Fiorello, Baldini, Alemanno e il Roma Pride 2008
Alemanno tu dimmi perchè / Non possiamo sfilare io te / Forza dai scendi giù / Con la Giacca e il tutù / Ed il tricolore.
Non lo vedi che maschio che sei / Tu non sai quanto piaci a noi gay / Se festeggi con noi / Stai sicuro che poi / Dopo ti rifai le tette…
Bene bene bene…
Ne vedremo delle belle, se va avanti così, fra qualche giorno Gianni Alemanno sfilerà per le strade di Roma accanto a Rossana Praitano in apertura del corteo del Roma Pride 2008. Vuoi vedere che, alla fine, avevano ragione Lorenzo e Federico, a non dire tutto il male del mondo di Gianni Alemanno sindaco, invece di Rutelli?
E se fosse che anche noi visceralmente legati alla sinsitra e alla comunità GLBT fossimo costretti a rivedere le nostre posizioni e a prendere atto che la politica sta effettivamente cambiando anche in Italia e che i nemici non ci sono? O meglio, sono nelle nostre teste, in quell’immaginario colonizzato (scusi monsieur Latouche, se prendo a prestito un suo concetto) da immagini e concetti che sono ormai legati ad un tempo che non c’è più. Insomma, schiavi del passato o proiettati nel futuro? Oppure “con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro” come diceva Pierangelo Bertoli nella sua splendida canzone A muso duro?
Perché questi dubbi? Bè, perché ieri sera ho sentito la replica della trasmissione radiofonica di Viva Rai2 in cui Fiorello e Baldini hanno lanciato la divertente parodia di Y.M.C.A. dei Village People (nota canzone-simbolo dei gay di tutto il mondo) che potete ascoltare nel video che ho postato. In sostanza l’invito esplicito ad Alemanno di partecipare al Roma Pride. Non bastasse, durante la trasmissione, lo hanno intervistato telefonicamente (una sintesi un po’ riduttiva dal Corriere.it) e lì sono uscite, su questo tema, alcune cose importanti: la posizione di Alemanno non solo non è di chiusura, come sembravano far capire le parole del giorno prima sulle esibizioni sessuali, ma è di piena apertura. Alla domanda di Fiorello se avrebbe partecipato al Pride ha risposto testualmente: “devo capire meglio come funziona, parlerò con gli organizzatori”.
Potrebbe sembrare, ovviamente, l’applicazione di una buona strategia di comunicazione da bravo politico che non si impegna. Ma avrebbe potuto usare formule più consolidate, tipo, preferisco non parlarne, non mi sembra una priorità. Invece, come NON HANNO FATTO RUTELLI E VELTRONI, ha detto che vuole capire meglio e parlare con gli organizzatori. A me questo sembra civile e aperto. Certamente meglio che dire si e poi no, oppure trovare sempre qualche cosa di meglio da fare all’ultimo momento.
Nel resto dell’intervista, Alemanno è stato spontaneo, ironico e si è prestato alla “gogna” di Fiorello e Baldini che lo hanno tormentato su tutti i temi più ribattuti dai media negli ultimi giorni.
Vuoi veder che…
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ciao! sono arrivata qui dal blog di cristiana. finalmente una voce fuori dal coro e qualcuno che va dritto alla fonte, senza accontentarsi di come la stampa presenta i fatti! (magari ce ne sono altre, scusatemi se non lo so… ma questa è la prima che leggo, e sarei felice di leggerne ancora). giustissimo definire RIDUTTIVA la sistesi di corriere.it (e aggiungo: di larepubblica.it). per non parlare di come veniva presentata la canzone: un invito di fiorello al sindaco per sdrammatizzare i toni (e qui niente di strano: si stanno tutti affannando a spiegare ad alemanno come si fa il sindaco…). invece: colpo di scena! a sentire con le mie orecchie l’intervista in replica ieri sera scopro che alemanno plaude all’iniziativa di fiorello e baldini e invita LUI per primo a sdrammatizzare…
io spero fortemente che il sindaco sfili al pride. e dentro di me son sicura che lo farà… sarebbe un segno grande e forte!
lilly
ciao lilly e ben venuta. se avrai voglia di continuare a leggere le mie prolisse pagine… ti accorgerai che la mia abitudine è proprio quella di andare alle fonti e di verificare quello che scrivo io, ma soprattutto quello che, spesso sbagliando, scrivono gli altri.
a presto!
staremo a vedere quello che succederà
Sai che anche io sono convinto che o Alemanno sfilerà a Roma o comunque troverà una formula “via di mezzo” che metterà in una pessima luce quanto fatto dai suoi predecessori.
Alemanno nel tempo è cresciuto e migliorato e anche io sono convinto che l’opportunità politica non se la lascerà scappare…
Aspettiamo e vediamo, come avrai visto sono tra i pochissimi a non aver scritto sulla vicenda. il motivo? Semplice, voglio aspettare che ci sia un quadro più chiaro, intanto leggo e indago…
caro andrea, in fatti, anche io sono in posizione di osservatore.
le mossi di alemanno potranno scatenare un cambiamento in meglio che è già nell’aria. le dinamiche che si sono innescate fra le maggiori realtà associative in città fanno chiaramente intendere che basterà una scintilla per modificare radicalmente lo “scacchiere” glbt romano e quindi nazionale.
certo che tutto sto casino tra lettere e non lettere, inviti e non inviti… io non ci capisco più niente. spero solo che non ci siano “chiusure ideologiche”, ma capisco che forse è chiedere troppo… boh… continuo a tenere incrociate le dita e a sperare che il sindaco sfili al pride in un clima di collaborazione (mi sento tanto alice nel paese delle meraviglie…
non capisco perché scatta lo smiley che fa l’occhiolino: io volevo solo chiudere la parentesi!