Cui prodest?

12 05 2008

Il Roma Pride, come noto, è alle porte e, come arcinoto, è sempre una ghiotta occasione per darsi da fare. C’è chi si dà da fare per organizzare ed assicurarne il successo e chi, invece si dà da fare per altri motivi, per lo più incomprensibili a chi non è al corrente di certi fatti. Dato che anche io ne sono all’oscuro, sarò cronista e non opinionista, limitandomi a pormi l’antico quesito CUI PRODEST?

Antefatto

  • in accordo con le associazioni che hanno partecipato a riunioni convocate sul tema, si è deciso che la stagione dei gay pride si sarebbe aperta con la contemporanea di Roma e Milano il 7 giugno, per proseguire con Biella, Bologna e Catania. L’appuntamento di Bologna è nazionale.
  • Gianni Alemanno, nel frattempo è eletto sindaco di Roma, dopo che la coalizione di centro destra vince le politiche con ampio vantaggio
  • si tengono alcune riunioni per proseguire con l’organizzazione dell’evento di Roma (affidata al Circolo Mario Mieli) e definirne i contenuti politici. Si decide di rimanere ancorati ai documenti politici dello scorso anno che rimangono totalmente attuali.
  • in una di queste riunioni, i convenuti decidono di affidare a Rossana Praitano e ai suoi collaboratori del Circolo Mario Mieli il compito di stendere il documento sulla base di precise indicazioni di contenuto e di tono, in considerazione della valenza fortemente rivendicativa della manifestazione, proprio in relazione all’esito delle elezioni e al mutato quadro di riferimenti politici.
  • Gianni Alemanno esterna sul Pride a Roma
  • il documento viene compilato e inviato alle associazioni che collaborano al coordinamento per l’organizzazione ed i contenuti, con la richiesta di segnalare eventuali integrazioni o correzioni.
  • Gianni Alemanno viene intervistato alla radio e “apre” sulla questione del Pride.
  • il 9 maggio Arcigay nazionale e romana, Arcilesbica Roma e DGP scrivono una lettera aperta al sindaco Gianni Alemanno, in cui si chiede apertamente un incontro per parlare del Pride di Roma.
  • il 9 maggio, la presidente di Arcilesbica Roma viene sospesa dal suo incarico (sospensione ratificata anche da Arcilesbica nazionale) in aperta dissociazione dalla lettera inviata.
  • il 10 maggio il Circolo Mario Mieli dirama un comunicato stampa in cui precisa che non sono stati richiesti incontri di sorta al sindaco, anche in considerazione del fatto che non sono stati ancora consolidati i documenti politici, sui quali avviare un eventuale confronto con le istituzioni, sul tema del pride.

Il fatto di oggi

Oggi pomeriggio, 12 maggio, si tiene una riunione di aggiornamento sui temi organizzativi (consolidamento del documento steso in base alle indicazioni mandatorie espresse nei precedenti incontri), che inevitabilmente prende le mosse dalla lettera pubblicata nei giorni precedenti.

Le parti coinvolte direttamente e le altre associazioni convenute si esprimono sui fatti degli ultimi giorni mettendo in evidenza gli aspetti negativi che derivano dall’iniziativa. Tutti gli interventi delle associazioni non direttamente coinvolte esprimono fortissime perplessità sul valore e sul senso della lettera, e soprattutto tendono ad evidenziare l’effetto di divisione e di dialettica conflittuale che caratterizza la realtà romana.

Dopo aver ampiamente dibattuto su questi temi, si passa al documento steso da Rossana ed emendato in base alle osservazioni nel frattempo pervenute (documento A). A questo punto,DGP e Arcigay distribuiscono una nuova versione del documento, pesantemente ricalcata su quello predisposto da Rossana, ma ampiamente ridimensionato per tono ed elementi basilari (il documento B risulta essere presentato da DGP, Arcigay Roma, Azione Trans, Linfa Roma, Gay&Geo).

La discussione che segue, evidenzia che Arcigay ritiene il documento un po’ troppo forte nei toni, mentre DGP preferisce riservarsi di decidere, poiché considera non accettabile la formulazione di Rossana.

