Aggiungo qui alcune segnalazioni di agenzia che riguardano gli sviluppi degli eventi realtivi allo svolgimento del Roma Pride e lanciate dopo il post di ieri:
- Sergio Rovasio, Certi Diritti: propone una “manifestazione spontanea” alle ore 21 di Sabato tutti imbavagliati davanti all’ingresso di San Giovanni quando il coro inizierà a cantare.
- Circolo Mario Mieli: Il carro principe sarà allestito con una prigione con gay, lesbiche e transessuali imprigionati, a simboleggiare la loro esclusione dai diritti. Il carro si chiamerà «Sobrietà», quale omaggio ironico al mancato patrocinio della manifestazione deciso dal ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna nei giorni scorsi. Saranno inoltre riproposti sul carro allegorico da drag queens e gogo boys alcune pose del calendario in cui il ministro si fece fotografare qualche anno fa. Nella parata dell’orgoglio omosessuale sfileranno anche carri delle associazioni Glbt e della Cgil Nuovi Diritti. Il corteo sarà aperto da un pullman color fucsia a due piani del Comitato Roma Pride, con a bordo la madrina Rita Rusic e personalità del mondo gay, tra le quali sono attese Franco Grillini, Vladimir Luxuria e Peter Boom.
- Vittoria Franco, senatrice PD e ministra Pari Opportunità del Governo ombra: aprirà il corteo del RomaPride domani 7 giugno alle ore 16.00 a Piazza della Repubblica, mostrando concretamente come si deve stare vicino a cittadine e cittadini che non hanno pari opportunità perché nei fatti sono discriminati e non sono tutelati da leggi. La ministra delle Pari Opportunità Mara Carfagna, invece, ha speso tutte le sue energie per sottovalutare i problemi delle persone omosessuali e transessuali e per screditare i Pride. Differenze che contano. Il corteo dunque partirà con un ministro che non c’è ma sembra vero, al posto di un ministro vero che è inesistente. Un ministro che, come del resto il sindaco di Roma, hanno preso più volte le massime distanze dai Pride, non cogliendone valori ed esigenze.
- Circolo Mario Mieli: «In attesa della mega parata del RomaPride di sabato, venerdì dalle 17 alle 21 ci sarà una gustosa anticipazione. Un bus fuxia a due piani, che rappresenta il coordinamento che organizza la manifestazione, sfilerà per le vie della capitale per mostrare l’orgoglio della comunità lgbtq, sensibilizzare la cittadinanza e far conoscere il nuovo percorso della parata del Pride». Così in una nota il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli. «Al grido ‘Testardamente. Dignità, Parità, Laicità’ e sulle note delle canzoni più amate da gay, lesbiche e trans – prosegue la nota – il coloratissimo e orgoglioso bus percorrerà in lungo e in largo la Città Eterna: il Pride Bus farà sosta in luoghi turistici del centro storico distribuendo divertenti gadget, palloncini e flyer della manifestazione e dirigendosi anche verso le zone popolari dell’Appia e della Tuscolana. Uno dei luoghi simbolici lungo i quali il bus transiterà sarà Piazza di Porta San Giovanni, la piazza che la Questura non ha concesso per l’arrivo della manifestazione». «Sabato 7 giugno il bus fuxia sarà in testa al corteo del RomaPride».
- Daniele Priori, GayLib: «I leader delle principali associazioni gay si impegnino ad abbassare i toni su piazza San Giovanni per non rischiare che per la prima volta il Pride di Roma diventi una manifestazione pericolosa». Così il vicepresidente dell’associazione Gaylib, auspica alle altre associazioni di calmare gli animi dopo la decisione definitiva da parte della questura di Roma di non concedere piazza San Giovanni come punto d’arrivo della manifestazione romana in programma sabato 7 giugno. «Facciamo in modo che la nuova stagione di confronto con l’amministrazione Alemanno prosegua serenamente a prescindere dalla scelta della questura di non concedere lo spazio antistante San Giovanni. Prendiamo quello che è l’ennesimo divieto come un incentivo a continuare la nostra battaglia di libertà in termini più seri, efficaci e senza pregiudizi nè pretesti». «Si sente parlare di possibili deviazioni al corteo con gruppi di manifestanti pronti a giungere ugualmente a San Giovanni. Tutto ciò sarebbe inopportuno oltre che sleale verso l’amministrazione civica che ha concesso i patrocini agli eventi culturali e ha aperto notevoli spazi di confronto».
