10 domande etiche a Valerio Pieroni
Valerio Pieroni, nel suo blog commenta una notizia che ha fatto il giro del mondo. Anzi le foto hanno fatto il giro del mondo. Si tratta della vicenda (e delle foto) di Thomas Beatie, transgender al quinto mese di gravidanza. Ovvero di una donna che ha iniziato il percorso per diventare un uomo, mantenendo ancora l’intero apparato riproduttivo femminile. Oggi si trova in una tappa intermedia in cui non ha più i seni e ha una peluria ed una corporatura maschile. Ed in più è incinta. Ovviamente lo scandalo è “l’uomo incinto”. Tutti sanno benissimo che non è una cosa possibile perché anatomicamente non esiste nessuna possibilità in natura che un uomo rimanga incinta. Si tratta più propriamente di una transessuale che probabilmente dopo il parto (ammesso che sia tutto vero e che sia possibile nonostante le forti dosi di ormoni previste dalla trasformazione) deciderà di completare completerà il suo percorso e diventerà un uomo, Ma non è detto. come egli stesso afferma nell’articolo che ha pubblicato (ovviamene in inglese) su Advocate.
Si tratta di un caso limite, ovviamente, ma buono per trattare tutti i transgender nello stesso modo.
Ecco il testo del post di Pieroni:
Basta. Non se ne può più. Soprattutto basta con questa falsa modernità. Chiamatemi pure retrogrado o bacchettone, ma stiamo superando ogni limite. A me una cosa del genere mi fa solo che orrore, perché ancora una volta si nega il diritto inalienabile del nascituro a crescere in un contesto tranquillo. Ricordiamoci che il neonato è l’unico che in questa storia non abbia diritto di parola.
Per carità, ben vengano la scienza e la ricerca. Ma se queste servono solamente per accontentare i capricci di qualcuno, è meglio dedicare risorse e tempo in ricerche che servono ad alleviare dolore a chi soffre realmente qualche malattia seria e non per soddisfare chi cerca egoisticamente un figlio come per coltivare un hobby (oltretutto da commercializzare, come si evince dalla foto sulla rivista).
In un mio commento al suo post, pongo a Pieroni alcune domandine semplici semplici, che però richiedono molta preparazione e documentazione per formulare le risposte, in attesa che egli risponda:
1. Puoi definire il concetto di contesto tranquillo?
2. Una volta definito il contesto tranquillo, in base a che cosa affermi che esiste un diritto del nascituro a crescervi?
3. Perché definisci tale diritto inalienabile?
4. Che cosa intendi per modernità e dunque per falsa modernità?
5. Come definisci il limite che staremmo superando? In riferimento a quale contesto è definito il limite? E cosa significa superarlo?
6. In quale altra circostanza diversa da quella oggetto del tuo post il nascituro/neonato ha diritto di esprimersi e in quale modo lo farebbe?
7. In base a quale fatto/motivazione oggettivo puoi affermare che la persona in questione desidera accontentare un suo capriccio? E in che cosa sarebbe diversa dagli atteggiamenti di altri madri o padri che generano figli in modo inconsapevole o irresponsabile?
8. In base a quale motivazione il desiderio di paternità/maternità di un single dovrebbe costituire una forma di egoismo oppure un hobby?
9. In cosa differisce la “commercializzazione” della situazione presentata nel tuo post rispetto all’utilizzo di immagini di maternità/paternità/familiarità/infanzia agli stessi fini commerciali di propaganda/promozione di prodotti?
10. In base a quale motivazione la scelta fra la fecondazione medicalmente assistita di un single transgender deve essere considerata meno prioritaria della ricerca per la terapia medica e farmacologica delle malattie, anche in considerazione della disparità di risorse dedicate alle due tipologie di ricerche?
18 Commenti
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guido ho qualche dubbio su una eventuale risposta di pieroni, e se lo farà porterà come bibbliografia solo la bibbia!
ad ogni modo io ho letto l’articolo su The Advocate e non voglio esprimere giudizi.
da quanto ho letto la transizione completa non c’era stata per scelta (fatti suoi/loro, o no?) e la decisione di portare avanti lui la gravidanza dipende solo dal fatto che la moglie (sono regolarmente sposati… non chiedermi come perché non lo so) ha avuto una isterectomia, quindi non c’era alcun altro modo, se non un utero in affitto aggiungo io… i due sono pienamente consapevoli del clamore che la cosa suscita e sono anche preoccupati perche addirittura nelle loro famiglie alcuni non erano a conoscenza della realtà.
io penso che questa cosa era meglio se non veniva fuori, per evitare inutili clamori e per non dare adito a persone dubbie come il pieroni di sbraitare (come invece ha fatto…
Questo evento mi suscita pensieri sparsi…
Che il feto non abbia diritto di parola è semplicemente lo stato naturale delle cose.
