Invitato da Cristiana Alicata e per il piacere di passare qualche ora con Chiara Lalli, persona che mi diviene sempre più particolarmente cara, sono andato alla sessione della conferenza de iMille del PD dedicata alle diversità, presieduta da Ivan Scalfarotto e da Cristiana Alicata stessa.
Innanzitutto, vorrei congratularmi con iMille e chi ne tiene il coordinamento per il valore non banale della loro battaglia: spingere il PD ad assumere delle posizioni decisamente più nette su alcuni temi assolutamente di primo piano, tranne che nell’agenda politica nazionale: sud, diversità e diritti civili, rapporto con il territorio, fuga dei cervelli e utilizzo delle nuove tecnologie (una sintesi nel documento conclusivo).
Poi vorrei invitare i lettori a spendere un po’ di tempo a sentire gli interventi che si sono susseguiti nel corso delle differenti sessioni, selezionandoli tra i 25 interventi da 5 minuti da qui e tra quelli della sessione sulle dversità da qui.
Vorrei infine soffermarmi sui lavori di quest’ultima sessione, per mettere in evidenza alcuni elementi.
Non so se organizzare una sessione sulla diversità ed invitare le tre principali organizzazione di rilievo nazionale (ArciGay, Di Gay Project e Mario Mieli) insieme alle sempre emozionanti Famiglie Arcobaleno sia poi una grande idea, in termini ovviamente di senso del dibattito, ovviamente. Alla fine, si è assistito ad una triste, deprimente ed imbarazzante gazzarra fra la Battaglia, Scalfarotto, la Concia e la Alicata che, insieme a Mancuso provava a smorzare i toni.
La presenza di Imma Battaglia si è caratterizzata per le sgarbate e continue interruzioni; uno stile ormai connotato da una crescente aggressività che sfiora l’arroganza (a meno che non si trovi ad un evento organizzato dalla sua associazione), con interventi spesso inadeguati, urlati. Sabato, l’arroganza ha preso il sopravvento su tutto. Invitata come relatrice ha dichiarato che, pur essendo un’iscritta del PD (sezione Garbatella), non sapeva chi fossero iMille e avrebbero avuto almeno presentarsi. Sarà, ma a me è parsa un’inutile sparata: ti invitano, accetti, magari cerca anche di capire chi ti invita e dove vai a parlare!
Ora però, andare al tavolo dire che sono 20 anni che vive nel movimento (più volte presidente del Mario Mieli, fondatrice di DGP) e affermare che il movimento glbt ha ottenuto qualcosa, mi sembra francamente poco serio. Al tavolo erano presenti, come dicevo le tre maggiori associazioni glbt italiane. Essendo quelle che, in un modo o nell’altro, tengono in mano le sorti del movimento, nel bene e nel male sono “responsabili” dei risultati. E come ho già avuto modo di dire altre volte ed in altre sedi (1, 2, 3 e 4), il livello dei risultati e prossimo allo zero. Certo, oggi da un punto di vista sociale c’è molta più apertura, ma rimane il fatto che oltre 30 anni di movimento hanno portato a DIRITTI ZERO. Ovviamente le persone che “dirigono” le associazioni che compongono il movimento hanno le loro colpe. Certo non sono responsabili di ciò che è avvenuto quanto non c’erano. Ma dovrebbero dare dei segnali forti, chiari ed evidenti e invece accade tutto il contrario.
Nessuna di queste associazioni si cura della rappresentanza. E verò anche che come dice Andrea ognuno si dovrebbe rappresentare da sè (sacrosanto!), ma è anche vero che esistono dei soggetti associativi che lavoranon per degli scopi dichiarati in statuti e accettati dai soci. Non certo per trovare “audience” per i propri vezzi di apparire (come sembrerebbe a sentire e a leggere discorsi e comunicati stampa sfornati i copiosa messe). Almeno così dovrebbe essere, immagino/spero.
