenti opinioni ed appartenenze è possibile dare un segnale forte in questi giorni tutte e tutti insieme? Oppure solo a me pare che se facciamo passare anche questa tra poco non avremo più la forza di reagire davvero a nulla?

Faccio una proposta semplice e diretta: il giorno dei funerali di Domenico in ogni città capoluogo di regione (ovvero dove ci sono le sedi regionali della Rai) e poi davanti alle sedi nazionali di Mediaset, la7, Repubblica, La Stampa, Il Giorno, e cosi via possiamo fare dei picchietti di protesta? (poi sui dettagli ci possiamo mettere naturalmente d’accordo)
Lo so che è estate e la gente è ancora via, ma riusciamo lo stesso a mobilitarci? Io penso che se lo vogliamo sì lo possiamo fare! E dovremmo davvero farlo, senza tante inutili domande e prudenze.
Sarebbe un segnale forte e diretto.

Non ho altro da dire, se non trasmettervi una personale rabbia, che al limite sfogherò andando anche da solo davanti ad una sede Rai o Mediaset a manifestare contro questa cappa che è calata sulle nostre vite.

Non credo che riusciremo ad ottenere mobilitazione e sarei pessimista anche sulla possibilità che qualcuno dia voce alla nostra presenza. Però non mi sento di dire no alla proposta di Aurelio. Anche se vorrei che facessimo di più. Credo che in primo luogo spetti a Famiglie Arcobaleno fare una mossa semplice: dedicare la loro associazione alla memoria di Domenico, Pierrick ed Ethan.

Poi sarebbe opportuno che sul web rimanesse una traccia indelebile del loro amore e della solidarietà della comunità glbt mondiale. Forse sarebbe bene metter su blog o pagine in memoria (come questa, che ho curato io), oppure anche un posto dove chiunque lo voglia possa lasciare un fiore, una frase, un video dedicati a loro. E poi ci sarebbe anche qualche altra cosa da fare, nella vita reale. E penso alla possibilità di ricordarli quando facciamo delle manifestazioni pubbliche, dedicando loro un minuto di silenzio, oppure proprio per marcare una differenza, scegliere una canzone (magari quella che cantò Elton John ai funerali di Lady D) e cantarla quando facciamo delle manifestazioni.

ULTIM’ORA. Repubblica ha pubblicato un articolo squallido su questa faccenda, mischiando ignobilmente sessualità, affettività ed amore, con il risultato di produrre un imbevibile frullato di luoghi comuni ed imbarazzante cretineria. Ha risposto a tono, come al solito sintetica (invidia!), chiara e graffiante Giuseppina La Delfa, presidente di Famiglie Arcobaleno, insieme ad AGEDO. Ecco la lettera:

Gentile Signore Merlo,
ho letto il suo articolo su Repubblica e sono colpita di vedere fino a che punto lei non riesce a capire l’indignazione del movimento LGBT sul silenzio e la negazione della vita affettiva e familiare di Domenico Riso.
Certo che “la sessualità è un dettaglio insignificante in questa tragedia”. Ma nello stesso modo in cui le altre vittime hanno potuto essere riconosciuti come mariti, moglie, compagni, fidanzate, padri o madri (e come vede non parliamo di sessualità ma di relazioni d’amore fondamentali, parliamo di cuore, d’impegni assunti, di progetti di vita, purtroppo spezzati ormai dalla tragedia), perché, mi risponda per favore, perché Domenico e il suo compagno e il bambino che crescevano insieme, non hanno potuto godere (tranne rarissime eccezioni), dello stesso semplice, naturale rispetto : riconoscere loro la forza del loro impegno reciproco, la realtà semplice e naturale della loro relazione di coppia, il loro semplice e naturale impegno verso il bambino che amavano e crescevano ?
Ma di quale sessualità sta parlando ?
Non è arcigay, ne tanto meno le altre associazioni che protestano per salvaguardare la dignità e la realtà della loro famiglia, a essere ossessionati dal sesso. Quello, ed ha ragione, è un affare privato che ognuno gestisce come può.
Noi non ci battiamo per potere vivere la nostra sessualità, che è oggi la cosa forse più facile da realizzare, ci battiamo per dare dignità, verità e realtà alle nostre famiglie, alle nostre coppie, alle nostre persone nella verità delle relazioni che costruiamo.
è di quello che parliamo quando chiediamo chiarezza e verità. Solo di quello, e certo non di sesso che sembra essere un’ossessione tutta vostra.