Gli interventi di tutte le associazioni (escluse ovviamente quelle promotrici della versione alternativa), tendono a confermare che il testo di Rossana è un testo condiviso in altre sessioni di lavoro, sia nei toni che nei contenuti, che già rappresentano un punto di mediazione fra tutte le esigenze e le posizioni espresse nelle occasioni di confronto e di dibattito. Rifiutano pertanto la possibilità di effettuare ulteriori modifiche che non siano quelle pervenute nei tempi che erano stati indicati, per evitare di trascinare ulteriormente la stesura definitiva, anche in considerazione delle esigenze di comunicazione che nel frattempo sono diventate urgenti.

La fine della riunione, vede Arcigay (nazionale o romana?) praticamente favorevole al documento nella versione Praitano, mentre DGP mantiene il punto.

La piattaforma comune di tutti i Pride italiani, concordata e condivisa da tutte le organizzazioni che hanno partecipato ai lavori locali e nazionali è quindi una PIATTAFORMA POLITICA DI RIVENDICAZIONE UNITARIA (sebbene differenziata a livello locale, per tenere conto delle differenze territoriali). Tali piattaforme, in ottica unitaria saranno presentate tutte insieme il 15 maggio in una conferenza stampa che si terrà a Bologna.

Vedremo gli sviluppi, ma rimane la domanda iniziale: CUI PRODEST?

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Come annunciato nei commenti a questo post, di seguito riporto sinteticamente i punti di sostanziale differenza fra il documento nella versione A (assembleare e disponibile a questo link) e nella versione B (proposta da alcuni). La versione definitiva non è ancora interamente divulgabile, e curerò di effettuare le modifiche necessarie quando lo sarà.

  • ridimensionamento dell’espressione “testardamente”, ripetuta invece come leit motiv nella versione A (quando sarà disponibile il documento completo nella versione ufficiale, sarà più chiaro il senso di questo rilievo);
  • Documento A: il movimento rifiuta “strategie di compromessi al ribasso”,
    Documento B: il movimento rifiuta una “politica che priva la popolazione lgbt della piena cittadinanza”.
  • Documento A: “Ma la società è mutata radicalmente molto prima e in direzione contraria rispetto ai contenuti culturali e reazionari solitamente proposti dalle destre sui diritti civili, spesso in maniera strumentale e ipocrita.”
    Documento B: “La società italiana, che negli ultimi anni si è dimostrata favorevole alle nostre rivendicazioni, è attraversata da profonde inquietudini di natura economica e sociale, che possono mettere a rischio quanto costruito fino ad ora”.
  • Documento A: “Le persone omosessuali, bisessuali e transessuali non si sono trasformate per un giro di boa elettorale, perché i vissuti e le esigenze sono gli stessi, così come il sentire largo e concreto della maggioranza degli eterosessuali rimane aperto, dinamico, in sintonia con la naturalezza della diversità delle scelte di vita. La destra non potrà fare finta di niente; se lo farà continuerà ad avere nei gay, nelle lesbiche, nei bisessuali, nelle persone transessuali e in tanti eterosessuali degli avversari critici e fermi. La sinistra a sua volta dovrà decidere se nella sua ricostruzione il tema dei diritti civili rimarrà fondante o meno, con maggiore attenzione rispetto agli stimoli e alle proposte che provengono dai singoli cittadini e movimenti. Il Partito Democratico, infine dovrà scegliere se uscire o meno da quel territorio dell’indistinto in cui si trova rispetto al tema dei diritti civili ai temi etici. I pride sono anche un’occasione per le forze politiche i partiti per di dimostrare da che parte si sta e di quale visione di società si è portatori”
    Documento B: “Al centro-destra italiano chiediamo di cambiare il passo rispetto al tema dei diritti civili delle persone lgbt, affrancandosi dal passato, e mettendosi in linea con quei partiti popolari europei che hanno al loro interno, non solo aperto una riflessione sulle tematiche lgbt, ma proprio su queste hanno posto una base per una propria modernizzazione. Il centro-sinistra italiano abbia invece il coraggio di abbandonare infondati timori che fino ad ora hanno ritardato la piena cittadinanza della popolazione lgbt di questo paese e di dimostrare finalmente di essere una forza laica e progressista, consapevole che il riconoscimento di pari opportunità di accesso ai diritti civili e dell’uguaglianza delle persone lgbt, rimangono un elemento costitutivo della sua forza politica”.
  • Documento A: “il Roma pride afferma l’affinità viscerale con le rivendicazioni del movimento femminista, nella lotta al machismo, cioè all’idea castrante violenta ed escludente di un mondo maschilista che spesso si dispiega dentro certe famiglie da incubo. L’idea di famiglie come frutto di trasformazioni culturali contrapposta a quella di famiglia naturale, sclerotizzata e gerarchica, oltre ad essere il vero riflesso della realtà e a registrare che esistono le famiglie omosessuali è anche il concetto etico e pratico che meglio scardina la condizione minoritaria delle donne e combatte la violenza domestica. Dunque con il pride si afferma che esistono e vanno riconosciute le varie forme di famiglia, rispetto al modello unico e si ribadisce che il destino evolutivo di una società passa attraverso l’autodeterminazione e pari opportunità delle donne, così come la piena cittadinanza delle persone omosessuali, bisessuali e transessuali”
    Documento B: “il Roma pride afferma l’affinità culturale con le rivendicazioni del movimento femminista, contro ogni forma di maschilismo, il cui legame con l’omofobia è sempre più stretto. Facciamo nostra l’idea di famiglie come costruzione sociale e culturale, affermando che accanto al modello costituzionale, esistono e vanno riconosciute altre forme di famiglia.”
  • Documento A: l’omofobia e la transfobia “spesso alimentate da dichiarazioni che persistono ad usare la categoria del peccato o quella della tendenza anormale da confinare nel buio privato”
    Documento B: “la pesante delegittimazione dell’affettività e delle vite delle persone omosessuali, bisessuali e transessuali, e dunque della nostra dignità, da parte di esponenti politici e religiosi, finisce per lavorare sulla coscienza collettiva di una società legittimando il pregiudizio antiomosessuale.

