Un messaggio al giorno… un racconto: primo giorno di scuola

Continuiamo la campagna “Un messaggio al giorno“. Anche oggi, un piccolo racconto, ispirandomi agli amici di Queer Way. Non sono un bravo narratore e le mani le ho già messe avanti qualche giorno fa, continuando a sperare nella comprensione dei miei lettori… chissà se sul sito di Rutelli questo lo pubblicheranno? Pieroni!!! Ci sei?

Primo giorno di scuola

Marcello e Vittorio sono appena tornati dalle vacanze. Ancora qualche giorno e faranno una nuova esperienza: la scuola aprirà le sue porte e li avvierà in un percorso di crescita e di formazione umana e culturale. A 5 anni può essere un trauma, ma loro due vengono da famiglie molto toste e ne hanno già viste parecchie.

Sono proprio due bei frugoletti.

Marcello con una bella carnagione bruna, i tratti vagamente orientaleggianti, occhi nerissimi. Una corporatura snella e scattante che fa già capire la bellezza che fiorirà fra qualche anno. I suoi genitori hanno assecondato la sua vitalità e ha già cominciato ad andare a cavallo e a nuotare regolarmente. Chissà, magari un giorno sarà un atleta famoso.

Vittorio è proprio tutto il contrario. Biondo e di carnagione chiarissima, il viso illuminato dall’azzurro profondo degli occhi e dal rosso acceso delle labbra. Riccioluto e un po’ paffuto, è un po’ riservato e parla poco. Ma quando il suo sguardo incrocia il tuo, capisci subito che ti sta radiografando e in un attimo a capito tutto di te. Inutile dirlo. Sarà un intellettuale, magari un docente. Anche i suoi genitori lo hanno assecondato e per dargli tutto il supporto possibile hanno scelto, insieme ai genitori di Marcello, di mandarli in una scuola che non fosse tradizionale.

E così, Marcello e Vittorio oggi entreranno insieme a scuola. Si conoscono dalla nascita sono cresciuti insieme, perché una forte amicizia lega le loro famiglie, che vivono nello stesso palazzo in Via Galvani. Vacanze insieme, lo stesso nido, pranzi e cene di famiglia allargati e pieni di sapori, colori e rumori.

Scortati da Luca, Martina, Paolo e Giovanna, Marcello e Vittorio arrivano al cancello della scuola e si mischiano al branco vociante degli altri bambini. Chi piange, chi già intreccia le prime alleanze, chi si preoccupa più della merenda che di altro. Ad accogliere i bambini e le famiglie ci sono Sara e Michele, i due insegnanti della classe dove staranno Marcello e Vittorio.

“Salve, io sono Sara e lui è Michele. I vostri bimbi staranno nella nostra classe. Sembrano usciti da una fotografia di Oliviero Toscani!” E via con un intreccio di strette di mano e di sorrisi.

“Buongiorno Sara, buongiorno Michele. Io sono Luca e questo è Paolo. Marcello è nostro figlio”

“Noi siamo Martina e Giovanna. E Vittorio, invece è nostro figlio”

“Ah! Che bello conoscervi. Proprio non vedevamo l’ora di incontrarvi e accogliere i vostri bimbi qui da noi.” annuncia con un’espressione raggiante Michele. Gli fa eco Sara: “Si, si! siamo proprio contenti. Sapete, qui ci sono già altri bambini figli di coppie come voi nelle classi più avanzate e siamo molto soddisfatti di come va avanti la loro educazioni. Sono bambini impagabili: sempre attenti alle esigenze dei loro compagni, cercano sempre di smussare gli screzi e di coinvolgere chi ha l’umore meno buono”

Riprende Michele: “Sara ha ragione. E abbiamo notato che hanno una grande avversione per la violenza. Si vede che hanno avuto un’educazione di alto livello. Avete fatto proprio un buon lavoro con loro! E pensare che c’è ancora gente che pensa che questi bambini non possono essere che infelici!”

“Grazie” dicono in coro i quattro genitori e subito aggiunge Paolo: “L’unica cosa che ci interessa è che i nostri figli crescano sereni e in un atmosfera dove si possano esprimere al meglio delle loro possibilità, circondati d’amore e di attenzioni. Per questo abbiamo fatto di tutto per farli venire da voi, che siete famosi per questa vostra apertura e per il livello del vostro insegnamento.

“Grazie, grazie” risponde Sara, “ma questa è una scuola pubblica come un’altra e per fortuna ormai ci sono molti insegnanti come Michele e me, che non hanno pregiudizi su queste cose. E poi mi pare che i vostri figli siano già perfettamente ambientati!”.

Marcello e Vittorio stanno facendo un girotondo con gli altri bambini, incoraggiati da Michele. Tutti hanno smesso di piangere e giocano felici, in attesa di entrare il classe.

3 Commenti

  1. Commento di Andrea on Venerdì 28 Marzo 2008 3:07

    Uhmmmm…. se Marcello fosse mio figlio mancherebbero un bel po’ di vizi! ;) So già che se dovessimo avere un figlio sarebbe viziato peggio di Paris Hilton! :P

    Come ti dicevo abbiamo lanciato una mini campagna per questi racconti dedicati a Rutelli, la trovi qui: http://www.queerway.it/dblog/articolo.asp?articolo=941
    e qui: http://www.queerway.it/dblog/raccontiRutelli.asp

    A presto

  2. Commento di stratex on Venerdì 28 Marzo 2008 3:22

    @ andrea… ed io ho prontamente aderito copiando i miei raccontini :-))

  3. Commento di Andrea on Venerdì 28 Marzo 2008 7:13

    Viasto, visto, bravo Guido, cerchiamo di pubblicizzare un po’ l’iniziativa. Più saranno i racconti pubblicati su queerway e non pubblicati sul sito di Rutelli maggiore sarà la risposta che potremo dare in qualsiasi momento al futuro sindaco!

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