Ma sono altre le cose da ricordare: che il diritto di parola , per fare un esempio estremo, non ce l’hanno i bambini buttati nei cassonetti, ne’ probabilmente le loro madri cresciute nell’ignoranza e nella vergogna di sè. E non ce l’hanno molti bambini che vivono in famiglie “regolari”, consacrate e non, anche quando la parola potrebbero averla ma nessuno gli riconosce questo diritto.
Credo che la questione principale sia il POTERE.
Il potere che viene comunque esercitato dai genitori sui loro figli, sia dentro che fuori la pancia. Il problema è il modo in cui questo potere viene esercitato, con quale COSCIENZA e quali OBIETTIVI, se ce ne sono.
Trovo veramente offensive certe frasi del signor Pieroni, che danno per scontata la pochezza morale di chi fa semplicemente una scelta diversa, ma comunque una SCELTA. E quando non si sceglie che genitori si diventa?
Vorrei ricordare al signor Pieroni che la famiglia è prima di tutto un nucleo AFFETTIVO.
Se l’identità sessuale dei genitori possa essere un problema per i figli, io non lo so, potrebbe anche succedere, ma mi sembrano problematiche risolvibili, se si evolvono in un contesto di accettazione e rispetto, dimensioni da cul il signor Pieroni mi sembra lontano.
grazia
Mi è venuta in mente una frase che mi ha detto un’amica in un mio momento critico:
“Nulla è certo, tranne il cambiamento!”
grazia
Immagino tu sappia che non riceverai mai risposte e che, qualora arrivassero, sarebbero paradossali quanto i post che Pieroni pubblica sul suo blog!
Vabbè questo si chiama masochismo:
1) perchè continuare a dare importanza ad un personaggio del genere
2) mettiti l’anima in pace e vedi di aspettarti una risposta cipiaincollata o una non risposta
¿Contexto tranquilo ?(¿contesto tranquillo?) Sólo se necesita “amor”.
so bene che sarà alquanto improbabile che pieroni mi risponda. ho la netta impressione di essere stato molto imbarazzante con le mie domande, che lo inchiodano ai suoi pregiudizi privi di ragionamento e di concretezza.
in realtà, io quelle domande le ho rivolte prima di tutto a me, per cercare di capire fin dove io stesso potevo arrivare a comprendere questa faccenda. mi aveva infatti sfiorato la parola “mostro”, ma ho reagito razionalmente, rifiutando di farmi prendere io stesso dalla fretta. mostro, invece nei commenti del post di pieroni lo hanno scritto in tanti, insieme ad un sacco di fregnacce che dimostrano come la vera natura del PD è la sua sostanziale equivalenza alla DC, in versione bacchettona e conservatrice.
e leggendo quelle scempiaggini non argomentate, ho confermato a me stesso ancora una volta che SINISTRA ha ancora senso per me e che io ci sto dentro per intero.
@ grazia
i tuoi ragionamenti sono quelli di una persona aperta e di una mamma con i fiocchi. e trovo molto interessante il tema del potere esercitato sui figli e delle scelte che li riguardano. a questo punto, io non mi chiedo come verranno su i figli di thomas, ma come verranno su quelli di pieroni!
@ juanat
hai compreso, professore, contro cosa combattiamo in italia?
Posso aggiungere una domanda? (che credo che pieroni cancellerà dai commenti al suo post?)
Chi mi assicura che un bambino dovrebbe essere più felice se figlio di Pieroni o Ferrara e in base a quale principio?
besos rojos
ladytux
@stratex….non avevo letto la tua risposta a grazia…
besos rojos
ladytux
besos rojos anche a te, ladytux… e anche ieri, a genzano, mi sei sfuggita!
Fare domande sensate e razionali a persone come Pieroni è come cercare di misurare la distanza con una bilancia.
