7 fatti laici

10 03 2008


Enzo Marzo e Maria Gigliola Toniollo hanno presentato una proposta all’opinione pubblica e alle forze politiche chiedendo di aderire sia ai singoli, sia alle associazioni.

Per aderire a “7 FATTI LAICI” (il link potrebbe non essere temporaneamente) attivo è possibile inviare un’email a questo indirizzo adesione@fattilaici.org, mentre per avere informazioni, si può scrivere a info@fattilaici.org.

Ovviamente, manco a dirlo, questo blog ed il suo autore condividono ed sottoscrivono i 7 Fatti Laici.

Il 17 marzo dalle 17 alle 20, presso la Sala Mercede (via della Mercede, 55 in Roma) si terrà un convegno 7 Fatti Laici: tutti in ginocchio? Programmi elettorali e garanzie laiche, nel corso del quale avrà luogo un confronto pubblico con esponenti della politica e della società civile. Parteciperanno Gianni Cuperlo (Pd), Franco Grillini (costituente socialista), Lanfranco Turci (Costituente socialista).

Chi fosse interessato a partecipare, deve prenotare scrivendo a info@fattilaici.org

7 FATTI LAICI

A parole tutti o quasi oggi si dicono laici, ma non c’è laicità senza la più rigorosa neutralità delle istituzioni su convinzioni morali, religiose e filosofiche, senza la garanzia di pari dignità sociale delle persone e senza la separazione fra istituzioni pubbliche e confessioni religiose: non c’è laicità, quando si esige o si accetta di trasformare in obbligo giuridico i dettami morali di una chiesa o si assiste senza reazione all’occupazione delle istituzioni da parte delle gerarchie vaticane. Laicità è riconoscimento alle persone del diritto di scegliere liberamente riguardo la propria vita e il proprio corpo, ed è possibilità di attuare le proprie scelte. Laicità è anche reale coinvolgimento nelle decisioni pubbliche sulle scelte private.
Riteniamo, in questa sede, che per comprenderci meglio e riconoscerci come laici vi sia la necessità di stabilire un minimo comune denominatore con la definizione di alcuni obiettivi concreti:

1. ABOLIZIONE DEL CONCORDATO

e di ogni forma di privilegio diretto e indiretto a favore della Chiesa cattolica nella legislazione e nelle politiche pubbliche. E’ necessario e urgente rimettere in discussione l’intero meccanismo di finanziamento pubblico: l’attuale normativa sull’8 per mille, l’esenzione del pagamento dell’Ici per le attività commerciali della Chiesa cattolica. Censimento di tutti i finanziamenti arbitrari di Stato, di Regioni e di Enti locali alla Chiesa Cattolica. Necessità di una scuola pubblica laica, a partire dalla scuola dell’infanzia. Abolizione dell’incostituzionale finanziamento pubblico delle scuole confessionali e l’abrogazione della legge che immette automaticamente in ruolo – anche in materie umanistiche e senza concorso – gli ex professori di religione scelti dalle Curie.

2. PIENO RICONOSCIMENTO DELL’AUTODETERMINAZIONE NELLA MATERNITA’

Le istituzioni devono promuovere campagne di informazione sessuale, anche nelle scuole, per la conoscenza dei mezzi di prevenzione; devono agevolare l’acquisto degli anticoncezionali, abolire l’obbligo di ricetta per l’acquisto della pillola del giorno dopo (contraccezione di emergenza) e soprattutto assicurare che l’effettiva operatività della legge 194 sia sempre garantita con personale non obiettore presente in tutte le strutture esistenti, consentendo anche l’uso della pillola abortiva Ru 486. E’ necessaria una nuova legge in materia di fecondazione assistita o una profonda revisione della legge 40, che parta dall’abolizione delle limitazioni già riconosciute illegittime dall’Autorità giudiziaria e che disponga nuove linee-guida.

3. DIFESA DELLA LIBERTÀ DI SCIENZA

che non può essere limitata, né condizionata, da convinzioni confessionali o ideologiche.

4. RICONOSCIMENTO DELLE DIRETTIVE ANTICIPATE DI FINE VITA

(testamento biologico) con la stessa ampiezza decisionale di chi ha piena capacità.

5. REALIZZAZIONE DELL’ASSOLUTA UGUAGLIANZA GIURIDICA

della parità di diritti e pari dignità sociale per tutti, senza differenza di orientamento sessuale e di identità di genere in materia di diritto di famiglia, nel riconoscere da parte dello Stato una pluralità di modelli famigliari e nella garanzia dei diritti materiali e morali dei minori e dei terzi.

6. RIDISCUSSIONE DELLA NATURA, DEI COMPITI E DELLA COMPOSIZIONE DEL COMITATO NAZIONALE PER LA BIOETICA

che deve informare e coinvolgere il pubblico sulle proprie tematiche. Esso deve inoltre diventare organo di alta funzionalità interna e di riconosciuto valore internazionale e quindi deve essere un organismo autorevole per professionalità e competenza, equilibrato tra le varie concezioni politiche, religiose e filosofiche.

7. RIFIUTO DELL’ASSERVIMENTO DEI MEDIA

soprattutto di quelli pubblici, che si fanno strumento improprio di propaganda religiosa.


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Una risposta

10 03 2008
liblab

Bravi, da socialista sottoscrivo.

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