Se dovessi morire domani, vorrei che si piangesse la mia compagna da 26 anni, vorrei che si piangesse sul dolore di mia figlia che avrà perso una delle sue madri ; se dovessimo morire tutte e tre domani, vorrei e chiedo che si desse dignità alla mia famiglia, all’amore che abbiamo costruito in quegli anni, all’impegno che ci mettiamo giorno per giorno per vivere serene e felici.
Non parlate di sesso, per favore, questo è un affare privato che riguarda solo me e la mia compagna.


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21 risposte

23 08 2008
GIan Mario

Ci tengo a dire questa mia idea: protestare i giorni dei funerali credo sia crudelmente doloroso. Tanti credo non possano ritenerlo opportuno per non lacerare i cuori già straziati dei parenti.

Sarebbe bello se si avesse l’indirizzo di casa dei famigliari ed inviargli lettere belle, di sostegno, che li invitino ad essere orgogliosi del figlio così come era. Fargli sentire la nostra solidarietà, e mettere a loro la voglia di riabilitare la memoria del figlio e della sua famiglia. Inondarli del nostro affetto, affinché loro facciano altrettanto con Domenico e i suoi cari. Magari che siano presenti al Pride 2009, sul carro Agedo.

In ogni caso l’Agedo sarebbe la più indicata, anche in futuro, di contattarli e offrirli ogni sostegno
Ho sentito dire, ma non so se è vero, che il papà sia vecchio, che non sapesse del figlio. Forse lui stesso è rimasto vittima dei media…

Oppure: costruire o dedicare qualcosa che già esiste alla sua memoria. Qualcosa di importante, che ci permetta almeno a noi di ricordarlo. Domenico, in qualche modo ci appartiene. E dovremmo essere in grado di suscitare la forza della sua icona in ogni momento (non solo ai funerali), anche quando i media non ne parleranno più.

Altra cosa: contattare i media spagnoli e francesi e farli indignare, parlare a loro a chiare lettere di quanto accade e di quanto sia pericoloso che addirittura i giornalisti cancellino le identità, le vite e le famiglie intere degli omosessuali in Italia. Sono sicuro che i media francesi parlano chiaramente di famiglia. Solo paragonare i titoli e i sottotitoli può essere sufficiente per interessare l’opinione pubblica estera. E’ un tentativo che si potrebbe fare.

Per il resto condivido la rabbia di molti. Forse sto solo cercando di capire se si può agire su tempi mediamente più lunghi, senza aggrapparci disperatamente alla visibilità immediata di un funerale. Forse quello che conta non è far sentire il nostro dissenso, ma aiutare l’opinione pubblica a crescere, ammesso che questo caso sia sensatamente sufficiente per farla crescere. O forse: l’opinione pubblica non è stupida, e ha capito tutto. Qui si tratta di mettere allo scoperto i giornalisti, vere e proprie marionette ormai pericolose per la nostra incolumità e sicurezza. E con nostra intendo noi gay, sì, ma in generale, noi cittadini.

23 08 2008
elisabeth

Cari tutti e tutte,
grazie per le parole, l’amore ed i sentimenti che state esprimendo…da ieri guardo i giornali francesi, italiani e spagnoli e vi garantisco che oltralpe si parla solo di Pierrick come compagno della famosa ginnasta olimpionica madre di Ethan. Di Domenico solo su un giornale ho trovato l’accenno come amico italiano che viaggiava insieme.
In Spagna si parla SOLO degli spagnoli.
Domenico come tanti di noi era un cittadino del mondo, un migrante e NON emigrante.
Viveva da molto a Parigi ma avendo passaporto italiano viene letteralmente ignorato dalla Francia. L’Italia lo dimentica perk da anni emigrato così si è sempre fatto e si continua a fare con gli emigranti che spariscono dalle pagine della storia italiana. L’ambasciata italiana a Madrid NON fa cenno neanche con 2 righe della morte di Domenico in un aereo i cui morti qui sono ricordati con 3 giorni di lutto.
Domenico e la sua famiglia andavano in vacanza, erano felici come si evince dai racconti del cugino. Aveva trasformato i suoi sogni in realtà nel rispetto e con amore per gli altri.
Si può e si deve chiedere per questa famiglia altrettanto rispetto ed amore nel ricordo e nella verità.
Dobbiamo chiedere visibilità e rispetto nel sito web dell’ambasciata italiana di Madrid e la presenza istituzionale ai funerali di stato a Madrid lunedì 1 settembre.
Dobbiamo aiutare la sua famiglia e la sua piccola isola a capire ed amare La vita di Domenico. Dobbiamo farlo per Domenico e per tutti quelli che per rispetto dei sentimenti degli altri hanno taciuto.
Il mio amico Marco lo fece ed ora che nn c’è più il dolore più forte è quello di un ricordo di una persna e di una vita che nn era la sua.
Credo che per aiutare a ricordare la verità di Domenico si può scrivere a suo cugino omonimo indirizzando ad Isola delle Femmine, piccolo comune di Sicilia perk il tutto arrivi.
Attaverso l’amore ed il rispetto capiranno, ameranno, nn giudicheranno e ameranno di + chi verrà.
Grazie per avermi offerto spazio.
Se posso fare qualcosa da Madrid,

