E alla fine, anche la giornata di ieri è passata. Il Roma Pride 2008 è stata una bella e festosa marcia, popolata di gente dentro e fuori il corteo. Ho visto e parlato con gente che conosco già e altra che ho avuto la fortuna di conoscere solo ieri. C’erano i miei amici di Certi Diritti (con lo macchinette elettriche piene di spose e di sposi), Andrew (un germoglio di amicizia con una persona speciale), Andrea (con i suoi amici e il suo compagno, dannato me se mi ricordo il nome!), Andrea Maccarrone (un po’ incerto se partecipare o meno… ma poi c’era anche lui!) Queerworld (che ho salutato dal carro in Piazza Navona chiedendogli di chiamarmi Andrew che stava accanto a lui con la maglia arancione e che non sa che ero io!), le Famiglie Arcobaleno, (con Giuseppina, Franco, Tommaso, Daniele… e tutti i loro splendidi figli nati da poco e a zonzo nei passeggini), Riccardo (sempre bello e dal sorriso beffardo), Dacia Valent (una donna veramente speciale, ed un altro germoglio di amicizia che spero possa portare a grandi frutti), Elfobruno (che a piazza Navona era affranto sul carro del coordinamento e sembrava un quadro di Goya), Nuova Proposta, il Gruppo Pesce (sono i nuotatori più simpatici che conosca… a quando la squadra di sincro?), Gaytoday (e quanti erano?) e ovviamente il Roma Rainbow Choir, che con il suo striscione piccolo piccolo, ha fatto il suo debutto anche al Pride e si è beccato la foto dell’home page del Messaggero on line. Tralascio di citare tutti gli splendidi amici e volontari del Mario Mieli, che come sempre, si sono spesi senza sosta con generosità e passione.
Un momento un po’ speciale, il discorso che Giuseppe Pecce, direttore del Roma Rainbow Choir ha fatto a fine corteo (a proposito, grazie al circolo per tutto il supporto e l’amicizia con cui stiamo lavorando). Abbiamo concluso il suo intervento invitando tutti a cantare insieme a noi l’inno nazionale, scritto da Goffredo Mameli, che combatté sulle barricate della Repubblica Romana contro lo Stato della Chiesa. E’ stato un momento toccante per molti, indigesto per altri. Ma questo succede sempre. Noi come cittadini di questo stato, riteniamo che l’inno nazionale sia un patrimonio di tutti e non abbia alcun colore politico, se non quello della consapevolezza di essere parte di una nazione fatta di popolo e istituzioni, uniti anche nella musica.
Non si è verificato nulla di quanto si era paventato fino alla sera prima. Qualche episodio ha marcato in un senso e nel suo opposto la giornata:
- il tentativo di irruzione nel corteo (!) denunciato dall’onnipresente quanto inutile, dannoso e sempre-a-caccia-di-visibilità presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo) secondo cui un gruppo di «30-40» estremisti di destra «vestiti con giacca e cravatta» hanno cercato di «irrompere» nel corteo sventolando «bandiere nere con croce celtica». Il gruppo sarebbe stato bloccato dalle forze dell’ordine. Questo episodio, ad oggi ha avuto nessuna conferma.
- gli integralisti di Militia Christi hanno attaccato su un muro lungo il percorso del “vergognoso gay pride” uno striscione che recitava “Rom è sacra: no al gay pride, orgoglio del male!” “un gesto di condanna e opposizione all’ennesimo nefasto evento che offende Roma, la sua storia, la sua identità, i suoi abitanti”.
- l’occupazione simbolica del Vaticano da parte di Facciamo Breccia e No Vat, al quale è conseguito il fermo dei 10 partecipanti all’azione e di tutte le persone che hanno fotografato e ripreso l’azione, compresi alcuni turisti (!). Il coordinamento ha dichiarato che chiunque avesse fatto foto è stato costretto a cancellarle.
- la protesta dei radicali che dopo il corteo si sono imbavagliati, in piazza San Giovanni in Laterano e hanno manifestato in serata contro la “negazione dell’area per il Gay Pride 2008 per futili motivi” esponendo cartelli con su scritto: Tolleranza, Diritti per persone Lgbt, No ai diktat. Massiccia la presenza delle forze dell’ordine che hanno transennato e presidiato tutta l’area della basilica. Rita Bernardini ha dichiarato: “Il concerto per cui è stata negata la piazza è iniziato alle 20:30 mentre il Gay Pride, come si è visto è terminato alle 19:30. Gli orari erano evidentemente compatibili, quindi la motivazione che è stata addotta, è palesemente falsa. Non possiamo tollerare – ha proseguito – che con vere e proprie scuse si vieti ai cittadini italiani di manifestare solo perchè gay”. Gli ha fatto eco Franco Grillini “Quando si vietano le piazze più che di censura si tratta di limitazione delle libertà democratiche. La manifestazione del Gay Pride inoltre si sarebbe tenuta a 300 metri dal luogo del concerto e quindi non avrebbe interferito”.