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18 risposte

13 05 2008
Andrew

Sarei curioso di fare un “trova le differenze” fra i due documenti. Chissà perchè immagino ci sarebbe da ridere…

13 05 2008
Oscaruzzo

Noi finocchi siamo bravissimi a litigare su qualunque cosa…

13 05 2008
stratex

oh, si state certi che ci sarebbe proprio da ridere… ce l’i ho tutti e due e stasera abbiamo passato 2 ore in 30 a discutere su quello che avevano presentato dgp e arcigay, per poi concludere che praticamente quello espressione di tutti era “troppo forte” nei toni…

13 05 2008
Fabio

chi c’era oltre MM DGP e AGRoma?

13 05 2008
Nino

capisco che forse è politicamente scorretto, ma metterlio in rete sarebbe proprio impossibile?

13 05 2008
stratex

@ fabio
erano presenti facciamo breccia, i collettivi femminili del buon pastore, arcilesbica, rosa nel pugno, certi diritti, roma rainbow choir, famiglie arcobaleno, leather club (mi pare non ricordo la sigla corretta), gruppo pesce, UAAR e forse qualcun altro che mi sfugge.

@ nino li dovrei riscrivere a mano e comunque, in virtù dell’accordo preso con l’organizzazione di bologna, il documento politico di roma, sarà reso noto solo giovedì 15, in occasione di una conferenza stampa congiunta che si terrà a bologna. sottolineo congiunta e condivisa.
quindi, la correttezza mi impone di attendere il consolidamento del documento emendato nella riunione del 12. mentre, pubblicare il documento proposto da arcigay, azione trans e dgp non mi sembra fair, a meno che non lo facciano/autorizzino loro.

13 05 2008
Fabio

beh nino, in rete prima di una approvazione mi sembra decisamente controproducente.
chi interessato poteva andare alla riunione, almeno a sentire…

13 05 2008
stratex

Però… potrei limitarmi a dire quali sono le modifiche sostanziali che sono state proposte dalle tre organizzazioni… ci devo pensare!

13 05 2008
Fabio

pensaci, grazie ;)

13 05 2008
Nino

avevo premesso che era certamente politicamente scorretto :-) … però in effetti una indicazione dei passaggi controversi per capire il livello di scollamento …

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