Elisabeth

23 08 2008
Gianluca (nerobear)

Ciao Guido, ciao tutti. A propositodell’articolo su Repubblica, come sempre schierata su posizioni ambigue in puro stile PD, oggi (sabato 23 agosto) sul Corriere della Sera c’è un articolo ben più interessante. Se ho capito bene, il Corriere è stato l’unico giornale italiano a usare la parola “compagno” invece di “amicodelcuore” e altre stronzate. L’articolo non fa altro che sottolineare il dibattito che ne è uscito fuori, ma ormai non mi sorprende più che La Repubblica sia quello che è…. e che la Repubblica sia quello che è.

23 08 2008
Ratzinger

Per la mia morte ti autorizzo ufficialmente a scrivere qualcosa di altrettanto melodrammatico e toccante tesoro.
Tanto tra AIDS, sfiga, situazione economica e stravizi è quasi matematico che crepi prima di te.
E se mentre arrostisco faccio in tempo giuro che frego la ragazzina dal passeggero accanto tanto così per buttarla sulla famiglia alternativa. ;)

PS. io oramai leggo solo il corriere e debbo dire che, avendo seguito la vicenda lì, ho anzi apprezzato l’articolo in home page, certamente melodrammatico e romanzato, ma senza mezzi termini schierato dalla parte dei tre poveretti e del loro coraggio di essere famiglia.

24 08 2008
Anellidifumo

Al contrario di Federico, io non ho apprezzato per niente il melenso e ipocrita articolo dei “giornalisti” del Corsera, e ne ho parlato così: http://www.anellidifumo.ilcannocchiale.it/post/2002256.html

Ma dove mi sono davvero incazzato, è stato col signor Merlo:
http://www.anellidifumo.ilcannocchiale.it/post/2002979.html

Spedita anche a lui, a Zambardino e Travaglio.

24 08 2008
stratex

grazie a tutti per gli interventi, non li commento singolarmente, perché mi sembra che si stia tutti sostanzialmente allineati, tranne il solito federico, che nel suo perfetto stile “aside” mantiene delle sfumatura interpretative differenti (che comunque apprezzo sempre molto).

metto i link segnalati nel post e se mi gira creerò una pagina tutta dedicata a questa faccenda

24 08 2008
veritaassoluta

inno alla prosaica se devastante stupidità di quanti voi perdono non solo il loro tempo nel declamare la lorio assoluta cretinaggina e tuttli i vostri scritti. TACETE e pregate per il povero mio carissimo amico e la sua famiglia, invece di fare dichiarazioni di cui nemmeno penate a priori il contenuto di quate fesserie scrivere e peraltro strumentalizzare la morte di una persona UNA PERSONA GAY O MENO. UN PERSONA, di cui non sapete assolutamente nulla a cominciare dalle stupidità dichiarate da Grillini, vergogna.
In Francia, paese del quale mimi era cittadino, da molto tempo, non un emigrante ma un cittadino francese, perfettamente integrato, paese civile, ne parlano, anzi, con referente rispetto (RISPETTO) anzi non ne parlano. Ora fate doveroso pentimento e ancora una volta tacete. e rivolgete il vostro pensiero a tutti i morti di questa devastrante tragedia ed all’immenso composanto che ha creato nei cuori di chi come me ed pochissimi suoi veri amici, lo conoscevano.