E allora, dilettiamoci a far tintinnare gli scheletri che stanno ben stipati negli armadi…
Arcigay dichiara oltr 160.000 soci, su tutto il territorio nazionale. Vero. Verissimo. Almeno quanto i fatto che la quasi totalità ha in tasca una tessera Arcigay esclusivamente perché è l’unico modo per entrare nei locali affiliati al circuito, croce e delizia del variopinto universo gayo d”Italia. Considerato che la tessera costa circa 15 euro anno e che solo una parte della cifra complessiva (2,4 milioni di euro) arriva all’arcigay locale e nazionale, si parla di un bel giro d’affari, n’est-ca pas? Certo, nessuno nega che l’Arcigay si dia parecchio (?) da fare, ma guardandoci ben bene negli occhi, ci facciamo venire qualche dubbio, vero?
DGP è una piccola associazione, a tutti gli effetti. Eppure è correlata ad un grande evento dell’estate romana e assicura al suo vertice notevole visibilità. Senza mettere in discussione l’indubbio impegno che profonde DGP nell’ambito della ricerca sociolgica e dell’aggregazione, ci si potrebbe domandare come mai una realtà così piccola riesce a catalizzare tanta attenzione. Magari dipende dal fatto che c’è qualcuno nell’associazione che ha eccellenti rapporti con personaggi di rilievo all’interno nel PD e che viene sistematicamente privilegiato nell’esposizione mediatica. Oppure ci si potrebbe lecitamente interrogare se i legami amicali con certa imprenditoria di successo mondiale non rappresentino più un vincolo che un vantaggio, e fino a che punto tali vincoli, se esistono, sono condizionanti delle scelte e delle posizioni politiche espresse.
Il Mario Mieli soffre di una certa tendenza, assai dannosa, a ripeigarsi su sè stesso e a non offrire grandi spazi di elaborazione e discussione. Gravato da una pesante situazione economica, frutto di scelte non prive di una certa avventurosità che ne hanno caratterizzato la vita nel recente passato, e da alterne vicende interne, il circolo ha pochi margini di azione e sembra bloccato in una sorta di “sindrome post comunista”. Crisi che certamente non è aiutata dalla quasi inesistenza del dibattito interno e da una “paralisi creativa” che preoccupa sulla sua sopravvivenza. Nonostante ciò, mantiene una netta prevalenza sul piano dell’elaborazione politica e sul coraggio di prendere posizioni nette, politicamente rassicuranti. C’è solo da sperare che prima possibile si scatenino le energie creative sufficientemente potenti da smuovere l’attuale situazione.
Infine, dopo aver fatto sinistramente tintinnare costole e vertebre di questi scheletri, non posso che sottolineare come le conclusioni dell’assemblea de iMille mi sembrino, alla luce di questo panorama, solo un auspicio, piuttosto che una concreta e plausibile linea d’azione. Peccato.




La Battaglia: “Invitata come relatrice ha dichiarato che, non sapeva chi fossero iMille e avrebbero avuto almeno presentarsi. Sarà, ma a me è parsa un’inutile sparata: ti invitano, accetti, magari cerca anche di capire chi ti invita e dove vai a parlare!”.
Direi che questa sia la rappresentazione perfetta dell’ultima versione di Imma: la invitano e lei va, senza preoccuparsi nemmeno di sapere dove e perchè, basta esserci e sparare a raffica contro tutti e tutto. Poca importanza ha se si riesce pure ad essere concreti, seri e magari anche coerenti.