Vorrei poi, non senza una certa amarezza, segnalare le dichiarazioni di Imma Battaglia, che sta prendendo una deriva che mi risulta incomprensibile (almeno per il momento, dato che una tipa che riserva sempre qualche sorpresa): “La mia è una partecipazione silenziosa. Non sono nella parte organizzativa e non ho aderito al manifesto del gay pride che non condivido nei toni di scontro e polemici. Aderisco alla marcia politica e non agli scontri psicologici. È un momento politico fondamentale e chiedo alle istituzioni di colmare il vuoto legislativo che vede l’Italia fanalino di coda in Europa e in Occidente sui diritti degli omosessuali”. “Questo governo e il ministro Carfagna -ha aggiunto- devono mostrare la loro politica sui diritti civili e presentarsi con un programma. Il movimento omosessuale deve saper far venire fuori la politica liberale del centrodestra. Dobbiamo incalzare il governo in questi cinque anni e non dobbiamo dare tregua con la scusa di una destra fascista”.
Ed infine, a questo stesso proposito, il contenuto di un’email ricevuta da Porpora Marcasciano:
Ieri sera (7 Giugno) in un intervista al TG 1 di tarda sera Imma Battaglia asseriva che il Pride romano non era rappresentativo in quanto la maggioranza di gay e lesbiche non vi si riconosceva poiché, a detta sua, quel Pride rappresentava esclusivamente l’area “antagonista”. Le parole della Battaglia erano state dette prima che centinaia di migliaia di trans, gay, lesbiche, donne e tanti altri cominciassero a sfilare e forse, mi viene da pensare, non distingue bene le aree. Che lei non ci fosse non credo se ne sia accorto nessuno, escluse le televisioni dove sembra che la Battaglia abbia un posto privilegiato, vista la sua assidua presenza. Mi chiedo se le televisioni conoscono solo lei e in quel caso bisognerebbe far notare che il movimento o scena GLbT è molto più complesso e articolato rispetto alle posizioni del tutto personali di Imma Battaglia.
Affermare che un Pride (qualsiasi esso sia) rappresenti solo la parte antagonista (cosa che a me piacerebbe assai) significa essere scorretti non solo politicamente, ma culturalmente! Chiederei alla Battaglia a nome di tutte quelle persone che ieri hanno sfilato per Roma di chiedere scusa. E poi un piacere che chiedo personalmente (ma che in tanti chiederebbero) a Imma, anzi una supplica vista la sua consistente presenza mediatica, potrebbe chiarire a se stessa prima ancora che al pubblico televisivo, che lei rappresenta esclusivamente se stessa! Per una questione di correttezza e soprattutto di rispetto.
Porpora



Grande giornata è vero! (Claudio si chiama Claudio!;))
Quanto a Marrazo e Battaglia: hai detto molto più di quanto si possa dire, ho deciso che menco gli do seguito condannandoli alla invisibilità che tanto temono.
Per il resto… grande! Anche se non ho incontrato e conosciuto tutti quelli che avrei voluto incontrare e conoscere…
Grazie, grazie, grazie!
E non solo per ieri…
Quanto a Marrazzo mi sono risparmiato un veleno, sta cosa l’ho sentita solo di striscio in serata da Sciltian.
L’assenza (o la fuga da grande diva) di Imma Battaglia che ha scelto di combattere per difendere il suo portafogli anzichè i nostri diritti è incommentabile. Nel post di ieri sera non ne ho parlato direttamente perchè non volevo gettare veleno su una giornata bellissima.
Bon, almeno abbiamo avuto la definitiva conferma d’esser davanti ad un’abilissima imprenditrice. E nulla più.
non ho trovato traccia delle dichiarazioni di Imma da nessuna parte… sono stato anche sul sito della RAI ed ho visto il tg di ieri sera (che ovviamente i ero perso) è vero che c’era lei ma non ho sentito nulla di quanto riportatomi…
per caso ne hai traccia?
@ fabio, le citazioni sono lanci di agenzia. le ho riportate integralemente eliminando le duplicazioni. fidati…
Riesci a trasmettere bene il tuo entusiasmo attraverso la descrizione. Mi sarebbe piaciuto davvero esserci. Chissà, magari tra qualche anno a venire. Ciao.
Ho visto da Internet un Video e delle foto del Pride. E’ la prima volta che guardo un Pride con interesse e con attenzione. In passato avevo solo visto distrattamente qualcosa nei TG. Devo dire che lo trovo davvero carino. E’ una manifestazione per i diritti con un corteo dai toni festosi. Non ho visto nulla di scandaloso. Anzi ho guardato il video e le foto con molta simpatia. Non credo che si possa davvero immaginare un Pride sobrio. Credo che il Pride è perfetto così com’è. Se non fosse così com’è non credo che avrebbe la stessa intensità di comunicazione.
Pare strano che nessuno abbia confermato la presenza di questi “30-40″ estremisti di destra… e, viste le tante foto che ho visto in giro, che nessuno sia riuscito a fotografarli… mah, chissà…
Comunque bel resoconto! Grazie!
Non spreco parole, invece, per definire la Battaglia. Che è meglio.
e quanti eravamo di GayToday?
Complimenti ragazzi.
Le frasi di Imma Battaglia sono state trasmesse dal tg de La7.
La questione dell’assalto neofascista io l’ho messo col condizionale, soppesata la fonte marrazzesca. Ne hanno parlato un po’ di giornali on-line, ma immagino che la fonte sia la medesima. Occorrerebbe sentire se la confermano i poliziotti che avrebbero fermato la carica dei fasci.
Cmqe io dubito alla grande.