- Luigi Nieri, assessore al Bilancio, programmazione economico-finanziaria, partecipazione della Regione Lazio: «Sabato sarò presente al Gay Pride di Roma. Sono convinto che, come sempre, la manifestazione sarà allegra, serena e assolutamente pacifica, in quanto veicola un messaggio unicamente positivo: la parità di diritti di tutte e tutti. Spero quindi che Piazza Navona sia talmente colma di persone da riempire le strade circostanti fino ad arrivare al Vaticano».
- Titti De Simone, PRC: Il Prc parteciperà alla manifestazione del Gay Pride di sabato a Roma con una delegazione ufficiale del partito composta tra gli altri da Maurizio Acerbo, Titti De Simone, Rosa Rinaldi, Saverio Aversa. «Giudichiamo incomprensibile la mancata concessione di Piazza San Giovanni per la conclusione del Gay Pride soprattutto in un momento in cui sarebbe opportuno che dalle istituzioni giungesse un segnale di apertura e sostegno alla comunità Glbt romana e nazionale, bersaglio di aggressioni omofoniche». «Il tentativo del ministro Carfagna di ridimensionare la gravità della decisione di non autorizzare la piazza è irrisorio. In tutta Europa, anche nei Paesi governati dalle destre, le istituzioni sostengono questo genere di manifestazioni. Vorrei ricordare inoltre alla Carfagna che nel corso della scorsa legislatura la Commissione Giustizia della Camera ha approvato un testo contro i reati di omofobia e lo stalking. Quindi invitiamo il ministro Carfagna a sostenere questo testo e a portarlo al prossimo Consiglio dei ministri».



Sarebbe bello poter vedere delle foto. Ciao.
@ marcello, tranquillo… la rete è già inondata!
Molto bello il corteo, molto colorato e poco volgare. Complimenti.
Ti propongo uno spunto di riflessione se accetti. Al di la della lotta delle cifre dei partecipanti (5.000 per questura, 70.000 reali, 500.000 per gli organizzatori) che lascia il tempo che trova, a Piazza Navona c’erano non più di 4/5000 persone (la piazza era piena a metà scarsa).
Non credi sia un segnale verso le associazioni? Il pride non credi che la gente lo consideri una festa in cui far vedere che ci sono e che non hanno vergogna di essere? Che le dichiarazioni, i comizi etc non interessano? Che gli aspetti politici vanno trattati in altra sede? Dopo il pride nazionale 2007 molti (Rossana Praitano e Aurelio Mancuso) pensavano di avere in pugno il movimento gay, con conseguente candidature e vittoria della sinistra. Poi il risultato è stato: solo Paola Concia eletta, sinistra arcobaleno 3,3% e fuori dal parlamento, vittoria di Alemanno e Grillini con un misero 0,82 %.
Il corteo non credi dovrebbe essere solo una festa, la nostra festa? Poi vanno benissimo le iniziative collaterali, stupenda quella dei matrimoni in piazza dell’arcigay, ma poi si deve scatenare l’orgoglio e i colori.
Sono stato troppo lungo? scusa e un abbraccio
P.S. l’assalto dei fascisti purtroppo è vero, ho assistito in diretta alla cosa.
