Cina e motori, gioie e dolori
Pomeriggio al Palazzo delle Esposizioni, in compagnia di Andrea. Al primo piano Cina XXI secolo (Arte fra identità e trasformazione), al piano terreno Il mito della velocità (Arte, motori e società nell’Italia del ‘900).
L’esposizione dedicata alla Cina non è molto ricca, ma presenta alcune opere molto selezionate che danno una chiara idea del travaglio di quella società in accelerazione. Centri urbani che cambiano faccia in una stagione, annichilimento delle persone, perdita diffusa dei valori culturali di una cività millenaria. Almeno per quel che riguarda la popolazione urbanizzata. Immagino che nelle campagne le cose siano profondamente differenti. Mi ha fatto molta impressione vedere come nonostante la loro urbanizzazione sia iniziata con decenni di ritardo rispetto a noi, il regime di Beijing abbia compiuto il medesimo percorso, compresi gli stessi errori. Con il risultato che le maggiori città della Cina in accelerazione ormai disegnano skyline identici a quelli di Londra o di New York e l’arte testimonia ormai le stesse cose che ha tesimoniato in occidente. E’ impressionante anche notare come anche l’arte contemporanea sia omologata interamente ai modelli occidentali e non vi siano più tracce delle millenarie evoluzioni che l’hanno preceduta.
Meno densa di significati legati all’attualità, la mostra sulla velocità si presenta più ricca di suggestioni e di emozioni. Un apparato notevole di multimedialità e di modelli in esposizione (veri gioielli del design), con documenti e testimonianze pittoriche a me molto care. Però, sebbene affascini, la mostra rimane evanescente, quasi un lieve piacere edonistico, che non lascia molte tracce, se non quelle del richiamo di alcuni ricordi personali che affiorano camminando indietro nel nostro ‘900.
In ogni caso, un bel pomeriggio, con una compagnia di ottimo livello, immersi in viaggi suggestivi.
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A me la mostra sulla velocità è piaciuta molto, il tema era evanescente e l’allestimento ha permesso di rendere il percorso comunque interessante.
Sulla Cina: concordo in pieno con le tue riflessioni. L’immagine che credo mi abbia colpito di più è la foto del dormitorio (non ricordo l’impronunciabile nome dell’autore). Nel dormitorio orientale che è insito nella mentalità occidentale sono rappresentati 2 millenni di storia dell’arte occidentale e nessun riferimento all’arte orientale, non ci sono Okusai e gli altri ma campeggiano Man Ray, Gauguin, Leonardo e Prassitele. Credo potrebbe essere l’immagine manifesto dell’oriente contemporaneo!