Pieroni è in buona compagnia, come spesso accade (basta leggere il parere di Adriano Pessina, “esperto” di bioetica…).
In fondo è più semplice sbraitare senza perdere tempo a farsi domande; tantomeno a rispondere alle tue!
benvenuta chiara! che piacere! lo so lo so che quello che dici è vero… ma come scrivevo più sopra, io queste domande le ho poste principalmente a me, perché non è proprio facile facile ragionare su questi temi, facendosi distrarre da qualche foto d’effetto e un clamore ingiustificato per un episodio tutto sommato umano.
L’intervento di Pieroni era sbagliato sin dal titolo, quando diceva “La scienza rovina la vita ad un futuro bambino”.
Ma perché dovrebbe rovinargliela? Perché nel contesto sociale il figlio di un transessuale sarebbe visto con sospetto, derisione, emarginazione? Ma allora la colpa non è della scienza, ma della cultura dominante.
e bravo anghelos… come glielo spieghiamo a quelli che la pensano come pieroni? parlando parlando parlando… ovunque e con chiunque: agenti individuali di cambiamento sociale
Non sapevo che era sposato e che sua moglie fosse sterile. Uno dei dubbi che avevo era proprio riguardo il contesto affettivo in cui sarebbe cresciuto il bambino, perchè l’eventualità “sfida” alla cultura dominante c’è in una vicenda del genere e un figlio non si fa per sfida (indipendentemente dall’essere transgender o altro).
Se le cose stanno così è proprio un bellissimo evento. Ha fatto da utero con il suo utero a quello della compagna, impossibilitata. E nello stesso ha recuperato e vive pienamente la sua parte femminile.
Direi che meglio di così non potrebbe essere. Auguri di una gravidanza serena e di una genitorialità, per ambedue, lieta e consapevole.
Guido, questo post è la dimostrazione di come si può smontare l’omofobia: ponendo le domande giuste. Di fronte al buon senso e al ragionamento, l’omofobia perde coerenza e consistenza, si affloscia come il soufflé di livore e pregiudizi che è.
L’odio di cui Pieroni e altri personaggi si fanno portavoce è sconcio quanto il silenzio con cui i padrini politici di questa gente non rispondono alle domande (o direttamente le censurano) per non ammettre di avere sbagliato o non esporre la loro spaventosa idea di una democrazia totalitaria, in cui un caso del genere non potrebbe avvenire perché il bmbino sarebbe stato immediatamente dato ad una famiglia integralista, e la madre sarebbe stata caricata su un elicottero, con destinazione l’Oceano.
non si tratta di essere omofobici. io sono una madre di tre figlie, che mi sono allevata da sola, sono di sinistra, ho amici omosessuali. questo per non sentire subito domande del genere ” ma tu che ne sai ? ” ecc ecc. Andrebbe tutto bene se il tutto venisse vissuto all’interno della coppia come un fatto normale, una gravidanza normale, ed un parto normale. Invece questo bambino non ancora nato è già nel giro del business, delle foto, interviste, commenti, blog, giro del mondo, chi è la madre e chi è il padre. Questo non va bene, Un figlio merita rispetto prima ancora che venga al mondo..e sbatterlo in cronaca vuol dire ridurlo ad un bel fenomeno da baraccone. E non c’entra la storiella-trans-senza-utero-con-utero-mezzoutero..è questione di rispetto verso un bambino.
rispetto. parola di cui non si conosce più il significato.
cristina
@ missminnie
guardando alla questione in generale, sono d’accordo con te.
penso che quella coppia stia cercando di vivere la cosa come la intendi tu. ma è anche vero che sono persone che stanno lottando per vedersi riconosciuti dei diritti da parte delle istituzioni e per ottenere un riconoscimento sociale in primis nelle loro famiglie.
non si tratta dunque di una situazione ordinaria. il problema centrale non è il bambino non ancora nato, ma la situazione nel suo complesso. c’è già chi si pone il problema di quando la bambina saprà… probabilmente, quando crescerà questi episodi non saranno più così scandalosi ed in ogni caso la sua famiglia sarà composta di un uomo e una donna sposati, proprio come piace a molti benpensanti bacchettoni, cui evidentemente, minnie, non appartiene.
vedremo quando la bimba nascerà cosa accadrà.