@ daniele. grazie della visita. francamente dei numeri alla fine poco importa a nessuno. ormai ciò che conta è la presenza mediatica e che tutto fili liscio. Io ero sul pullman degli interventi è ho visto sfilare il corteo che entrava nella piazza che era piena zeppa. poi ha, come dici tu, cominciato a svuotarsi, come sempre accade in queste circostanze. gli interventi sono rimasti a sentirli quelli che erano interessati e va bene così. succede in tutte le manifestazioni che hanno anche un contenuto politico.
non condivido le tue affermazioni su Rossana e Aurelio, perché non corrispondono ai fatti. hanno entrambi sufficiente intelligenza da sapere che nessuno aveva in mano il movimento.
certo di potrebbero creare manifestazioni diverse, anche più articolate e più mediatiche… ma ci vogliono molti soldi. chi li caccia? e a chi li dà?
ah, l’ultima cosa: come mai non c’è neanche uno straccio di fotografia di questo episodio dell’irruzione dei tizi in giacca e cravatta? non è un po’ strano? potresti metterti in contatto con il circolo mario mieli e riportare la tua testimonianza? è molto importante.
scusami non voleva essere una discussione sui numeri o le percentuali di voto. Non sono riuscito a spiegarmi. Voleva essere solo un cerino per accendere una discussione sul “movimento” gay nel 2008. Sai se è vero che il palazzo (inteso come politici e partiti) sono sempre più distanti dai cittadini, comincio ad avere l’impressione che anche le associazioni glbt comincino ad esserlo. Forse è il momento di cambiare.
Per quanto riguarda le foto? boh non ho visto tutte le rassegne fotografiche ma non credo che sia stato l’unico a vedere il trambusto della polizia all’altezza del museo del risorgimento (credo che sia quello sulla salita del campidoglio), ci sono anche le agenzie di casa pound in rete che dichiarano che sono stati fraintesi, volevano solo andare ad un matrimonio.
Se vuoi contatto il mieli, anche se non ne capisco la ragione. Di chi devo chiedere?
Saluti
chiedi di andrea. se è confermato che si è trattato di un tentativo di aggressione, la cosa potrebbe essere in qualche modo trattata in un comunicato stampa. grazie
ti allego nel frattempo i comunicati ansa che sono usciti, sia di arigay che dei ragazzi che erano sul carro dei centri sociali. Loro hanno parlato anche di un ferito come vedi ma non ce ne è altra traccia sui media.
» 2008-06-07 19:30
ARCIGAY: NEOFASCISTI TENTANO IRRUZIONE
ROMA – Un gruppo di “30-40″ estremisti di destra “vestiti con giacca e cravatta” ha cercato di “irrompere” nel corteo del gay pride romano sventolando “bandiere nere con croce celtica”. Lo ha segnalato il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo, sostenendo che il gruppo è stato bloccato dalle forze dell’ordine. Il tentativo di irruzione, ha detto ancora Marrazzo, è avvenuto a Piazza Venezia all’incrocio con via dei Fori imperiali, nei pressi dell’altare della patria. Verso le 18,30 almeno una bandiera nera era ancora visibile a piazza Venezia.
RAGAZZI: CI HANNO DETTO ‘VI ACCOLTELLIAMO’
“Erano una ventina di persone vestite in giacca e cravatta e ci hanno detto: vi accoltelliamo tutti”. E’ il racconto di un ragazzo che sta partecipando al gay pride romano che dice di aver assistito alla “incursione dei fascisti” durante il corteo. “Ci hanno detto – ha proseguito – che dovevano andare ad un matrimonio e invece ci volevano aggredire”. “Li conosciamo – ha detto un altro ragazzo dal carro dei centri sociali (’Striké, ‘La Torre’, ‘Forte Prenestino’) – sono i fascisti del Circolo Futurista e di Casa Pound, volevano rovinarci la festa ma li abbiamo fermati”. Secondo altri testimoni “durante l’incursione” sarebbe stato spintonato e buttato a terra anche un ragazzo
grazie daniele, avevo recuperato anche io questi due comunicati e li ho messi in un nuovo post dedicato a f. marrazzo, aggiungendoci anche quello di casa pound che sostiene l’esatto contrario…
ma ti pare che uno va a irrompere in un corteo straprotetto dalla polizia in giacca e cravatta e con le ragazze con gli abitini da cerimonia?