24 08 2008
RISO DOMENICO

per favore mettetemi in contatto con Magal Baton o familiari di Pierick,sono Domenico Riso cugino ononimo di Domenico Riso (abito in Italia Isola delle Femmine) e Amico di pierick, ho molte foto e video di pierick. +39 3803441810

pour favoir je suis cousin Domenico Riso M’appelle aussi Domenico Riso (Habit en Italia Isola delle Femmine) et amis de pierick cherche contact pere, mama, Magal Baton e parent de pierick. Moi avec beaucoup de video e photo de Pierick et Ethan
riso.domenico@virgilio.it
+39 3803441810

24 08 2008
Lorenzo

ma chi è questo “veritaassoluta”?
E’ brutto che alcuni accusino il movimento gay di speculare su un morto. Purtroppo è anche vero che, se Domenico aveva scelto di tacere, qualunque fossero i suoi motivi, occorre rispettare questo suo volere. Magari, sarebbe stato delicato fare lo stesso con l’architetto che la settimana prima era stato massacrato da una marchetta. In quel caso, invece, i giornali non si sono fatti scrupolo.
Silenzio, dunque, su Domenico Riso e il suo compagno. Ciò non vuol dire, per noi persone TLGB e per i nosti amici e parenti, rinunziare ad interrogarsi sul perché un uomo di 41 anni con una vita professionale e relazionale soddisfacente si nascondesse come un malfattore di fronte ai suoi cari.
E’ quello che brucia a me e alle altre persone che, come me, si sono scandalizzate del coro ipocrita dei media e in particolare dei vomitevoli articoli di Francesco Merlo, un inno all’ipocrisia possibile solo in Italia, tra i paesi civilizzati.

25 08 2008
stratex

@ verità assoluta

I suoi pochissimi amici, credo dovessero essere i primi a scandalizzarsi per il fatto che alla famiglia che Domenico ha voluto formare con Pierrick non era stata data in Italia la dignità che le sarebbe spettata. Stendere l’italico velo di ipocrisia (magari dettato da qualche solerte controllore redazionale che non faccio fatica a credere troppo vicino all’Opus Dei), negando loro l’onore delle parole, delle definizioni usate per qualunque altra famiglia, significa considerarli delle persone di serie b. E non so se lei, caro verità assoluta, questo lo considera un fatto giusto. Lei conosceva Domenico nel senso che aveva una relazione di amicizia ed era in contatto con lui, oppure sapeva solo della sua esistenza da qualche parte nel mondo e magari le capitava di scambiare con lui qualche parola quando tornava a trovare la sua famiglia d’origine? Se lo conosceva, ci racconti della sua vita, di cosa pensava del fatto che la sua famiglia l’ha dovuta costruire all’estero, in un paese che è più civile ed evoluto dell’Italia. O magari di come viveva il fatto che la sua vita privata era nascosta anche ai suoi affetti più cari. E come credere che questo fosse vero? Proprio quando il suo omonimo cugino (che, salvo l’ipotesi che si tratti di un brutto scherzo) si è speso per venire a scrivere proprio qui, chiedendo contatti con la mamma di Ethan, ex moglie di Pierrick, che mi sarà difficile recuperare? E quanto realmente i suoi amici italiani conoscevano la storia di Domenico.
Ora, caro verità assoluta, io rispetto il suo dolore e comprendo il suo sfogo. Ma cerchi anche lei di mettersi nei panni di ognuno di noi, cittadini appartenenti ad una minoranza priva di alcuni diritti fondamentali, e provi ad immaginare che significa veder negata anche il più semplice dei riconscimenti: chiamare l’amore con il suo nome e non con giri di parole ed allusioni. Si, perché indipendentemente da come uno la possa vedere, quello che legava Domenico, Pierrick ed Ethan era AMORE, coniugale, paterno e filiale.
Su questo, caro verità assoluta, lei una riflessione l’ha fatta?

@ Domenico Riso: ha tutta l’aria di un brutto scherzo. Mi dispiace pensar male, ma non posso farne a meno. Se veramente è il cugino di Domenico, mi scriva in privato nell’indirizzo che trova nella pagina intitolata “Parla con me” proprio sopra l’immagine principale del blog. Per quanto in mio potere, cercherò di trovarle un contatto con Magali (magari fra qualche giorno) e di aiutarla con il francese.

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