Mi sono smazzato le due ore di video e quel che rimane sulla sua partecipazione è che Imma ormai è contro. Contro tutto a prescindere malgrado parli solo degli altri come quelli da accusare di esserlo…
Bello il tuo intervento proprio perchè mirato ad aprire gli occhi!
si Imma è contro è vero… quello che mi fa però incazzare come una bestia è che comunque ha una lucidità di analisi che se fosse depurata del suo protagonismo e dei suoi interessi personali potrebbe realmente essere di aiuto a tanti…
invece no, sta sempre li a parlar male dei gay anche se poi dice che li fa assumere nella sua azienda… che palla madornale!
e poi questo suo continuo “io, io, io…” ha un po rotto le palle….
ti sei dimenticato di me, ma non fa niente ormai sono abituato al tuo modo di fare….
Ma no! Era solo che i tre hanno tenuto banco… insieme a Paola Concia… il tuo intervento sta fra quelli segnalati in video, dai!
ma non rispondi mai alle mail…
marzietta
Stranamente ;-p abbastanza d’accordo con la tua analisi. Una ulteriore precisazione amara, la Battaglia, facente parte del Pd, ha preso una bella cantonata sui Mille, non conoscendoli e volendosi, come succede da troppo tempo, accreditare come ancella del partito. Li ha definiti come una corrente che lavora contro la direzione o quantomeno contro la linea. Da cosa lo ha capito? Dal fatto che Ivan, nonostante sia assolutamente interno e rappresentativo del Pd, non indietreggia (nonostante le posizioni piddine) dall’uso della parola matrimonio? O dal fatto che nella logica molto poco “battagliera” ma poco democratica chi solleva temi scomodi (senza urlare), alimentando dibattito e “mettendo belle pulci nell’orecchio” al proprio partito, sia un sovversivo pronto alla scissione?Insomma “o con me o contro di me” per essere buoni militanti? Li consoco abbastanza bene da confermare che “Il PD è la nostra unica corrente” non sia, per iMille, solo una dichiarazioni di intenti, quindi Imma è apparsa del tutto fuori luogo, tra le altre cose, per questa sua ostentata difesa del partito (per non parlare del fatto che ci fosse Paola che su questo è prontissima)…
No comment sul “DATEMI DELLE SOLUZIONI!!!!DATEMI DELLE PROPOSTE”(seguito da un orribile pugno battuto sul tavolo) gridato da Imma che però mi sembra non abbia proposto le sue…
Peccato le tue conclusioni sulla televisione, un “massmediologo” convinto come me non può che essere in disaccordo, ma credo che anche su questo ci siamo spiegati…. Ciao “bonzo” spero di ribeccarti presto
Zia Fucsia
Sei stato nominato! Qui: http://www.kaletraforever.com/?p=386
@ Marzia… la gatta frettolosa fece i gattini ciechi… sembra che quelle idee di cui mi parli nell’email abbiano incuriosito più d’uno… ne riparliamo a settembre o a fine agosto… e poi, dai che ti rispondo appena ho un po’ di tempo.
@ Federico… ce mancava solo la nomination a miss web… adesso mi tocca scrivere un post appost! vacca boia!
@ Zia Fucsia… Ma che piacere una sua visita! Speriamo che si faccia vedere più spesso e non solo su questa landa digitale! Sulla Battaglia… segue post…
Il principale problema è che tutti i gruppi TLGB romani soffrono di smania di protagonismo: la tattica è quella di sgomitare per apparire, non di collaborare per un fine comune. Capisco che il paese reale non dia un buon esempio in tal senso, ma altre minoranze discriminate si comportano con più dignità.
Riguardo ad Imma, io credo che sia tutt’altro che lucida. Dice una cosa e un attimo dopo il suo contrario. E’ però un’ottima organizzatrice e sa compiacere la platea cui di volta in volta si rivolge, senza preoccuparsi di cose fastidiose come la coerenza e la profondità delle proprie idee.
D’altra parte, è diffiicile essere lucidi quando il quadro politico è così complicato. Ed è giusto sparigliare le carte, e fa bene a tutti. Io fossi in Imma mi butterei a destra una volta per tutte: d’altra parte, lei alla democrazia ha sempre preferito la dittatura populista, sono i fatti a dimostrarlo.